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CAPITOLO 5

CAPITOLO 5

La lezione di arte inizia. Miru lancia un'occhiata rassicurante a Niel per dirgli che va tutto bene.
Non è la prima volta che qualcuno la tratta male, non c'è da meravigliarsi. Ormai è ovvio che nella sua fronte è attaccato un biglietto con scritto:"Sono una vittima, trattatemi pure come vi pare e piace"

"Non è come pensi, lei è cosí con tutti" sussurra Hyemi, leggendole nel pensiero.

Miru aggrotta la fronte e pensa:"Come hai fatto?"

"Si chiama telepatia, mia cara Miru." risponde Hyemi, facendo l'occhiolino.

"La mia telepatia, invece, dice che sei pazza di me" dice Jonghyun, dietro di loro. Adora darle fastidio, il modo in cui s'innervosisce e come risponde.

Miru cerca di non scoppiare a ridere per quella frase inaspettata, mentre Hyemi ride ironicamente.

"Ah ah. La telepatia, molte volte, riempie le persone d'illusioni." dice, guardando Miru ma rivolgendosi a Jonghyun.

"Lee Hyemi, hai finito di distrarti?! Rileggimi le ultime frasi che ho dettato!" si lamenta la professoressa, alzando la voce inutilmente.

"Tsss, solo perchè ha perso il filo del discorso.." borbotta Hyemi, aprendo il suo quaderno. Sorride in imbarazzo dopo aver scoperto che nè lei, nè Miru hanno scritto qualcosa di tutto quel che è stato spiegato.

Jonghyun le passa il proprio block-notes di nascosto e lei non puó far altro che accettarlo, roteando gli occhi.

~

L'ora di pranzo arriva dopo un secolo e Miru resta ancora un po' seduta a cercare di svegliare il suo corpo addormentato, che non vuole più alzarsi dalla sedia.
Niel la aiuta afferrando i suoi polsi e tirandola come un sacco di patate.

"Ahahah vi farei un video!" dice Hyemi, rimpiangendo il fatto che a scuola non si puó usare il telefono.

"..sbrigatevi che ho fame" dice dopo, uscendo dalla classe.

Davanti all'ascensore incontrano Yoon da sola, perció si calmano e cominciano a comportarsi normalmente.
Il silenzio è imbarazzante, quasi da mettere i brividi. Hyemi spera con tutta se stessa che le porte dell'ascensore si aprissero subito, anche se sa benissimo che ci mette circa due minuti ad arrivare al piano terra.

Girano strane voci su Kim Yoon, che di certo non la rendono una buona persona e fanno sí che nessuno provi ad avvicinarsi a lei e farsela amica. Escluso Choi Dal Po, il suo vicino di banco. Lui è un tipo strano, ma si dice in giro che lei lo frequenti solo per andare bene ai compiti in classe. Nessuno sa la verità con certezza.

Niel inizia a fischiare, cosí senza un motivo, e Miru lo segue inconsapevolmente. Hyemi sgrana gli occhi e abbassa lo sguardo, non sapendo se farlo anche lei o no.
Yoon inarca un sopracciglio ed incrocia le braccia, mossa che fa smettere di colpo i due.

Le porte si aprono e aspettano che sia lei ad uscire per prima.

Quando si assicurano di non vederla più, escono le risate che hanno trattenuto per quel che è appena successo. Finito di prendersi in giro a vicenda, vanno a mangiare.

Ed è cosí che Miru lo rivede. Il motivo per cui aspettava impazientemente l'ora di pranzo non era del tutto il cibo, lasciamo una piccola percentuale a Kai.

Sta mangiando in compagnia di Jonghyun ed accanto a lui oggi c'è anche Yoon. I tavoli che lo circondano sono pieni di ragazze dagli occhi maliziosi, che hanno fatto a gara per sedersi per prime.

Kai si sente un po' a disagio, questa volta. Senza farsi notare lascia girovagare il suo sguardo in cerca di qualcuno, ma dubita di poterla trovare in mezzo a queste ragazze.
È da stamattina che sembra cosí disattento, smarrito e diverso dal solito.

"Chi cerchi?" chiede Jonghyun, che ovviamente l'ha scoperto, dandogli una gomitata. Kai soffoca una risata, mugugliando un leggero 'stai zitto'.

Quando incrocia finalmente lo sguardo di colei che stava cercando, abbassa la testa e sorride alla sua fetta di carne. Yoon lo osserva irritata.

"Oppa, la smetti di sorridere come un mongoloide e finisci quel che c'è nel tuo piatto?" chiede in tono freddo, infastidita da tutte le ragazze rumorose che é costretta a vedere e sentire ogni giorno. Suo fratello non le è di certo d'aiuto perchè non riesce a capire cosa ci trovano di tanto speciale in lui, un bambino infantile che fa tanto il bravo ragazzo.

Kai riempie la bocca d'aria ed annuisce, vergognandosi un po' di se stesso.
'Cosa mi sta succedendo?' si chiede, poggiandosi una mano in fronte per capire se ha la febbre.

~

Miru's POV

Mi limito ad osservarlo da lontano mentre sorride tra sè e sè. È così bello il suo sorriso, resterei a fissarlo per tanto tempo.
Chissà quale sarà il motivo. Forse sono quelle ragazze.. In fondo anche mio fratello, nonostante continuasse a negarlo, è contento di avere un sacco di fan.

Ad un certo punto, vedo le sue guance ingrandirsi ed una sensazione di tenerezza mi colpisce. È cosí paffuto in questo momento, mi viene voglia di andare lí e pizzicargli le guanciotte.

Si poggia una mano sulla fronte; deve fargli male la testa per tutto questo casino. Si comporta proprio come Luhan.

Grazie a Niel che mi sta sventolando una mano in faccia, ritorno alla realtà.

"Uno.. due.. Miru sei connessa?" chiede Hyemi, premendo un dito contro la mia guancia.

Scuoto le spalle per dir di sí ed indico il tavolo libero che ho trovato. È lontano da tutto e da tutti, ma dovrebbe andare piú che bene.

Ci avviamo lí e mangiamo come se non l'avessimo mai fatto in vita nostra. Sono contenta di aver conosciuto questi due, con loro sono me stessa.

..

Al suono della campanella, ci troviamo già nel corridoio per andare in classe.

"Buongiorno ragazzi!" dice una voce familiare, dietro di noi. Ci voltiamo contemporaneamente e le sorridiamo. Si tratta della professoressa di filosofia, quella che mi ha accolto ieri.
Proprio pochi minuti fa Niel mi ha parlato di lei, raccontandomi che è la coordinatrice della nostra classe e che considera tutti i suoi alunni come figli, visto che non ne ha.

"Salve prof" dice Niel con il suo tono allegro.

"Cosa vi dovevo dire?" dice la professoressa, alzando lo sguardo verso il soffitto per ricordarsi.

Noi rimaniamo in silenzio a guardarla. L'importante è che abbiamo un motivo valido per rientrare in classe leggermente in ritardo.

"Ah Miru! Ieri non sei passata in segreteria prima di andare in classe, giusto?" come succede nei film, una lampadina si accende di scatto sopra la sua testa.

Annuisco. Ha ragione, ieri credevo di essere in ritardo e non mi è neanche saltato per la testa di passare in segreteria. Anzi, in realtà neanche lo sapevo. Non ho mai cambiato scuola, cosa ci dovrei andare a fare in segreteria?

"Allora vieni con me e voi ragazzi, invece, andate ad avvisare il vostro insegnante." dice la professoressa, facendomi segno di seguirla.

Faccio spallucce e saluto Niel & Hyemi con la mano.

Prendiamo insieme l'ascensore esclusivamente riservato ai professori e scendiamo al piano terra.
Rieccomi qui, il cibo mi chiama.

"Ti sai già orientare in questa scuola?" chiede la professoressa, all'improvviso.

"Ancora no.." rispondo, guardandomi attorno giusto per far finta di studiare ogni particolare di questo nuovo punto della scuola. È troppo imbarazzante guardare in faccia un'insegnante.

"Ma come? Niel e Hyemi non ti hanno ancora fatto il tour della scuola?" chiede stupita, smettendo di camminare.

Trovo carino il fatto che li abbia chiamati per nome, a differenza degli altri professori; ma trovo un po' esagerata la sua reazione. Questa scuola è grandissima, ci vorrebbero un paio d'ore per girarla tutta!

"Aaaah, cosí non va bene mia cara Miru. Dobbiamo trovare una soluzione." sospira, prima di farmi entrare in segreteria.

E niente, mi fermo davanti alla scrivania di una signora che stranamente mi conosce giá ed inizia a riempirmi di domande sulla vecchia scuola, peggio di un interrogatorio.

"Come ti trovavi nella vecchia scuola? Se non sbaglio anche quella è una delle piú prestigiose: in molti vorrebbero frequentarla!" smette di guardare il foglio da compilare e mi pone questa domanda piuttosto personale.

Abbasso lo sguardo e stropiccio il bordo della gonna della mia divisa scolastica. Il mio silenzio, peró, non le basta come risposta. Lei continua a guardarmi, in attesa.

"Ero considerata la depressa della scuola, quella che si tagliava e che ogni giorno cercava inutilmente di guadagnarsi l'attenzione altrui. Come se me ne fosse importato qualcosa di loro, che non erano altro che delle persone cattive, senza un cuore." dico, trattenendo le lacrime. Non devo piangere, io sono forte. L'ho promesso a me stessa, non posso piangere solo per questi stupidi ricordi che mi tormentano.

La segretaria mi guarda con occhi profondi e pieni di compassione, come se si stesse pentendo di avermi fatto quella domanda.
Sicuramente si aspettava una risposta diversa, tipo un allegro:"Sí, ma questa scuola è migliore!".
Meno male che, capendo come posso sentirmi, non osa piú parlare di quel discorso e continua con le domande elencate.

Dopo venti minuti finisce, dicendo di aver finalmente completato l'iscrizione.

La saluto educatamente ed esco dalla segreteria dove spero di ritrovare la professoressa di filosofia perchè da qui non ho la minima idea di come tornare in classe.

"Oh, grazie al cielo mi sei capitato davanti agli occhi..
Ho un favore da chiederti, una mia nuova alunna non conosce ancora bene la scuola. Potresti mostrargliela tu per bene?" la sua voce mi fa tirare un respiro di sollievo, ma quel che dice mi fa salire il panico. Non vorrà mica che quell'estraneo mi faccia il cosiddetto tour della scuola?

Non ho ancora aperto la porta, ma riesco a vedere le loro due sagome tramite queste tende.

Che sfigata che sono, ammetto di saperlo benissimo. Dovunque vado c'è sempre la sfortuna a darmi il benvenuto. Sono abbastanza timida, non puó farmi questo.

"Per me non è un problema, professoressa." risponde lui, inchinandosi.

Mi mordo l'interno guancia, insicura di uscire. Conto fino a tre, uno due tre, ed apro la porta.

"Miru, ho trovato la persona piú che giusta per renderti familiare a questa scuola" dice la professoressa col sorriso stampato sulle labbra.

Sorrido in imbarazzo e guardo 'la persona piú che giusta'.

Kai.

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