Capitolo 3
Alexandra
Inutile dire che tutti erano increduli, perfino Jude: le loro bocche formavano una grossa O senza però emettere alcun suono.
'È impossibile' dice Kevin 'E invece è proprio così, facevamo anche parte della stessa squadra di calcio, è lì che ci siamo conosciuti' 'Quindi la figlia di papà Alexandra Collins sa giocare a calcio?' dice sarcastico Jude 'Ebbene si testa di rapa, e magari anche meglio di te e comunque, se sono femminile non vuol dire che io non sappia giocare a calcio. Prima ti ricordo che mi hai vista palleggiare il pallone, e ti ho già detto di non provocarmi, o non sono stata abbastanza coincisa con le parole?' non lo sopporto, per quanto possa essere attraente –aspetta ho davvero detto attraente?- Jude sta facendo uscire il lato peggiore di me.
Prima di andare via dico 'Sharp fai attenzione: chi gioca con il fuoco potrebbe scottarsi, ora se non vi dispiace io me ne vorrei anda-' 'Aspetta!' interviene subito Mark 'Perché non fai una partita di calcio con noi?' Sto per dire di no, ma è più forte di me acconsentire: è da tanto che non calcio per bene un pallone.
Prendo la divisa che mi danno Silvia e Celia, mi dirigo nello spogliatoio e mi inizio a cambiare; mi sto per mettere la maglia, quando sento la porta aprirsi, io ero girata di spalle, ma pensando che fossero Celia e Silvia dico 'Ragazze è successo qualcosa? Scusatemi per la scenata di prima ma Jude mi ha fatta uscire di senno' 'In realtà non sono né Celia né Silvia' quella voce... sento che sta ridendo, ma appena mi giro di scatto verso di lui, mi ricordo di essere in reggiseno.
Sento le guance bruciare dall'imbarazzo, a causa del mio seno esposto. Cerco qualcosa con cui coprirmi e trovo l'asciugamano; per tutto quel lasso di tempo la sua risata era cessata e le sua guance si erano tinte di un leggero rossore e il suo sguardo bruciava sulla mia pelle.
'Perché sei entrato? Potevo anche essere nuda, non ti hanno insegnato a bussare?' 'Si ma non l'ho fatto, e devo dire che non me ne pento' lo guardo male lanciandogli addosso la prima cosa che trovo sottomano, ossia la maglietta della divisa, ma me ne pento all'istante, perché è proprio quella che devo mettere 'Sono entrato per finire il discorso di prima, tu non capisci con chi ti stai mettendo contro Alexandra, inoltre mi hai fatto apparire di fronte agli altri come uno scemo, non mi lascerò sottomettere da una ragazzina come te' mi ha chiamate per nome...quanto suonano bene quelle nove lettere uscite dalla sua bocca -Alex sveglia ti ha appena minacciata!- 'È una minaccia Sharp?' 'No, ma prendila come tale' detto questo si avvicina con la maglia in mano, io indietreggio andando a sbattere contro il muro ma lui non cessa di farsi avanti, i nostri respiri si fanno pesanti e i nostri volti sono a pochi centimetri di distanza. Lo guardo, cercando di capire di che colore siano i suoi occhi sotto quelle spessi lenti. Sento qualcosa dentro di me nascere, che sia il desiderio di quelle labbra? Impossibile, lo conosco solo da questa mattina e siamo come cane e gatto.
'J-Jude... Devi darmi la maglietta, la partita sta per cominciare' sono bastate queste parole far si che lui indietreggiasse, tirasse un pugno sul muro e mi tirasse la maglietta che aveva ancora in mano, per poi uscire e sbattere la porta; io in tutto ciò sono rimasta immobile, sfiorandomi la guancia bollente e indossando la maglietta, per poi uscire come se nulla fosse.
Skip time.
La partita è appena terminata e sto tornando a casa; devo dire che non è andata molto male: grazie a due delle mie tecniche speciali sono riuscita a dribblare Caleb e Nathan e a segnare con Mark in porta. Dire che Jude fosse sconvolto è poco, sicuramente non si aspettava questo da me; e sinceramente delle sue minacce mi ci pulisco la suola delle scarpe.
'Ciao mamma, ciao papà' saluto appena entrata a casa 'Dove sei stata fino ad adesso?' 'Ero al campo al fiume, ho fatto una partita con i miei compagni, scusate se non vi ho avvertiti. Ora se non vi dispiace vado a farmi la doccia'. Dopo essermi lavata e aver mangiato mi butto sul letto, pensando che, come primo giorno, non è stato male ma, prima di addormentarmi, penso a quel ragazzo con mantello e occhialini, so già per certo che il nostro rapporto sarà basato sull'odio, ma alla fine io non gli ho fatto niente, apparte difendermi e rispondergli.
Spazio Autrice
Ecco il terzo capitolo, spero vi piaccia!
Abbiamo potuto notare che tra i due protagonisti non scorre affatto buon sangue, ma chissà.
Cosa succederà tra i due?
Se vi è piaciuto il capitolo lasciate un commento e una stellina.
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