Capitolo 13
Alexandra
Quando i miei lunghi capelli sono perfettamente arricciati e sciolti lungo la schiena, mi faccio i soliti codini per non farli ricadere sul viso.
Mi controllo allo specchio, e le uniche cose che mancano sono i vestiti puliti e il trucco.
Controllo l'orologio e come al solito sono in ritardo: tra una decina di minuti dovrebbe passare a prendermi Bryce.
Dobbiamo uscire e fare un giro per non lasciarmi in totale solitudine, siccome i miei genitori sono dovuti nuovamente partire per un viaggio in qualche lato sperduto del pianeta.
Per me loro è come se non esistessero, non sono e mai saranno delle persone frequenti nella mia vita.
Molto spesso mi chiedo se si ricordino di avere una figlia.
Il suono del campanello mi riscuote dai pensieri.
'Maledizione!' Impreco, correndo e frugando frettolosamente dentro l'armadio.
Prendo la prima cosa che mi capita sottomano e la indosso: una felpa, una gonna nera e delle lunghe calze; mi dò un'ultima controllata allo specchio e corro ad aprire la porta, ma per la distrazione rischio perfino di inciampare e cadere.
'Ciao Bryce, accomodati', gli lascio un bacio sulla guancia e lo porto in salotto, dandogli il telecomando della televisione, mentre gli dico: 'Devo truccarmi, prometto che ci metterò poco!' lui in tutta risposta sbuffa, ma sorridendo dice: 'E va bene, ma sbrigati.'
Ritorno in bagno, prendo l'eyeliner nero e traccio una linea il più sottile possibile; metto dal mascara e un po' di fard per dare del colorito alle guance, sulle labbra passo un leggero burro cacao.
Pensandoci, é passato più di un mese dal nostro incontro, e nonostante possa sembrare strano, abbiamo legato molto.
Gli ho raccontato tutto, o almeno, quasi tutto.
Di Jude sa poco e niente; d'altronde, quest'ultimo ha sempre cercato un modo per contattarmi e spiegarsi, ma gliel'ho sempre categoricamente negato.
Decido di smettere di pensarci e ritorno nella stanza in cui ho lasciato il bianco, trovandolo sempre nella stessa posizione a guardare il telegiornale.
'Sono pronta!' Esclamo, guadagnandomi uno sguardo accigliato, probabilmente per lo spavento.
Prendo la borsa, mi sistemo il cappotto e infilo le mie amate converse nere.
Infilo la chiave nella serratura e apro la porta.
La scena -anzi, la persona- che mi si para davanti mi lascia alquanto confusa, ed uno strano sentimento che non sentivo da un po', si fa nuovamente vivo.
'Jude... cosa ci fai qui?' strabuzzo gli occhi per la sorpresa.
'Ah sei qui, menomale, pensavo di non trovarti', dice entrando in cucina senza il mio permesso, non rispondendo alla mia domanda.
Si toglie il giubbotto; la maglietta nera si solleva, scoprendo una lembo di pelle, da dove si intravedono gli addominali, che chiedono soltanto di essere toccati.
'Vattene', taglio corto, cercando di essere il più chiaro possibile.
Jude
Una settimana prima:
'Mark passami il cellulare.' Non ce la faccio più, devo sentire la sua voce. Non mi parla da un fottutissimo mese. Dormo male e i sensi di colpa mi stanno sfiancando.
'Jude è notte fonda, l'hai già chiamata venticinque volte oggi. Smettila.' Faccio cenno di no, e con l'ultimo briciolo di dignità che mi resta, digito quei dieci numeri.
'Siamo spiacenti, la chiamata non può essere inoltrata...' Intona una voce fredda e robotica.
Che cosa?
Controllo il display, per assicurarmi di aver composto bene il numero; riprovo e riprovo.
Sempre lo stesso messaggio viene intonato se chiamato il suo numero. Non può averlo fatto.
Decido di riprovare per l'ultima volta. 'Siamo spiacenti, la...' Scaravento l'oggetto contro il muro per la frustazione.
Ha cambiato numero.
'Ti prego lasciami spiegare', potrò sembrare un disperato -anche se in effetti lo sono- ma non posso lasciarla nelle mani dell'attaccante.
Sono geloso e non lo riesco più a sopportare.
Do sempre di matto e sono diventato insopportabile.
Celia non mi sta più parlando, così come Jordan, anche se di lui me ne frega ben che poco.
'No.' Si aggrappa al bancone della cucina, dandomi le spalle.
Alexandra
'Qualche minuto, non ti chiedo altro.' Quei minuti per me sono già troppi, ma se significa smettere di essere assillata da lui, dalle sue chiamate e da tutto ciò che lo riguarda, sarò contenta di esaudire questo suo desiderio.
Sbuffo e mi siedo dal lato opposto del tavolo, cercando di apparire impassibile.
La sua espressione tramuta in sorpresa, ma si siede davanti a me.
'Su, parla, che ho da fare.' Gli faccio un cenno con la mano, esasperata.
'Cosa ci fai con... lui?' Indica Bryce, che fino ad adesso è rimasto in silenzio a fissare il teatrino del rasta con un'espressione indecifrabile.
Egli gli risponde al posto mio, prima di uscire e lasciarci soli: 'Non sono affari tuoi, Sharp.'
Dopo questa affermazione tra di noi cala un imbarazzante silenzio, che decido di spezzare ponendogli la domanda tanto desiderata: 'Perché? Perché hai fatto tutto questo?'
Lo vedo esitare qualche secondo, visibilmente incerto sul da farsi. 'Non... non lo so. Scusami, ho sbagliato a venire qui...' Si alza in piedi e si rimette la giacca.
Nella mia mente si stanno creando molteplici scenari sulla probabile causa.
Cammina, e io lo seguo, ma poi si ferma sull'uscio della porta.
'So solo che mi manchi, Alexandra.'
Il mio cuore perde un battito, ma poi mi ricordo di quanto sia meschino e mi volto dall'altra parte.
I miei occhi si inumidiscono.
'Certo, lo immagino. Sei un coglione, oltre che a codardo.' Non permetterò a me stessa di crollare davanti ai suoi occhi.
'Codardo?! Dici sul serio? Cazzo ho passato una settimana a chiamarti e poi dal nulla cambi numero. Sono venuto qui per parlare e mi dai davvero del codardo? Sei solo patetica!' Grida.
Chiudo gli occhi ed inspiro, prima di parlare: 'Si. Sei un codardo. Anche se ci sono cose ben peggiori mi sono sentita umiliata. Sono rimasta da sola, ma a te giustamente non importava, non è così?!' Le ultime parole le pronuncio gridando più forte di lui.
Non sentendo arrivare nessuna risposta, riapro gli occhi, e me lo ritrovo a un paio di passi da me.
Lo guardo e continuo il discorso: 'Un'ultima cosa, hai ragione, sono patetica. Patetica perché sto perdendo del tempo con uno come te, che non si meriterebbe nemmeno un mio secondo di attenzione. Pensi davvero di poter...'
Mi coglie alla sprovvista: mi posa una mano sulla nuca e mi bacia.
Spazio Autrice.
Ciao a tutti! ♡
Oggi ero abbastanza ispirata (nonostante dovessi studiare) e ho aggiornato. Questo capitolo non mi fa impazzire, ma non importa!
Jude è abbastanza disperato ma orgoglioso, e l'incontro con Alex sembra smuovere in quest'ultima qualcosa.
Cosa accadrà secondo voi?
Fatemelo sapere! ♡
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