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Capitolo 1

Alexandra

Il mio sonno viene interrotto da un oggetto che ormai conosco fin troppo bene: la sveglia.

Mi alzo un po' controvoglia ma allo stesso tempo curiosa di scoprire se i miei futuri compagni saranno così ben descritti come mi ha comunicato mio padre ieri sera.

La mia scuola adesso è la Raimon junior high; i componenti della squadra di calcio li ricordo perché li ho visti in televisione qualche mese fa, durante il FFI.

Dopo essermi specchiata ed essermi fatta una doccia, mi asciugo e pettino i lunghi capelli, per poi legarli in due codini, lasciando che alcuni ciuffi mi incorniciassero il viso, per poi indossare la divisa, anche se ero abbastanza contraria: in America usavamo i normali vestiti e non mi andava giù di indossare una di quelle corte gonne con la camicetta e il fiocco, ma, per non sentire ulteriori lamentele da parte dei miei, l'ho indossata senza fare storie.
'Buongiorno amore' dicono all'unisono i miei. 'Buongiorno' rispondo io con un bofonchio unito ad uno sbuffo, il primo di una lunga giornata 'Allora Alex...' 'Dimmi papà' 'Io non posso più accompagnarti, quindi andrai da sola a scuola, così imparerai il tragitto a piedi' 'Va bene, allora vado che si è fatto tardi' bevo un bicchiere di succo e li saluto con un cenno della mano, per poi uscire di casa; la scuola è abbastanza vicina e si intravedeva la sua grandezza da lontano, quindi non mi sarei persa.

A circa metà tragitto, in un incrocio, qualcuno mi viene addosso, facendomi cadere a terra. 'Cazzo... Ma dove hai gli occhi?' dico mentre mi tocco la gamba e lo guardo in cagnesco.

'Scusami, scusami tanto, ero di fretta e non ti avevo vista' mi dice una voce familiare ma che allo stesso tempo non conosco. Il ragazzo mi pone una mano per aiutarmi, ma, testarda come sono, lo ignoro e mi sollevo da terra autonomamente, solamente dopo mi accorgo che indossa una strana fascia arancione sulla testa. Dopo averlo guardato male si presenta 'sono Mark Evans, e tu?' 'io sono Alexandra... la prossima volte cerca di fare più attenzione, Evans; bhe ora devo andare, ci si vede' detto questo ricomincio il tragitto, senza nemmeno il tempo di lasciargli proferire parola.

Appena arrivata a scuola mi accorgo che è ancora più grande di quanto me la fossi immaginata; tutti mi guardavano, chi con aria sprezzante e chi come se fossi un nuovo bocconcino da assaporare. Senza dare tanto peso a quelle occhiate vado subito in segreteria per recapitare l'orario delle lezioni e la classe, la 3B, per poi percorrere quei lungi corridoi e dirigermi nell'aula grazie alle indicazioni delle bidelle.
'Avanti' dice una voce dall'altro lato della porta dopo che bussai, anche se ero in ritardo già di qualche minuto. Con poca esitazione entro 'Buongiorno professore e scusi il ritardo, sono la nuova alunna' 'Oh si, mi avevano comunicato il tuo arrivo, bene presentati' mi sorride; in quel momento mi giro verso i miei nuovi compagni, che non stavano fiatando ma mi lanciavano solo occhiate, chi incuriosito, chi meno; con un tono alquanto disinteressato mi presento 'Buongiorno, sono Alexandra Collins, ho 16 anni e vengo dall'America, sono qui per via del lavoro dei miei genitori' 'Bene signorina Collins, si sieda vicino al signorino Axel Blaze' Blaze... quel cognome l'avevo già sentito, come quello del ragazzo di sta mattina con cui mi sono scontrata.

Mi dirigo verso il mio nuovo compagno di banco e mi siedo. 
Nello stesso istante, vedo il ragazzo bandana, o meglio, Mark girarsi verso di me insieme ad un ragazzo con degli strani -ma attraenti- occhiali da aviatore; con nonchalance li saluto con un tono provocatorio 'Ciao ragazzo bandana, ciao moscone e ciao porcospino' loro contemporaneamente mi guardano male, per poi bofonchiare e salutarmi 'Così ci rincontriamo eh' dice Mark 'Eh già, sfortunatamente...' dico io.
'Ma te non dovresti essere in seconda? Hai detto che hai 16 anni' chiede Axel 'Si Blaze, ma sono una primina' dico con nonchalance mentre inizio a prendere gli appunti della lezione. 'Tu e Mark vi conoscete?' chiede, o meglio, afferma una terza voce 'no moscone, Evans sta mattina mi è venuto addosso per la fretta'.
Dopo essermi guadagnata l'ennesima occhiataccia della giornata, il ragazzo parlò di nuovo, in modo freddo e alquanto distaccato, prima di rigirarsi per seguire la lezione 'Il mio nome comunque è Jude, Jude Sharp'.

Spazio Autrice

Ecco a voi il primo capitolo, spero vi piaccia!
Abbiamo appena letto l'incontro tra Alexandra e Jude, cosa accadrà tra i due d'ora in poi?
Molto probabilmente aggiornerò domani pomeriggio; se vi va lasciate un commento e una stellina!

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