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Originalshiping

Era chiaro a tutti quanto profondo fosse il legame che collegava l'ex campione Red e l'ex campione Green,era un legame unico, stupendo,nel quale le parole spesso erano superflue e ogni ricordo dell'uno aveva come protagonista l'altro come ad esempio le loro numerose lotte fronteggiate spalla contro spalla.

Era un legame così profondo che chiunque avrebbe sentito come proprio,un amore così profondo da andare oltre il tempo,la distanze ed il dolore,un amore puro e speciale che penetra dalla pelle,si insinua lento sotto di essa,raggiunge le vene e si radica come un piccolo seme nel cuore,si insinua nelle ossa e nel cervello prendendone il pieno controllo, un amore dettato dal destino e dall'istinto di entrambi.

Era un amore che certamente per il castano andava avanti da molto,moltissimo tempo,un amore che lo affliggeva senza lasciargli via di fuga,senza lasciargli consolazione o speranza,quello che lo legava così profondamente al corvino era un amore con il volto del dolore e della tristezza,lo stesso volto che Green aveva da anni.

Nella sua mente era cristallino il ricordo di quella notte estiva,il cielo pece era ricoperto da stelle incastonate come fossero state delle pietre preziose,il cui compito era unicamente quello di incorniciare il gioiello principale,la luna ,e lui poteva ammirare quello spettacolo che madre natura offriva assieme al ragazzo che tanto amava;era l'atmosfera che attendeva da molto e il luogo anche,non c'era più nulla a fermarlo dalla sua dichiarazione a parte l'inaspettato iniziare un discorso di Red.

«Io devo stare da solo per un pò, schiarirmi le idee e migliorare come allenatore quindi domani partirò » «Dove andrai?» chiese esitante il ragazzo dagli occhi smeraldini solitamente sempre sicuro di se stesso «Non ne ho idea Green,ma tornerò, è una promessa» disse quelle poche parole con quella sua voce calda e mascolina che le fecero risaltare,bastò quello a distruggere il castello di sogni e speranze che il più basso si era costruito con il suo corvino come colonna portante «Ho capito» si limitò a dire mentre dentro di lui tutto crollava,moriva e spariva lento ed inesorabile, quasi impossibile da notate.

Nei primi tempi si ripeteva che lui sarebbe tornato e che le cose si sarebbero sistemate,ma più gli anni passavano più i suoi occhi perdevano vita e più il suo bellissimo sorriso rimaneva solo un effimero ricordo nelle menti di chi aveva potuto vederlo,quello non sembrava neppure più lui,ma non gli importava dato che l'unica ragione per cui il suo cuore batteva l'aveva lasciato lì e probabilmente dimenticato.

Quello Green lo definiva un amore velenoso,quell'amore disperato che si insinua nel tuo cuore, ne prende possesso e infila le sue radici pregne di veleno nel muscolo vitale che inizia a irradiare sangue nero,marcio a causa di dolore e disperazione, è quell'amore che sai essere mortale ma che ti rifiuti di smettere di provare e nutrire,quell'amore che con il tuo stesso e consapevole aiuto porta alla lenta e dolorosa morte della tua anima.

Quel giorno il castano aveva deciso di uscire di casa,non sapeva bene cosa lo avesse spinto a farlo,ma sentiva che quelle mura stavano diventando sempre più vicine e che sarebbe soffocato rimanendo un solo istante ancora in quella piccola stanza impregnata delle sue lacrime.

Camminava per le strade deserte della città senza badare al freddo pungente che gli sfiorava le ossa,proseguiva lungo un ignoto percorso che i suoi piedi avevano deciso di fra gli compiere.

La notte incombeva scura e priva di luce sulla città donandole un'aria cupa e misteriosa;egli non si meravigliò dell'assenza degli abitanti a causa dell'ora tarda e,non curante,si incamminò fino a ritrovarsi al centro di un bosco.

Non sapeva dove fosse di preciso ne per quanto avesse camminato,era come se fosse stato in trance,ma questo non bastò per scuoterlo dal suo torpore,non gli fece alcun effetto,di fatti si limitò a girovagare nei dintorni sentendo le proprie gambe pizzicare.

"Una promessa,eh?" pensò il ragazzo con sguardo truce mentre si appoggiava al tronco di un vecchio albero,ne accarezzò la corteccia con strana malinconia e lasciò uscire un sospiro che non sapeva di star trattenendo.

Chiuse gli occhi e si perse nei suoi ricordi e nei suoi sogni più irraggiungibili,gli sembrò di esserci dentro,di sentire il rumore dei passi di Red sull'erba alta,la sua voce calda che lo chiamava,voce che pochi avevano avuto il privilegio di sentire, gli sembrò di sentire quelle dita affusolate che gli accarezzavano le braccia in segno di conforto e quasi scoppiò in lacrime.

Si trattenne,anche se sapeva di essere solo,ma,quando al suo naso giunse il particolare odore maschile che caratterizzava gli abbracci del corvino spalancò i suoi occhi mostrando le sue iridi stanche al più alto,il quale di riflesso sorrise.

Accarezzò prontamente le guance del castano con i proprio pollici scacciando lacrime invisibili,come se avesse intuito il bisogno di piangere che accompagnava il ragazzo dagli occhi color prato.

Red con lentezza fece sfiorare i loro nasi,bastò quel contatto perché un familiare e romantico calore pervadesse i loro corpi e i loro animi,separati troppo a lungo,una delle mani del moro si strinse attorno a quella dell'altro in un caldo contatto rassicurante «Sono tornato,come ti avevo promesso» sussurrò alludendo alla parola data anni prima mentre delle lacrime argentee, a causa dei flebili raggi lunari, bagnarono ancora una volta le guance del povero Green.

«Soni passati quanti 6 anni Red,per caso ora ti sei ricordato di me?» chiese con la voce incrinata e rotta,voce che sorprese l'eroe e al tempo stesso lo ferì «Ho sempre pensato a te Green e per non feriti mi sono allontanato riflettendo su quanto io ti possa amare» persino lui aveva messo da parte la ragione una volta che si era affacciata la paura di poter perdere il suo amato rivale.

«Non mi importa il motivo Red,promettimi che non te ne andrai di nuovo,ti prego » sussurrò mentre il suo pianto si intensificava sempre più, il più alto annuì lasciando scontrare le loro labbra in un caldo e rassicurante bacio che fece sentire finalmente entrambi a casa.

«Io ti amo così tanto Red che non mi importa di quanto tempo tu mi abbia fatto aspettare o di quanto io possa aver pianto,ti amo così tanto che non sono riuscito a smettere e ci ho provato,ho provato ad odiarti per tutto quel dolore ma non ci sono riuscito e sono ora contento di non averlo fatto» «Sono stato uno stupido Green,lo so,sono stato egoista e codardo come mio solito ma non è passato un giorno nel quale io non ti abbia pensato e desiderato al mio fianco,ma avevo paura e non ero sicuro neppure di chi io fossi,non potevo permetterti di stare con uno così ,sai-» disse mentre veniva zittito da delle soffici e morbide labbra che sapevano di cioccolato,che sapevano di lui.

Era un bacio vero,un legame fra le loro anime che si stavano ricostruendo in quel preciso istante aiutata l'una dall'altra,un bacio pieno si sentimenti come  la paura,l'amore e la gioia  creavano un vortice  d'emozioni che probabilmente non erano in grado di gestire da soli,ma non erano da soli,non più,ora erano assieme e lo sarebbero restati.

«Green,io voglio restare con te per sempre perciò ti prego,sposami» disse d'impulso mandando all'aria i suoi bei discorsi inginocchiandosi davanti a colui che amava «Io,io,non possiamo,lo sai» disse mentre nuove lacrime gli percorrevano il volto stanco.

«Non piangere ti prego,io andrò contro chiunque,contro l'intero mondo se questo è il prezzo della mia felicità con te, sono disposto a qualunque cosa pur di poter affermare che tu sei la persona più importante della mia vita,quella con cui voglio vivere la mia vita e con la quale voglio invecchiare» disse puntando i suoi occhi cremisi in quelli smeraldo del compagno che annuì mentre suggellavano quella promessa con un bacio più profondo degli altri e con due piccoli anelli.

I loro cuori battevano all'unisono,veloci come degli atleti,i loro stomaci erano in preda alla follia tanto che per un attimo sfiorarono il brivido dell'altezza delle montagne russe,i loro respiri si erano mescolati creando un piacevole tepore che sfiorava il collo ad entrambi.

La mano esitante del castano scivolò lenta e dolce lungo la guancia pallida del ragazzo tracciando un percorso e un disegno indefiniti che fecero riempire di brividi i loro corpi.

Ogni contatto fra loro era come un piacevole elettroshock che scuoteva i loro corpi in un piacevole miscuglio senza senso.

Si amavano così tanto che oramai non importava più nulla,c'erano solo loro e il loro futuro assieme ed erano entrambi pronti a combattere con le unghie e con i denti per la loro felicità, per non separarsi mai più e per poter essere come tutte le altre coppie felici,anzi,loro sarebbero stati meglio,la coppia che rutti avrebbero voluto essere.

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