Io sono....
Mei era da sola a fissare il cielo crepuscolare, osservava attentamente come le sfumature calde divenissero lentamente fredde, come la luce lasciasse rassegnata spazio alle tenebre.
I suoi lunghi capelli danzavano nell'aria seguendo ma direzione e il ritmo che il vento imponeva mentre le accarezzava il corpo.
I suoi occhi erano fissi su un punto indeterminato, le braccia lungo i fianchi, le mani strette in pugni e la confusione totale nella testa e nel cuore.
Mei si chiedeva chi fosse, si sentiva oscurata dall'ombra dell'allenatore misterioso che due anni prima aveva salvato il mondo, si sentiva fuori posto e non si sentiva amata.
Sapeva che sua madre e i suoi amici le volevano un gran bene, sapeva che nessuno l'aveva mia paragonata a quella figura misteriosa, ma non poteva fare a meno di pensare che non meritasse tutte quelle attenzioni.
Mei aveva sempre avuto un animo infinitamente fragile, un grande bisogno d'affetto e beh, d'amore.
Si sentiva confusa, incapace di comprendere se stessa se ne stava in quel luogo immobile, quasi a voler trascendere la realtà che le stava accanto, ma non poteva e questo lo sapeva.
La ragazza si portò una mano sul petto, proprio all'altezza del cuore, e strinse il tessuto della maglietta fra le dita tremanti.
Mei si sentiva vuota, senza scopo, come se ne cuore avesse avuto un buco che non sarebbe mai stato colmato, come se il suo destino fosse stato quello di sparire risucchiata dal suo stesso cuore.
Osservò la luna lattea e si accorse di come la notte sembrava meno buia, di come quella tetra oscurità sembrasse meno spaventosa e pericolosa, di come grazie a quella flebile luce poteva vedere il sentiero da percorrere per procedere o tornare indietro.
Chi sono io? Qual'è il mio scopo?
Questo era quello che si chiedeva incessantemente, senza sosta cercando di trovare una riposta a queste sue domande, eppure da sola non poteva farlo, non era in grado di rispondersi e questo le faceva rabbia.
Nel silenzio nel quale era immersa percepì il suono dell'erba che veniva calpestata, probabilmente qualche pokémon o qualcuno che era venuto lì per qualche ragione che lei non conosceva, ma non le importava finché la sua quiete non veniva disturbata.
<Che ci fai qui, Mei?> chiese una voce profonda e roca che la ragazza ricordava bene, una voce che non sentiva così spesso perché non incontrava spesso il suo proprietario.
Mei rimase in silenzio mentre il cuore iniziava a batterle nel petto, era sempre così quando nelle vicinanze c'era Toni, il suo cuore non si dava pace e batteva e batteva come un forsennato.
Perché non lo capiva, non lo capiva proprio r per questo aveva iniziato ad allontanarsi da lui, spaventata da quelle improvvise reazioni che il suo piccolo cuore manifestata.
Proprio non capiva cosa avesse di speciale quel ragazzo, lei non lo capiva eppure il suo cuore aveva già la risposta, questo era ben chiaro.
Toni non ne poteva più, sapeva bene che la ragazza aveva iniziato ad allontanarsi da lui, però non ne capiva il motivo visto che non aveva fatto nulla di male.
Non l'avrebbe lasciata scappare, voleva sapere perché era stato allontanato dalla persona a cui teneva di più in assoluto, perché era stato allontanato dalla sua amata Mei.
Le afferrò un polso e la costrinse a girarsi, fu in quel momento che riuscì a notare lo sguardo perso e confuso che aveva, bastò solo uno sguardo a far capire a Toni che lei non sapeva più chi era.
Le lacrime che Mei aveva trattenuto fino a quel momento iniziarono a sgoragare dai suoi occhi color cielo, era confusa e allo stesso tempo felice nel sapere che lui l'aveva cercata, che voleva sapere cosa avesse.
<Io chi sono, Toni?> chiese fra le lacrime mentre lui la stringeva a se sorridendo gentilmente lasciandole ascoltare il suo battito accelerato <Sei una ragazza fantastica Mei, sei la campionessa di Unima, sei colei che ha fermato una volta per tutte il team plasma, sei la ragazza che ga donato il grande pokémon drago originale, sei la ragazza con cui ho condiviso il mio percorso come allenatore, sei colei grazie alla quale la mia sorellina ha riavuto il suo pokemon, sei la persona a cui io tengo di più, tu sei semplicemente Mei>
A quelle parole il cuore di Mei iniziò a battere ancora più forte, avvertì le sue guance andare a fuoco, i suoi occhi erano lucidi, il suo stomaco si contorcrva e non poteva fare a meno di sorridere mentre osservava il suo rivale.
<Io ti amo Mei> disse lui mentre la baciava gentilmente, le loro labbra si erano scontrate in un dolce ed impacciato bacio, il primo di entrambi.
Quel baciò durò poco, fu puro e semplice, ma quel bacio racchiudeva la tacita promessa di esserci sempre e sostenersi, era la consolidazione del loro legame creatosi in quel viaggio.
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