Find me
Tutti dicevano che Touko era una ragazza in gamba, forte, che non si arrende mai, neppure quando sembra non esserci nulla da fare.
Ma nessuno sembrava capirla davvero, lei si sentiva sola, incompresa, lasciata ad affogare nel dolore della perdita del ragazzo che troppo tardi si era resa conto di amare...
Era seduta sul proprio letto, chiusa nella sua stanza mentre cercava di allontanarsi da chi la acclamava, chi la chiamava campionessa, oppure eroina pensando a tutto quello che aveva perso.
Era piena notte, la luna era alta nel cielo e il suo animo aveva smesso di vacillare, aveva deciso che si sarebbe lasciato tutto alle spalle incominciando una nuova vita, cercando di andare avanti ma non di dimenticarlo o di amare qualcuno che non fosse lui.
Prese le sue cose infilandole nella borsa, i suoi soldi e partì, andò lontano, più che poteva e iniziò a lavorare come assistente ad un centro pokémon, ma prima di arrivare in quel luogo aveva spedito una lettera a sua madre.
In quella lettera diceva di non cercarla, di dimenticarla, di fare come se fosse morte perché nell'animo lo era e di certo non sarebbe mai guarito sullo squarcio che aveva nel cuore.
Era un giorno come tanti in quel paesino di passaggio, tanti allenatori passavano di lì ma nessuno l'aveva mai riconosciuta, come sarebbe stato possibile?
Aveva totalmente cambiato il suo modo di vestire, si era decolorata i capelli e li aveva fatti allungare un pò, inoltre la sua voce era diventata più da donna visto che si stava avvicinando alla maggior età.
Tornando a noi, in quel giorno alle sue orecchie giunse una storia curiosa, la storia di Mei che aveva salvato Unima e aveva risvegliato e domato Kyurembianco e il racconto di questo allenatore leggendario di cui nessuno osava più fare il nome.
Sorrise pensando ai vecchi tempi asciugandosi una lacrima che rigò solitaria il suo volto, ripensò al suo principe dal cuore d'oro e se non fosse stato per il suo Emboar che la abbracciò sarebbe scoppiata in lacrime, ma fu forte e tornò a lavorare.
<Scusami tanto ma dovrai sostituirmi, c'è un'emergenza da affrontare fuori da qui> <Non preoccuparti, vai infermiera Joey> disse lei con quel suo classico sorriso malinconico a cui nessuno credeva mai.
Qualche ora dopo, per sua sfortuna, sentì delle voci familiari e sperò davvero che suo cugino non la riconoscesse o sarebbe stato un problema...
<Andiamo Sliver perché ora sei arrabbiato, siamo riusciti a stare un pò insieme da quando sono campione solo perché sono scappato via e tu ti arrabbi pure?!> <Andiamo Gold, sei il campione non puoi trascurare il tuo lavoro per tare con me> <Ma Silver tu sei più importante!> esclamò baciando il rosso facendola arrossire, ora aveva qualcosa da usare contro di lui, quindi poteva starsene tranquilla.
Lei si comportò come una normale impiegata finché Silver iniziò a notare una certa somiglianza fra il suo ragazzo e Touko, beh non sapeva fosse effettivamente lei ma la ragazza perse le staffe e rivelò la sua identità quando Gold disse che non era possibile perché era troppo brutta per somigliare.
Ora che era cresciuta aveva un corpo da favola e se avesse voluto non sarebbe di certo stato un problema per lei trovare un ragazzo, ma lei non voleva saperne...
<Devo dirlo a tua madre> <Devi stare zitto> <No, è preoccupata> <Li so, ma non può capirmi> <Non mi importa> <Forse a qualcuno importerà delle tue brutte abitudini> appena disse quelle parole il castano giurò che non avrebbe detto nulla di nulla lasciando sorpreso il proprio ragazzo.
Touko tornò al suo lavoro e quando finì il torno si diresse sulla torre più alta di tutta la regione, salì fino in cima e si sedette con le gambe a penzoloni lasciando uscire dalle pokeball i suoi pokemon fidati.
Zeckrom iniziò a gridare, ma d'un tratto si calmò e si lasciò coccolare dalla bionda che osservava le stelle pronta per un pianto sconsolato.
Sapeva che nessuno saliva mai lì e dato che il leggendario cr lo aveva suo cugino non era affatto un problema se lei era lì, ma quando sentì dei passi veloci sul parquet non si voltò.
<Touko...>
Avete presente quella voce comunque che però voi sareste in grado di riconoscere fra mille, quella voce a cui affidate le vostre ultime speranze, la voce che avete aspettato per anni di sentire, udì, la voce di N, che la chiamava.
<Sei tu Touko, non è vero?> chiese titubante mentre lei si voltava perdendosi in quelle iridi brillanti color prato <Sono io> rispose freddamente, solo per non scoppiare a piangere.
N sospirò, finalmente l'aveva trovata e stava bene, era viva e non le era successo nulla e ringraziò il cielo per questo.
Le si accasciò davanti, sorretto dalle sue stesse ginocchia mentre stringeva saldamente le mani in pugni cercando il coraggio di parlare <Non ho fatto altro che cercarti e da com ne parlavano hi davvero creduto che ti fosse successo qualcosa, non sarei dovuto andarmene ma l'ho fatto, da idoota quale sono stato me ne sono andato capendo troppo tardi i miei sentimenti per te.
Sono passato in ogni luogo possibile e mi ero ormai arreso sai, ma i ho sentito Zeckrom chiamarmi e indicati questo posto, ho solo sperato che tu fossi li, che stessi bene e e grazie al cielo è cosi.
Non ho fatto tutta questa strada per poi non riuscire a dirti quelle due e straaledettissime parole che non vogliono uscire, Touko io...io...ti amo> ballettò sul punto di piangere mentre lei lo stringeva a se lasciando che le sue guance si bagnassero, questa volta di gioia.
<Ti amo anche io Ne ti ho aspettato, l'ho sempre fatto e sono contenta FI non aver mai smesso>
Con la luna che brillava timida accarezzando i loro volti von i propri raggi i due si cambiarono un bacio puro e casto che era la tacita promessa di non lasciarsi mai più, di amarsi per sempre non importa cosa.
Perché loto erano legati da chissà quanto tempo, destinati ad amarsi .
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