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Ok prima di iniziare, scusate per i due giorni di assenza, mi odierete male per questo. E adesso sparisco sennò iniziate ad odiarmi ancora di più quindi a dopo c:
Dopo due ore di pullman arrivo al capolinea, ma sono ancora a metà strada per arrivare a casa.
Scendo e faccio un pranzo veloce in un ristorante self service quasi vuoto. Poi esco e aspetto il pullman che mi porterà a casa.
Ho la mente vuota e la pelle ancora rabbrividita all'idea di averlo incontrato, anche se credo che non sia la prima volta che lo vedo. Certo l'avevo visto nei miei sogni ma non so come mai ma potrei averlo già incontrato di persona. Non so quando, non so come ma so di averlo incontrato già in passato, e le sensazioni che provavo sognandolo erano solo ricordi del passato che vengono a galla, cosí come la sua immagine.
Salgo finalmente sul pullman e mi metto comoda.
-due ore dopo-
L'autibus si ferma e io scendo, guardando tutti male e spintonando quasi a farla cadere la vecchietta che mi è stata di fianco per quasi tutto il viaggio. Quanto odio. Una volta uscita dalla stazione mi metto a correre fino a casa.
Dopo circa quaranta minuti di camminata arrivo nella mia casa sperduta nel nulla e tiro un sospiro di solievo. Mi lancio sotto la doccia e poi mi siedo sul divano, intenta a riprendere con il mio portatile il lavoro online. Semplicemente dovevo andare sul server e registrare le entrate e le uscite finanziarie dell'azienda in cui lavoravo. Non avevo contatti con le persone e questo lo rendeva un lavoro magnifico. Finito il lavoro inizio a giocare a Yandere Simulator, un gioco che mi viene abbastanza bene, ho già vinto un paio di volte (per chi se lo stesse chiedendo, si, amo Yandere Simulator ok? ^3^).
Finto di giocare ceno e poi mi metto sulla scrivania a disegnare. Utilizzo la matita per eliminare tutte le emozioni che si accumulano dentro di me ma che non sento e respingo. Se per esempio mi accade qualcosa che teoricamente mi dovrebbe far arrabbiare, la rabbia arriva ma io la respingo e la chiudo in una cassaforte dentro la mia mente; le uniche volte in cui io apro la suddetta cassaforte sono quando disegno. Tutto esce, mi scorre nelle vene fino a raggiungere la mano, poi arrivano alla matita che le getta sul foglio. E cosí poi sono vuota e non mi sento piú oppressa o stressata perché non ho piú tutto dentro, bensí sui fogli di carta. E cosí ecco come vivo per evitare tutte le sofferenze che anche le migliori emozioni portano, e se ha funzionato per circa tredici anni, vuoi che non funzioni ancora?
Alla fine dei miei sfoghi guardo l'orologio; è mezzanotte e io ho sfornato ben quindici disegni. Bhe ne avevo passate negli ultimi giorni.
Mi infilo sotto le coperte, sperando che dopo aver chiuso gli occhi Daniele non arrivi.
-la mattina seguente, ore 6.30 a.m.-
Sento il campanello suonare, guardo l'orologio. Ma chi si mette a dare fastidio alla gente alle sei del mattino?! Mi alzo e vado alla porta, la apro e vedo una lettera. Mah, sarà una bolletta della luce da pagare, non mi era ancora arrivata questo mese.
Guardo bene la busta e leggo il mio nome e il mio indirizzo scritti a mano, strano per una bolletta non essere stampata; beh, magari avevano finito la cartuccia.
La apro e la leggo.
Cara Kara, (ma le coincidenze, ceh parliamone)
Non so come io possa conoscere te o il tuo indirizzo di casa, sta di fatto che lo so.
Non chiedermi il senso di questa lettera, perché non lo so nemmeno io.
Volevo solo dirti che da quando ti ho vista, mi sono ricordato tutto.
Tutta la mia vita ha preso un senso, solo guardandoti. Volevo raccontarti tutto, ma se lo facessi ora la lettera diventerebbe davvero troppo lunga.
Quindi vorrei tanto incontrarti per raccontarti tutto, in modo che tu ti possa ricordare della tua vita, fino al tempo quando tu ti sei rifiutata di provare emozioni.
Vorrei che tu smettessi fare cosí e tornare a vivere davvero.
Vorrei tanto che tu accettassi il mio invito, perché tengo cosí tanto a te che vorrei farti capire il tuo valore e quello della tua vita, passata e presente.
Ti aspetto domani in piazza.
Spero con tutto il cuore che verrai.
Daniele
Leggo il tutto e resto senza una parola in bocca. Allora era vero che lo conoscevo. Voglio sapere di più, ne ho bisogno. E anche se mi ero ripromessa che non l'avrei piú rivisto, devo per forza incontrare Daniele e chiarire tutto ció. Presa dallo stress mi siedo sul divano e il mal di testa si impossessa di me. La testa inizia a girare e ad un tratto non vedo piú nulla.
Allora, sono successe tante belle cose e voi mi odiate un sacco, vero?
Soprattutto per l'orario ma, dettagli. Scusate davvero per l'assenza di due giorni e l'orario in cui sto aggiornando ma é un periodo complicato e quindi, vi prego capitemi. Detto questo, ciao gente, al prossimo capitolo!!
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