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Cɑpitѳʆѳ 2: Uno Strano Rapimento

Zelda's pov

Era da più di dieci notti che continuavo a fare incubi sul sigillo e sul mago del vento. Nonostante non l'avessi mai visto riuscivo a sentire la sua voce alle mie spalle che diceva: "Credi che i tuoi eroi riusciranno a fermarmi? La mia ira é irrefrenabile, voglio schiacciare il tuo regno sotto i miei piedi, voglio vederti soffrire quando il tuo eroe cadrà".
Ogni volta che ci pensavo avevo i brividi, non riuscivo a restare serena sapendo che presto sarebbe tornato. La mia antenata fece un grave errore a sigillarlo nel piedistallo della spada sacra, senza di essa non sarebbe durato tanto a lungo e presto sarebbe tornato per distruggerci. Da quel che lessi nei libri non c'era modo di uccidere un immortale e poteva soltanto essere rinchiuso, però... per quanto potente la magia presto o tardi si esaurisce, non esistono magie che durino in eterno.
Decisi di uscire a prendere una boccata d'aria e aprí la portafinestra della mia stanza affacciandomi poi con cautela al cornicione del balcone, era una serata semplicemente meravigliosa; c'era ancora un leggero spiraglio di sole che stava lentamente calando all'orizzonte mentre una leggera brezza autunnale mi sfiorava i capelli e quei fievoli raggi si luce che passavano attraverso le grandi finestre della torre dei venti rendevano il tutto ancora piú magico.
Avevo sempre desiderato visitare quel luogo, ma non mi era permesso muovermi dal castello, avevo passato la mia intera vita sotto il controllo di qualcuno sperando inutilmente di ricevere la libertà un giorno ma nessuno poteva aiutarmi, nemmeno Link avrebbe potuto, pensava che io stessi bene rinchiusa lí. Io non stavo bene affatto.
Mio padre mi aveva sempre costretta a farmi vedere forte e sicura davanti agli occhi del mio popolo, a causa di ció non ero nemmeno piú capace di provare emozioni... Sapevo che Link provasse qualcosa per me, io invece non sentivo nulla, ero un guscio vuoto a cui era stata strappata l'anima in tenera etá e nessuno lo notava, nessuno capiva il mio dolore.

«Io devo uscire da qui» mormorai.

Presi un respiro profondo e tornai nella mia stanza per prendere e indossare il mio cappuccio nero, riusciva perfettamente a nascondermi negli angoli piú bui e poi mi tolsi le scarpe, non potevo permettermi di essere sentita da qualcuno.
"Mi nasconderó nella torre dei venti per questa notte, poi fuggiró da qualche parte via da qui" pensai.
Uscí dalla mia camera e richiusi la porta lentamente, senza che nessuno di accorgesse di nulla e cominciai a correre verso l'uscita, ormai avevo imparato i giri che facevano le guardie ad ogni minuto, potevo correre tranquilla verso la libreria e da lí fuggire nel passaggio segreto che sbucava nel retro del castello, prima o poi sarei arrivata alla torre dei venti e avrei portato qualche soldo con me, nel caso ci fossero delle guardi da corrompere, dopotutto le guardie assoldate da mio padre erano tutte incapaci di svolgere il proprio compito.

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Passai una buona parte della notte a correre verso la torre, facendo il giro largo in modo che le guardie del castello non mi notassero, ma quando arrivai fui sorpresa di non vedere alcuna guardia, forse avrei dovuto lasciar perdere e continuare a camminare per la mia strada, poi peró sentí un urlo disumano provenire proprio dal castello...

«Zelda!»

Era la voce di Impa, cosí senza pensare entrai nel palazzo e cominciai a salire ai piani superiori, sperando di trovare un divano o un letto su cui stendermi per il forte dolore che provavo alle gambe, in quel momento Vaati mi sembrava la minaccia minore, e conoscendolo da quanto letto sui libri lui sarebbe direttamente venuto al castello, o almeno speravo lo facesse...

«Forse non é stata una buona idea venire qui»
«Permettetemi di dire che é stata un'idea del cazzo, vostra altezza».

Dietro di me sentí una voce per nulla familiare, era profonda e per qualche motivo faceva venire i brividi per quanto fosse smielata. Mi girai rapidamente verso una finestra, su cui vidi appoggiato un Hylian all'apparenza: la pelle era di un colore strano che non saprei definire, i capelli erano molto lunghi e sulla testa portava uno strano cappello viola con una pietra rossa incastonata nella base dorata, non c'era dubbio che quello fosse il mago dei venti.

«Sapete, é la prima volta che vedo una principessa correre in bocca al nemico di propria spontanea volontà, siete riuscita a sorprendermi!»

Non riuscivo a muovermi, il mio cuore batteva come mai prima mentre le mie gambe erano paralizzate, un po' per la stanchezza, un po' per la paura che incuteva lo sguardo del mago. I miei poteri non si erano ancora risvegliati, nonostante avessi raggiunto i ventun'anni d'età, perciò non avevo neanche modo di difendermi in qualche maniera, avrebbe potuto farmi qualunque cosa senza che io potessi oppormi. Ero pronta al peggio, ma rimasi colpita quando il mago si avvicinó e s'inchinó dinnanzi a me con il capo basso, cominciavo a non capire piú nulla.

«É un onore per me incontrare una fanciulla degna di portare il suo nome».

Alzó gli occhi verso di me e prese la mia mano con delicatezza, lasciando poi un leggero bacio sul dorso di essa, potevo chiaramente sentire la freddezza della sua pelle a contatto con la mia, era una sensazione cosí strana...

«Sono certo che siate davvero stanca dopo un tratto cosí lungo, a piedi nudi per giunta. Purtroppo non ho fatto in tempo a far tornare in vita i miei servi, dovrete accontentarvi di una vecchia camera polverosa per questa notte».

La sua incredibile gentilezza era innaturale, se non avessi saputo che fosse il mago dei venti avrei detto fosse un gentiluomo come tanti. Lo seguí senza fare storie, ero veramente stanca e rischiavo di addormentarmi sulle scale, già dopo il terzo piano non riuscivo piú a procedere, cosí lui mi prese tra le braccia senza dire nulla e continuó su per altre cinque rampe di scale senza mostrare segni di cedimento o altro.

«Questa é la mia stanza ma ve la cedo volentieri principessa Zelda, non abbiate timore di dormire non vi farò nulla, rimarrò nella stanza al piano inferiore, chiamatemi se vi serve qualcosa».

Mi assicurai che lui fosse davvero andato al piano di sotto prima di mettermi nel letto, non mi tolsi neanche il vestito da quant'ero stanca e mi addormentai quasi subito, stranamente tranquilla...

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