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Cɑpitѳʆѳ 1: Il Mago dei Venti

Vaati's Pov

Venni svegliato da una forte luce accecante che emanava un dolce calore, mi ero quasi dimenticato quanto odiassi la luce del sole.
Aprii gli occhi e guardai dritto davanti a me. Dovevo essere in quello che una volta era il santuario del tempo, ma che ora risultava essere soltanto un cumulo di macerie. Solamente tre muri erano rimasti intatti, l'intera ala destra era crollata assieme ad una parte del tetto, ed il pavimento era stato coperto da un tappeto d'erba e fiori della principessa serena.
Dio, quanto odiavo quei fiori.
Erano i suoi fiori preferiti. Ricordo ancora quanto dovetti cercare per trovarne almeno uno, sembrava così felice quando glielo regalai...
Scossi la testa, non era quello il momento per pensarci, avevo tutta l'eternità per farlo.
Continuai a guardarmi intorno. Davanti a me c'erano alcuni scalini con un corrimano di pietra ricoperto di muschio, guardandomi alle spalle vidi il simbolo della triforza in rilievo sul pavimento, con al centro il piedistallo che doveva reggere la quadrispada e chiudermi per sempre nel sigillo. Peccato che della spada non ci fosse neanche l'ombra.
“L'eroe dev'essere rinato” pensai. “Cosí come dev'essere rinato il servo di Ganon”.
Teoricamente ero io il servo di quel suino schifoso, ma non intendevo risvegliarlo, né tantomeno ingaggiare qualcuno per farlo. Si sarebbe dovuto tirare fuori dai guai soltanto con il suo immenso potere.
Mi alzai da terra appoggiandomi al corrimano, dovevo tornare alla Torre dei Venti al più presto e organizzare bene il mio piano per far crollare il regno di Hyrule una volta per tutte.
Ma per farlo avevo bisogno del mio servo personale.
“Chissà che fine ha fatto quel traditore”.
Era pericoloso adoperare la magia appena libero, ma non potevo rischiare di mandare in allerta l'intero regno subito dopo la mia rinascita, avevo bisogno di tempo. Così presi le sembianze di un semplice ragazzo Hylian ed uscì da quel santuario deserto.
Davanti a me c'era uno spettacolo senza pari: una lunga scalinata che portava verso le rovine di una piccola piazza circondata da un grande prato pieno di alberi e qualche pozza d'acqua cristallina.
Camminai a passo svelto verso una di quelle pozze, soltanto per poter ricordare il mio aspetto. Nel riflesso vidi quello che dovevo essere io: uno strano Hylia dalla pelle violacea con l'occhio sinistro rosso, del colore di un rubino, e l'altro coperto da una frangia color lillá. Nonostante la trasformazione ogni mutaforma, davanti ad uno specchio, mostrava il suo vero aspetto perciò dovevo essere cauto.
Oltrepassai la pozzanghera e continuai dritto fino ad arrivare a quella che doveva essere una cinta muraria, anch'essa quasi in pezzi. Era abbastanza bassa e non ci voleva un genio per capire che mi trovavo su un'altopiano.
In lontananza potevo chiaramente intravedere la Torre dei Venti dietro al Castello di Hyrule, dove si trovava la principessa Zelda. per andare alla torre sarei per forza dovuto passare dal borgo e aggirare il castello, non potevo fare giorni di cammino per aggirare il fiume Hylia, avrei sprecato troppo tempo.
Saltai oltre il muro e caddi giù fino alla pianura, atterrando in piedi. Lì c'era un sentiero che si diramava in tre direzioni: una per il Borgo dei Rito, l'altra per il Castello e l'ultima per l'Altopiano Zora ed il Monte Morte. Conoscevo Hyrule meglio del re stesso, ormai erano millenni che vivevo lì e sapevo ogni angolo di ogni singolo posto come le mie tasche, ad eccezione del Deserto Gerudo.
Camminai per ore lungo il sentiero, incontrando alcuni passanti che non mi rivolsero la parola nemmeno per sbaglio, poi però vidi colui che non volevo vedere: il tappo verde. L'eroe. Affiancato da altri tre cloni con la tunica di colore diverso.
Patetico”.
Mi avvicinai verso l'entrata della città ed incrociai i loro sguardi, in quel momento volevo soltanto ucciderli uno dopo l'altro, non so che cosa mi trattenne.

  «Mi chiedo perché la principessa abbia chiesto a noi di andare a controllare quello stupidissimo sigillo. Ha resistito per più di nove anni senza la quadrispada, non può essersi rotto! Ti pare Verde?»
  «Se Zelda vuole che andiamo a controllare Vaati perché ha un brutto presentimento noi dobbiamo obbedire, siamo cavalieri reali, vedi di ricordartelo, Blu»

Avevano delle voci assordanti e tremendamente fastidiose, non so come abbiano fatto i miei poveri timpani a sopportare un rumore simile.
Accelerai il passo, ed arrivai in poco tempo nel cuore della città. Lì mi tornò di nuovo in mente il viso della principessa Zelda... Volevo davvero tanto rivederla e riuscire a parlare con lei prima di ucciderla.
Senza nemmeno rendermene conto mi ritrovai davanti al Castello di Hyrule e rimasi fermo a fissarlo in tutta la sua magnificenza. Il solo pensiero che lei fosse rinchiusa in quella reggia da una vita intera faceva male al cuore...
“Lei é nata e morirà tra le mura di quel castello. Come dev'essere triste la sua esistenza in questo mondo”.
Volevo rimanere lì per un altro po' di tempo nella speranza che lei si affacciasse alla finestra e mi notasse, ma sarebbe stato inutile. Come poteva sapere che io ero lì? E perché mai avrebbe dovuto guardare proprio me tra milioni di Hylian? Probabilmente nemmeno sapeva chi o cosa fosse Vaati.
“Tutto a suo tempo” ho sospirato.
Abbandonai il pensiero di volerla vedere e me ne andai, in quel momento la Torre dei Venti era più importante di ogni altra cosa, anche di lei. Da lì avrei usato di nuovo lo specchio oscuro per richiamare l'ombra dell'eroe e fare in modo di rallentare -se non eliminare- quei quattro.
Ci volle davvero molto tempo prima che riuscissi ad arrivare a destinazione, quasi un giorno intero di camminata. E come se non fosse abbastanza trovai anche due guardie a intente sorvegliare la porta del mio palazzo e che mi fermarono puntandomi le lance contro.

  «Cosa sei venuto a fare qui? É pericoloso entrare all'interno della torre, nessuno potrebbe neanche avvicinarsi. Ordini del Re Nohansen»
  «Be’ se la mettete cosí allora mi vedo costretto a disobbedire agli ordini di questo Nohansen»

Sorrisi.
Erano anni che aspettavo un'occasione simile!
Abbandonai le mie sembianze da Hylian e le guardie capirono subito chi fossi. Cercarono persino di intimorirmi, che carini ♡, peccato che dimenticarono un piccolo particolare: io ero immortale.

  «Sono davvero spiacente che voi non possiate vivere abbastanza a lungo da rivedere un'ultima volta il viso angelico della principessa, spero vi piaccia il paradiso~. Oh, se mai doveste incontrare la mia Zelda, ditele che il mago dei venti é di nuovo LIBERO»

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