La gita nel bosco
"Ho detto che non ci voglio andare!" ripeté Paolo, incrociando le braccia imbronciato. "Voglio restare a casa a guardare i cartoni animati, non ho alcuna voglia di andare nel bosco!"
"Ma ti divertirai un mondo!" disse il nonno. "L'autunno è una stagione bellissima per andare nel bosco!"
"Ho detto di no!" insistette Paolo.
"Facciamo una scommessa! Oggi andremo nel bosco, come ho detto io; se ti divertirai, ti porterò in tanti altri bei posti nei quali sono cresciuto, e se invece non ti divertirai, non ti proporrò più di andare da nessuna parte!"
Il bimbo rimase in silenzio per qualche secondo, ma poi disse: "D'accordo, tanto so già che vincerò io!"
Paolo e il nonno indossarono gli stivali e gli impermeabili, poi presero uno zainetto e un cestino e si misero in marcia. Dopo una mezz'oretta, nonno e nipote arrivarono al bosco: per terra, in mezzo alle foglie, facevano capolino i ricci delle castagne.
"Guarda che belle castagne!" disse il nonno.
"Ma come faremo a raccoglierle senza pungerci?" chiese Paolo.
Il nonno sorrise, tirò fuori dallo zaino un paio di guanti spessi e disse: "Con questi non ti farai niente, te l'assicuro!" Nel giro di pochi istanti, lo zaino era bello pieno di castagne!
"Siamo stati bravi!" disse il nonno. "Chissà se troveremo anche qualche fungo..."
Nemmeno il tempo di dirlo, che subito Paolo si trovò di fronte a un bel gruppetto di funghi marroni.
"Che funghi sono questi?" domandò il bimbo.
"Sono porcini! Saranno buonissimi nel risotto."
Il nonno raccolse i funghi con delicatezza e li pose dentro il cestino.
"Puoi insegnarmi a riconoscere i funghi buoni?" domandò Paolo.
"Ma certo! Ho un libro pieno di illustrazioni e fotografie! Però adesso si è fatto un po' tardi, forse è meglio tornare a casa!"
"Non possiamo restare ancora un po'?" domandò Paolo.
"Perché, per caso ti stai divertendo?" chiese il nonno sornione.
"No, no, andiamo pure!" sbottò il bimbo, correndo per i sentieri cosparsi di foglie.
"Aspetta, fermo lì! Guarda alla tua destra!"
Paolo si voltò piano e vide un leprotto marrone che lo fissava coi suoi occhi scuri. Provò a muovere qualche passo verso di lui, ma il leprotto si spaventò e corse via in mezzo alle foglie.
Non appena i due furono tornati a casa, Paolo si mise subito a guardare i cartoni animati, mentre il nonno iniziò a pulire i funghi e a infornare le castagne. Ben presto, la cena a base di risotto ai porcini e caldarroste fu servita in tavola, e Paolo corse a mangiare senza fare complimenti.
"Vedo che ti piace il mio risotto!" disse il nonno ridendo. "Ora però dimmi, ti sei divertito oggi?"
Paolo non rispose, si limitò a scuotere la testa da sinistra a destra.
"Peccato! E io che volevo portarti a pescare..."
Appena finito di mangiare, Paolo tornò a guardare i cartoni animati, ma ogni tanto diede un'occhiata al nonno, che se ne stava tutto solo sulla sua poltrona a leggere un libro sui funghi.
Quando arrivò l'ora di fare la nanna, il nonno rimboccò le coperte di Paolo e gli diede un bacino sulla fronte.
"Buonanotte!" sussurrò il nonno.
"Aspetta!" disse Paolo. "In realtà... oggi mi sono divertito un sacco nel bosco, davvero! Solo che mi vergognavo a dirlo... Tutti i miei amici guardano i cartoni animati, nessuno di loro va nel bosco a raccogliere castagne e funghi! In realtà a me non piacciono nemmeno quei cartoni!"
Il nonno sorrise dolcemente e accarezzò i capelli del nipote.
"Mica devi imitare per forza tutto quello che fanno i tuoi amici! Puoi fare quello che vuoi, purché ti renda felice!"
"Domani mi porti di nuovo nel bosco? Voglio vedere se ritrovo quel leprotto!"
E fu così che l'indomani Paolo e il nonno raccolsero noci e bacche selvatiche, e alla fine, guarda un po' che fortuna, riuscirono anche a rivedere il leprotto!
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