Il piccolo segreto di Giulia
Giulia e la zia Sabrina stavano camminando verso casa tenendosi per mano. Finalmente la zia aveva finito le scuole superiori, e aveva più tempo da trascorrere con la nipotina.
La zia stava infilando le chiavi nella toppa del portone, ma venne distratta da uno strano rumore, simile a un pianto, che proveniva dalle siepi.
"Lo senti anche tu?" domandò.
"Certo!" esclamò Giulia, iniziando a spostare i rami con le manine.
Dopo alcuni istanti, finalmente vide da dove proveniva quel suono: un cucciolo di gatto col pelo bianco se ne stava tutto solo in mezzo alle foglie, tremando e piangendo.
"Oh caspita!" esclamò la zia. "Dobbiamo scaldarlo! Guarda come trema!"
La zia corse in casa e tornò con una coperta, nella quale avvolse subito il micino.
"Adesso lo portiamo dal veterinario!" disse la zia, cercando le chiavi della macchina.
Circa mezz'ora dopo, finalmente il veterinario poté visitare il cucciolo.
"Il gattino... anzi, la gattina, potrebbe avere tre o quattro giorni", disse il dottore. "Ma non mangia da diverse ore! Forse la mamma l'ha persa... per fortuna l'avete trovata! Ha una brutta infezione ai polmoni, ma con le medicine se la caverà benissimo. All'inizio non sarà facile, perché dovrete darle da mangiare ogni tre ore, ma sono certo che ce la farete. Vi darò tutte le istruzioni necessarie!"
Il veterinario preparò un piccolo biberon e lo porse a Giulia per mostrarle come allattare la gattina.
"Ma... i miei genitori non la vorranno tenere..." balbettò Giulia.
"Tranquilla!" disse la zia. "Ci penseremo noi due da sole!"
Prima di tornare a casa, la zia comprò in gran segreto il latte e tutte quelle cose che il veterinario aveva consigliato, e poi rimase a dormire a casa di Giulia per darle una mano.
Dopo aver chiuso a chiave la porta della cameretta, sistemarono la micina in un letto dentro la casa delle bambole, e iniziarono a preparare il primo biberon della nottata.
"Visto che è tutta bianca, potremmo chiamarla Bianca!" sussurrò Giulia, accarezzando la piccola.
Passò una settimana: Giulia e la zia faticarono moltissimo per occuparsi di Bianca e darle da mangiare, ma la micia era finalmente guarita e stava crescendo sana e forte. Purtroppo, però, era sempre più difficile nascondere la sua presenza. La zia Sabrina cercava di passare quasi tutto il giorno insieme a Giulia, ma ogni tanto doveva anche tornare a casa.
Una notte, mentre Giulia dormiva, Bianca uscì dal suo lettino e si acciambellò sul petto della bambina.
Quando al mattino la mamma e il babbo andarono a svegliare la bimba, la trovarono addormentata insieme alla micetta.
"GIULIA!" esclamò la mamma. "Cosa ci fa un gatto qui dentro?!"
Giulia si svegliò di soprassalto, strinse forte Bianca e iniziò a raccontare della zia e del veterinario, e di come insieme l'avevano salvata.
"Quindi voi due avete trovato la gattina e ve ne siete prese cura da sole per un'intera settimana?" ripeté il babbo.
Giulia annuì, con le lacrime agli occhi.
"In effetti noi non vorremmo degli animali in casa", disse la mamma. "Però, visto che ti sei presa così tanta cura di Bianca... puoi tenerla, almeno per adesso! Ma d'ora in poi niente più segreti, d'accordo?"
La zia Sabrina si prese una bella sgridata per aver tenuto nascosta la presenza della gattina, ma Bianca era così affettuosa che alla fine anche la mamma e il babbo si affezionarono a lei, e diedero a Giulia il permesso di tenerla con sé per sempre!
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