Il panda rosso e bianco
Elisa stava giocando sul divano con un grosso panda di peluche; si trattava di un panda molto speciale, diverso da tutti gli altri: al posto della pelliccia nera aveva infatti un bel manto rosso e sotto le sue zampe c'erano dei grossi cuori bianchi ricamati.
Poco prima di servire una tazza di tè immaginario al suo panda, Elisa sentì due piccole mani poggiarsi con forza sulle sue spalle.
"Ridammelo, è mio!" gridò Valentina, la sorella gemella di Elisa.
"No invece! La nonna l'ha dato a me!" rispose Elisa, cercando di allontanare il panda dalle braccia di Valentina.
"Solo perché pensava che tu fossi me! Mollalo subito!"
"Non starete litigando di nuovo per quel pupazzo, vero?!" esclamò il babbo, uscendo dalla cucina.
"È colpa sua!" gridarono all'unisono le due bambine.
"Ah sì?" disse il babbo, togliendo il panda dalle mani delle figliolette. "Se siete entrambe colpevoli, allora questo pupazzo verrà via con me!"
D'improvviso, il pianto di un bambino piccolo si levò più forte delle proteste delle gemelline.
"Ecco, adesso si è svegliato anche Francesco!" sospirò il papà. "La prossima volta cercate di fare un po' più piano!"
"Aspetta, ridacci il panda!" dissero Elisa e Valentina.
"Non finché non avrete imparato a giocare insieme senza discutere!"
Il babbo si incamminò verso la camera del bimbo, portando con sé il panda rosso.
"Guarda cosa hai fatto!" esclamò Valentina. "Adesso non ci possiamo più giocare!"
"La colpa è tua! Aspettiamo che Francesco si addormenti e poi cerchiamo di riprendercelo!"
Le due bimbe, zitte zitte, si acquattarono dietro un mobile accanto alla cameretta del fratellino. Tra un pianto e l'altro sentirono il papà sussurrare: "Su tesoro, buono, buono!", e alla fine il bimbo smise di piangere e si addormentò sereno. Il babbo adagiò Francesco nel suo lettino e se ne andò, lasciando il peluche a forma di panda seduto sul pavimento.
Valentina ed Elisa attesero che il babbo tornasse a lavorare nel suo studio, e poi entrarono nella cameretta del fratellino senza far rumore.
"Eccolo lì!" esclamò Elisa, indicando il panda. La bimba fece uno scatto in avanti e si avventò sul pupazzo, ma Valentina afferrò la sua gemella per le gambe e la fece inciampare.
"Fermati!" urlò Valentina.
"Mi hai fatto male!" rispose Elisa.
Purtroppo, con tutta quella confusione, Francesco si svegliò e ricominciò a piangere disperato.
"Oh no!" gridò Elisa. "E adesso che facciamo? Non voglio che il babbo ci sgridi di nuovo!"
"Aspetta, forse ho un'idea..." rispose Valentina.
Valentina prese il peluche e lo lasciò cadere accanto al fratellino; il bimbo, non appena si accorse del panda, si mise a sedere e smise subito di piangere.
"Anda!" esclamò, afferrando la zampa rossa del pupazzo con le sue manine.
"Non anda!" disse Elisa, appoggiandosi al lettino. "Panda! Lo sai dire panda?"
"Panda!" ripeté Francesco, abbracciando il suo nuovo amico di pezza. "Panda, panda, panda! Panda!"
Il bimbo iniziò a lanciare gridolini di gioia; poi si avvicinò alle sbarre del lettino e sorrise alle sue sorelline.
"Guarda com'è contento!" disse Elisa, accarezzando i capelli di Francesco.
"Contentissimo!" rispose Valentina.
Per qualche istante le due sorelle rimasero in silenzio, ma alla fine Valentina disse: "Non lo voglio più quel pupazzo!"
"Ma come?" rispose Elisa, sorpresa. "Ma ti piaceva così tanto!"
"Lo so, ma ci ha fatto solo litigare! Regaliamolo a Francesco!"
"Va bene!" rispose la bimba. "E scusami per prima, non volevo trattarti male!"
"Scusami tu, nemmeno io volevo litigare!"
Le due gemelline si abbracciarono felici e poi si rivolsero a Francesco.
"Ti piace il panda?" domandò Valentina.
"Tanto!" rispose il fratellino, sorridendo.
"E allora adesso è tuo!"
Elisa e Valentina si presero per mano e andarono a giocare nella loro cameretta, lasciando Francesco solo con il suo nuovo, bellissimo panda rosso.
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