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9.Un ballo

La musica era più movimentata e Hermione osservava le persone da un po', la pista incantata la affascinava "Ron, credo che tu... mi debba un ballo" lui la guardò con un sorriso imbarazzato, ripensando al quarto anno, quando non sveva avuto il coraggio di invitarla al Ballo del Ceppo "Penso che tu abbia ragione..." lasciò Harry e sua sorella al tavolo, porse il braccio a Hermione e si diresse verso lo spazio dove si ballava. Avevano posto un incantesimo su una zona, ogni volta che la musica iniziava quelli che si trovavano all'interno del perimetro iniziavano a fluttuare. Una danza senza vincoli, anche per un mago era qualcosa di straordinario, lui stesso non aveva mai visto niente del genere. Diverse volte erano stati fatti balli stranieri, aveva visto le coppie separarsi e iniziare a volteggiare scambiando compagno per qualche giro e poi rimanere abbracciati a uno sconosciuto per il resto della canzone, che quando finiva riportava tutti a terra delicatamente. Attesero il momento ed entrarono nella pista delimitata da una infinita quantità di fiori intrecciati, come in delle siepi colorate. "Sono felice di essere venuta" gli disse all'orecchio, lui la prese per mano, poi si misero in posizione, e la musica partì. I piedi per un attimo le rimasero ciondoloni, poi sembrarono atterrare su un pavimento invisibile "Anch'io" rispose semplicemente. Si spostavano continuamente, perdendosi nella moltitudine di persone che fluttuavano attorno a loro, ma era come fossero soli. Più volte scesero a terra e tornarono, a volare, leggeri nel corpo e nel cuore. La musica cambiò ancora, in una delle canzoni straniere. Hermione doveva girare su se stessa, come le altre donne, poi avrebbe cambiato compagno. Scoprì che era come un gioco, girava, ballava e conosceva nuove persone. Stava per finire il ritornello, durante il quale doveva cambiare, stava parlando con un uomo francese, un ricco benefattore che aiutava la cause che credeva valide "Sa, ho sentito della sua scuola, mademoiselle." le stava dicendo "Se nesessiterà une aider..." le propose, parlando con il delicato accento francese "È molto generoso, la ringrazio, porterò i suoi contatti alla preside McGranitt. Se ne avrà bisogno sono sicura che non esiterà a contattarla" il ritornello terminò, in tempo per farli salutare, dopo una giravolta lasciò il signor Meunier e tra una giravolta e l'altra andò verso il suo nuovo compagno. Questo le prese la mano facendola girare un'ultima volta e poi si avvicinarono per ballare. Gli occhi le uscirono dalle orbite quando riconobbe il ragazzo, bloccandosi per un momento. Anche lui, inizialmente ignaro, quando la riconobbe rimase molto stupito, ma si ricompose in fretta, valutò se andarsene quando ricordò dove fosse. Draco Malfoy fu il primo a parlare "Chiudi la bocca" "Non ho detto niente!" "Avevi la bocca aperta" lei lo guardò stranita "Che ci fai qui Malfoy?" "Sarebbe più sensato se te lo chiedessi io, pensavo fosse un evento elevato..." l'insulto sottinteso che le aveva rivolto la ferì, dopo tutti quegli anni aveva imparato a nasconderlo, ma ne soffriva intimamente. Lei voleva appartenere a quel mondo, e sapeva che era così, ma, per persone come lui, sarebbe sempre rimasta una Sanguesporco. A quei pensieri la cicatrice sul braccio iniziò a pizzicarle, facendola sentire esposta e agitata. "Non hai risposto alla mia domanda" gli fece notare, con un tono accusatorio mentre lui cercava di trattenere l'irritazione. Aveva notato che l'espressione di lei era cambiata, segno che, nonostante quello che voleva mostrare, in realtà l'aveva ferita, ma lei continuava come se niente fosse. In realtà non voleva offenderla, ormai gli era completamente indifferente, ma il suo atteggiamento ostinato lo spingevano a ribattere al suo tono di superiorità. Così decise di ignorarla, tanto per farla arrabbiare un po' "Sai una cosa? Sono davvero stanca di discutere con te..." "Eppure lo stai ancora facendo" la interruppe "Già, ma a volte non vale la pena sperare nelle cause perse" sputò con odio, e da quel momento non disse più niente. Questo lo fece scattare: aveva usato la sua stessa tattica, ignorandolo. Le sue ultime parole lo colpirono particolarmente, se avesse saputo quello che era davvero successo non l'avrebbe giudicato tanto velocemente. Odiava che le persone lo evitassero o lo giudicassero, soprattutto chi non lo conosceva "Parli tanto di pregiudizi eppure mi reputi una persona meschina" "Io non ho pregiudizi nei tuoi confronti, ti giudico per le tue azioni. Avresti potuto scegliere diversamente, fare la cosa giusta, tu avevi il potere di sciegliere chi avresti potuto essere. Invece consideri me in base a qualcosa che non posso cambiare" non appena smise di parlare si maledì per la sua stupidità. Non riusciva mai a trattenersi, la sua impulsività le faceva spesso dire cose che preferiva tenere per sé. Distolse lo sguardo dai suoi occhi grigi, che ora bruciavano a causa delle sue parole 'Che ti è saltato in mente!?' avrebbe voluto cadere a terra e frantumarsi tutte le ossa, ma l'incantesimo sulla pista glielo impediva, presto anche lui rispose a tono "Tu pretendi di capire cosa mi ha spinto a fare ciò che ho fatto, ma in realtà tu non sai un bel niente..." un flash della battaglia gli balenò in mente prepotente. Lui stesso che lanciava un Patronus contro i dissennatori, dovendosi proteggere da coloro a cui diceva di appartenere, respinto da quelli a cui teneva. "Difficile da credere quando ne porti la prova sul braccio..." ribatté, non potendo evitare di far cadere lo sguardo sul braccio sinistro di lui, dove nascosto sotto la manica del costoso completo il Marchio lo tradiva. Ancora una volta si rese conto di aver parlato troppo, ma la colpa non era certo sua: lui restava cocciutamente sul suo piedistallo, negando l'evidenza. La canzone non accennava a finire, e lei ancora volteggiava sospesa metri al di sopra del pavimento lucido dell'Atrium, erano entrambi riluttanti nel toccarsi a vicenda, le loro mani si sfioravanoce ogni tocco era come una scossa. "Hai ragione, magari non conosco tutta la storia, ma se è davvero come dici tu... devi dimostrarlo" "Io non devo niente a nessuno! Non mi importa quello che pensano gli altri" Hermione stentava a crederlo, ma non gli disse niente. Dopo un po' un'idea le pizzico un angolo della mente, folle, ma allo stesso tempo fattibile, magari il suo orgoglio avrebbe protestato, ma non avrebbe avuto altre occasioni per farsi ascoltare, visto che non potevano scappare da nessuna parte. "Potresti, almeno, smetterla di insultarmi? Dopo tutti questi anni mi sembra una cosa ridicola e infantile..." "Dove vuoi arrivare?" "Voglio dire che è estenuante dover sempre tenere alta la guardia, discutere in continuazione... dopo la guerra ho capito che tutti possono cambiare..." lasciò in sospeso il discorso, cercando di fargli capire che questa era la sua seconda possibilità, una tregua che lei gli stava offrendo, anche se più per se stessa che per lui. "Quindi mi proponi una tregua?" chiese, in un tono tra il sorpreso e il canzonatorio "Bhe... si" lui non rispose, mentre la faceva girare un'ultima volta, prima che la musica smettesse di suonare. Valutò attentamente la proposta, non avrebbe mai accettato, era troppo orgoglioso, ma sapeva che ormai lei avrebbe fatto di tutto per dimostrarsi fiduciosa nei suoi confronti, decise che semplicemente non avrebbe fatto niente, non accettò, né rifiutò la proposta. Non disse nulla. Quando la vide voltarsi al richiamo di Weasley se ne andò, prima che tornasse a guardarlo.

Quando si voltò a cercare il viso di Ron tra la folla sentì che Draco se n'era andato. L'aveva lasciata col dubbio, senza una risposta, ma sapeva che la fonte di quel dubbio era in lui e questo le diede una piccola soddisfazione "Ron! Ron, sono qui!" quando la vide le andò incontro felice "Spero ti sia andata meglio che a me... Ho dovuto ballare con una vecchia chiacchierona con una sciarpa viva!" si lamentò, facendola ridere di cuore "Non so, dimmelo tu... Ho ballato con Malfoy!" gli disse anche lei un po' irritata, lui rise lasciandola stupita "Quasi ci credevo!" le rispose "Non sto scherzando Ron... quando sei arrivato si era già dileguato" lui la guardò cercando di capire, poi quando assorbì l'informazione Hermione lo vide diventare sempre più rosso, ebbe seriamente paura che stesse per esplodere, quando inveì "Aspetta un attimo! E tu, hai lasciato che ti toccasse?" "Smettila Ronald!" "Hai ballato con quella serpe meschina e viscida..." la guardava furente e incredulo "Ti ha per caso toccata? Perché giuro su Merlino che se..." "Smettila subito! Non ha fatto niente! Ti stai rendendo ridicolo! E per amor del cielo non urlare..." si infuriò lei. Incrociò le braccia stizzita e andò decisa al loro tavolo. Ron la seguì a ruota, con in mente una scena simile, per non dire identica accaduta al Ballo Fatale... Si sedettero in silenzio "Che è successo?" gli chiese Harry "Qualcuno" enfatizzò la parola "fraternizza con il nemico!" lui lo guardò confuso "Oh insomma!" sbottò Hermione "Non dire stupidaggini! Cambiando compagno, ho dovuto ballare con Malfoy!" "Vuoi dirlo anche ai giornalisti?" decise di non rispondergli più, altrimenti non avrebbero mai terminato la discussione. Decise di andare a prendere da bere al bar "Dove vai?" Ron la stava guardando preoccupato, evidentemente il momento di rabbia era già passato, lasciando posto al povero cucciolo ferito che aveva di fronte "Al bar..." si arrese lei, vedendo la sua espressione afflitta "Vieni?" subito si alzò e la seguì. Il bar era nella zona perpendicolare, non molto distante dal loro tavolo, loro si sedettero al bancone, dove presero un cocktail ciascuno. "Scusa per prima..." iniziò lui, così Hermione ebbe la splendida idea di prendersi un po' gioco di lui "Avevi tutte le ragioni di essere arrabbiato... insomma, Malfoy è stato così gentile..." di nuovo avvampò, e anticipandolo lei continuò "Credo fosse un po' ubriaco, mi ha chiesto se volevo bere qualcosa con lui, ma ovviamente gli ho detto di no... Balla davvero bene!" finì con entusiasmo, cercando di trattenere le risate "Ma ti sei completamente bevuta il cervello??" si infuriò, diventando dal rosso che era al viola "Che diavolo hai da ridere?" "Povero Weasley... C'è molto da ridere. Per esempio tu che rimani tutt'oggi un allocco..." la voce alle sie spalle le smorzò il sorriso sulle labbra, si voltò trovandosi davanti Malfoy "Allora? Ci hai ripensato? Ti va di bere qualcosa con me?" le chiese, dimostrando di aver ascoltato tutta la conversazione. Il suo volto era sbiancato, come quello di Ron "Stavi ascoltando?" gli chiese con una voce che le giunse alle orecchie troppo acuta "Era musica per le mie orecchie..." la sbeffeggiò, si voltò a guadar l'altro "Ron... stavo scherzando... giuro che..." "È tutto chiaro" la guardò disgustato e se ne andò. "Grazie" disse sarcastica a un divertito e ghignante Malfoy, seguendo la scia di Ron. Si perse tra la folla, e non riuscendo a trovarlo, si diresse al tavolo. Ginny e Harry non erano lì, e neanche lui. Si sedette frustrata, cercando la sua borsetta. Ora che ci pensava non sapeva dove l'avesse lasciata, non l'aveva con sé e non era al suo posto 'No!' si mise alla ricerca freneticamente, il panico stava prendendo il sopravvento, si lasciò cadere sulla sedia, una sensazione sgradevole le attanagliava lo stomaco, colpa di quello che aveva bevuto, e il braccio sul sinistro la cicatrice le doleva. 'Ragiona!' si impose, cercando di snebbiare la mente 'Dove può essere?' ma ormai stava iniziando a capire dove si trovasse 'Stupida idiota!' e si rialzò in direzione del bar.

"Grazie" gli aveva sputato prima di correre dietro al rosso. Soddisfatto aveva ordinato un drink, il barman lo servì, lui prese posto al bancone. Non appena si sedette notò la borsa. Era della Granger, ne era sicuro, gliel'aveva vista più di una volta. Ancora una volta sorrise tra sé, prendendo la borsa e appoggiandola sul piano davanti a lui, avrebbe scommesso il suo patrimonio che nel giro di pochi minuti sarebbe arrivata pretendendo ciò che era suo...

Si infilava tra le persone, sgomitando per riuscire a passare attraverso la calca, appena finito di mangiare tutti si erano alzati dai tavoli, affollando lo spazio circostante. Si sentiva davvero stanca, aveva mal di testa e voleva solo recuperare la borsa, trovare gli altri e tornare alla Tana. Arrivò al bar. In fondo al bancone lo vide tranquillamente seduto con la sua borsetta. Gli si parò davanti a braccia incrociate "Ridammela!" "Non l'ho mica rubata..." "Sei solo un idiota ubriaco... dammela o ti affatturo!" "Con quale bacchetta?" lo guardò furiosa, mentre il dolore alla testa aumentava, come quello al braccio. "Per favore" sibilò a denti stretti. Sembrava che la testa le volesse scoppiare, poi il braccio si infiammò in un momento di puro dolore, facendola piegare su se stessa. Si appoggiò al piano per non cadere, mentre freddo sudore le imperlava la fronte. Malfoy si avvicinò "Stai bene?" cercò di aiutarla a rialzarsi. Uno strano scricchiolio si sentì fin sopra la musica, tutti gli invitati alzarono la testa in cerca della fonte del rumore. Poi, in un boato, tutti i vetri sui tavoli esplosero.

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