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61.Lei

Si risvegliò accoccolata a lui. Prima che potesse rendersi conto di ciò che era successo sentì le labbra tirarsi in un sorriso di beatitudine. E poi tutto riprese forma nella sua mente. Gli aveva praticamente dormito addosso, ma non si sarebbe mai immaginata di ritrovarlo al suo risveglio. Piuttosto l'avrebbe visto sgattaiolare via, prima che qualcuno lo scoprisse. Aveva un freddo terribile, e il suo braccio avviluppato contro di lei le offriva un po' di sollievo. Tenne gli occhi chiusi, cercando di trovare il modo per alzarsi senza svegliarlo. "So che sei sveglia". La paura si insinuò nelle sue vene, facendole accelerare il battito. Affrontare le conseguenze era sempre la parte critica. Allora Hermione tentò di alzarsi, stringendo ancora il lenzuolo intorno al corpo, così lui spostò il braccio per consentirglielo. Ti ha già vista nuda, genio. Infatti incrociò lo sguardo ironico di Draco, che aveva appena smesso di vagare sul suo corpo semicoperto "I-io.. scusa" tentò Hermione, arrossendo di imbarazzo. Era ancora molto presto, ma già si sentivano voci, attutite dalla moquette, provenire dai piani di sotto. Anche Draco si sollevò a sedere, e si stropicciò gli occhi, e le regalò il primo sorrisetto divertito della giornata. Rovistò fra le coperte, cercando i suoi vestiti, e estraendo il suo reggiseno nero. "Devi sbrigarti Granger, abbiamo un matrimonio da far saltare" e le porse il reggiseno, facendola diventare sempre più rossa. Lui raccolse tutti i suoi vestiti, e si chiuse nel bagno, lasciandola sola. Non appena lo vide scomparire dietro la soglia, Hermione si affrettò a rivestirsi, prendendo dei jeans puliti dalla borsetta, e un maglione. Controllò le fascie che aveva sul braccio, trovando le ferite migliorate, ma aveva bisogno di cambiarle, così mormorò l'incantesimo, e tentennante le sostituì. Ora doveva trovare Astoria per farsi aiutare con tutti i dettagli, e voleva uscire da quella stanza il prima possibile. Aprì la porta che dava sul pianerottolo, e vide la ragazza che scendeva le scale. Lei in un istante spostò lo sguardo da Hermione alla porta, ma poi si ricompose, facendole un debole sorriso "Buongiorno" "Buongiorno, ti stavo cercando" rispose Hermione. "Sì, anch'io volevo parlati, scendi a mangiare?" le chiese Astoria "Theodore è uscito a comprare qualcosa". Hermione acconsentì, scendendo in cucina con lei. Vi trovarono Ginny e Theo, che mangiavano Calderotti, e una caraffa di succo di zucca. "Buongiorno" li salutò, Ginny la guardò di traverso, e rispose, con la bocca impastata di cibo e i capelli ancora arruffati. Si sedettero con gli altri, che decidevano riguardo al poveroso mantello dell'Invisibilità di Malfoy. Theo voleva portarlo, ma secondo Ginny sarebbe stato inutile. Nel bel mezzo della discussione Harry li raggiunse, fresco di doccia, e visibilmente riposato. Hermione non osava immaginare come dovesse apparire la sua faccia agli altri, dopo una serie di nottate insonni. Si sentiva turbata, stanca e confusa, perciò si costrinse almeno a mangiare. "C'è anche del caffè" le disse Harry, come leggendole il bisogno sul viso. Così mangiò con Astoria che le spiegava a grandi linee ciò che le sarebbe servito, per poi farle una lista infinita di divieti, che si potevano riassumere in: parlare, toccare, guardare, e respirare. Non guardarli negli occhi. Non toccarti i capelli. Non toccare le persone. Non rispondere direttamente. Non parlare se non sei interpellata. Non sorridere troppo. Non fare il broncio. L'ingresso di Draco dopo una decina di minuti la interruppe, perché Astoria si voltò verso il ragazzo, anche lui fresco di doccia, e sbottò "Finalmente! Ti sei goduto il riposino?" con tono degno di una Molly Weasley furiosa. Harry sgattaiolò via, riconoscendo il pericolo, con la sua tazza di caffè in mano verso il piano superiore, per raccogliere i disegni abbandonati nel salotto. "Ci serve il tuo Mantello" continuò la ragazza rivolta a Draco. "È di sopra" rispose lui, "Bene, così posso lasciarti il tuo vestito" così Astoria si alzò, trascinandolo via. "Theodore seguimi!" gridò dalle scale, facendo agitare la signora Black nella sua cornice, che iniziò a sbraitare. In pochi minuti nella casa si era creata una confusione tremenda. Ginny seduta di fronte a lei mandò un occhio alla porta, e poi si sporse per sussurrarle "Stai bene?" con tono preoccupato. "S-si, certo". "Hermione ti ho sentita gridare stanotte..." lei chiuse gli occhi, un po' sollevata per non dover affrontare subito l'argomento Malfoy "I-io.. Ho solo dormito male" le rispose, non sapendo cosa aggiungere. Ma la rossa continuò "Sì, come da mesi a questa parte... Puoi parlare con me" "Ginny.. non so come...". Non avrebbe saputo spiegare neanche a sé stessa cosa le stesse succedendo, come poteva parlarne? Prese un respiro "Ok". Sollevò la manica dove c'era la fasciatura, e pian piano la sciolse, rivelando le tracce fresche sulla sua pelle. Ginny aveva un espressione di orrore mista a dolore dipinta sul viso "Stavo..." sentì un groppo in gola "Sognando. Quella volta che ci a-avevano catturati" lei lo sapeva, perché gliel'avevano raccontato, e capì subito a cosa si riferisse. Parlava anche lei in un sussurro "Quando mi torturava... E quando mi sono svegliata avevo questo" Ginny le passò una mano sul braccio, nello stesso gesto amorevole che di solito associava alla signora Weasley, e si asciugò una lacrima che le era sfuggita. Hermione, ancora turbata si sentì cedere e anche il suo viso iniziò a rigarsi di lacrime. Piangevano entrambe, ma solo per rabbia "Mi dispiace tanto" le disse la Weasley, e veloce la raggiunse, per stringerla in un abbraccio che le scaldò il cuore. "Grazie". Poi le sorrise, e vedendola tentennare nel rimettere a posto pe bende le chiese "Ti aiuto?" lei semplicemente annuì. "Dovresti lavarle" le suggerì, e Hermione vide che infatti le ferite si erano incrostate di sangue, così Ginny si alzò, in cerca di una bacinella e un fazzoletto. Qualcuno scendeva le scale, e sospettò fosse Harry che tornava, sentito che si fossero calmate le acque, però dalla porta spuntò Malfoy, con tanto di camicia semi-abbottonata e pantaloni eleganti. I piedi scalzi completavano la mise. Sbuffava contrariato, mentre si dirigeva al succo di zucca "Dovrai avere molta pazienza Granger. Tra poco è il tuo turno" le disse, lievemente ironico, ma Hermione sospettava che fosse abbastanza sincero. Aveva l'impressione che dopo tutto quel tempo anche lui avesse iniziato a odiare tutte quelle banali convenzioni. Ginny accanto a lei stava sventrando la credenza, frugando in ogni sportello e cassetto. Vide gli occhi di Malfoy seguire Ginny "Che stai facendo Weasley?" chiese corrucciando le sopracciglia. "Sto cercando una bacinella, miseriaccia" "In alto a destra, Weasley, è davanti a te" Hermione si voltò, notando che in effetti una specie di tegamino in metallo era proprio di fronte a lei. Scosse la testa e posò gli occhi su di lei. "Va meglio?" le chiese, indicandole il braccio con un cenno "Guarirà.." gli rispose Ginny al posto suo, sedendosi accanto a Hermione. Draco annuì afferrando l'ultimo Zuccotto di Zucca, per poi tornare di sopra prima che Astoria ricominciasse a gridare. Ginny restò immobile di fonte a lei, con ancora la bacinella in aria "Hermione" poi sembrò tentennare, e fece una smorfia pensierosa, per poi passarsi una mano sul viso incredulo "Hermione..." sembrava davvero in difficoltà "Malfoy lo sapeva?" mosse la mano nella sua direzione, e lei aprì la bocca, senza sapere cosa dire "Malfoy lo sapeva!" ribatté ancora "La smetti?!" lanciò un'occhiata alla porta, preoccupata che qualcuno le sentisse. "Hermione lo so che è venuto da te! Ma credevo che se ne fosse anche andato!" "Che ne è stato dei tuoi consigli? Segui il tuo cuore e quella roba là?" replicò un po' piccata dalla sua reazione. Ginny si sedette vicino a lei, e abbassò il tono di voce "Senti, sinceramente pensavo quelle cose, ma credevo che dopotutto fosse un'infatuazione, come era successo a me con Zabini... Che finisse presto" avrebbe dovuto immaginarlo, si rimproverò. Dopotutto conosceva Hermione da tanto, e non era mai stata neanche lontanamente superficiale quanto lei. Intanto continuavano a bisbigliare, per evitare di farsi sentire, e Hermione le disse "Bhe, non accetto una predica da te, dopo quello che mi hai detto! E soprattutto non me la darai a bere facendomi credere di non esserci andata a letto!". Ginny arrossì "I-io.. Aspetta..." si coprì la bocca e spalancò gli occhi marroni "Avete fatto sesso?". Stavolta fu Hermione ad arrossire, e distolse lo sguardo da Ginny. Lei aveva ancora la mano davanti alla bocca socchiusa per lo stupore "Hermione?!". La prima cosa che pensò, e disse, fu "Ti prego non dirlo a Harry" prese le mani della eossa nelle sue e ritornò a guardarla, stavolta soltanto preoccupata "Davvero... Ti prego, è già difficile così, non voglio peggiorare le cose ulteriormente" "Credimi, più di così non potresti peggiorarle" le rispose Ginny in tono di compassione, e poi aggiunse "Pensavo di aiutarti, non volevo metterti in difficoltà...". Hermione posò una mano sulla sua "Non l'hai fatto. Non me ne pento, non ho fatto niente che non volessi. So che sembrerò impazzita, ma... c'è qualcosa di... di diverso, che.. mi fa sentire legata a lui in qualche modo. Non so di che si tratta, e non voglio chiamarlo amore" si fermò un attimo a pensarci "ma non posso ignorarlo" concluse pensierosa. Poi le strinse ancora la mano "Ginny... ho un cattivo presentimento, per oggi. Non vorrei lasciarvi, ma Draco aveva ragione, Astoria vi aiuterà, e Daphne aiuterà me. Ma al primo segno di pericolo andatevene. Non penso che sia una coincidenza..." sollevò il braccio bendato "Ho paura, temo che sia un... cattivo presagio". Poi dietro di loro qualcuno rispose "Temo che fosse un avvertimento" Malfoy entrò nella stanza con una faccia cupa, ancora scalzo e vestito a metà. Se n'era veramente andato di sopra o aveva origliato tutto? Lui si avvicinò cauto a loro, sempre più nervoso "E se..." quando le fu accanto le prese il braccio, passandoci la mano in modo leggero, quasi spaventato, facendola rabbrividire al suo tocco, e di fronte alla sua espressione "Se fosse sempre stata lei?" il suo sguardo perso, rivelava che stava pensando freneticamente. Hermione ci mise qualche secondo prima di capire a chi si stesse riferendo, e sentì il calore mancarle dal corpo, quando il ragazzo continuò "Se l'Obscurus fosse la stessa persona che ti ha fatto questo?" era riluttante nel parlare, ma continuava, e lei temeca il momento in cui avrebbe detto quel nome. Sbarrò gli occhi grigi e disse "Lei... Tutto tornerebbe" le strinse lievemente il polso e incrociò il suo sguardo "Bellatrix". Hermione collegò le informazioni, e con un filo di voce rispose "Hanno scatenato la sua follia".

Draco aveva iniziato a sentire quegli strani sussurri dopo la battaglia. Il Marchio gli aveva fatto male. Gli incubi di Hermione. Le famiglie rimaste che complottavano. E per finire l'ultimo orrore nella notte precedente. Draco cercava altre soluzioni, ma tutti i tasselli si incastravano alla perfezione, e per quanto volesse un'altra spiegazione, il disegno che mostravano era inequivocabile. Era davvero nervoso. Aveva proposto di abbandonare tutto, dopo che Ginny si era dimostrata d'accordo con le sue teorie, ma gli altri erano decisi ad andare avanti. Per quanto avesse insistito, non c'era stato verso di far cambiare loro idea. Dati i recenti sviluppi reputava il loro piano davvero pessimo. Per quanto ne sapeva potevano essere stati i suoi stessi genitori a creare quel mostro, mentendogli per tutto quel tempo. Rigirava la collana fra le dita, assorto, mentre i suoi piedi si muovevano a scatti, battendo sulla moquette polverosa. Aveva finito di prepararsi, ma le ragazze dovevano ancora scendere. Potter se ne stava seduto di fronte a lui nel salotto, in silenzio, e ogni tanto gli scoccava un'occhiata, facendolo innervosire. Avrebbe voluto prenderlo a pugni, ma ormai sarebbe stato controproducente. Anche lui non sembrava troppo tranquillo, perché continuava a passarsi le mani sul viso. Rimasero così per un po', finché Harry non iniziò a frugare in una borsa accanto a lui, finché non ne estrasse un piccolo frammento di vetro. Uno specchio. Lo osservò qualche minuto, e poi lo appoggiò sul tavolo. Era visibilmente preoccupato, quando spostò la sua attenzione su di lui, e le sue mani iniziarono a correre più velocemente lungo la collana. L'ultima cosa si cui avevano bisogno in quel momento era litigare tra di loro, e dalla sua espressione non capiva che avesse in mente. "Ti servirà?" ruppe così il silenzio Harry, e Draco fermò le mani, per sollevare la collana che l'altro aveva indicato. "Servirà a voi" disse quasi con tristezza, visto che avrebbe dovuto separarsi dal suo più caro ricordo. Lo porse al Grifondoro "È il gemello dell'amuleto che stiamo cercando. Sono stati forgiati dalla stessa pietra, rotta a metà, se si avvicinano tendono ad unirsi" gli spiegò, mentre lui lo prendeva e lo esaminava. "Quindi ci aiuterà a trovare l'altra metà" concluse Harry, e lui annuì. "State attenti là dentro, toccate il meno possibile, e uscite in fretta" lo ammonì ancora. E l'altro sorrise "Ce la caveremo, dopotutto siamo già scappati in un caveau dei Malfoy" ribatté, ma anche Draco sorrise "Non a Malfoy Manor. Lì non ci sarà un drago che vi aiuterà a fuggire" e sospirò "Attenti a non farli unire, dobbiamo tenerli separati finché non ci sarà lei". Harry annuì, ma ormai distratto portò gli occhi alla porta, dalla quale arrivava il trambusto delle scale. Le ragazze avevano finito, e parlottavano tra loro quando entrarono nel salotto. Due Astoria sorrisero, completamente identiche, se non per la spontaneità: quella tutta agghindata sembrava sul punto di scoppiare a ridere, o di svenire, mentre l'altra sembrava solo tesa. Ovviamente Hermione era la prima, impacciata nel suo abito grigio di pizzo. Daphne le aveva acconciato i capelli, e dato qualche dritta da seguire. "Non statevene lì impalati senza dire niente!" li rimbeccò subito Hermione-Astoria "Allora, che ne pensate?" li guardò con occhi speranzosi, e Draco pensò a quanto fosse incredibilmente sé stessa, anche nei panni di un'altra. Si notava subito la differenza, perché Astoria non aveva gli occhi così luminosi, o il suo sorriso incerto, o la sua postura orgogliosa. Non lo vedevano anche gli altri? Hermione lisciò le pieghe della gonna sotto la vita, riuscendoci a stento per via delle maniche lunghe che le coprivano i polsi, sempre più impacciata, in un modo tanto sgraziato che perfino Astoria, la grazia fatta persona, fece una smorfia. Draco mantenne il silenzio, spaventato da cosa avrebbe voluto dire. Non può funzionare. L'aspetto era quello di Astoria, ma tutto il resto era di Hermione, ed era stato lui a dare l'idea più stupida della storia. Se ora fossero tornati al piano iniziale, solo Theo avrebbe aiutato i Grifondoro nel caveau, e con alta probabilità sarebbero stati scoperti prima ancora di morire là dentro. "Non dovremmo andare" ribadì ancora una volta "Se Bellatrix Lastrange ci aspetta a Malfoy Manor saremo tutti morti prima di arrivare anche solo a vedere il caveau" si alzò in piedi nervoso e iniziò a camminare davanti agli occhi turbati di tutti "Non possiamo mascherare tutto, saranno già sospettosi con me... Noteranno che qualcosa non va". Daphne tentò di tranquillizzarlo "Non possono saperlo, e sfrutteremo questo a nostro vantaggio, soprattutto considerando che saranno concentrati su di te"  Hermione rimase immobile, con un groppo in gola che le impediva di parlare, sapeva bene a che enorme pericolo andavano incontro, ma era l'unica, e forse l'ultima occasione che avevano. Istintivamente portò la mano alla cicatrice sul braccio, coperta dalla pozione, proprio mentre Malfoy si girava "Vedi?! È di questo che parlo!" sbottò, indicandola. "È questo che ci farà scoprire! E stavolta si assicureranno che nessuno fuggirà". Hermione sembrava troppo scossa per rispondere, ma poi i suoi occhi si accesero in modo familiare, si tirò agitata il pizzo del colletto, come se la soffocasse "Quindi, quale sarebbe l'alternativa? Perché non ce ne sono, Draco!" aveva il mento alto in un atteggiamento di sfida  "Non possiamo mollare adesso, io farò tutto il possibile" aveva gridato, ma pian piano la sua voce si era affievolita. Draco capì perché fosse tanto arrabbiata "Fare il possibile potrebbe non bastare. Non mi preoccupa il fatto che il piano vada a monte.. ma lei... È troppo imprevedibile, potrei non riuscire a proteggervi" concluse. Harry precedette Hermione "Ci proteggeremo a vicenda, sappiamo bene a cosa stiamo andando incontro" ripeté convinto. Malfoy li osservò ancora dubbioso "Non capirò mai perché voi Grifondoro abbiate tutti quest'innato istinto suicida". Per un istante dei sorrisi incerti si aprirono sui loro volti, per quella che poteva essere l'ultima volta.

Si erano raggruppati nel parco, nascosti dagli alberi, e pronti a smaterializzarsi. Ginny e Harry si erano stretti sotto il mantello di quest'ultimo, mentre Astoria condivideva quello vecchio di Draco con Theodore, perché se fossero stati scoperti avrebbero potuto cavarsela. Hermione faticava a camminare col suo vestito, visto che la parte posteriore in stile vittoriano pesava almeno dieci chili, fra tulle sottogonne, e vestaglia, necessaria in caso di fuga, poiché le avrebbe permesso di liberarsi dell'abito. Il vestito le arrivava poco sopra le caviglie nella parte davanti, lasciando scoperti gli stivaletti che le aveva dato Astoria, almeno quelli molto comodi, e visto che non era abbastanza coperta le aveva fatto indossare anche dei guanti grigio scuro di pizzo. Draco indossava un elegante abito, completamente nero, con tanto di mantello grigio. Sembravano quasi vestiti in pendant. "Pronti?" Astoria ruppe il silenzio assordante che si era creato, ma nessuno rispose, semplicemente annuirono. Come pianificato, i ragazzi scomparirono sotto i mantelli, e il familiare risucchio ne annunciò la scomparsa. Hermione sentiva il respiro accelerato per l'agitazione, quando Draco le strinse la mano, e lei incrociò i suoi occhi, che sotto i pini del parco sembravano quasi verdi. "Pronta?" deglutì a fatica, e annuì, ma sapeva che anche lui vedeva la sua paura. Le poggiò l'altra mano sul collo, e si avvicinò "Non ti lascerò sola, Granger", ma lei ancora non disse nulla. Draco la attirò a sé e posò le labbra sulle sue delicatamente, baciandola per qualche secondo. Hermione strinse ancora più forte le loro mani, saldamente intrecciate. Quando si separarono le rimase in bocca il sapore della paura, e nel cuore quello della speranza. Si smaterializzarono raggiungendo gli altri.

Spazio autrice

Hey gentee! Sono ancora qui e sto sviluppando i prossimi capitoli, ormai non riesco proprio più a pubblicare velocemente, perciò mi scuso tanto con voi. Comunque, che ne pensate del fatto che pochi giorni fa è stato il FATIDICO GIORNO?? 😢 E, ancora più importante che ne pensate dei risvolti della storia?? Lasciate sempre il vostro parere, non siate timidi, criticate e esprimetevi, e chiedete se avete qualche dubbio!! (Se volete anche in chat) a prestoo

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