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58.Riunione

Ginny saltò leggera sul manto bianco che ricopriva il campo. Sembrava una fiamma, tutta un rosso acceso, dai capelli, al viso, alla divisa. Quando la vide le sorrise, e le andò incontro "Hermione! Che ci fai qui?" lei però non riuscì a rispondere al sorriso altrettanto sinceramente, e tentò una smorfia tirata "Volevo parlarti. Con tutti voi..." e lanciò un'occhiata in direzione dei ragazzi, che invece di seguire la rossa avevano tirato dritto verso lo spogliatoio. "D'accordo" annuì più seria, intendendo che ci avrebbe pensato lei a dare la stirata di orecchie ai due. Di certo non sarebbero sfuggiti a quel doppio agguato. Ginny sparì nello spogliatoio, mentre Hermione attendeva paziente. Ripensava a tutti i campanelli d'allarme che avrebbero dovuto svegliarla da quell'intontimento, e farle capire prima ciò che stava succedendo. Stava ancora cercando di mettere insieme tutti i tasselli, ma sembrava che qualcosa le sfuggisse... Come poteva essersi scatenata una forza obscuriale? Poteva essere uno dei tanti stratagemmi di Voldemort, o si trattava invece di uno dei suoi fanatici superstiti? Aveva escluso l'idea che il Signore Oscuro avesse a che fare direttamente con l'accaduto, ma non si spiegava esattamente chi. Chi aveva represso tanta magia? O come aveva fatto a incanalarla? Le questioni erano come acidi, che la corrodevano dentro finché non fosse riuscita a trovare una risposta. Giocherellava distrattamente col mantello, quando qualcosa di morbido le sfiorò il palmo. Abbassò lo sguardo notando una pelliccia grigio cenere. Era il gatto di Malfoy. Lo vedeva spesso trottargli dietro silenzioso, del tutto simile al suo padrone, guardingo e facile a sparire. Lo riconosceva facilmente: sembrava una nuvola di fumo, grigio nel pelo e negli occhi, di ghiaccio come quelli di Malfoy. Immediatamente alzò il muso, incrociando il suo sguardo, come a confermare il suo pensiero. Hermione gli passò la mano sulla testa e quello rispose con delle fusa di gradimento, per poi sedersi al suo fianco dove continuava a ricevere carezze. Ripensò agli occhi del ragazzo, e di come ultimamente era abituato a intrecciare coi suoi. Le balenarono in mente le immagini di tutte le volte in cui si erano baciati, e a quei pensieri sentì una sorta di nostalgia. Perché nonostante tutto quei baci le erano piaciuti. Perché nonostante tutto Malfoy era riuscito a piacergli. Interruppe il flusso dei suoi pensieri, sconvolta da quella consapevolezza che la spaventava da morire. Ma anche se ne era impaurita tendeva a cullarla, in qualche angolino remoto della sua mente, cosa che la rendeva sempre più pericolosa. Non passò molto che sentì degli schiamazzi provenienti dallo spogliatoio, e la porta si aprì rivelando Ginny, accompagnata da Demelza. Le ragazze la raggiunsero e Ginny, aggiustandosi la borsa in spalla si avvicinò "Hey" la osservò cauta "Quindi.. dobbiamo aspettare gli altri?" Hermione si limitò ad annuire. Demelza aspettò che uscirono gli altri membri della squadra e le salutò, lasciandole sole, mentre si incamminava verso il castello. Ginny non perse tempo, e appena furono sufficientemente lontani iniziò il suo interrogatorio "Mi dici che diamine è successo?! Prima Lavanda si precipita nel mio dormitorio, poi Ron inizia a fare scenate e Harry non vuole dirmi niente!" Hermione chiuse gli occhi sopraffatta dalla consapevolezza di non aver ancora parlato con Ginny di quanto era accaduto. Si accertò che non stesse arrivando nessun altro, e quando ne fu sicura si confidò "Malfoy e io ci siamo baciati di nuovo..." la ragazza sgranò gli occhi "Diciamo più di.. una volta" Ginny si coprì la bocca e, se possibile, spalancò gli occhi ancora di più "Hermione hai pomiciato con Malfoy?!". Stavolta fu lei a coprirle la bocca in fretta "Zitta!" mentre questa iniziava a ridere "Non c'è niente da ridere! Ron e Harry ci hanno visti..." e il sorriso si spense sul volto lentigginoso della ragazza, che comprese il comportamento dei due amici. "E come se non bastasse Lavanda ieri sera è scappata in lacrime dal dormitorio. È convinta che Ron se la sia presa tanto perché pensa... ancora a noi. Stamattina abbiamo risolto, ma credo che per lei non significhi molto." concluse dubbiosa Hermione. Ginny la abbracciò "Non preoccuparti" la rassicurò "Sai che non è così, e anche lei. Ron ha sempre odiato Malfoy, e penso che più che con te, ce l'abbia con lui per l'ennesimo scacco..." Hermione seguì il ragionamento dell'amica, ma la stretta che aveva allo stomaco non si allentò affatto "Ho paura che non riuscirà perdonarmi" disse, come fosse una sentenza. "Vuoi parlargli?" chiese l'altra, "Non ora". E prima che le rispondesse, videro che i due ragazzi stavano arrivando, i capelli umidi e i manici di scopa in spalla. "Ci vorrà molto?" esordì Ron imbronciato, quando si fermò con Harry di fronte alle ragazze, rivolto a Hermione. "Temo di sì.." rispose lei, cercando mentalmente il punto di inizio a ciò che voleva dire. "Perché credo di aver trovato qualcosa di utile".

Alla Testa di Porco gli unici avventori erano, apparte loro, un uomo pelato pieno di pustole e un vecchio gobbo seminascosto nella penombra del locale. Aberforth, vedendo entrare quattro clienti da servire, brontolò scocciato al loro arrivo. Hermione non credeva che avrebbero accettato di ascoltarla, ma, prima Harry, poi Ron, avevano acconsentito. Rimasero in silenzi come quattro sconosciuti, seduti a uno dei vecchi tavoli della locanda, finché non fu Ginny a rompere il ghiaccio. Hermione le aveva accennato delle ricerche in biblioteca durante il tragitto, così la guardò preoccupata e le chiese " Sappiamo già che si tratta di qualcosa di grave, o non ci avresti detto niente..." "È più grave di quello che pensassimo" rispose, e finalmente guadagnò la piena attenzione di Harry e Ron. "L'Ombra?" chiese Harry "Sì. Ma penso che ormai dovremmo chiamarla con il suo vero nome: Obscurus". "Che significa?" domandò il ragazzo, e lei scuotendo la testa disse "Significa che è una forma di magia oscura molto potente. È un'energia repressa che si manifesta con violenza, come negli attacchi che ci sono stati finora.". "E come si ammazza un mostro del genere?" intervenne per la prima volta Ron. Sembravano essere riusciti, almeno per il momento, a lasciarsi alle spalle i loro problemi per collaborare, sospettava però che, se avesse rivelato loro i suoi piani, non sarebbe stato altrettanto facile. Era ancora convinta che Malfoy avrebbe potuto essere di aiuto, ma la sua presenza era ancora un tabù per tutti. Lei compresa. "È qui il problema. Arrivati a questo punto non so se sia possibile. Quando ha attaccato a scuola, con l'incendio... È molto molto potente. Più di quelli che siano mai stati registrati. Non ci sono testimonianze di Obscuriali tanto forti nei libri della biblioteca, né in altri. Che io sappia". "Non potremmo distruggere la fonte del suo potere?" le domandò Ginny. Tutte queste domande avevano già affollato la mente della Grifondoro, e a tutte aveva dato una risposta, nessuna delle quali piacevole. Non era riuscita a trovare un modo. Mi sfugge qualcosa. Continuava a ripetersi, rifiutando di accettare la realtà dei fatti. "Non ha una fonte. È la fonte di sé stesso. Non riesco a capire come sia possibile che esista". "Io credevo fossero estinti" ribatté Ginny "Non è detto che si estinguano per sempre: dipende dalle condizioni, soprattutto mentali, in cui si cresce e si impara a controllare la magia, ma di questi tempi è decisamente molto raro." le disse Hermione. "Se non fosse che si sia appena conclusa la guerra magica più crudele degli ultimi secoli" ribatté Ron. "È l'unica spiegazione" aggiunse Harry, e Hermione annuì d'accordo. Sicuramente i fanatici di Voldemort non si sarebbero fatti tanti scrupoli nel creare un mostro del genere, e questa teoria, che le ronzava in testa da un po', sembrava rafforzarsi sempre di più: la natura dell'Obscurus era più debole, ma quello a cui si erano trovati di fronte era un abominio che poteva solo essere stato influenzato e rovinato da qualcuno che lo volesse. Non riusciva a credere che fosse nato spontaneamente, e il fatto che anche gli altri fossero giunti alla stessa conclusione, non la faceva sembrare più tanto infondata. "Se è già difficile annientare uno di questi esseri... Sarà impossibile distruggerne uno corrotto. Non so immaginare come possa essere nato" Ginny la ascoltava preoccupata, così dopo aver rimuginato un po' la sua burrobirra, la ragazza disse "La prima cosa da fare è parlare con la McGranitt. Riuscirà a contattare qualcuno al Ministero, o gli Auror". Ma Hermione, scartò subito l'idea "Non sarebbe prudente coinvolgere il Ministero, perfino i giornali ne riconoscono l'inefficacia: non farebbo altro che attirare attenzioni indiscrete" e Harry la seguì "Sono d'accordo, finora non è stato affatto d'aiuto, ma penso che la McGranitt debba essere informata comunque". La ragazza non era tuttavia convinta, non perché non avesse fiducia in lei, ma piuttosto per le possibili conseguenze: non avrebbero sicuramente potuto continuare a fare indisturbati quello che riuscivano a fare ora. Di certo la preside si sarebbe assicurata che nessuno si mettesse nei guai, loro in particolare, e li avrebbe controllati a dovere. "D'accordo" gli concesse "ma aspettiamo ancora un po'... Prima vorrei parlare con Malfoy e Astoria, se per voi va bene. Avremo bisogno del loro aiuto" disse, misurando attentamente le parole una ad una aspettando che la bomba esplodesse. Inaspettatamente Harry annuì, dandogli un semplice "Ok". Ron lanciò uno sguardo di sottecchi all'amico, ma non disse nulla. Hermione non aspettò neanche un istante, e con un cenno il salutò, prima che aggiungessero altro. Uscì nel freddo di Hogsmeade diretta al castello. Avevano reagito meglio del previsto, e, dopotutto, era speranzosa anche per quello che stava per fare: Malfoy dopotutto le doveva ancora delle spiegazioni.

I passi del ragazzo risuonavano nei corridoi, accompagnandolo, come sempre, nella sua solitudine. La Sala Comune dei Serpeverde era piuttosto affollata, e aveva bisogno di tranquillità. Sentiva, qualche corridoio più indietro, gli schiamazzi liberati dal passaggio che si apriva ai suoi compagni, e il bisogno impellente di allontanarsi da lì si fece sempre più vivo. Accelerò il passo, sentì qualcuno scendere le scale freneticamente, in direzione opposta alla sua, e prima che potesse anche solo rendersene conto, la Granger si precipitò verso di lui trafelata. Aveva tutta l'aria di una che non voleva perdere tempo, e non appena lo riconobbe si fermò, incrociando il suo sguardo. Aveva il volto accaldato incorniciato dai capelli, ancor più scarmagliati del solito, tenuti a malapena dalla sciarpa rosso-oro. Si rese conto che era lui che stava cercando, e il cipiglio risoluto che lesse sul suo viso non lo colse di sorpresa, anzi... Quel gesto corrucciato che le piegava il naso e le labbra era ormai qualcosa di familiare. Scacciò certi pensieri che per un istante si erano affacciati alla sua mente, studiando quel dolce profilo, e senza che avesse bisogno di chiedere, lei risolse i suoi dubbi: "Dobbiamo parlare Malfoy, e non c'è tempo... Potremo collaborare, e ti dirò ciò che so, oppure...". " Sei venuta fino ai sotterranei per minacciarmi?" fece in un attimo retrofront, ritornando verso il dormitorio, indispettito "È importante" si giustificò la Grifondoro "e non c'è tempo. Non si tratta solo di noi... Ho scoperto delle cose e ho bisogno che finiamo ciò che avevamo iniziato" mentre lo inseguiva senza sapere come convincerlo, o al peggio fermarlo, tentava di farlo ragionare, ma lui la interruppe "Si tratta comunque di noi Granger". Erano quasi al passaggio e lei gli afferrò il braccio. Si stava comportando come una pazza furiosa, e forse fu questo a convincere Draco. "Per favore... Ti sto implorando... Dammi almeno la possibilità di spiegare, poi potrai decidere se aiutarmi o meno" aggiunse, deglutendo a fatica dopo quelle parole. Gli occhi spalancati della ragazza erano spaventati. E sinceri. La sua mano era ancora aggrappata attorno al suo polso. Non si era mai esposta tanto prima d'ora, e questo già sarebbe bastato a convincerlo, se non fosse che Draco ricordò la promessa che si erano fatti a vicenda: arrivare alla fine di quella storia a tutti i costi, collaborando. Chiuse gli occhi e prese un sospiro. Non mancava molto, lo sentiva, erano giunti alla resa dei conti. "Sputa il rospo Granger". E la ragazza non poté fare a meno di sorridere.

Prima che fossero chiusi i cancelli del castello, il piccolo gruppo che erano riusciti a formare si riunì alla Testa di Porco ognuno portando con sé novità. Ginny aveva avvisato Neville, che ora seduto accanto alla ragazza cercava di puntualizzare la situazione, stringendo la mano di una confusa Hannah, mentre Harry e Ron mettevano al corrente Lavanda, la McGranitt e contattavano George. Aberforth aveva messo a disposizione il suo camino, su richiesta di Hermione, dal quale il ragazzo li avrebbe raggiunti. Avevano bisogno di tutto l'aiuto possibile. Ron aveva detto che la preside aveva tentato invano di mobilitare il Ministero, così, dopo numerosi tentativi falliti, aveva affermato la Polvere Volante ed era scomparsa in una nube di cenere verdastra nel camino. Probabilmente diretta da Sacklebolt, unico appiglio rimasto del vecchio Ordine ormai distrutto. E poi c'era Malfoy, che era riuscito a convincere Astoria, Nott e, con grande sorpresa di Hermione, Daphne e Blaise. Più che sorpresa, nei confronti dei due aveva iniziato a nutrire una certa diffidenza, ma decise di concedere loro il beneficio del dubbio. Quella situazione era delle più delicate e non potevano permettersi mine vaganti, perciò decise comunque che li avrebbe tenuti sotto controllo, e se necessario si sarebbe fatta aiutare da Ginny. Quando ormai erano al completo, si riunirono allo stesso modo di tre anni prima, quando, ai suoi albori, l'Esercito di Silente si era incontrato proprio nella taverna. E come allora, Hermione parlò per prima "Vi starete chiedendo il perché di questa riunione, molti di voi ancora non sanno gli ultimi sviluppi della situazione: ebbene abbiamo, ho modo di credere, che la creatura che ci ha presi di mira sia una delle più oscure forme di magia esistenti. Perché sono convinta che si tratti di un'Obscurus. Dopo mesi di incertezze potremmo riuscire, non solo a difenderci, ma anche a lanciare un'offensiva per liberarci da quel mostro, ma abbiamo bisogno di ogni mezzo. E informazione. Ed è per questo che siamo riuniti qui" aggiunse, non riuscendo a trattenersi dal guardare Draco. "Mi sembra un discorso piuttosto ipotetico" Blaise fece sentire immediatamente la sua presenza "Vuoi che noi siamo a tua disposizione per combattere qualcosa, che forse hai identificato come il mostro più oscuro della terra, e non sai cosa fare. Che ti aspetti da noi?" la affrontò avanzando di fronte a lei e incrociando le braccia in una postura fiera, "Da vero purosangue" pensò Hermione. "Sto chiedendo il vostro aiuto. Non cerco dei soldatini che facciano ciò che dico, ma vorrei poter collaborare: abbiamo già visto una volta che uniti possiamo fronteggiare qualsiasi cosa, nonostante tutto. E se ancora nessuno è stato in grado di risolvere questo problema... perché non tentare?" ribatté, ormai un po' irritata, anche se si era aspettata qualcosa del genere, se non da lui, almeno da Malfoy. Il ragazzo alzò un sopracciglio scettico, ma non aggiunse più nulla. "Visti i recenti sviluppi, ho pensato potesse rivelarsi utile mettere insieme tutte le informazioni che siamo riusciti a raccogliere. So che, cho più chi meno, è riuscito a strappare informazioni riguardo alla situazione al Ministero, e sulla creatura. Perciò, se decideste di aiutare, anche semplicemente restando... sarete tutti i benvenuti." concluse la Grifondoro, inghiottendo il groppo che aveva in gola. Aveva paura che sarebbe stato tutto inutile, e sperava che le sue parole sarebbero bastate. Credeva davvero che quel tentativo fosse necessario, quasi un loro dovere: forse era stata la guerra, ma pensava che la pace fosse qualcosa da mantenere, da perpetuare von costanza continuando a combattere tutte le forze oscure che avrebbero incontrato. Andava in qualche modo... meritata. Era questo che le frullava nella mente, mentre las iava scivolare lo sguardo sui presenti, uno a uno, chiedendosi chi sarebbe uscito da quella porta per primo. Sentì in un angolino della mente un prurito fastidioso, e involontariamente si voltò verso Draco. Lo vide fin troppo concentrato, finché non alzò anche lui gli occhi grigi a guardarla. Il fastidio svanì, confermando il non troppo debole sospetto che stesse frugando nella sua mente. Gli lanciò una delle sue occhiate velenose, rimanendo stupita dall'espressione innocente che il biondo ostentava... Forse si era sbagliata, ma in fondo al momento non le importava. Aveva bisogno di tutti loro, e quella era la priorità. Harry si avvicinò, appoggiandosi di fianco a lei sul bancone, incrociando le braccia "Hai fatto un ottimo lavoro" le disse, guardandola "Come sempre" aggiunse poi, quando non la vide rispondere. "Spero solo sia sufficiente..." gli disse lei, guardandolo con un mezzo sorriso, con gratitudine. Sapeva che poteva fidarsi di lui, era il suo migliore amico, e per niente al mondo questa consapevolezza sarebbe mai venuta meno a Hermione.

Spazio autrice

Come promesso non vi ho abbandonato!! Sono finalmente giunta alla fine di questo interminabile capitolo.. Ho voluto scrivere molto stavolta, altrimenti avrei potuto pubblicare prima. Sono comunque molto contenta di incontrare ancora vecchi lettori, e di scoprirne di nuovi!! Arrivati a questo punto mi diverte seguire i commenti che avete lasciato nel corso dei capitoli, e scoprire man mano come cambiavano le vostre idee. Grazie per i voti e i commenti, e soprattutto non dimenticatevi di me.. Perché io non mi dimenticherò di voi. Vorrei solo aggiungere che da un po' ho ricevuto la notifica di wattpad che mi ha informato riguardo alle tracce musicali: sono state tutte rimosse dalle storie!!! 😢 io che ne avevo inserite diverse sono rimasta molto dispiaciuta, perciò d'ora in avanti cercherò un altro modo per rendere più suggestivi alcuni episodi... Per quelli più vecchi ci penserò in un secondo momento. Grazie per l'attenzione e per il vostro tempo, vi voglio benee 💕

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