56.Crepe
Spazio autrice #1
Ragazzi volevo scusarmi per il capitolo precedente che è stato un po' carente dal punto di vista linguistico (più del solito), per non parlare delle ripetizioni... Volevo avvisarvi all'inizio del capitolo scorso, ma me ne sono completamente dimenticata, tanto per coronare il disastro, perciò spero che stavolta andrà meglio ;). Buona lettura!
Hermione guardò Draco e si rese conto che il gancio di Ron era andato a segno. Il Grifondoro stava sparendo dalla sua vista, e lei si sentiva lacerata. Eppure non poteva lasciarlo andare.
Doveva andare da lui... Si affrettò, quasi correndo, verso il cortile. Alle sue spalle Malfoy non disse una parola, semplicemente la guardò scappare. Ron e Harry, che poco prima riusciva a vedere, erano entrati nel castello. Si affrettò, inseguendoli nell'ingresso, e sulle scale li raggiunse. "Ron!" non si sarebbe mai aspettata che si fermasse, eppure lo fece, girandosi verso di lei. Non diceva nulla, semplicemente attendeva. Attendeva una spiegazione che non si sarebbe aspettata di dover dare, che anzi, non avrebbe saputo dare. Così parlò ugualmente, per rompere quel silenzio pesante, nel modo più penoso che avrebbe potuto "Ron... I-io... Mi dispiace t-tanto..." non riusciva quasi a guardarlo, senza pensare alla scena a cui si era trovato davanti. Quando lui continuò a guardarla, se possibile ancora più disgustato, riuscì a comporre una frase sensata "Io non so cosa stia succedendo ma non è come credi... Ti prego, dammi il modo di spiegare...". Lui fece un risolino scettico "Non è quello che sto facendo?". La ragazza per un momento rimase senza parole. "Come pensavo..." la squadrò Ron, ma lei si affrettò a rispondere "No invece! Non è come pensavi!" avanzando di un gradino verso di lui. "Lo so cosa ti sta passando per la testa, Ron, e voglio mettere in chiaro che non ci siamo lasciati a causa sua!" al che lui alzò le sopracciglia incredulo "Certo che no..." scese a sua volta di un gradino, e poi continuò "Infatti era normale che te ne andavi in giro di notte per il castello, o che vi trovavo appiccicati in corridoio, o che venivo informato che lui ti aveva portata in infermeria, nel mezzo della notte, solo la mattina dopo... È tutto molto normale!" quasi gridava il Grifondoro. A Hermione veniva da piangere, ma sapeva per esperienza che una reazione del genere era più che necessaria, così decise di lasciarlo stare. Guardò Harry di sfuggita, e si rese conto che se possibile, lui avrebbe detto di peggio. Sentiva gli occhi umidi. Annuì bisbigliando "M-mi dispiace... Io non... v-voglio ferirvi...". Harry fu il primo a riprendere a camminare, e prese l'amico per un braccio, trascinandoselo dietro "Andiamo Ron...". Dopo un istante di immobilità, il ragazzo si mosse, guardandola vacuo. Nessuno di loro sapeva interpretare quella storia, e la loro confusione li stava dividendo, insinuandosi lentamente, come un serpente nelle crepe di un muro.
Draco continuava a camminare nel dormitorio, facendo avanti e indietro come un animale in trappola. Non si era mai sentito così frustrato. Dannata Granger. Sapeva che aveva una certa influenza su di lui, ma non si era mai reso conto fino a che punto... aveva sul serio creduto che quello che era successo a dicembre fosse stato un incidente. Evidentemente si era sbagliato. Di grosso. Diede un calcio al baule davanti a lui, facendo cadere lo sportello che si chiuse con un botto infernale. Non è possibile. Come era potuta accadere una cosa del genere? Quando era accaduta? Non ricordava il giorno in cui in cui aveva iniziato ad osservarla. Né quando aveva cominciato a notare la sua presenza. Quando aveva iniziato a piacergli? Non lo sapeva. E non riusciva a trovare altra spiegazione, magari perché altre non ce n'erano, ma quella era la realtà. Hermione Granger lo stava facendo impazzire. La domanda peggiore era: gliel'avrebbe permesso?
Hermione era seduta nella sua stanza. Osservava il panorama bianco fuori dalla finestra godendosi il silenzio del dormitorio. Tutti erano a cena, ma lei non aveva fame. Aveva solo bisogno di schiarirsi le idee e soprattutto essere sincera con se stessa. Avrebbe voluto spiegare tutto a Ron, ma in realtà lei stessa aveva bisogno di spiegazioni. Non poteva continuare a negare come stavano le cose. Non sapeva com'era stato possibile, soprattutto dopo le ultime volte che avevano parlato, ma aveva capito di non vedere più Draco con gli occhi di prima. Per quanto la facesse arrabbiare, e le strappasse le peggiori parole, lei sapeva che era cambiato anche lui. O forse semplicemente non l'aveva mai conosciuto davvero... Non avrebbe creduto così tormentato, a volte perfino gentile, o impulso. Non lo avrebbe mai creduto così... intenso. Perché era così che l'aveva scoperto, ed era così che le piaceva più di quanto non dovesse. Arrossì al pensiero di lui che la stringeva. Era stato così bello. Eppure ogni volta c'era qualcosa, il destino ogni volta interrompeva i loro incontri. Si ritrovò di nuovo a pensare a Ron, ma anche a Harry: loro non erano a conoscenza di tutta la storia, come avrebbero potuto capire, se neanche lei ancora ci riusciva? Non li biasimava, ma era spaventata... Conosceva bene entrambi, e sapeva quanto fossero caparbi, di certo non sarebbero passati sopra una cosa del genere tanto in fretta, tantomeno Ron. Aveva così paura di perderli... La porta si aprì, strappandola dai suoi pensieri, e nella stanza entrò Lavanda. La ragazza si precipitò al suo letto, spalancò il baule e, come una furia, iniziò a tirare fuori i suoi vestiti. Hermione, si alzò preoccupata "Hey..." la richiamò "Lavanda... Che succede?" chiese preoccupata, vedendo che stava piangendo. Lavanda non rispose, cercando di trattenersi, e continuò a testa bassa a scombussolare le sue cose. "Cos'è successo..?" si avvicinò a lei, ma la ragazza la fulminò "Come se non lo sapessi..." sospirò, e aggiunse "Ti... prego, Hermione, vattene..." tremante si asciugò il viso. "Lavanda..." "Ti prego!" la guardò di nuovo, rivelando due occhi cerchiati di rosso e il fiato corto per la tensione. Hermione stupita ritentò "Non capisco...". "Bhe, di certo Ron saprà spiegarti tutto molto chiaramente" ribatté l'altra, afferrando una borsa piena di cose "Dove stai andando?" le chiese "Non ho intenzione di restare qui con te" disse, lanciandole uno sguardo che sembrava combattuto tra la rabbia e la colpa. Hermione ormai sconvolta la afferrò per un braccio "Aspetta!". Lavanda per un momento non si voltò, poi però parve ripensarci, e finalmente rispose "Non credo di poter stare insieme a Ron, se è ancora innamorato di te. E non credo nemmeno di riuscire ad affrontare subito l'argomento, perciò, per favore, non costringermi a farlo. Non ne verrebbe nulla di buono..." "Cosa? Non crederai davvero a una cosa del genere? Sai che non c'è più niente..." "A quanto pare non è così anche per lui... Hermione, mi dispiace davvero, ma ora... non ce la faccio". E si chiuse la porta alle spalle lasciandola sola e confusa. Iniziò a rimuginare, cercando di trovare una spiegazione a quel disastro. L'unica che le ronzava in testa era la reazione di Ron: se era stata così esagerata in sua presenza, non osava immaginare cosa lui e Harry stessero confabulando senza di lei. E sapeva per esperienza che il non sapere faceva frullare la testa più di quanto non fosse necessario. Chissà cosa stavano combinando quei due? Si coprì il viso vergognata. Chi altro sapeva?
Avrebbe detto che quella notte fosse una delle più lunghe della sua vita, certo non poteva sapere che presto si sarebbe smentita, ma quando si svegliò dopo qualche misera ora di riposo era questo che credeva. Non sapeva cosa aspettarsi, quando sarebbe uscita dal dormitorio. E non aveva alcuna voglia di scoprirlo. Tuttavia, trascinandosi per la stanza, quella domenica mattina si vestì e raccolse i suoi libri, ancora la maggior parte degli studenti stava dormendo, e se doveva uscire dalla sua tana sicura sarebbe stato meglio farlo in quel momento. Quando scese, la Sala Comune era deserta e sgattaiolò in fretta verso il corridoio. Si voleva affrettare, per guadagnare almeno la mattinata, avrebbe così cercato i ragazzi a pranzo, ma per ora preferiva restare un po' tranquilla. Erano giorni che rimuginava sui giornali. La Gazzetta del Profeta continuava a gettare fango su Kingsley, articoli su articoli che riportavano testimonianze di pazienti morenti e cari in lutto, tutti aizzati contro il Ministro. Regnava un malcontento generale, ma, da quando era riuscita a capire, Kingsley aveva davvero la sua fetta di colpa: fin dall'attacco al Ministero nessuna squadra era stata mobilitata, e non era stato preso nessun provvedimento d'emergenza. Le poche risorse erano ancora sulle tracce dell'Ombra, ma i progressi erano stati pressoché nulli. Per questo era diretta in biblioteca. Non era possibile che in tutti quegli scaffali non ci fosse neanche un piccolo indizio, e se c'era anche solo la minima possibilità di trovarlo, lei lo avrebbe fatto. Questi pensieri erano scanditi dal suono dei suoi passi che riecheggiavano sulle pareti di pietra. Anche nella Sala Grande trovò poche persone, che come d'abitudine si ignoravano a vicenda. Le alzatacce mattutine prevedevano questo tacito accordo per cui ognuno, spinto da preoccupazioni diverse, tenesse chiuso il becco e si occupasse degli affari suoi, cosa che aveva sempre funzionato meravigliosamente, a suo parere. Solo il ragazzo del quarto anno seduto al tavolo dei Grifondoro alzò la testa, guardandola giusto qualche secondo, per tornare a concentrarsi sulla sua colazione. Hermione lo ignorò, continuando a seguire il programma che aveva appena stilato mentalmente. Aveva una strana sensazione addosso. Non avrebbe saputo dire se fosse l'insolito riposo o la situazione critica e opprimente, ma sentiva che qualcosa stava per accadere. Era come se l'aria fosse innaturalmente immobile, come un istante prima che un fulmine stia per cadere, e l'energia si accumula in un crescendo silenzioso per scatenarsi tutta in una volta. Allo stesso modo sentiva fremerle il sangue nelle vene, scosso da un presentimento impossibile da ignorare. Finì in fretta il suo succo di zucca, e si diresse subito in biblioteca. Se la Sala Grande era semivuota, questa era deserta. Decise, vista la vasta scelta, di abbandonare il suo solito tavolo appartato, e per una volta cambiare postazione. Forse si era concentrata fin troppo sui volumi antichi e doveva invece cercare in quelli più recenti. Dopotutto numerose teorie, ritenute rivoluzionarie, a volte addirittura folli, erano state etichettate e abbandonate, ma avrebbero potuto figurare in manuali recenti. "L'arte dei mostri", "Il libro dei mostri", "Mio figlio è un mostro?", "Come riconoscere una maledizione trasfigurante", "Metamorfismo e animali magici: influenze sui maghi". Questi erano solo alcuni dei titoli che aveva scandagliato da cima a fondo, senza alcun risultato. Aveva trovato malattie e trasfigurazioni che nonostante alcuni punti in comune erano lontane anni luci dal risolvere il mistero, che sembrava davvero insolubile. Nonostante i suoi propositi Hermione rimase in biblioteca fino a pomeriggio inoltrato, incurante dell'ora e del viavai attorno a sé. Continuava a macinare informazioni su informazioni senza sosta né risultati. Lo spirito abbandona il corpo e assume la sua forma eterea, abbandonando la capacità fisica che aveva in vita. La scelta di permanenza restituisce all'entità un'influenza sulla materia. "Hermione" sussultò strappata dalla lettura, che però stava cominciando a ritenere inutile, trovandosi di fronte il volto sorridente di Neville. "Ciao Neville, che ci fai qui?" chiese, vedendolo solo. "Devo trovare materiale per il saggio sulle Creature dell'Acqua" rispose con una scrollata di spalle. "Non sei andato ad Hogsmeade?" continuò lei, "Si, io e Hannah siamo appena ritornati al castello... Tu da quanto sei qui?" le domandò, già presagendo la risposta "Da stamattina..." ammise con un sorriso stanco e tirato, consapevole di essere un caso disperato. Lui sembrò voler dire qualcosa, che poi trattenne, e rimpiazzò con uno sguardo dolce "Dovresti riposare, sembri stanca, vedi almeno di passarci anche la notte, qui dentro". Le strinse affettuoso una spalla e la lasciò salutandola, mentre si perdeva dietro gli scaffali. Hermione lo seguì con lo sguardo, finché poté, per poi continuare a vagare sui libri in cerca di idee. Dannazione. Aveva dimenticato il saggio! Come aveva potuto essere così stupida? Con tutto il tempo che aveva avuto... Lo aveva quasi finito certo, ma non le piaceva affatto ridursi all'ultimo. Sbuffò, costretta ad accantonare la pila di libri che aveva preparato, concentrandosi invece sul manuale di Cura delle Creature Magiche. Ricordava un paragrafo a cui aveva pensato di fare riferimento riguardo agli Avvincini. Sfogliava come una forsennata in cerca delle parole giuste. Dopo una giornata sfiancante come quella, il saggio era stato la ciliegina sulla torta dei suoi insuccessi. Ma non si sarebbe fermata. L'indomani avrebbe ripreso da dove aveva appena lasciato. E mentre sfogliava rabbiosa le pagine consumate non pensava ad altro. SIRENA, no. DEMIGUISE, no. FENICE, no. CENTAURO, no. AUGUREY, no. OBSCURUS, no. ERUMPENT, no. Sollevò la testa stordita dall'idea che si era impossessata della sua mente. Le affinità erano numerose... e gli studi ancora incerti davano adito a ipotesi rischiose, ma non sarebbe stato impossibile... La mano le tremava mentre tornava sulle pagine precedenti, scorrendo lentamente le dita sulla pergamena. Sapeva quello che diceva il libro, ma aveva bisogno di averlo davanti agli occhi. Non può essere... La mano le tremava più forte per l'emozione e la paura. Non è possibile... Non deve essere possibile, sono anni che non se ne sente parlare! Eppure mentre pensava questo mille campanelli d'allarme risuonarono nella sua mente, dicendole invece che avrebbe dovuto accorgersene prima. L'epidemia, le strane conseguenze che aveva avuto su di lei e su molti altri. Eppure non aveva neanche mai preso in considerazione l'idea che l'Ombra... fosse una forma Obscuriale. Il cuore le batteva all'impazzata, forse era giunta a una soluzione, a una svolta, ma molte cose non quadravano. Aveva bisogno di altre informazioni, ma non sapeva dove andare. O piuttosto da chi andare. Sembrava che tutti i nodi stessero venendo al pettine, tutti in una volta. E come è logico che sia, si stava ritrovando ancora più intrecciata di prima.
Spazio autrice #2
Scusate l'immenso ritardooo!!! X(
So di avervi fatto aspettare un secolo... Per questo ho deciso di fare in questo modo: visto che non sapevo ancora cosa fare con questo capitolo appena abbozzato (e supercorto) l'ho pubblicato, in modo che intanto leggiate qualcosa. Nel frattempo però continuerò a lavorare qui, e quando avrò terminato questo capitolo lo aggiornerò. Nel frattempo perdonatemi... Ho avuto un sacco di cose da fare e quando finalmente avrei potuto scrivere sono caduta dal motorino, infortunandomi il polso (che gioia!!), cosa che ha implicato l'impossibilità di scrivere... Scusatemi davvero, ma ora che voglio e posso mi farò perdonare... A presto!! (Si spera ;* )
Spazio autrice #3
Ragazzi. Eccomi qui. È stato un periodo immensamente difficile per me, e già aver pubblicato è un successo. Non crederete mai a questo, (ATTENZIONE SPOILER ANIMALI FANTASTICI) ma vi giuro che l'idea dell'Ombra l'ho avuta mesi fa. Quando ho visto Animali Fantastici ed è spuntato l'Obscurus ho avuto un mezzo infarto... L'idea infatti era nata perché, informandoli sulle numerose creature magiche mi ero imbattuta in un mostro nominato Lethifold, o Velo Vivente, a cui mi ero ispirata e al quale volevo ricondurre l'Ombra, così l'ho modificato e pian piano l'ho inserito nella storia, creando il "mio mostro". Non avevo mai sentito parlare di Obscurus, per questo è stato un trauma vedere al cinema che la creatura di zia Jo era molto (molto molto molto) simile alla cosa che avevo inventato. Innanzitutto non posso non aggiungere che ho amato il film, soprattutto nella sua nota un po' oscura (che ormai avrete imparato a capire, che io amo da morire) e allo stesso tempo tragica... Perciò, so che potrà sembrare banale, ma non ho potuto resistere dal ricondurre l'Ombra all'Obscurus. È qualcosa di dovuto, che ho sentito come un obbligo, e omaggio al tempo stesso, perché io, venerando la Rowling, non posso fare a meno di certe cose. 😂❤ Volevo aggiungere che dopo aver riletto certe parti ho trovato delle cose che non mi piacciono affatto, o che siano inutili alla trama, perciò mi dispiace di essere caduta in diversi cliché dramione, ma, se un giorno potrò, modificherò la storia (solo questi dettagli, nulla di importante), e se mai accadrà ve lo comunicherò sicuramente. Grazie ancora a tutti voi che continuate a leggere, e buon 2017
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