49.Uffici chiusi
Il salotto della Tana era troppo affollato per Hermione, così era uscita, rifugiandosi in giardino, a godersi il calore pigro del sole, in quella rara, bella, giornata. Nel giro di pochi minuti però Ron aveva mandato all'aria il suo tentativo di fuga, raggiungendola sull'erba, seguito a ruota da George. Così i tre erano distesi sul prato, osservando nuvole leggere correre nel cielo azzurro sopra di loro. Anche Cassian e Imogen erano venuti dai Weasley, per salutarli prima che tutti loro tornassero a scuola. Lavanda quel giorno non c'era, perciò Hermione aveva sentito il bisogno di scappare, evitando di arrabbiarsi con sua cugina: la adorava, ma era esasperante. "Hey Ronnie" lo chiamò il fratello, già facendo intuire dal nomignolo che era pronto a dirne una delle sue. Hermione, tra i due, si voltò a destra, dove vide Ron voltarsi "Mmh" rispose. "Che fine ha fatto il tuo polmone?" la ragazza rise, aspettando che dicesse qualcosa "Oh, sta' zitto!" "Non arrabbiarti... Io mi preoccupo per te. Sai, non si può vivere senz-" "Si, si, continua pure..." lo interruppe "Fai così solo perché non hai ancora una ragazza" ribatté. L'altro però avvolse un braccio attorno alle spalle di Hermione "Questo non è vero!" mise su un'espressione seria "Io e la mia Herm abbiamo una relazione segreta da un po'..." al che Ron si alzò a sedere, con una strana faccia: tra il dubbioso e il preoccupato. Fece una risata tirata "Si, come no...". Ginny si affacciò dalla finestra, interrompendo la loro conversazione "La mamma sta preparando il succo di zucca, ne volete un po'?" risposero con un corale "Si!" mettendosi a ridere. George si alzò, porgendo le mani alla ragazza "Andiamo amore mio" disse melodrammatico, aiutandola ad alzarsi, e guadagnando un'occhiataccia da parte di Ron. Al tavolo era ancora seduto il signor Weasley, che da quella mattina era estremamente concentrato sul giornale, e emetteva un grugnito di disapprovazione ogni tanto. Si sedette accanto a Cassian, che era già comodamente seduto al tavolo, e George si mise dall'altra parte del ragazzo. "Non pensare di sederti ragazzo mio!" la signora Weasley brandì contro suo figlio il cucchiaio di legno, che, inspiegabilmente, aveva sempre a portata di mano "Alzati scansafatiche!!" lo colpì facendolo scattare in piedi "Sei pazza?!" cercava di ripararsi, mentre questa continuava a dargli pacche secche sulle gambe e sul sedere, con un sorriso furbo degno di suo figlio "Hey-hey!" si lamentava "Vedi di aiutarmi!". Cassian osservava la scena divertito, e, quando finalmente il ragazzo affiancò la madre commentò "Che brava massaia" sogghignando. Ginny li raggiunse, e immediatamente George ne approfittò "Visto mamma? Ora c'è lei..." ma bastò un'occhiata in direzione della sorella per capire che sarebbe stato inutile "Non pensarci" disse semplicemente "Piuttosto... Sarebbe ora che togliessi la tua robaccia dalla mia camera" "Hey! Attenta a come parli: quella non è... robaccia, sono... prototipi in fase di sviluppo" la corresse poco convinto. Erano mesi che spostava scatole e scatole di cianfrusaglie da una parte all'altra della casa, semplicemente per non buttarle, ma stava di fatto che fosse solo ciarpame inutile. In quei scatoloni c'erano davvero dei "prototipi", ma ormai erano scartati da tempo, eppure voleva tenerli a tutti i costi: su ognuno di quelli aveva lavorato con Fred, e non poteva disfarsene. "D'accordo, ma se restano dove sono, diventeranno un prototipo di carbone" lo zittì la rossa. Nel frattempo però era riuscito a svignarsela dalle grinfie della signora Weasley, senza che lei se ne accorgesse. "Che programmi hai per quando tornerai in Australia?" chiese a Cassian, cambiando discorso. "Oh... Bhe, in realtà non lo so ancora" ammise con una punta di amarezza nella voce "Pensavo di continuare gli studi, forse" spiegò, e, alla parola studi, George lo guardò stralunato, cercando di capire il significato di quel termine a lui sconosciuto... "Che pall-" "George!!" lo sgridò la madre, prima ancora che potesse finire, lui alzò gli occhi al cielo rassegnato, e continuò "Hai già qualche idea?" "Te l'ho detto... Non ho ancora deciso, altrimenti non avrei aspettato tanto" in effetti Cassian aveva già finito la scuola, e, da un po' ormai avrebbe potuto iniziare a far qualcosa. Hermione prese il succo di zucca che le porse la signora Weasley, rimanendo in silenzio. "Merlino!" esclamò il signor Weasley, chiudendo definitivamente il giornale. Lo gettò sul tavolo stupito "Non posso credere che l'abbiano pubblicato! Sono dei pazzi se pensano che migliori la situazione..." e sospirò per l'ennesima volta "Kingsley fa quello che può, e non è poco, non dovrebbero... sabotarlo in questo modo!" "Calmati Arthur..." ma il mago si alzò, raggiungendo la porta a grandi passi. "Non riesco più a sopportarlo, con questa storia!" si lamentò George "Che è successo?" gli chiese Hermione, mentre anche Cassian si alzava e raggiungeva gli altri. "È solo stressato... Ecco" prese il giornale e glielo porse, mostrandole il titolo a caratteri cubitali "Uffici chiusi per epidemia: il Ministero Sacklebolt inefficiente" lo guardò dubbiosa. "Non capisco, perché la Gazzetta dovrebbe farlo?" "Bhe, è questo il problema... Kingsley non ha voluto rilasciare interviste, soprattutto perché, a quanto si dice, non è solo per l'epidemia che i funzionari non collaborano... Ci sono state fughe di notizie, e sono spariti dei documenti riservati dall'Ufficio Misteri. E ora un sacco di impiegati si sono ammalati: la giornalista è la maglie di Jeff Dickens, che al momento è ricoverato al San Mungo" "E hanno lascito che pubblicasse un articolo contro Kingsley?" chiese un po' stupita Hermione, mentre anche la signora Weasley usciva dalla stanza "I funzionari non sono gli unici ad essere ammalati, e ancora le indagini del Dipartimento non sono riusciti a venirne a capo" "Oh, mio Dio...". Quindi era questo il motivo? Era per questo che il Ministero non aveva mandato nessuno? Erano così nei guai? Come potevano essere arrivati a una situazione così grave, con tutti i maghi, i guaritori e gli Auror che avevano a disposizione? "Osservò di nuovo George, che già aveva abbandonato il discorso. Decise di fare altrettanto "Hey... E tu invece, che programmi hai?" "A parte spostare scatoloni di cianfrusaglie intendi?" "Intendo nel futuro, nella tua vita" "Ma che poetica..." la prese in giro, ma alla sua occhiata storta si arrese "D'accordo, scusa..." anche se con un sorriso "Bhe, naturalmente mi sto già occupando del negozio, ma mi piacerebbe fare un po' di più... Stavo pensando di venire a Hogsmeade". Hermione rimase un attimo in silenzio, stupita. "W-wow, è.. è fantastico!" rispose entusiasta. Non se lo sarebbe mai aspettato da lui, ma era davvero felice che stesse iniziando ad andare avanti. "Hey! Me ne ero quasi dimenticato... A capodanno ho incontrato Angelina, mi ha chiesto di salutarti" "Bhe, potevi anche dirmelo l'anno prossimo!" lo rimproverò, non riuscendo a trattenersi. Poi però pensò alla ragazza, e cosa aveva Potito significare l'incontro con George "Per Godric! Lei che ti ha detto?" "Hermione che vuoi che mi abbia detto? Era un po' tesa, ma abbiamo parlato normalmente..." disse, ma sembrava voler aggiungere qualcosa. Infatti quasi subito continuò "Avrei potuto fare qualcosa... Mi sento uno schifoso codardo" "Di che stai parlando?" "Non le ho mai parlato di Fred... Avrei potuto... non so, fare qualcosa, aiutarla, parlarle..." si fermò di nuovo, dopo quel momento di agitazione, e la guardò. Lei ci capiva sempre di meno. "Senti..." già la cosa non le piaceva "Potresti chiederle di incontrarti... e parlarci tu". Il suo viso speranzoso le mostrava un sorriso a trentadue denti "Scordatelo" disse molto lentamente, così che recepisse in modo chiaro il messaggio. "Andiamo, Hermione..." a quanto pare non bastò "No" "Dimentichi che io so" passò al ricatto. Lei mise su una faccia arrabbiata, anche se, da una parte, se lo aspettava "Non essere sciocco..." "Se vuoi che la tua... qualsiasi cosa sia, con Malfoy rimanga segreta, faresti meglio..." si bloccò all'occhiata in pieno stile "basilisco" "Come non detto". Alzò le mani in segno di resa, e dopo averla guardata un po' colpevole sparì dietro la porta. In pochi minuti la casa si era svuotata, e se prima era troppo affollata, ora il silenzio che regnava la opprimeva. Voleva trovare qualcosa da fare, ma al momento si limitò a gironzolare per il salotto, aspettando che le venisse un'idea. Probabilmente Imogen e Ginny erano uscite per andare in paese insieme a Harry, e Ron dormiva. Cassian si era volatilizzato. C'era davvero troppo silenzio. Aprì la porta sul giardino, uscendo ancora una volta sotto il sole. Pur di uscire di lì si incamminò intorno alla casa, finendo per tornare un paio di volte al punto di partenza. Ogni volta che passava vicino al pollaio sentiva il disordine degli animali. Al terzo giro iniziò a sentirsi un po' stupida. Cercando un'idea migliore però, finì per ricominciare a passeggiare, svoltando l'angolo, poi raggiungendo il pollaio. E di nuovo sentì gli schiamazzi delle povere galline rinchiuse. Si avvicinò, ma il cancelletto di accesso era chiuso e le impediva di guardare all'interno. Insinuò lo sguardo nella fessura tra due tavole di legno, cercando di vedere qualcosa, senza però molto successo. Una mano si appoggiò sulla sua spalla, facendola sussultare. Le sfuggì un grido spaventato, mentre si voltava, riconoscendo il signor Weasley. "Hermione.." "Mi scusi... Mi ha spaventata" sorrise sollevata "Oh bhe, sono piuttosto innocuo" le sorrise a sua volta, osservandola, e poi guardando il cancelletto chiuso dove era incollata pochi istanti prima. "I-io... Stavo cercando... Di vedere" provò a giustificarsi, facendolo ridere "Non preoccuparti! Vieni pure" e si avvicinò, occupandosi di un paio di lucchetti "Sai cerco di tenere lontana Molly... non è mai contenta quando faccio queste cose". Finalmente aprì la piccola porta, ma nella penombra rimase un momento disorientata. Appena si abituò alla poca luce distinse la moto. Si stupì che fosse ancora lì, visto che a Harry piaceva molto, ma quando vide l'espressione estasiata di Arthur Weasley capì. Sarebbe stato come togliere a un bambino il suo giocattolo preferito, tremendamente crudele. "Ma perché la tiene qui?" gli chiese la ragazza, dopotutto avevano un capanno degli attrezzi dove lavorava... "Oh, bhe, Molly crede che l'abbiamo portata via. Insomma avrei dovuto, ma... Harry mi ha dato un ottima idea!" concluse contento, guardando adorante il mezzo. Lei annuì divertita, mentre ascoltava i dettagli del suo progetto, seguendone ogni passaggio, in modo da capire se quello che voleva costruire fosse una moto o un ordigno mortale. "...si, sarà bella, una volta finita" concluse "Lo sarà di certo" confermò "Oh, lo spero!" sorrise, alzandosi da terra, e scacciando le galline intorno. Hermione lo seguì tranquilla fuori dalla baracca di legno "Posso farti una domanda Hermione?" "Certamente.." "Bene, ecco, vedo che tu e George passate molto tempo insieme..." Oh no. Fu il suo primo pensiero, ma si costrinse ad ascoltare "..mi chiedevo: ti sembra, in qualche modo... migliorato?" il suo viso serio le suggerì la preoccupazione che doveva nascondere sotto a quell'aria spensierata, così rispose "Non si preoccupi, signor Weasley, ognuno ha i suoi tempi, e il fatto che già George sembra che si stia riprendendo è fantastico. Ultimamente credo che... sì, stia superando la cosa, per quanto sia possibile" disse in un soffio. L'uomo le rivolse ancora una volta un sorriso, un po' tirato "È già qualcosa...". Camminava al suo fianco verso la porta d'ingresso "Tu stai bene Hermione? Per... La faccenda dei tuoi genitori, intendo" "Non proprio, ma per il momento abbiamo chiarito" parlare con sua madre era stato difficile, certo, ma quella faccenda, per quanto grave non la preoccupava molto. Era ancora in subbuglio per quello che era successo con Malfoy. Avrebbe dovuto parlarci il prima possibile, perché sapeva che finché non l'avesse fatto avrebbe sempre avuto quella strana sensazione di avere qualcosa in sospeso. Voi avete qualcosa in sospeso! Le suggerì una vocina nella sua testa, che mise subito a tacere. Ci avrebbe parlato. E gli avrebbe detto che non era successo niente. E forse era anche meglio allontanarsi. Non erano fatti per essere amici, loro. E l'avrebbe finita con tutto, concentrandosi solo sullo studio. Gli esami ormai erano alle porte, insomma... era Gennaio! Doveva prepararsi e dimenticare tutte le sciocchezze, se necessario abbandonare anche la storia dell'Ombra. Un idea le balzò in mente, e immediatamente lo sguardo le cadde sul mago "Signore, mi chiedevo..." si bloccò, pensando a come fargli la domanda senza fargliela pesare troppo, o quantomeno di non farlo arrabbiare "Lei... sa che cosa sta succedendo al Ministero?" vide le rughe dell'uomo inspessirsi, mentre corrucciava il viso "Oh, non so... quanto posso esserti d'aiuto, in questo...". Rimase un po' delusa dalla sua risposta, e probabilmente fu proprio la sua espressione afflitta a convincerlo "...non ne so molto, Hermione... Da quanto ho sentito, degli uffici sono stati chiusi temporaneamente per mancanza di personale, visto che tutti gli impiegati sono malati" "Che cosa gli è successo?" domandò, sempre più stupita: se buona parte del personale ministeriale era ricoverato di certo la cosa non era di poca importanza, eppure nessun giornale ne parlava chiaramente. Tuttora non capiva di cosa si trattasse, visto che gli articoli tendevano a focalizzare la loro attenzione sui problemi burocratici. "Credono che sia una contaminazione proveniente dai lavoratori. Forse qualcosa che sua fuoriuscito dall'Ufficio Misteri. Un sacco di dipendenti sono ricoverati al San Mungo per gravi infezioni, altri hanno solo avuto reazioni allergiche, ma per precauzione in molti sono stati mandati a casa. Due persone sono morte Hermione..." disse con voce flebile, mentre lei ascoltava sconvolta. Non era possibile. Non poteva crederci... dopo tutta la fatica che avevano fatto per sconfiggere Voldemort e le sue armate per porre fine a tutto quel caos, un semplice incidente mandava tutto all'aria. Come... era possibile? Si sentiva così inutile... Avrebbe voluto fare qualcosa, ma non sapeva cosa, piuttosto era consapevole che questa volta avrebbe dovuto prima occuparsi della scuola, terminarla, insomma, iniziare la sua vita. Non poteva continuare a correre dietro ai problemi degli altri, prima di pensare a sé. Non poteva permettersi altre distrazioni, quando una probabilmente la stava attendendo al castello. Guardò le nuvole correre veloci, e il paesaggio collinare, ormai privo di neve, così diverso da quello di Hogwarts, riflettendo. Doveva tornare al più presto, non poteva lasciare quella storia in sospeso. Si godette il tepore del sole, pronta a sentire di nuovo la fredda neve.
Spazio autrice
Ciao a tutti!! Sono così felice di aver pubblicato che non potete capire... XD Ormai mi sono ridotta a quasi un capitolo al mese, e mi scuso sinceramente, perché lo odio anch'io. Non trovo davvero il tempo. Questo capitolo è un po' banale, ma ormai mi conoscete, i capitoli di "transizione" sono inevitabili. Ditemi che ne pensate, per ora non mi dilungo a parlare, magari vi risponderò nei commenti!! ;) a presto (si spera!)!!
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