4.Triste realtà
Vista la tarda ora dovette saltare la colazione, cosa che peggiorò il suo umore, e si diresse verso le scale anguste che portavano ai sotterranei. In fondo al corridoio la porta era aperta, segno che il suo compagno era già arrivato. Entrò nell'aula e la prima cosa che la colpì fu l'aria rarefatta che si respirava, le sembrava di essere schiacciata sotto un sasso, tanta era la fatica che faceva a respirare.
"Finalmente!" borbottò Malfoy. Le era toccato cominciare proprio con lui, e per di più in una giornata già storta. Non rispose e cercò di capire cosa stesse facendo. Il ragazzo stava tirando fuori dalla catasta tutti gli oggetti, rotti o meno e li lasciava da una parte della stanza "Credo che il tuo metodo sia piuttosto inutile..." gli fece notare Hermione, Draco la guardò stupito "E come vorrebbe fare la SoTuttoIo?" la provocò "Bhe, innanzitutto dovresti aggiustare quello che riesci a tirare fuori dal mucchio, così non perdi il pezzo corrispondente, e poi è inutile fare un'altra catasta dall'altra parte della stanza." disse indicando gli oggetti liberati "Iniziamo a riparare questi, poi li dividiamo secondo la loro utilità." ordinò. Draco la guardò quasi divertito "Non prendo ordini da te, tu fai quello che ti pare, io finisco quello che ho iniziato." detto questo iniziò a estrarre una sedia senza una gamba da sotto un tavolo "Credevo fossi più propenso ad essere comandato a bacchetta dopo tutti questi anni passati a compiacere tuo padre..." lui si bloccò un attimo, preso alla sprovvista dalla sua risposta, poi si voltò e la fissò "Le mie azioni non hanno nulla a che vedere con mio padre." "Certo che no..." disse lei sarcastica "Tutti i ragazzini sognano di diventare Mangiamorte e tradire tutti i loro amici! Per non parlare della felicità che si prova nel togliere la vita a un uomo! Anche aiutare le persone che hai tradito fa parte della lista?" con un sorprendente autocontrollo, di cui lei non lo avrebbe ritenuto capace le diede le spalle e riprese il suo lavoro. Per parecchio tempo nessuno dei due parlò. Hermione decise di fare di testa sua: prendeva gli oggetti dal mucchio di Malfoy, li riparava e li divideva. Una lanterna cadde a terra dal soffitto rumorosamente, spargendo schegge rotte per tutta la stanza. Hermione si rivolse a Draco arrabbiata "Stai attento! Dobbiamo aggiustare le cose, non distruggerle!" ma lui fissava un punto imprecisato dietro una colonna "Non sono stato io... non hai visto?" si avvicinò cauto "Non..." "Zitta Granger!" disse piano "Senti? C'è come un sibilo..." lei ascoltò, ma non sentì niente "Di che parli? Non sento niente..." gli andò vicino cercando di vedere qualcosa. Un'altra lanterna cadde a terra frantumandosi. I due si ritrassero estraendo le bacchette, il ragazzo andò avanti cercando di capire chi avesse fatto ciò "Pix?" chiamò "Pix smettila!" nessuno rispose "Homenum Revelio!" tentò, ma anche l'incantesimo indicava che la stanza, apparte loro, era completamente vuota. Hermione teneva alta la bacchetta ma la sua mano tremava visibilmente, dimostrando la paura che cercava di reprimere. Alle loro spalle un quadro si schiantò sul pavimento, si voltarono si scatto ma l'unica cosa che videro furono i pezzi sparsi sulla pietra. Un cigolio giunse alle loro orecchie, risvegliando nella ragazza il suo peggiore ricordo. Per questo capì. Spinse via l'altro in tempo, perché l'antico lampadario sopra di loro piombasse fino a dove si trovavano un attimo prima. Erano caduti sui vetri, ora ovunque sul pavimento. La ragazza cercò di alzarsi, aveva delle scheggie conficcate nei palmi, altre nelle ginocchia e diversi graffi. Malfoy si stava già rimettendo in piedi, anche lui ammaccato, ma pressoché incolume. Anche lei si alzò, ma dovette appoggiarsi alla parete per non cadere di nuovo, si sentiva tramortita, non provava dolore fisico, piuttosto si sentiva esposta. Se un attacco era stato possibile all'interno della scuola piena di Auror, come potevano essere al sicuro?
I due si diressero in infermeria senza dire una parola. Quando li vide Madama Chips si affrettò a sistemarli su due brande "Non vi azzardate ad alzarvi da quei letti prima di domani, o giuro su Merlino che non vi faccio tornare l'anno prossimo!" poi corse fuori dal portone in cerca della McGranitt. "Cosa credi che fosse?" chiese Hermione, ma Draco assorto non rispose alla sua domanda, stizzita lei tirò la tenda che separava i loro letti vicini. Avrebbe voluto cambiarsi e indossare una vestaglia, ma avrebbe dovuto aspettare l'arrivo di Ginny. Decise di stendersi sotto le coperte e riposare un po', per recuperare le ore si sonno perse la notte precedente. Non appena chiuse gli occhi le immagini del suo incubo tornarono, sovrapponendosi a quelle di poche ore prima. Si svegliò in preda al panico, gridando, con la fronte mandida di sudore. Cercò di respirare piano, per recuperare la calma, dopotutto anche se un po' rozzi i metodi babbano funzionavano spesso. Malfoy si voltò nella sua direzione, mentre stava dormendo qualcuno aveva scostato la tenda, lei non lo guardò. Sapeva di essere stata colta in un momento di debolezza e questo la metteva a disagio, non voleva che le persone la credessero una ragazza fragile o incapace. Si strofinò la fronte e tolse le coperte, fece per scendere "Signorina Granger!" si fermò sul bordo del letto seduta, Madama Chips si avvicinò a lei "Avrebbe dovuto chiamarmi appena sveglia!" la rimproverò "Infatti mi sono svegliata proprio ora..." nel fratempo le controllò le ferite "Vedo che non ha niente si grave, ma la vedo molto provata, rimanga almeno questa notte, per sicurezza..." concluse "Certamente..." in quel momento dalla porta entrò Ginny, accompagnata da Harry "Oddio... Come stai? Siamo venuti il prima possibile..." "Sto bene grazie, solo un po' scossa." la tranquillizzò, poi Harry le chiese "Ma com'è successo?" la ragazza non rispose subito, al che Ginny parve agitarsi "Harry! Non è il momento! Hermione deve riposare. E poi ti ho portato questi..." disse poi rivolgendosi a lei e mostrandole una borsa con le sue cose "Grazie mille! Mi hai letto nel pensiero!" disse sollevata dal fatto che l'amica fosse riuscita a farle evitare una discussione pesante e una nottata scomoda. Chiuse la tenda per cambiarsi, poi si distese sul letto, i suoi amici seduti accanto a lei. Per qualche tempo parlarono dei programmi per quando sarebbe tornati a casa quell'estate, finché non si ricordò "Harry gliel'hai detto?" chiese "Dirmi cosa?" domandò la rossa a sua volta, guardando il suo ragazzo preoccupata "Qualche sera fa sono uscita dal dormitorio per fare due passi, sono andata alla torre di Grifondoro. Ero nella Sala Comune e... ho sentito... dei rumori, poi qualcuno che mi chiamava. A un certo punto un barlume è apparso a mezz'aria e ha preso la forma di... una persona." l'amica la guardava con gli occhi sgranati "Per Godric... perché sei andata da sola?" la rimproverò "No Ginny... non è questo, il fantasma era Fred." lei, stupita, la guardava in attesa di una spiegazione, ma non ricevendone una cercò di risolvere la situazione "Non era lui, magari eri molto stanca..." "No. Era lui ne sono sicura." "Se fosse stato davvero lui, dove si trova ora?" era davvero sconvolta "Non lo so! È scomparso cinque secondi dopo essere spuntato dal nulla, ma è certo che non me lo sono immaginato! E non è la prima cosa strana che succede! Oggi per poco non ci rimetto la pelle in quella stupida stanza!" man mano che le parole uscivano la sua voce si faceva sempre più acuta, stava facendo di tutto per trattenere le lacrime, senza riuscirci. Stava davvero toccando il fondo, piangeva in continuazione, cosa che non era da lei, e soprattutto aveva paura, soprattutto di star diventando pazza, visto che le probabilità erano alte. "Di che stai parlando?" chiese Harry "Malfoy che cosa hai fatto?" disse rivolto al Serpeverde "Rilassati Potter, io non ho niente a che fare con quello che è successo, piuttosto azzarderei l'ipotesi che la vittima avrei dovuto essere io..." tutti si voltarono a guardarlo "Non sembrava l'opera di un entità spiritica, e non crednemmeno sibsia trattato di incidenti. Le lampade sono cadute dove stavo lavorando io e il lampadario era sopra di me..." Hermione si alzò a sedere riflettendo sulle sue parole "Ha ragione. Il quadro ci ha distratti mentre iniziava il cigolio, ma io l'ho sentito..." guardò l'altro in cerca di una conferma, la trovò nel suo sguardo preoccupato "Qualcuno ha tentato di ucciderti...".
I ragazzi se ne andarono presto per cena, lasciandola sola con Malfoy. Madama Chips portò loro la cena che ripose ai piedi dei rispettivi letti, poi lasciò a ognuno un bicchiere di pozione "È per dormire meglio, prende tela dopo aver mangiato. Più tardi passo a controllare." li avvisò, intransigente come sempre. Draco si allungò per prendere il suo pasto e Hermione fece lo stesso. Nel letto alla sua destra il ragazzo notò una cosa che non aveva mai visto. La vestaglia a bretelle di lei lasciava completamente scoperte le braccia, e sull'avambraccio sinistro una lunga cicatrice, recente come si capiva dal colore acceso della pelle, attirava l'occhio. Anche nella penombra dell'infermeria riuscì a leggere la parola incisa con crudeltà nella sua carne: Mezzosangue. Ricordava quel giorno, ricordava la rabbia di Bellatrix, e ricordava che quando il Signore Oscuro era arrivato sua zia le era sembrata un agnellino. Quel tipo di incursioni a casa sua erano diventate all'ordine del giorno, fosse stato per lui non ci sarebbe mai tornato, troppi ricordi, che avrebbe solo voluto rimuovere, erano lì ad aspettarlo. Distolse lo sguardo in fretta, tanto da chiedersi se quello che aveva visto fosse vero o solo il frutto si una giornata difficile. Si concentrò sul cibo davanti a lui, mentre nella stanza non c'era altro rumore se non il grattare delle posate sui piatti. Puntuale l'infermiera tornò da loro in tempo per assicurarsi che avessero finito tutto "Porto via questi, voi prendete la pozione!" e poi se ne andò. Draco prese il suo bicchiere, pensando al fatto che da tempo ormai incubi incessanti tormentavano il suo sonno. Se avesse preso quella roba non si sarebbe svegliato rimanendovi intrappolato, si assicurò che la Granger non vedesse, versò sotto il suo letto il contenuto soporifero e lo camuffò con un incantesimo di disillusione. Poi quando la ragazza si voltò finse di bere e appoggiò al comodino il bicchiere vuoto. L'altra non si accorse minimamente del sotterfugio, occupata com'era a svuotare il suo nel vaso di papaveri appoggiato al suo comodino, poi anche lei finse di bere, giusto in tempo per il ritorno di Madama Chips.
"Bene, ora a dormire. E la professoressa McGranitt mi ha chiesto di riferirvi che quando sarete usciti vi dovrete presentare nel suo ufficio al più presto." la donna prese i loro bicchieri vuoti e se ne andò verso il suo alloggio. Hermione sapeva che la preside li avrebbe interrogati riguardo a quello che era accaduto, ma lei non voleva parlarne di nuovo. Ogni volta che credeva di aver toccato il fondo qualcosa di peggiore la faceva ricredere, quando, quella notte, avevano sconfitto Voldemort, pensava che sarebbe potuta tornare alla normalità, ma non aveva trovato niente di familiare, né normale, a cui tornare. Si appoggiò al cuscino, cercando di addormentarsi, mentre una pioggia leggera cadeva fuori dalle grandi vetrate. Il suo lieve rumore le conciliò il sonno, che invece infuriava come una tempesta.
Draco non voleva dormire, vedeva l'altra che si agitava sotto le coperte preda degli incubi, e sapeva che anche a lui sarebbe successo lo stesso. Qualche ora prima lei si era svegliata gridando, aveva visto il suo imbarazzo per essersi dimostrata così debole, ma lui non l'avrebbe giudicata per questo. La reputava colpevole di molte cose, ma non di vigliaccheria, ne di debolezza, non quando lui stesso si trovava in quella situazione. Magari la giustificava solo per giustificare se stesso, ma non ne avrebbe fatto parola con lei. Gli occhi gli si fecero pesanti, nonostante i suoi sforzi di tenerli bene aperti questi lentamente si chiusero, facendolo cadere fra le braccia di Morfeo.
"E tu, Draco?" il Signore oscuro si voltò verso di lui. Scosse la testa in un cenno di assenso, senza guardare la donna. "Ma tu non avrai seguito le sue lezioni" osservò Voldemort "Per coloro che non lo sanno, questa sera è tra noi Charity Burbage, che fino a poco tempo fa insegnava alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts" cercò di non ascoltare quello che stava dicendo, di non sentire niente. La povera donna stava supplicando... avrebbe preferito che Lui l'avesse già uccisa piuttosto che farli assistere a quell'umiliazione. Rivolse lo sguardo verso il Signore Oscuro, giusto in tempo per vedere il lampo di luce verde illuminare la punta della sua nuova bacchetta, e poi tutta la grande sala. Charity Burbage stramazzò sul tavolo senza vita e per lo spavento lui balzò via e cadde dalla sedia. "La cena, Nagini" il serpente strisciò dalle spalle del suo padrone al legno lucido, ma non andò verso la donna, Nagini si lanciò su di lui.
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