35.Lezioni
Aveva sbattuto la porta del dormitorio irritata, svegliando Lavanda. Che idioti! Era più che irritata, i suoi amici la trattavano come una stupida e lei non riusciva a impedirglielo. Dopo che aveva chiesto ad Astoria di accompagnarli al lago loro avevano cercato di dissuaderla, col risultato che la piccola capanna di Hagrid era diventata un campo di guerra. Dopo essersi urlati contro per un po', lei aveva desistito, accontentandoli, anche perché il Mantello le serviva per tornare alla Torre. Non attesero molto, prima di lasciare Hagrid, che li salutava dalla finestra illuminata con sguardo preoccupato. Astoria era uscita dalla capanna con loro, ma era sparita in men che non si dica, probabilmente il merito era della sua capacità di produrre ottimi Incantesimi di Disillusione. Non riusciva a capire ancora bene se la sua gentilezza fosse autentica o di facciata, ma in un impeto di ipocrisia si azzardò a credere alla seconda ipotesi... Da quando era così meschina? Forse da quando non riesci a dormire e il tuo cervello sta andando in pappa... Negli ultimi giorni era rimasta quasi sempre sveglia, tornando a ridursi come nel suo periodo peggiore qualche mese prima, ma l'ansia costante la consumava. Non faceva altro che girarsi e rigirarsi tra le lenzuola senza riuscire a dormire. Aveva bisogno di agire. Il più presto possibile. Domani. Si disse. Devo andarci domani. Iniziò a cambiarsi, e quando fu al caldo nel suo baldacchino, cominciò a pensare alla sua strategia. Il giorno seguente avrebbe avuto la sua ora di Rune Antiche, dopo pranzo Trasfigurazione e la mattina Incantesimi. Non avrebbe saltato le lezioni. Ma aveva un sacco di compiti, e non poteva posticipare. I compiti non possono aspettare. Ci pensò un po', considerando tutte le opzioni, ma il risultato fu una stressante impasse morale, che la tenne vigile tutta la notte. Doveva risolvere quel contrasto, ma non ci riusciva. Quando? Avrebbe dovuto tentare all'ora di pranzo, prima che iniziasse Trasfigurazione. O al limite rimandare lo studio. Non puoi rimandare per certe sciocchezze, lo studio è più importante. Si disse. Potrei fare tutto domani sera, prima di dormire. Merlino, non posso aspettare! Ma non posso saltare le lezioni! Oppure... Per quanto riguardava Rune Antiche e Trasfigurazione aveva bisogno di appunti, ma Incantesimi era tutta questione di pratica, una lezione in meno non l'avrebbe uccisa. Forse. Pensò catastrofica, considerando che la prima volta in cui saltava una lezione avrebbe almeno fatto nevicare... Ci stava pensando sul serio? Facciamolo, non posso aspettare. Concluse decisa. Non c'era altra soluzione. Lanciò un'occhiata in direzione della sua compagna, che dormiva profondamente da ore, e il più silenziosamente possibile si liberò delle coperte. Aprì la cassapanca ai piedi del letto, rovistando in cerca di una certa scatola. Non avrebbe mai creduto di doverla tirare fuori. Doveva essere sul fondo, con gli altri regali per il suo compleanno, così iniziò a tirar fuori tutto quello che le capitava sotto mano.
Cianfrusaglie di ogni genere ricoprirono rapidamente lo spazio intorno a lei. Si intravedevano alcuni dei regali, che non aveva ancora utilizzato, sotto uno spesso strato di vestiti. Vide la piuma nera che aveva trovato sul suo letto, e la ripose da una parte, con l'intento di sfruttarla presto, insieme al magiscotch, e finalmente trovò la scatola di George. Sorrise esultante, trovandovi tutte le Merendine. Doveva stare attenta a non farsi vedere, ma per il resto era abbastanza sicura che il suo piano avrebbe potuto funzionare. Si affrettò a rimettere tutto a posto, portando con sé la scatola e gli oggetti. La aprì di nuovo, notando che ci era finita dentro la copia di Silente delle Fiabe di Beda il Bardo. La strinse con nostalgia, e la ripose accuratamente sul comodino. Prese una pergamena nuova con l'intenzione di iniziare il compito di pozioni. Appoggiò la punta della piuma delicatamente e nel punto che aveva toccato si disperse una macchiolina azzurra. Dannazzione! Imprecò, costretta a utilizzare la parte posteriore. Che razza di scherzo è? Si chiese osservando l'inchiostro nero che stava usando. Concluse che poteva essere colpa della penna nuova, così, voltata la pergamena, partì rapida, tracciando le parole che si era preparata, ma, da ogni punto, una scia di colore azzurrino si diffondeva, allargandosi sul foglio. Osservò incredula quel fenomeno, non capacitandosi di cosa si trattasse. Passò le dita sul colore, sentendo che la pergamena era completamente asciutta. Poi si ricordò che ancora stretta tra le sue mani c'era la piuma. La osservò accuratamente: la struttura rigida che formava l'impugnatura era in metallo fine, color bronzo, e la penna doveva sicuramente provenire da un esemplare raro, cisto che non riusciva a identificarla. Erano incise piccole parole, ma aguzzando la vista poté leggere "Penna SciogliPensieri". Rilesse, per essere sicura di aver capito bene. Non c'erano dubbi, l'oggetto che stringeva era qualcosa di molto particolare e certo non a buon mercato. Aveva solo sentito parlare della Penna SciogliPensieri, non ne aveva mai cista una, anche perché non ne aveva mai avuto bisogno. Era più roba da artisti. Decise di provare di nuovo, da quanto ne sapeva, se tracxiavi un segno con la SciogliPensieri, questa portava sul foglio l'esatta immagine che in quel momento avevi in mente. Osservò il cielo azzurro che si era formato al posto del suo compito, associandolo immediatamente alla favola della Fonte della Buona Sorte. Passò di nuovo la Penna, e un verde e rigoglioso colle si formò ai piedi di quattro figure: tre donne e l'inconfondibile Messer Senzafortuna. Rese il disegno, toccando l'inchiostro, che sembrava steso con cura da un maestro, con tempo e pazienza, ancora incredula che pochi istanti prima, quello che stringeva, fosse solo un foglio bianco.
La borsa le pesava come ci fossero cento libri, mentre sapeva benissimo che il futile motivo di quella sensazione erano le due Merendine Marinare che ci aveva infilato prima di uscire. Aveva deciso di non farne parola con gli altri, non dopo il comportamento della sera precedente. Probabilmente glielo avrebbe detto dopo. Molto dopo. O forse subito dopo. Ammise con sé stessa. Ma perché riuscisse a dileguarsi senza sospetti doveva dimostrarsi già "malata", o Harry e Ron avrebbero capito che c'era sotto qualcosa. In Sala Grande tutto andò liscio: si presentò stanca e silenziosa, non toccando cibo alle esortazioni dei due (cosa di cui si pentì immediatamente, visto il brontolio del suo stomaco). Si lasciò accompagnare fino all'aula del professor Vitious, che arrivò non molto più tardi. Pochi minuti dall'inizio della lezione che decise di attuare il suo piano, ma all'ultimo momento si rese conto di un inconveniente: di sicuro qualcuno l'avrebbe accompagnata fino in Infermeria. Mi inventerò qualcosa. Prese un quaderno dalla borsa, e si affrettò a staccare un pezzo della Merendina, quando fu certa di non essere vista lo ingoiò.
Non appena sentì il boccone scenderle lungo la gola un attacco di nausea la costrinse a coprirsi la bocca con la mano per evitare di vomitare. "P-professore... Non m-mi sento b-bene" balbettò "Potrei uscire?" il professor Vitious vide immediatamente la sua cera verdognola e subito annuì "Certo, certo" prese le sue cose, pronta a ingoiare la parte di Merendina che l'avrebbe fatta sentire meglio, ma Harry si era già alzato dal suo posto, pronto a seguirla "No... N-non c'è bisogno" tentò di dissuaderlo, e per un momento lui parve che stesse per cedere al suo sguardo rassicurante. Poi però Hermione raggiunse la porta, e si sentì davvero male, a causa di una dolorosa fitta allo stomaco. "Qualcuno l'accompagni!" squittì il professore preoccupato "Si, stavo prendendo le mie cose" si spiegò Harry, che non aveva ceduto come lei credeva. In pochi secondi la aiutò a uscire dall'aula, e si incamminò con lei verso l'infermiera. Stai perdendo tempo. Se ci fossero andati lei avrebbe perso tutte le leziini inutilmente. Decise di tentare un'ultima opzione. "Aspetta... Saliamo in dormitorio... Non voglio andare in infermeria, e poi credo di avere qualcosa da prendere" aggiunse, ma, ogni volta che puntava gli occhi verdi nei suoi, lei limitava il contatto il più possibile. "Non sarebbe meglio se ti facessi visitare da Madama Chips?" gli consigliò, anche se, con il tono che aveva usata, il suo sembrava più un ordine. Non poteva più insistere. Ma non voleva andare in infermeria "Fermati, aspetta" gli chiese, appoggiandosi al muro, a ridosso di una finestra. Qui lasciò cadere la tracolla, cercando la Merendina, che ai era persa nel caos. Quando la vide si affrettò ad addentarla, sotto lo sguardo confuso dell'amico, ma, esattamente come prima un forte senso di nausea la prese, facendole sputare la parte di dolce che non aveva ancora ingoiato. Si sentì sul punto di vomitare, e le ginocchia tremanti le cedettero. Che idiota! Ho sbagliato parte! "Forza... Qui ci sono i bagni" la aiutò ad alzarsi, lasciando però le loro cose in corridoio. Il bagno era vuoto, e Hermione si precipitò dentro uno dei cubicoli, dove riuscì ad arrivare giusto in tempo. Harry andò a recuperare le borse, e tornò nel bagno. Si avvicinò alla porta dove l'aveva vista entrare "Come va?" lei era in ginocchio, ancora aggrappata al water "Da schifo" si lagnò. Oltre ad aver mandato a monte il suo piano si era anche ritrovata a star male. Ecco a cosa porta, saltare le lezioni.
Si sentì la porta del bagno aprirsi "C'è qualcuno? Tutto bene?" chiese una voce inconfondibile, e prima che Harry riuscisse a capire si chi fosse, si trovò davanti Malfoy. "Potter? Che ci fai qui?" chiese con aria sprezzante, come suo solito. Lui non aveva voglia si discutere, così indicò il cubicolo "Io.." ma si sentì la povera Hermione che perdeva la poca salute che le era rimasta. Il biondo fece una faccia schifata "Scommetto che è la Granger" disse in un ghigno canzonatorio. Come in risposta la voce di lei confermò i sospetti del Serpeverde "Harry!" che sorrideva beffardo a Harry. "Harry... Ti prego" lo supplicò con voce flebile "Dimmi che è rimasto un pezzo di Merendina... Cerca nella mia borsa" al che lui capì "Hai mangiato una..?" non fece in tempo a finire che lei ebbe un altro conato "Ti prego!" chiese con la voce impastata. Lui iniziò a frugare nella borsa, senza trovare niente, per il disordine, ma poi vide un pezzo di cibo solitario e lo recuperò dalla sua carta "È questa?" la mostro all'altra, che per la prima volta alzò la testa, mostrando un volto pallido e mandido di sudore, ma alla vista di quello che aveva in mano parve già che fosse migliorato "Grazie" gli disse più sentita che mai, addentando il dolce miracoloso senza troppi preamboli. Si rialzò da terra, chiuse la tazza, sedendocisi sopra esausta. "Non voglio saperlo" annunciò Harry, quando la vide pronta a parlare, nonostante il senso di colpa trasparisse dai suoi occhi. "Sei ancora qui? Va' a farti un giro!" Hermione sentì parlare l'amico, ancora inconsapevole della terza presenza. Uscì dal cubicolo, facendo cigolare i vecchi cardini "Con chi..?" lo vide e strinse le labbra "Di' un po', Malfoy, le lezioni per te sono facoltative?" chiese ironica, dirigendosi al lavandino per pulirsi "Non sei l'unica che frequenta i Tiri Vispi Weasley" ribatté, pungendola sul vivo, e guadagnandosi uno dei sguardi omicidi della ragazza. Aveva già perso una buona mezz'ora per quell'inconveniente e non voleva perdere altro tempo. Prese le sue cose dalle braccia di Harry, e senza aggiungere altro uscì dal bagno. Neanche due secondo dopo già questo l'aveva raggiunta, "Hermione che stai facendo?" le camminava rapido a fianco "Torna in classe, di' al professor Vitious che mi sono sentita meglio e sono andata a riposare in dormitorio" rispose secca, ma non ebbe svoltato il corridoio che la fermò "Dimmi che non stai andando al lago..." a quel punto non poté trattenere la sua rabbia, liberandosi con uno strattone dalla sua presa "SI, Harry, sto andando al lago!" di fronte alla sua espressione confusa e ferita però si pentì di avergli praticamente urlato in faccia "Senti... So quello che faccio, non dovete sempre preoccuparvi per me, ok?" lui ci pensò un attimo e poi scosse la testa rassegnato, era una battaglia persa in partenza, discutere con lei "D'accordo, vediamo a pranzo?" lei si aprì in un sorriso sollevato, "Certo". Al che il ragazzo tornò indietro nel corridoio, in direzione dell'aula di Incantesimi, e appena svoltò l'angolo, Malfoy fece capolino dalla porta del bagno, diretto verso di lei "Ma che primadonna... Una vera Grifondoro!" la schernì "So quello che faccio" la scimmiottò con enfasi. Hermione però gli voltò le spalle, diretta all'ingresso. "Smettila di seguirmi" si lamentò quando per la terza volta se lo trovò alle spalle. Non doveva essere vista! E quell'idiota l'avrebbe fatta scoprire. Sentì dei passi che si avvicinavano dalla direzione opposta, e allarmata si guardò intorno, in cerca di una via di fuga. Sentì Malfoy prenderla per la collottola del mantello, e trascinarla nella direzione da cui erano arrivati "Lasciami!" sibilò, immaginando che nel giro di pochi secondi sarebbero stati scoperti "Che diavolo stai..?". Non finì la frase che sparirono in una nicchia buia, riparata da un arazzo. Non c'era molto spazio, e lei era praticamente schiacciata contro il muro. Trattenne il respiro in attesa che si consumasse il misfatto, ma quando i passi furono talmente vicini che potevano benissimo essere i loro, si allontanarono, affievolendosi in lontananza. Non si era accorta di aver trattenuto io respiro, finché non aveva espirato tutta l'aria, sollevata. Mai più. Si ripromise. Il ragazzo spostò la pesante stoffa, e riemersero nella luce del castello. Lui le lanciò un eloquente sguardo di rimprovero "Allora, dov'è che andiamo?" lei si bloccò, cercando di capire ciò che aveva detto "Scordatelo" ribatté testarda "A quanto pare hai bisogno di un incentivo... devo ricordarti che poteri toglierti punti-casa?" la minacciò sleale. Mantenne ostinatamente il silenzio, e si voltò impettita verso le scale. Mai più. Da oggi, mai più. Lo sapevi, eppure jai saltato le lezioni. Ma guarda il lato positivo: una lezione l'hai imparata ugualmente, Hermione... Mai più.
Spazio autrice
Ciaooo!! Allora ragazzi/e... Sono tornata presto, questo capitolo è stato molto fluentee piacevole da scrivere, ma un piccolo problema ha ritardato la pubblicazione (e se siete passati per sbaglio dal mio profilo già lo saprete..) ma una parte importante e che mi piaceva molto si è cancellata. Ho dovuto recuperare come potevo, spero che vi piaccia ugualmente ;) comunque... dopo aver visto il mio lavoro svanire nel nulla e i mille pezzi del mio cuore sparsi a terra, ho cercato di darmi la forza ed eccomi qua!! Perciò lasciate un voto, un commento, e perdonate i miei disastri... :'-( e per quelli che non lo hanno ancora fatto passate pure a dare un'occhiata al mio profilo (e se vi va lasciate un follow!!) ci vediamo presto :* ziaooo ❤
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