34.Hagrid
Continuava a sentire freddo, perciò decise di camminare più in fretta. Dove diavolo è?! Cercava il Serpeverde da più di mezz'ora, ma di lui non c'era traccia. Conosceva il suo percorso abituale, come quello degli altri Caposcuola, ma non l'aveva ancora incrociato. Era impossibile che se ne fosse già andato, era ancora troppo presto. Salì le scale per l'ennesima volta, ritrovandosi al sesto piano. Cominciava a sentire la stanchezza, ma se avesse rinunciato entro la mattina seguente avrebbe sicuramente cambiato idea, perciò continuò la perlustrazione del piano. Qualcosa scricchiolò alle sue spalle, facendola trasalire, ma quando scrutò il corridoio non vide niente di strano. Su prese un attimo per far ripartire il cuore, e poi andò avanti. I quadri alle pareti russavano beatamente, e dalle finestre si vedevano i Thestral volare sopra la Foresta Proibita. Un altro rumore spezzò definitivamente i suoi nervi. Un grido le sfuggì, ma si coprì la bocca, giusto in tempo, con la mano per non farsi sentire da orecchie indiscrete. Fece luce con la bacchetta rischiarando una figura scura che si trovava alle sue spalle. Per lo spavento le cadde dalle mani, spegnendosi. Malfoy accese la sua, illuminando davanti a sé. Lei, con la mano sul cuore, sospirò, cercando di calmarsi "Potresti smetterla di apparire come un fantasma?" chiese quasi in una supplica. Raccolse rapida la bacchetta, pronunciando di nuovo l'incantesimo Lumos, senza che gli occhi freddi del Serpeverde la lasciassero un attimo "Che stai facendo Granger?" lei rifletté un momento dubbiosa, ma dopo aver deciso non poteva tirarsi indietro "I-in realtà ti stavo cercando" cominciò titubante, ma continuò con più sicurezza "Vorrei parlarti" concluse seria. Sul volto del ragazzo vide la sorpresa lasciare posto alla solita espressione impassibile "Cosa ti fa pensare che sia disposto ad ascoltarti?" Hermione strinse le labbra, mentre con un tuffo al cuore sentiva di meritare quello che le stava dicendo. Fece per dire qualcosa, ma non riuscì a emettere alcun suono, finendo per richiudere la bocca. Quando ebbe il coraggio di alzare lo sguardo e incrociare il suo, lo vide sospirare "Andiamo".
Ci voleva solo il coraggio di un Grifondoro per fare una cosa del genere. Ma la colpa era la sua. Era stato lui ad esporsi in modo tanto pericoloso, lui capitolare per primo, lui aveva chiesto scusa. E dopo averlo ignorato per giorni lei si aspettava che si comportasse come se niente fosse? "Cosa ti fa pensare che sia disposto ad ascoltarti?" misurò attentamente ogni parola, senza lasciar trasparire alcuna emozione. Cosa si aspettava? Cosa aveva intenzione di fare? Era sempre difficile riuscire a carpire dai discorsi vaghi della Granger anche solo uno stralcio di informazione. A meno che lei non volesse lasciarlo trapelare. Non appena le pose la domanda parve pronta a ribattere, ma vide dalla sua espressione un forte dubbio, infatti ci ripensò e rimase in silenzio. Perché si comportava in quel modo? Non riusciva proprio a capirla: un attimo si dimostrava impavida e pronta rischiare tutto, l'attimo dopo era confusa, insicura, persa come non mai. "Andiamo" disse piano scuotendo la testa, e sperando quasi che non lo sentisse. Lei lo guardò un momento poi alzò fiera il mento e si lasciò guidare per il castello.
Non disse più niente fino a che non arrivarono al loggiato che dava sul cortile. Sentì il freddo farsi breccia attraverso gli strati di stoffa che la coprivano, mentre una nuvoletta bianca si addensava a ogni suo respiro. Finalmente Malfoy si fermò, appoggiandosi pigramente al muretto di pietra. Nessuno li avrebbe disturbati lì, né un fantasma vagante, né quadri borbottanti, e nemmeno Gazza. La osservò in attesa "Parla, Granger, non ho tutta la notte" disse impaziente, facendola sospirare irritata. Si trattenne dal rispondergli male e si decise a sputare il rospo "Bhe... ecco, io ho riflettuto... e so che le ultime volte non... mi sono dimostrata molto... amichevole" ammise a malincuore "Ma ti avevo dato la mia parola, perciò... ti serve ancora una mano?" la sua offerta di pace non era delle migliori, ma il suo obbiettivo non era esattamente quello: avrebbe pagato oro per saperne di più di quella situazione, ma non sarebbe scesa mai così in basso da supplicare Malfoy, piuttosto aveva scelto un valido compromesso. "Non ho bisogno di un peso morto" ribatté secco, prendendola in contropiede "Posso fare da solo tutto quello che faresti tu" si aspettava un po' di resistenza da parte sua, ma tutta quella decisione la stupiva. "Madama Pince sa che frequenti la Sezione Proibita?" passò direttamente alle minacce "Certo che no" tornò dritto, abbandonando il suo appoggio "E, se lo scoprirà, saprò a chi rivolgermi..." le voltò le spalle, tentando una fuga che avrebbe messo fine alla discussione "Hey!!" lo richiamò Hermione, ma l'altro la ignorò, e fu costretta a inseguirlo nel corridoio in cui era scomparso "Malfoy!" ma di lui lungo il corridoio, e all'ingresso non c'era neanche l'ombra. Dannazzione. Fu costretta a ritornare alla Sala Comune, dopo quasi mezz'ora di vani tentativi e diverse imprecazioni. Quel bastardo mi ha lasciata lì come se niente fosse! Non appena mise piede nell'accogliente Sala l'orologio rintoccò le due, si stupì di trovare il caminetto ancora acceso, ma ne fu immensamente felice, dopo tutto il freddo che aveva sofferto quella sera. Si scaldò un po' e salì al dormitorio, dove trovò Lavanda già addormentata. Per una volta, non appena la sua testa si poggiò sul morbido cuscino rosso, un sonno senza sogni l'assalì, portandola lontana da quella tormentata realtà.
Ron e Harry parlavano già da giorni delle vacanze di Natale "È il 9 Novembre, manca ancora più di un mese, e già mi avete stancato, cambiate argomento!" si lamentò Hermione, al che Ron sbuffò "Bene... Allora parliamo di quidditch!" sorrise sornione in direzione di Harry che già rideva della faccia esasperata di lei, che scosse la testa e si nascose dietro il giornale senza dire una parola. "...Harry la mamma ne sarebbe felice, dopotutto abbiamo passato insieme ogni Natale!" lo supplicava Ron "Vorresti passare il Natale da solo?!" l'altro era palesemente indeciso, e di sicuro tutte quelle scene avrebbero fatto effetto "D'accordo" si arrese infatti "Però ho un'idea... Non dirlo a Ginny" disse piano, con fare circospetto "Vorrei farle una sorpresa". Puah! Sentire Harry che parlava così smielato era davvero troppo per lei. Si alzò sotto i loro sguardi "Dove vai?" chiese Ron mentre afferrava la tracolla "In quel posto con tanti banchi dove di solito facciamo lezione" rispose un po' indispettita, ma subito un sorriso traditore le salì alle labbra alla vista della sua espressione. All'ingresso incrociò Lavanda, per fortuna non avrebbe dovuto assistere anche alla loro scenetta mattutina: non aveva niente contro di loro, ma avere due amici fidanzati cominciava a irritarla davvero. Non poteva contare neanche su Neville, che quando ci si metteva poteva farle venire attacchi di diabete... Camminò tranquilla fino all'aula di Difesa Contro le Arti Oscure, notando la porta socchiusa. Sembrava davvero che quella giornata fosse iniziata col piede giusto! Entrò pronta a prendere posto, notando che altre due figure erano già sedute. Nott seduto davanti a Malfoy parlava piano con lui. Non appena la sentirono arrivare si voltarono verso di lei. "Granger" la chiamò il biondo "Stavamo parlando proprio di te..." li guardò minacciosa, avvicinandosi ai loro banchi, come in attesa di una spiegazione. Nott lasciò parlare l'altro "Secondo Nott sta succedendo qualcosa nella Foresta, ha visto il Mezzogigante e la McGranitt che parlavano di spostare i Thestral" le spiegò, poi aspettò che fosse lei a parlare "Si, anch'io lo penso... Hagrid dice che l'Ombra è nella Foresta" vide i loro volti cambiare espressione, Malfoy era prondo a sire qualcosa, ma l'entrata di un capannello di studenti lo fermò. Lei si allontanò subito da loro, consapevole dello sguardo che la stava seguendo. Si sedette in fretta al suo posto, e all'arrivo dei ragazzi iniziò a pensare che non poteva nascondere loro anche questo. "Harry devo dirti una cosa" tentò, ma nella classe fece il suo ingresso anche la professoressa Paciock, puntuale come sempre "Buongiorno a tutti" facendo calare l'immediato silenzio nella stanza. Avrebbe dovuto aspettare. Mimò "Dopo" con le labbra, concedendo tutta la sua attenzione al discorso della professoressa "Se non ci sono dubbi sulle cose precedenti, oggi iniziemo gli Incantesimi Composti, argomento d'esame di quest'anno. Avete qualche domanda?" attese un momento, aspettando che qualcuno parlasse "Molto bene, allora potete alzarvi, la pratica è la cosa più importante..." quando tutti furono in piedi, con un gesto della bacchetta sospinse i banchi al muro, lasciando un enorme spazio "Gli Incantesimi Composti, come già saprete, possono essere semplici incantesimi applicati da due o più maghi contemporaneamente per potenziare un semplice incantesimo, ma alcuni sono eseguibili solo se più persone intervengono. Il Ministero ci ha informati che da quest'anno i MAGO si svolgeranno diversamente, e per qua to riguarda questa pratica sarete esaminati con un vostro compagno. Perciò l'esercitazione" insistette "è fondamentale. Ora ci limiteremo a rispolverare le vostre nozioni sugli Incantesimi Composti di base" li scrutò a uno a una, come era solita fare, poi li disperse, dividendoli a coppie. Hermione si affiancò rapida a Harry, lasciando senza speranze Ron e Neville, che in due non riuscivano a produrre neanche un incantesimo di potenza normale. "Harry" richiamò l'amico "Si?" "Prima... Ecco, volevo dirti che il giorno di Helloween ho parlato con Hagrid. Quella sera ha detto che aveva molto da fare nella Foresta, ma non voleva dirmi perché... Così il giorno dopo ho provato a parlarci di nuovo, e... Lui crede che l'ombra sia nella Foresta" gli rivelò, notando che era già turbato, e lei non aveva ancora finito "Io credo che..." provò a iniziare, ma lo interruppe "Harry, ho parlato anche con Malfoy" disse seria "Anche Nott la pensa come Hagrid" lui la guardò ancora più dubbioso, se possibile "Ma come sei informata..." disse piano, e lei alzò gli occhi al cielo "Perché non di importa tutto questo? Come puoi far finta di niente?" avrebbe voluto urlare, ma dovette sussurrare per non farsi sentire dalla professoressa, che si stava avvicinando a loro. Diligenti si misero al lavoro, giusto il tempo necessario perché li controllasse, poi tornarono alle loro chiacchiere "Non faccio finta di niente, è solo che... non siamo i salvatori del mondo, possono farlo anche senza di noi... Ci sono gli Auror che si occupano di questa faccenda, Hermione. È meglio non intrometterci, non voglio immischiarmi" ammise, ma lei era pronta a ribattere "Io non vedo Auror in giro per il castello... Harry stanno cercando nel posto sbagliato, leggo il giornale tutti i giorni, e non dice mai niente di nuovo, e se lo fa non c'è niente di buono" concluse testarda. Da quel momento si promise di non riaprire bocca, a meno che non fosse stato il suo amico ad ammettere di avere torto. Per quasi un'ora resistette, ma stupidamente cedette alla tensione. Ormai la lezione era quasi finita, e in pochi si esercitavano ancora "Harry, io... lo so che può essere difficile, perché se tutto questo è vero, e sta accadendo... significa che non è ancora finita, ma io voglio essere sicura che lo sia... ho bisogno di saperlo, capisci?" lui rimase in silenzio visibilmente pensoso,e finché non parlò le sembrò di essere in apnea. In un sospiro le disse "Quindi che si fa?" e un enorme sorriso le nacque sul volto.
La Sala Comune era vuota, vista la tarda ora, tranne che per loro tre. "L'unico modo, Hermione è riuscire a far parlare Hagrid. Se lui ci dicesse di più forse potremmo capirci qualcosa" disse Ron. Al contrario di Harry aveva accolto la sua proposta avventurosa di buon grado, e si era buttatto a capofitto in quella discussione tattica. Era molto sorpresa dal suo comportamento, ma sospettava che fosse causato dai sensi di colpa: in sua presenza infatti cercava di creare situazioni imbazazzanti con Lavanda, senza troppi risultati, ovviamente, e Hermione credeva che il suo fosse un modo per "riscattarsi". "Allora dobbiamo andare insieme. Non riuscirei mai a convincerlo" concluse lei risoluta. Era la loro ultima speranza, anche perché non aveva più avuto notizie da Fred, che sembrava sparito. Per questo Harry, prese il suo Mantello, e ci si nascose sotto, con Ron e Hermione, tutti e tre spiacevolmente piegati per riuscire a entrarci sotto. Quando furono pronti uscirono dalla Sala, addentrandosi lungo i corridoi del castello.
Ron bussò vigorosamente alla porta in legno, e subito, dall'interno si sentì un frastuono disordinato "Chi è?" risuonò la voce di Hagrid un istante prima che aprisse. Non si sorprese molto nel vedere le loro teste fluttuanti a mezz'aria, anzi, strinse le labbra trattenendo un rimprovero "Entrate" li esortò con un cenno, chiudendo rapidamente la portà alle sue spalle. "Puoi uscire" disse, e i tre si liberarono del Mantello, prima di capire che l'uomo non era rivolto a loro: dall'ombra in fondo alla casetta infatti uscì Astoria Greengrass. "È meglio se torni al dormitorio" le suggerì "E anche voi! Che ci fate qui?!" la ragazza intanto si affrettava indossando il mantello. Il bollitore del tè iniziò a fischiare sul fuoco, ma Hagrid lo ignorò "Non vi mettete nei guai un'altra volta vero?" chiese con tono apprensivo. Il fischio aumentò, distraendoli dalla loro discussione. Dopo averlo rimosso dal fuoco, Hagrid sospirò rassegnato "Sedetevi" disse loro, versando cinque tazze di tè "Vieni Astoria? C'è pure per te" ci ripensò, facendola accomodare tra lui e Ron. Il rosso
guardò gli altri due strainito, come se con loro, invece di una ragazza, ci fosse uno Schiopodo. "Allora.. che volete da me?" domandò rassegnato il mezzogigante, Hermione azzardò una risatina, che avrebbe dovuto sembrare spontanea, ma diede l'impressione che si strozzasse col tè "C-cosa..? Noi siamo venuti a trovarti..." cominciò, ma Harry la guardò talmente male da zittirla "Hagrid, puoi dieci di più su quello che sta succedendo?" chiese lui innocentemente, mentre l'altro gli lanciò uno sguardo di rimprovero. Intanto Astoria passava lo sguardo su ognuno di loro, ascoltando silenziosa la conversazione. "Una decina di giorni fa andavo da Gropie, però a un certo punto della strada che faccio sempre ci ho visto un tronco cascato. Pensavo al vento e la pioggia, ma poi però ho visto che era spezzato e c'aveva tutti i bordi neri, e marci. Ho pensato 'Questo lo levo domani' ma il giorno dopo, quando ci sono andato non c'era più!" "Magari lo aveva tolto qualcun'altro" ipotizzò Ron "No, no... Dove c'era prima il tronco: tutto nero! Tutto marcio. Per metri, s'era rovinato tutto, e poi go visto che c'era una cenerella, grigia e fina. Era quello che era rimasto dell'albero" si prese un momento per sorseggiare dalla sua tazza, e dopo un sospiro di approvazione continuò "La McGranitt quando ha visto ha detto che non poteva esse altro. Lei pensa che l'Ombra si nutre delle energie vitali degli alberi, e poi abbiamo visto che se gli alberi non si tagliano e bruciano ci marcisce pire il terreno! È come una malattia che mangia tutto... Brutta storia, brutta storia... Non mi piace per niente. Speriamo che non si fanno le lezioni per voi" "E gli Auror?" chiese Harry abbastanza convinto "Eh... Chi lo sa? La McGranitt li ha chiamati e ha detto tutto subitissimo, ma quelli hanno detto che non avevano tempo da perdere e non sono voluto venire" rispose preoccupato, spegnendo la poca sicurezza del ragazzo. Hermione non proferì parola, cercando di metabolizzare le informazioni "Salazar... Non credo si limiti a rimanere nella Foresta Proibita... Qualche giorno fa ero al lago con delle ragazze, di solito stiamo in un posto un po' distanziato dal castello, e quando siamo arrivate lì c'era... bhe, una macchia esattamente come l'hai descritta tu" disse un po' trafelata, attirando per la prima volta l'attenzione di tutti su di se. "Cosa? Era a scuola?" domandò finalmente Hermione "Non l'abbiamo vista. Ma se dovessi descrivere quello che ho visto sarebbe come ha detto Hagrid: una macchia scura sul terreno, puzzava tremendamente come fosse qualcosa di marcio, ma... in realtà non l'ho vista direttamente" rispose "E ricordi dov'era?" le chiese di nuovo "Si, certo, passo spesso di lì" annuì e Hermione sembrava sul punto di prostrarsi ai suoi piedi, quando la supplicò "Ti prego, puoi accompagnarci?".
Spazio autrice
Un saluto a tutti i babbani in ascolto!! Eccomi qua solo per voi! Ebbene ce l'ho fatta, e sto già macchinando qualcosa di carino... Ho cercato di movimentare i personaggi, spero solo di esserci riuscita. :/ Aspetto le vostre opinioni, commentate, votate, dite la vostra (se si tratta di errori di battitura perdonatemi... :'-( ) mi piacerebbe sapere cosa ne pensate della trama e dei personaggi, perciò aspetto i vostri interventi!! E se vi fa piacere seguitemi, ricambio i follow ^-^, alla prossima!! :*
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