Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

33.Halloween

Capitolo dedicato alle persone scomparse in Francia questo venerdì.

Doveva trovarsi un hobby... Stava tornando da sola ad Hogsmeade per l'ennesima volta. Dopo aver parlato con Ron, neanche a farlo apposta era arrivata Lavanda. Finalmente capiva tutte le loro misteriose sparizioni, che prima di allora non si era mai spiegata. Lei si era seduta imbarazzata, ma Hermione si era affrettata a tranquillizzarla. Erano rimasti un po' ai Tre Manici di Scopa, poi lei aveva deciso di lasciarli soli. Aveva camminato un breve tratto, decisa a tornare al castello, rendendosi conto che lì avrebbe solo trovato altre coppiette a cui stare tra i piedi. Perché tutti i suoi amici erano fidanzati?! Ogni volta che stava con loro non poteva fare a meno di sentirsi di troppo, soprattutto quando uscivano tutti insieme. Doveva davvero trovarsi un hobby. Era ancora molto presto perciò deviò, tornando sui suoi passi. La via principale non era molto affollata, e i pochi studenti che erano usciti andavano tutti nella direzione opposta alla sua. Camminò al freddo per poco, finché non vide l'ingresso del locale più avanti. Si affrettò a raggiungerlo, facendo tintinnale un campanello al suo ingresso. L'interno era esattamente come lo ricordava: angusto, sporco e poco illuminato. Sapeva che quel giorno lo avrebbe trovato lì, visto che era uno dei pochi frequentatori della Testa di Porco. L'imponente figura di Hagrid si stagliava infatti davanti a lei, curva sul bancone "Hagrid!" lo salutò allegramente. Lui si voltò, cercando da chi provenisse la voce, poi la vide e si aprì in uno dei suoi speciali sorrisi "Hermione! Che ci fai qui?" chiese. Passo il mio tempo da zitella. "Ero nei paraggi e sapevo di trovarti qui" si accomodò al logoro sgabello accanto al suo "Stacci attenta in certi posti... Ci stanno pure brutti ceffi" si raccomandò, e lei alzò gli occhi al cielo esasperata "Certo..." acconsentì "Come stai? Hai parlato con Ronald?" le domandò curioso. Quindi o Harry o Ron avevano parlato con lui del loro litigio, probabilmente quei tre spettegolavano alle sue spalle peggio delle vecchie streghe al Pentolaio... Invece lei da quanto tempo non andava da Hagrid per parlare un po' con lui? Perfino i due disgraziati che chiamava migliori amici l'avevano fatto più spesso di lei. "Si, è tutto a posto" "E tu il giorno di Helloween te ne stai da sola senza a nessuno?" "In realtà fino a poco fa ero con Ron" lui la guardò un momento da sotto le sopracciglia scure "Allora ci resti un po' con me?" gli sorrise felice "Solo se offri tu" scherzò. Hagrid scoppiò nella sua possente risata "Aberforth ci porti due burrobirre?" l'uomo sbucò dalla porta che dava sul retro con un'espressione imbronciata. Lanciò uno sguardo d'accusa all'altro, che per tutta risposta sospirò "Buonasera signor Silente" lo salutò Hermione "Buonasera un corno di capra!" borbottò più fra sé che a lei, lasciandola comunque perplessa "Si sente bene signore?" gli domandò lei allora "Senti ragazzina..." gli puntò un aggeggio strano che teneva in mano, che riconobbe come uno strumento da lavoro "...non farmi perdere tempo in chiacchiere, voi giovani siete tutti parole e niente fatti!" si infervorò. Servì loro le burrobirre in fretta, tornando nel retrobottega. Hagrid lo osservò, e quando se ne di andato le disse "Non dagli retta Hermione... È tre settimane che vuole aggiustare una macchina per distillare il liquore, ma non ce la fa, che infatti m'ha detto che un ragazzo lo aiuta, ma ancora non c'è riusciti" poi scosse la testa un po' divertito, facendole salire un sorriso alle labbra. Parlarono ancora, fuori fece buio, ma rimasero seduti, raccontandosi degli ultimi tempi, recuperando per tutto il tempo che non si erano visti. Il povero Hagrid era sempre indaffarato, visto che quando non si occupava delle faccende della scuola passava il suo tempo con Grop. Il gigante era ancora nella Foresta, con grande sorpresa di Hermione che non si era mai interessata della cosa. Da dove veniva tutto quell'egoismo? Da quando tutto ciò che succedeva ai suoi amici le scivolava addosso tanto facilmente? "Mi dispiace se non ci sono stata molto, ultimamente..." confessò a Hagrid "Sono stata così... egoista" ma lui la interruppe "Non fa niente Hermione. Io lo so che ci vuoi bene" e in un goffo, ma tenero, tentativo la abbracciò "Io ti voglio un mondo di bene" "Ah, mi pare ancora che sei piccola piccola, e invece adesso sei anche una strega famosa!" rise lusingata "Bhe, a volte vorrei tornare a quei tempi..." gli confessò malinconica, stringendo le dita attorno al boccale. "E perché? Guarda cosa sei diventata: coraggiosa, intelligente, la ragazza del Trio d'Oro!" "Si, ma nonostante tutto... non sono felice come lo ero allora" disse quasi in un sussurro "Non pensare al passato Hermione. È sempre triste, pensa che sarai più felice! Non lo sai quello che ti succede, forse sei più felice di prima..." tentò di rassicurarla "Prendi Astoria: lei mi viene a trovare spesso, è una brava ragazza, però la sua famiglia è una di quelle toste, con la vecchia mania dei purosangue. La poverina doveva sposarsi, ci credi?! Gl'hanno combinato il matrimonio, però ha detto che poi il ragazzo aveva detto ai genitori che non se ne fa niente e ha mandato tutto all'aria. E adesso ce l'ha un bravo fidanzato, che le vuole bene però" parlò tutto esagitato per la convinzione delle sue parole. "Capisci? È facile che dietro l'angolo trovi un'opportunità migliore, non ti rattristare" e le diede un buffetto sulla spalla, che per quanta delicatezza avesse, la spalmò comunque sul bancone davanti a lei "Grazie Hagrid". Le sue perle di saggezza, per quanto rare e intricate erano sempre utili. Doveva decisamente sdebitarsi, soprattutto dopo quello che faceva sempre per lei. Aberforth ritornò al richiamo del mezzogigante, il grembiule logoro di polvere e una poltiglia nera indefinita "Sono quattro falci" si rivolse a lui "Se paghi il conto non ti porto più niente, dannazione! Non ho intenzione di portarti a casa un'altra volta!" lo minacciò scorbutico "È capitato una volta solo, e comunque non rimanevo, devo tornare al castello oggi" tirò fuori una manciata di monete dalle tasche, ma erano tutti zellini, poi riuscì a carpirne un fazzoletto e due piume. Credette di aver trovato finalmente le falci, ma erano solo bottoni colorati. Hermione si godette la scena, ridendo sguaiatamente quando Aberforth si arrabbiò ancora con Hagrid per fargli perdere tempo prezioso "Se riuscirò mai ad aggiustare quell'aggeggio infernale, sapoi che non potrai nemmeno guardare il mio liquore!" inveì "Non so sei sei peggio tu o quello scansafatiche incapace!". Mentre il poveretto cercava ancora i soldi si sentì il suono, attutito dalla parete, di uno schianto. Il signor Silente alzò gli occhi al cielo "L'incapace ha appena rimontato il bollitore!" gridò una voce familiare dall'altro lato. "Spocchiosi purosangue... Non chiudono la bocca neanche se li Schianti" sibilò il vecchio davanti a lei "Eccoli!" esultò Hagrid, lasciando cadere le monete argentate sul bancone, e iniziando il difficile lavoro di recupero "Vuole che le porti una sedia, signore? Così sta più comodo..." disse ironico il ragazzo affacciato dalla porta che dava sul retro, causando un sospiro da parte del vecchio. Hermione fu talmente sorpresa di trovarsi davanti Malfoy, che rimase per più di qualche secondo a bocca spalancata. Si affrettò a riprendersi, ma l'altro la anticipò con una delle sue solite frecciatine "Granger, come mai nei bassifondi? Credevo ci tenessi alla tua reputazione..." "Parli di me, o parli di te Malfoy?" ribatté, mentre lui si avvicinava al bancone " Insomma... Una ragazza per bene come te in un locale come questo, cosa dirà il tuo pel di carota?" lo guardò come se fosse un insetto schiacciato "Si farebbe due risate nel sapere che c'eri anche tu" e accennò al suo grembiule, sporco come quello del vecchio "Che lingua tagliente Granger, c'è qualcosa che ti turba? Mi sembri più ostile del solito" "Evidentemente è la tua presenza che mi turba..." ribatté allora, causando una sua risata "L'ultima volta non si è messo esattamente a ridere..." la provocò, facendo centro. Che razza di idiota. Decise di non dargli più corda e, incrociando le braccia irritata, lasciò cadere la conversazione "Andiamo Hagrid?" lo esortò, lanciando un rapido sguardo furente nella direzione del Serpeverde. Grosso errore. Così incrociò i suoi occhi indagatori. "Andiamo" gli sorrise il mezzogigante, sospingendola in direzione della porta. Lui le lanciò un'occhiata di sottecchi "Ancora ti dà noia quel pidocchio?" gli domandò teneramente preoccupato "È tutto a posto..." lo liquidò con un cenno. Ma altrettanto facile non fu non pensarci. Lui si era scusato. Eppure si comportava come il solito strafottente. Sei tu che lo eviti. Odiava quella situazione. Si sentiva un'ingrata, e insensibile, insomma, quando ci ripensava capiva che doveva aver fatto qualcosa di straordinario per i suoi standard: Draco Malfoy le aveva chiesto scusa. Probabilmente non era brava come credeva a nascondere tutto questo turbamento, tanto che, perfino Hagrid se ne accorse "Sei sicura che stai bene?" "Certo" disse. Camminarono per la via principale fianco a fianco, diretti alle carrozze. Solo dopo un po' Hermione parlò di nuovo, stufa di quell'imbarazzante silenzio "Allora, stai già lavorando alla seconda lezione esterna? Ho letto l'avviso" si mosse imbarazzato "Come mai è così tardi?" continuò Hermione "C-c'è da lavorare... tanto" balbettò, ma poi in un sospiro disse, usando un tono sommesso "Non te lo posso dire, è una cosa segretissima..." abbassandosi alla sua altezza. Hermione scosse la testa, consapevole che presto avrebbe ceduto, ma per il momento lasciò perdere. Erano partiti da un po', e lei stava letteralmente congelando. La carrozza le sembrava più lenta del solito, per non parlare del fatto che Hagrid occupasse i tre quarti dello spazio. Vide le luci del castello in lontananza, pregustando la serata. Non aveva detto a Harry della sua visita a Hogsmeade, probabilmente l'aveva data per scomparsa, visto che era quasi ora di cena e ancora non si era fatta viva. Non appena arrivarono di fronte ai cancelli si fiondò fuori dalla carrozza, e salutò il povero compagno con uno sbrigativo "A dopo!" affrettandosi per i corridoi. Aveva deciso di fare una corsa fino al dormitorio per darsi una sistemata, e dal brusio proveniente dalla Sala Grande capì che erano già tutti a tavola. Miseriaccia! In meno di cinque minuti era di nuovo in discesa sulle scale, vestiti puliti, di cui aveva bisogni dopo essere stata alla Testa di Porco, e capelli pettinati in morbide onde. Il fiato probabilmente l'aveva lasciato sul letto, vista la fatica che faceva a respirare quando finalmente arrivò in Sala Grande. In un ultimo tentativo di riprendere aria entrò, andando dritta alla sua tavola. I suoi amici erano seduti vicini, e per raggiungerli dovette percorrere quasi tutta la Sala. Ebbe tutto il tempo di ammirare le decorazioni, e, anche meglio, le prelibatezze distribuite in abbondanza. Harry la vide e disse qualcosa agli altri, che si voltarono, guardandola arrivare trafelata. La salutarono, facendole posto, così finì tra Harry e Neville. Ringraziò mentalmente che la sua ragazza fosse Tassorosso, e almeno a cena avesse qualcuno vicino che non fosse accoppiato. "Dov'eri finita? Credevo fossi tornata prima" chiese Ron, ma subito Harry puntò gli occhi su di lei preoccupato almeno quanto lui "Sono stata un po' con Hagrid" rispose sbrigativa puntando un dolcetto al cioccolato. Il suo piatto in meno di un minuto era stracolmo di ogni genere di cioccolosità presente sul tavolo. Presto i ragazzini del primo anno se ne andarono, insieme a molti altri.

"Ron smettila di ingozzarti" ripeté Ginny per la millesima volta "Ma sta' zitta, anche tu stai ancora mangiando!" si lamentò, indicando la liquirizia a forma di Boccino che la rossa aveva addentato. Al secondo morso gridò, ma l'urlo venne soffocato dall'impasto dolce "Mi..eriaccia..." portò una mano alla bocca, sputando una pallina dorata. "Mi ha quasi rotto un dente!" la fece cadere nel suo bicchiere pulendola, poi la estrasse e vi riconobbero un Boccino in miniatura "Stupide sorprese" Lavanda iniziò a ridere, contagiando gli altri. Andò avanti così, con studenti che passavano da un tavolo all'altro, un caos di professori che cercavano di mantenere un po' di ordine e dolci che continuavano ad arrivare, finché l'orologio non rintoccò le undici, e le loro pance, ormai doloranti non li fecero smettere di mangiare. "Ti prego portami in infermeria..." supplicò Ginny rivolta a Harry, accasciandosi in un finto mancamento sul tavolo. Lui le sorrise "Sei peggio di Ron" attirando l'attenzione del diretto interessato "Hey!!" e scatenando un'altra serie di risate. Il sorriso si spense sul volto del rosso, che puntava alle spalle di Hermione "Serpe in arrivo..." borbottò e girandosi Hermione scorse la figura slanciata di Malfoy procedere verso si loro. Si voltindifferente, ma pochi istanti dopo lui era già arrivato al suo fianco. Con sua enorme sorpresa non si rivolse a lei, ma a Ron "Weasley non mi sorprende che tu non riesca neanche a fare una ronda..." accennò al calderotto che stringeva "Vai al dunque Malfoy" lui strinse le labbra, poi continuò "Posso fare la tua ronda oggi, o hai cambiato idea?" Hermione continuava a passare lo sguardo dall'uno all'altro "D'accordo" annuì Ron, senza aggiungere altro. Lei si rilassò un po', ma il Serpeverde non la risparmiò "Granger non credere di esserti salvata, con te non ho ancora iniziato..." si voltò decisa, incrociando il suo sguardo grigio, ma immediatamente la sua coscienza traditrice le ricordò pessimo modo in cui l'aveva trattato e ingoiò l'insulto che aveva già pronto "Bene, almeno ci risparmieremo il solito teatrino" non poté comunque trattenere la frecciatina "Tutto qui?" chiese, e pensò fosse ironico, ma si rese conto che si riferiva a quello che non aveva detto. Le aveva letto la mente? La momentanea confusione non le permise di avere l'ultima parola, poiché Malfoy se ne andò prima che potesse aggiungere altro. Sospirò esasperata, era davvero impossibile, ma più ci pensava più si rendeva conto la situazione le piaceva sempre di meno. Se si sentiva in colpa nei suoi confronti, presto o tardi, lui ne avrebbe approfittato. Avrebbe dovuto accettare le sue scuse e fare lo stesso, ma il suo dannato orgoglio glielo impediva. D'altro canto se avesse continuato in quel modo sarebbe stato peggio, non sapeva quanto, ma certamente peggio. "Hermione?" la richiamò Ginny, distraendola dai suoi pensieri "Mmh?" "Che fai, vieni con noi?" la guardò distratta. Lei e Harry si erano alzati, pronti ad uscire dalla Sala, mentre gli altri erano ancora seduti, era come dire: Hermione vuoi venire a tenere la candela? "No, resto ancora un po'" ma come aveva fatto il povero Harry a sopportare, per tutti quegli anni, una cosa del genere? Neville però stava già gridando in direzione di Hannah, che si alzò dal suo tavolo per raggiungerli. Non appena fu accanto a Neville gli stampò un bacio sulle labbra e si sedette accanto a lui, stringendogli il braccio. Iniziarono a parlare sottovoce, estromettendola dalla conversazione. Sperò che il comportamento alla ex-Lavanda non durasse molto, perché vedere ovunque quelle smancerie le dava la nausea. Distolse lo sguardo, cercando di distrarsi parlando con Ron o Lavanda, ma girandosi cose i due nel bel mezzo di una pomiciata. Merlino no! Si schiarì la gola, alzandosi di scatto dal suo posto. "Bhe... È ora che vada anch'io" i due si staccarono imbarazzati (mai quanto lei) "A dopo" la salutò Lavanda seguita dagli altri. Ma quando se ne stava andando si ricordò quello che aveva completamente dimenticato fino a quel momento: Hagrid. Diede un'occhiata al tavolo sei professori, rimasto deserto apparte lui e il professor Vitious, tutti gli altri erano indaffarati, e andavano avanti e indietro come trottole impazzite cercando di far rispettare il coprifuoco. Hermione alzò il braccio, e fortunatamente lui lo vide, liberandosi in fretta del professor Vitious che lasciò solo al suo posto. La figura imponente le venne incontro il più in fretta possibile "Ciao Hermione, com'è stata stasera? Ti è piaciuta?" ripensò ai ragazzi al tavolo "È piaciuta a tutti..." "Hey, di va se mi accompagni a casa? C'ho il tè da fare!" le sorrise speranzoso, al che non poté non accettare "D'accordo".

Uscirono dal castello, addentrandosi nei bui e freddi giardini. Lei stava già tremando, visto che non indossava un mantello. Al ritorno se lo sarebbe fatto prestare. "Per fortuna che è domenica, domani!" diceva Hagrid "Almeno riposo un giorno!" "Devi lavorare molto?" chiese indifferente Hermione attuando il suo piano: se voleva che dicesse la cosa segretissima, quello era il momento ideale... "Già, già... È una fatica, sai? Devo tagliare gli alberi, e poi ce li devo portare qui" e indicò un grosso mucchio di legna tagliata "Mica è uno scherzetto! Ma la McGranitt vuole che lo faccio sempre" "E da dove devi tagliarli?" chiese poi "Eh... Da mezzo della Foresta! Prima che arrivò qui mi spezza la schiena!" "Perché devi tagliare tutti questi alberi?" "Te l'ho detto: perché sennò si rovinano tutti. Da un pezzo consumato, piano piano, muore tutta la pianta" "Come consumato?" "Quel mostro si mangia ogni cosa. Pare che ci entra dentro, ma poi le cose diventano nere e cascano in polvere!" si voltò a guardarla, consapevole di quello che era appena successo. Ogni volta era così, lui si lasciava trascinare dalla conversazione e non teneva mai la bocca chiusa "No, non dovevo dirlo. Non dovevo dirlo..." erano davanti alla casetta, e Hagrid si lanciò all'interno "Scorda quello che t'ho detto!" la minacciò puntandole il dito. Lei, ancora immobile, cercando di elaborare le tutte informazioni si ritrovò la porta di legno sbattuta in faccia. Il mostro. Era nella Foresta. E si nutriva di ogni cosa. L'Ombra non se n'era andata da lì. Perché? Che cosa stava succedendo? Cosa stava facendo? La testa le pulsava dolorosamente, e il freddo le penetrava fin nelle ossa. Si costrinse a tornare sui suoi passi, attraversando di nuovo il cortile. Un svolta all'interno l'aria so fece più calda, ma non di molto. Erano in pericolo? Certo che si, che domanda... Dov'erano gli Auror? Non erano stati chiamati? La nuvola chiara che usciva dalle sue lavbra a ogni respiro indicava quanto la temperatura fosse bassa, ma, affrettando il passo, le mancava poco. Si diresse verso le scale, concentrata sui suoi pensieri. Nessuno sapeva niente. O nessuno faceva niente? Non c'erano notizie sui giornali, e per quanto se ne sapeva le indagini erano ferme. Oppure no? Il non sapere non era per lei. Ma come poteva capirci qualcosa? Nessuno era disposto a immischiarsi in quella faccenda. Tranne Malfoy. No. Non l'avrebbe fatto. Eppure... se voleva pareggiare i conti una volta per tutte, quello era il modo migliore. Gli avrebbe offerto di nuovo il suo aiuto, e così avrebbe potuto fare qualcosa di concreto.

Sapeva che se ne sarebbe pentita amaramente. Ma in quel momento sapeva che era la cosa giusta da fare.

Spazio autrice

Un saluto a tutti i lettori!! Bene gente, per ora non ho novità, perché mi sono dimenticata quello che dovevo scrivere... scusate il mio ritardo mentale. Comunque, come vi sarete accorti anche questo capitolo è più lungo del solito, visto che ho avuto un sacco di ispirazione e ho voluto buttare giù tutto. Come sempre continuate a commentare e votare, perché è grazie a voi se la mia storia va avanti ;*. Un bacio e a presto.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro