3.Amiche
Hermione voleva trascorrere la sua giornata ad Hogsmeade. Aveva bisogno di alcune cose, e una visita al villaggio le sarebbe stata utile. La giornata non era delle migliori, visto il tempo imprevedibile, sarebbe potuta peggiorare rapidamente. Afferrò dal caos del suo baule la borsa a perline e prese il suo mantello. Era a corto di vestiti, ma non le piaceva indossare i buffi abiti dei maghi, per questo li avrebbe comprati in negozi babbani. Quel giorno avrebbe dovuto acquistare nuovi articoli scolastici, il che prevedeva una visita al negozio di piume, e aveva bisogno di riparare un oggetto. Quando lo aveva trovato nella Stanza delle Necessità era al settimo cielo, ma guardandolo bene aveva notato che la Giratempo era rotta. Non le serviva per le lezioni, ma tutte le Giratempo del Ministero erano andate distrutte, se fosse riuscita a riparare quella che aveva trovato si sarebbe stata in possesso di un oggetto rarissimo, più che prezioso. Non poteva rinunciarci. Aveva riflettuto se portarlo al negozio ad Hogsmeade o tentare lei stessa di aggiustarlo, e valutati i pro e i contro aveva deciso di comprare il necessario e studiare la struttura dello strumento su un manuale. Anche ci avesse impiegato mesi ne sarebbe valsa la pena. Erano appena le undici, lei voleva partire subito dopo pranzo, così decise di iniziare a riordinare, ma l'unico risultato fu un tripudio di oggetti e vestiti sparpagliati ovunque intorno a lei. Nonostante il resto delle sue cose fosse esattamente al suo posto non riusciva proprio a dominare la confusione del suo baule. Decise di rinunciare dopo aver piegato divise per quasi mezz'ora e averle fatte cadere tutte prima di metterle a posto, così iniziò a gettare alla rinfusa nel baule tutti i suoi averi. Una pallina impazzita non voleva essere privata della sua libertà e stava combattendo tenacemente contro di lei. Hermione la stava rincorrendo per la stanza, mentre questa si spostava agile da un letto a un altro balzando via quando stava per afferrarla. La pallina cambiava colore ad ogni tocco, e lasciava impronte variopinte ovunque. La stanza era a soqquadro "Cavolo! Vieni qui!" disse lei all'ennesimo tentativo di acchiapparla "Accio pallina!" la pallina schizzò verso di lei e per poco non la colpì in pieno volto. Si abbassò in tempo e quando questa rimbalzò sul muro alle sue spalle la afferrò e per evitare altri tentativi di fuga disse "Immobilus". La riavvolse nella sua carta e la incastrò in fondo agli altri oggetti. Aveva lasciato fuori soltanto i libri che un anno prima aveva preso dall'ufficio di Silente, consapevole che era ormai giunto il momento di restituirli. Li mise nella borsa e uscendo si rese conto di aver lasciato la stanza completamente imbrattata, avrebbe dovuto avvertire le altre. Uscì nella Sala Comune deserta e, scese le scale a chiocciola, prese per la torre del preside. Giunta davanti ai gargoyle, opportunamente aggiustati disse la parola d'ordine "Sorbetto al limone" questi si aprirono per lasciarla passare. La scalinata era stata ripulita ma non ancora riparata. Quando arrivò in cima si trovo davanti al portone semidivelto, che si apriva nell'ufficio ancora distrutto. Entrò lentamente osservando la stanza. Qualcuno aveva iniziato a dare un po di ordine: sulla scrivania principale erano stati messi gli oggetti integri, mentre sugli altri tavoli erano accatastati i gingilli rotti, in attesa di essere riparati. Per il resto la stanza era stata svuotata dei suoi averi riposti negli scaffali, tra cui tutti i libri, e dei vari quadri, lasciando le pareti tristemente vuote. "Signorina Granger!" la salutò la McGranitt "Salve professoressa" rispose lei "Cosa la porta qui?" la strega si avvicinò curiosa, attraversò la stanza e si sedette al posto del preside. Hermione prese posto di fronte a lei "Bhe... Avevo in programma di restituire questi..." disse mentre estraeva i volumi dalla borsa. L'altra li prese e li osservò un momento da sopra gli occhiali "Mmh... capisco. Spero le siano stati d'aiuto signorina Granger, la lettura di questi manufatti non concilia di certo il sonno, ne è valsa la pena?" "Certamente! Abbiamo trovato informazioni che si sono rivelate fondamentali proprio in quei tomi." prese i libri e li ripose dietro la scrivania "Molto bene..." "Mi spiace averli rubati, ma in biblioteca non ho trovato nulla sull'argomento, e..." "Non si preoccupi, signorina Granger, ha fatto quello che doveva essere fatto." la consolò. Hermione le sorrise grata, e fece per andarsene, ma la McGranitt la richiamò "Aspetti! Volevo parlarle di un argomento delicato." del tutto confusa la ragazza si sedette nuovamente, senza avere la minima idea riguardo alle intenzioni della donna "Sono venuta a conoscenza della situazione del signor Ronald Weasley. Ora, poiché siete stati entrambi Prefetti della vostra Casa volevo discutere con lei riguardo al ruolo di Caposcuola." "Certamente, ma credevo che i Prefetti venissero convocati in gruppo..." "È così ma volevo parlare con lei privatamente: sembra che il signor Weasley il prossimo anno non abbia intenzione di tornare a scuola, secondo alcune voci..." chiese "Non ho parlato con lui direttamente ma credo che questi siano i suoi piani, è molto scosso ed è certo che non tornerà presto, professoressa." "Come pensavo, è per questo che preferirei promuoverlo Caposcuola." Hermione la guardò senza capire. Credeva che sarebbe spettato a lei, soprattutto per questo "Credo di non capire..." "Sarebbe uno stimolo per il signor Weasley. Qualcosa che possa impegnare le sue energie e i suoi pensieri per distrarlo. Credo che dandogli uno scopo potrebbe allontanare le sue preoccupazioni e tornare a vivere un vita il più normale possibile. Se vuole aiutarlo questo porrebbe essere un modo, sempre se lei è d'accordo..." in un primo momento si era sentita disgustata e tradita da una proposta del genere, ma sapeva che la McGranitt aveva ragione. Dopotutto era davvero un'idea geniale, degna di essere attuata e, finalmente, avrebbe potuto aiutare Ron... "Sarò felice di fare come meglio crede." la guardò orgogliosa e le rispose "È un gesto davvero molto generoso da parte sua signorina Granger, ma temo che dovrò chiederle un ultimo sforzo... Ho bisogno che lei mi faccia un favore, solo finché non lasceremo il castello." lei attese che la donna spigasse "Nonostante le donazioni alla scuola non mi fido di alcuni soggetti, per questo le chiedo di tenere sotto controllo le attività di alcuni Serpeverde. Non ammetto facilmente persone con un passato da Mangiamorte e trascorsi piuttosto burrascosi nella mia scuola. La fiducia va guadagnata e non comprata... Per facilitare il suo compito vi assegnerò lavori comuni. Non si tratta di una cosa permanente, solo di tanto in tanto, dopodiché faremo un resoconto prima che la scuola verrà chiusa per le ispezioni e i lavori." "Può contare su di me."
La Sala Grande era piena come al solito, tutti i commensali si stavano godendo le delizie preparate dagli Elfi Domestici. Hermione trovò posto accanto a Neville, che stava parlando con Lavanda "...saprà cosa fare." "Grazie Neville... Spero solo chebti abbia ragione." gli sorrise e poi vedendola la salutò "Ciao Hermione! Questa mattina volevo chiederti di andare a Hogsmeade, oggi pomeriggio, ma quando sono uscita stavi ancora dormendo..." "Certo! Avevo intenzione si andarci anch'io. Vieni anche tu Neville?" lui che stava mangiando rispose con la bocca impastata "Mmh, gratfie... ma ho dfa fare..." "D'accordo... ma dove sono Harry e Ginny? Credevo che sarebbero tornati per pranzo..." Lavanda risolse i suoi dubbi "No, li ho incontrati mentre uscivano dal castello." Hermione decise che li avrebbe cercati il pomeriggio al villaggio, voleva vedere Ginny e parlare con il suo amico riguardo al compito che la McGranitt le aveva affidato. I tavoli erano imbanditi di ogni genere di pietanza e lei apprezzava la cosa non poco: la scarsità di cibo degli ultimi mesi era evidente ogni volta che si guardava allo specchio. Si servì più volte e arrivato il dolce ci si tuffò letteralmente. Con la faccia imbrattata di gelato al cioccolato, ignara della sua condizione, si rivolse a Lavanda "Mi ero quasi dimenticata! Mi è sfuggito uno dei vecchi scherzi di Zonko dal baule, ho sporcato tutta la stanza, mi dispiace... spero che gli Elfi riescano a pulire..." "Non c'è problema. Le cose che avevo sono andate quasi tutte distrutte, non tengo niente di importante in stanza." finito di mangiare rimasero a discutere con Neville ancora un po', finché decisero di partire per il villaggio. Lo salutarono ed uscirono nella tiepida aria primaverile.
Hermione si stupì, di come la ragazza fosse cambiata, per tutto il pomeriggio avevano chiacchierato semplicemente. Erano passate in tutti i negozi per fare i loro acquisti e avevano deciso di riposarsi ai Tre Manici di Scopa, dove ora sedevano a un tavolo. Lei ne attribuiva il merito alla guerra, e alle difficoltà che tutti avevano dovuto affrontare, ma il discorso cadde su Ron "Come sta? Non l'ho più visto dopo i funerali..." stava chiedendo "Non bene, non sono riuscita ancora a parlare con lui. Oggi avrei chiesto a Ginny... ma credo non voglia tornare." "Ha perso suo fratello nella battaglia, io penso che abbia paura di tornare perché sarebbe come averlo vicino, hanno vissuto qui più della metà della loro vita, non so come potrà superarlo..." Hermione considerò quello che aveva detto, Ron si stava nascondendo, questo era sicuro, magari Lavanda aveva ragione, dopotutto anche lei lo conosceva abbastanza bene "Siamo davvero pochi... se non tornerà neanche lui noi Grifondoro del settimo anno saremo in sei." "Veramente in cinque... forse neanch'io tornerò." la guardò stupita e confusa. L'altra allora capì che ancora non aveva saputo che cosa era successo durante la battaglia "Quella notte Fenrir Grayback prima che tu lo scagliassi via è riuscito a mordermi." delle lacrime le velarono gli occhi, ma le trattenne e sorrise "Purtroppo quel giorno ha rovinato la vita di molte persone, ma non lascerò che la mia cada a pezzi così facilmente: Neville conosce dei rimedi, misture di erbe che potrebbero aiutarmi nella trasformazione. Ho intenzione di rimanere, ma non voglio essere un pericolo per nessuno." Hermione era sconvolta. Non sapeva niente di tutto questo, e, soprattutto, era molto dispiaciuta per lei. Le era toccata la stessa triste sorte di Lupin, al solo pensiero le lacrime iniziarono a rigarle le guance, ma si affrettò a toglierle passando i palmi sul volto "Mi dispiace... non ne sapevo niente, se lo avessi saputo... la McGranitt che cosa ha detto?" "Lei non lo sa, altrimenti non credo sarei ancora qui..." "Oh no! Ti sbagli! Non ricordi il professor Lupin? Lui quando studiava qui era già... insomma... un licantropo. Se parli con lei potrà aiutarti! Non dovrai andartene." Lavanda le sorrise grata e visibilmente sollevata. La porta si aprì alle spalle si Hermione, uno spiffero d'aria le mosse i capelli e una voce nota le giunse alle orecchie "Ginny!" le corse incontro e la strinse in un abbraccio, poi si rivolse a Harry "Vi aspettavo a pranzo, devo parlarti." Ginny la interruppe "Andiamo Hermione! Divertiamoci per una volta!" dicendo questo prese posto al suo tavolo e ordinò quattro Whisky Incendiari, i primi di molti altri.
"Io ti odio." fu la prima cosa che disse alla sua amica il mattino seguente. "Soltanto perché sai che avevo ragione. Tu eri l'unica persona del Mondo Magico che non aveva ancora festeggiato la caduta di Voldemort, meritavi una serata migliore, ma puoi ritenerti soddisfatta, quel tipo ti ha lasciato il suo numero..." "Smettila! Mi stai facendo perdere tempo! Dobbiamo scendere in Sala Grande o non sentiremo il programma di oggi." disse allarmata, rendendosi conto del suo stato deplorevole. Vide Lavanda altrettanto distrutta sommersa dai suoi cuscini, e il letto di Padma rifatto a dovere, segno che dopo averle incontrate il giorno prima non si era trattenuta a lungo. Chiamò la ragazza, che lentamente si alzò dal suo letto. Hermione decise di non aspettare le sue compagne, avrebbe riferito anche a loro i programmi del giorno. Arrivò giusto in tempo, il professor Vitious cercava di attirare l'attenzione dei presenti, dopo cinque minuti Hermione vide arrivare le altre. "Voi siete insieme, terzo piano Sala Trofei." "Grazie, tu invece dove sei?" chiese Ginny "Alla 26, l'aula in disuso nei sotterranei, è piena di oggetti da eipare che potrebbero servire, molti sono irrecuperabili e magari troviamo qualcosa." le due amiche la salutarono e sparirono dietro la porta. Non sapeva con chi avrebbe trascorso la giornata, il professore aveva detto che sarebbe stata con un Serpeverde, la McGranitt era stata molto rapida, il suo primo compito l'attendeva.
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