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25.Promessa

"Salazar... AIUTO!" due mani delicate si posarono alla base del suo collo. Sentì un sospiro sollevato "Oh! Per fortuna è viva..." lei era ancora sdraiata prona sul pavimento, così la persona che stava parlando la chiamò "Hermione? Hermione riesci a sentirmi?" la prese cautamente voltandola, appoggiando il suo peso sulla gamba sinistra. Due braccia la sorreggevano, impedendole di accasciarsi di nuovo, allora Hermione aprì gli occhi incerta, ma la flebile luce si una bacchetta non era abbastanza per farle riconoscere chi aveva di fronte. Poi la ragazza si mosse, mostrando occhi e capelli scuri al raggio del Lumos. Astoria Greengrass gridò ancora, ma nessuno giungeva in soccorso "No..." la guardò, esaminando le sue condizioni, la appoggiò a terra, tastandole la fronte "Salazar stai congelando!" si tolse il mantello e la ricoprì "Madama Chips... Ti prego" "Non puoi rimanere così, devi rimanere sveglia. D'accordo?" lei annuì debolmente, ma non convinse la mora. "Aspetta..." la sollevò di nuovo seduta andando alle sue spalle. La prese per le braccia fino a trascinarla al muro. Sistemò i mantelli, in modo che non toccasse il pavimento, lasciando che rimanesse appoggiata "Premila, io torno subito" si alzò, e andò rapida verso le scale. Le sembrò di sentire delle voci. Ma era probabile che iniziasse ad avere allucinazioni. Faceva brevi respiri, e tentava di tenere GOI occhi ben aperti. Se li avesse chiusi anche solo per un attimo avrebbe ceduto al torpore che minacciava di sopraffarla. Granger. Sentì in lontananza. Osservava i puntini che danzavano davanti a lei, di mille colori, leggeri. Il respiro più profondo, man mano che l'incoscienza si avvicinava. "Granger!" il cuore le palpitò nel però per lo spavento, non aveva sentito arrivare nessuno, eppure una figura era abbassata accanto a lei. Si voltò e vide Malfoy, che la osservava, le poggio una mano, fredda come il ghiaccio sulla fronte, e poi, rapido si tolse il mantello, avvolgendolo attorno a lei. "Non chiudere gli occhi" le disse, ma ormai sentiva le palpebre pesanti, e impedire che si chiudessero era sempre più difficile, ogni battito di cigli sempre più chiuse. Il mondo era come lontano e ovattato, tutto era opaco e ogni suono smorzato. Incece sentì chiaramente il suo tocco, quando di nuovo le toccò la fronte. Passarono giorni, o secoli, o pochi secondi, prima che arrivò Madama Chips. "Vulnera Sanetur... Vulnera Sanetur..." un formicolio la invase, insieme a un lieve e piacevole calore. La voce di Madama Chips continuò la litania curativa, finché non fu fuori pericolo, sentiva già gli effetti positivi dell'incantesimo, che le aveva reintegrato gran parte dei fluidi perduti. I battiti più forti, e risanati, del suo cuore le palpitavano nei nei timpani. La vista era ancora offuscata, ma non le girava più la testa. La donna tentò presto di farla alzare, rimuovendo i vari mantelli che le erano stati depositati sopra "Riesce ad alzarsi, cara?" chiese cauta "N-non lo so" tentennò lei, facendo una prova, appoggiandosi alla parete, ma non aveva molto equilibrio "Molto bene, può bastare, si appoggi pure a me" si avvicinò, offrendo un braccio come sostegno. Il vecchio e fragile corpo dell'infermiera pareva prossimo a cedere sotto il suo peso, ma nonostante le apparenze si dimostrò forte e all'altezza. Madama Chips la sostenne, camminando al suo fianco fino alle scale "Dobbiamo scendere, signorina, ora deve fare attenzione. Signor Malfoy, venga da questa parte" lo chiamò, visto che era rimasto insieme ad Astoria, per ordine della strega, in caso avesse avuto bisogno del loro aiuto. Malfoy passò dalla parte sinistra, le prese un braccio, poggiandoselo sopra le spalle e le cinse la vita, sollevandola delicatamente insieme alla donna. Arrivarono presto in infermeria, dove i due ragazzi furono congedati. Hermione era ancora scossa, e sapeva che l'indomani avrebbe dovuto dare diverse spiegazioni... Voleva solo riposare e recuperare le forze, ma ogni minuto che passava si sentiva solo più stanca, per questo, quando l'infermiera gliela porse, lei prese la pozione, cadendo in un sonno profondo.

Sentiva un sogno premere contro la barriera che la pozione aveva innalzato. Madama Chips le aveva opportunamente somministrato la soluzione che le impediva di sognare, garantendole un sonno profondo e tranquillo. L'effetto stava svanendo, lasciando la sua mente esposta, ma ormai anche la realtà era più vicina e iniziava a riprendere conoscenza. Non dormiva tanto da mesi, aveva dimenticato quanto fosse piacevole... Prolungò gli ultimi istanti di torpore mantenendo le palpebre ben sigillate, finché tra le ciglia non si infilarono timidi raggi mattutini. Aprì gli occhi, riconoscendo l'infermeria. Era nel solito letto, e la situazione stava diventando ridicola, negli ultimi tempi era già stata troppe volte in quel posto, sia che si trattasse di lei, che degli altri. Sbuffò sotto le coperte, che le arrivavano al mento, e le spostò accaldata, in cerca dell'infermiera. Tentò di muovere la gamba, ma percepì immediato il dolore, meno della sera precedente, ma abbastanza da da farla sussultare. I suoi propositi di andarsene presto erano crollati in meno di cinque secondi. La donna, da dietro la sua postazione la notò e si affrettò verso di lei. "Signorina Granger non può alzarsi!" lei sospirò, lasciandosi cadere sui cuscini. Madama Chips la controllò, facendo i test di routine, e poi spostò le coperte rivelando una fasciatura macchiata. La vestaglia era stata ripulita, e anche il mantello ai piedi del letto non era più sporco. La donna la liberò delle bende con delicatezza, e scoprì la ferita. La pelle tirata si era quasi richiusa, ma delle zone sembravano sul punto di aprirsi, e sotto sotto si vedeva una brutta macchia scura, dove la carne era straziata. Madama Chips applicò un cataplasma fresco che odorava di menta, e poi richiuse le bende, premendo per bene. Queste si inzupparono rapidamente della mistura, rilasciando nell'aria il profumo delle erbe. Poco dopo tornò con un vassoio, su cui era servito il suo pranzo. Era mezzogiorno passato, e Madama Chips le aveva "consigliato" di riposare dopo mangiato, ma lo stomaco pieno non era d'aiuto, e dopo la lunga dormita non ci sarebbe riuscita comunque. Sentì la porta aprirsi, e la McGranitt entrò nella stanza, seguita da Astoria Greengrass. Appena la Serpeverde si voltò, nella sua espressione non vide nulla di buono. La professoressa andò dritta da Madama Chips, chiudendo la porta dell'ufficio alle sue spalle. Hermione fu presa dal nervosismo, era uscita dal dormitorio in piena notte, per di più con una minaccia all'interno del castello, di sicuro avrebbe subito una bella strigliata... E forse avrebbe fatto perdere punti a Grifondoro. Smise di arrovellarsi, visto che la preside uscì dall'ufficio, dove lasciò una contrariata Madama Chips, quindi presto avrebbe saputo. "Come sta signorina Granger?" esordì "B-bene, grazie, ora sto meglio..." "La signorina Greengrass mi ha riferito lo stato in cui l'ha trovata la scorsa notte, può dirci che cosa è successo?" "Il... gradino delle scale ha ceduto" sussurrò, sperando che la domanda successiva non fosse quella che temeva, sbagliandosi di grosso "Molto bene, quindi saprà dirmi per quale motivo ieri notte non si trovava nel suo dormitorio?" le si mozzò il fiato in gola, non sapeva proprio cosa inventarsi, per nascondere quello che faceva veramente, così optò per una mezza verità "I-io non ho... scuse, professoressa" lei strinse gli occhi, riducendoli a due fessure, dietro gli occhiali, era palese che si aspettava qualcosa si più "Si unirà alla signorina Greengrass in punizione questo sabato. Madama Chips la dimetterà in tempo, e la convalescenza non sarà una scusa accetta" replicò severa, facendola sentire in colpa, e meschina. La ragazza si limitò a guardarla dispiaciuta, condividendo in parte la sua espressione afflitta. Non l'aveva mai conosciuta, e non ci aveva mai parlato, eppure lei, una purosangue Serpeverde, dimostrava interesse, perfino comprensione nei suoi confronti. Ultimamente era come se il suo piccolo mondo si fosse rivoltato, come un calzino, e tutto funzionasse al contrario. Non riconosceva quelle persone, i suoi amici, lei stessa, erano cambiati, ma da un certo verso erano... migliorati. Sorrise rassegnata ad Astoria, mentre la McGranitt concluse "Verranno tolti a Grifondoro cinquanta punti, spero che non si ripetano episodi del genere" rivolta a entrambe, poi si voltò, diretta alla porta. Prima che si chiudesse sentì la professoressa parlare con qualcuno, nascosta dietro l'anta, dove non riusciva a vederla, e di nuovo la porta si aprì. Malfoy entrò nell'infermeria, chiudendosela alle spalle, la guardò ironico "Granger..." si avvicinò lento, con passo felpato "Dovremmo smetterla di incontrarci in ospedale... La situazione sta diventando ridicola" scherzò, considerando che in effetti si erano visti più volte con uno dei due (o entrambi) steso su un letto di ospedale "Non ti ho chiesto di venire..." replicò decisa, anche se cercava di trattenere un sorriso "Touche..." fece come lei la volta precedente, spostando il separé, e coprendoli con la tenda. Si agitò, allarmata dal suo atteggiamento circospetto "Che stai facendo?!" strillò "Non urlare ... Voglio solo fare due chiacchiere" prese la sedia accanto al comodino, portandola accanto al letto, e vi si mise cavalcioni "Tu nascondi qualcosa" disse, andando subito al sodo. Il suo cuore mancò un colpo. La sua non era una domanda, ma un'affermazione, Hermione boccheggiò, in difficoltà, poi finse una risata "Questa è la cosa più ridicola che tu abbia mai detto..." ma il suo sguardo obliquo, dimostrava che non se la sarebbe bevuta nemmeno sotto un Confundus "Quindi vorresti farmi credere che ieri... ti annoiavi, e hai deciso di fare una passeggiata al chiaro di luna?" domandò sarcastico "Non sono affari tuoi quello che faccio nel mio tempo libero" lui rise divertito "Non se il tuo tempo libero coincide con la mia ronda" ribatté printo "Ha a che fare con l'Ombra?" lei sospirò "Smettila! Vattene, Madama Chips arriverà a momenti..." "È uscita, non tornerà tanto presto, abbiamo tutto il tempo..." rispose tranquillo. L'indifferenza che dimostrava la fece arrabbiare, era come parlare con un muro, avrebbe tanto voluto schiantarlo, chi si credeva di essere? "Non capisco cosa speri di ottenere... Ti conviene andartene, prima di finire in punizione anche tu" disse convinta, ma lui assunse un'espressione divertita "Ti preoccupi per me?" "NO. Non voglio vedere la tua faccia anche sabato" chiarì seccata. Draco si passò una mano sul volto, pensieroso, quando parlò di nuovo il suo tono fu completamente diverso, e questo la colse in contropiede "Granger se sai qualcosa devi dirmela" disse infine, quasi sussurrando. Quindi credeva che stesse davvero indagando sull'Ombra, ma dopo la loro ultima discussione lei non ci aveva più pensato, forse perché era stata impegnata, forse perché non era successo niente, le era completamente passato di mente "Tu non.." fece per dire qualcosa, ma lei lo interruppe "Ho detto, che non ho niente da dire" scandì. Draco evidentemente aspettava una risposta differente, si agitò, sospirando seccato, e si alzò dalla sedia "Senti, io... ho visto gli Auror" confessò, catturando di nuovo la sua attenzione "E..?" chiese lei, in un leggero tono di sfida "Bhe, non è niente di buono" "Tutto qui?! Lo sapevo anch'io..." lo interruppe acida "E perché mai sei venuto a dirlo proprio a me?" chiese, confusa dal suo comportamento "Forse perché ho cambiato idea..." tentò, Hermione inclinò la testa di lato incrociando le braccia scettica, cercando di considerare se le sue parole fossero autentiche o solo un'altra menzogna "D'accordo... supponiamo che io ti creda, che cosa vuoi da me?" "Voglio che tu mi aiuti a trovare quello di cui ho bisogno" "Perché dovrei farlo?" "Perché hai promesso" ribadì serio. Decise di concedergli il beneficio del dubbio, si era accorta che era stato attento a non lasciarsi sfuggire niente riguardo alle sue intenzioni, e di certo non era un buon segno. Considerato che le sue azioni avrebbero dovuto essere fondamentalmente buone, annuì, meditando sul da farsi. Lui la guardò un momento, poi si alzò, iniziando ad allontanarsi "A presto, Granger" sussurrò prima si sparire dietro la portà, ma la sua, più che un saluto sembrava una promessa, e la promessa di un Serpeverde era sempre pericolosa. Come faceva, per Merlino, a cacciarsi in un guaio dopo l'altro senza neanche fare niente di concreto? Probabilmente le era stato fatto il Malocchio, era l'unica spiegazione. Prese un appunto mentale, decidendo di dover comprare un amuleto una volta uscita dall'infermeria, magari sarebbe stato d'aiuto. Ci mancava solo che Malfoy iniziasse a sospettare delle sue scorribande notturne! Era riuscita a mantenere il suo segreto per mesi, finché lei stessa non fosse stata in pieno possesso delle sue capacità e delle conoscenze necessarie, non avrebbe rivelato niente a nessuno, o perlomeno queste erano le sue intenzioni. In cuor suo sperò che Malfoy si stancasse presto, lasciandola in pace, ma sapeva che sarebbe stato difficile, almeno quanto vedere di nuovo Neville sopra una scopa. All'improvviso ebbe un'idea: la più semplice, ma la migliore. Ed era solo questione di tempo, prima che potesse metterla in atto.

Spazio autrice

Ciao a tutti! Allora, innanzitutto voglio ringraziare @stregadivergente_ che mi ha fatto riconsiderare un po' il capitolo, grazie a un commento. Questo è il risultato, e ne sono molto soddisfatta, spero lo sarete anche voi... Inoltre aggiungo che un grazie va anche a tutti quelli che hanno votato ( e continuano a farlo) la storia, non potete capire quanto ne sia felice! Per questo cercherò di aggiornare al più presto, anche se non so ancora se questi giorni sarà possibile. Un bacio ❤

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