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21.Reazioni

La Granger era visibilmente turbata dalla sua reazione, ma non voleva che sbandierasse ai quattro venti quello che aveva cercato di tenere nascosto. Se qualcuno fosse venuto a conoscenza del fatto che lui, all'apparire dell'Ombra, sentiva cose che nessun altro sentiva, poteva giungere a conclusioni sbagliate. Stava facendo di tutto per ignorare gli sguardi che suscitava negli altri studenti, e si era tenuto alla larga dai guai, non voleva che per colpa della Grifondoro tutto andasse all'aria "Vuoi stare zitta?!" la guardò serio, quando lei ebbe accostato la tenda "Non so neanche di cosa tu stia parlando..." "Bhe, sei più stupida di quanto pensassi... Non voglio che tutta la scuola sappia quello che è successo!" la vide rilassare il suo volto teso, mentre capiva a cosa era dovuta la sua reazione "Mi sembra che tu la stia facendo più grossa di quello che in realtà..." "Non mi importa, vedi di chiudere la tua boccaccia, non voglio essere messo in mezzo a questa storia, altrimenti..." la interruppe. Lei però era dannatamente determinata, così lo fermò a sua volta "Se non hai niente da nascondere perché preoccuparsi tanto..?" insinuò allora, ma ottenendo solo uno sguardo più arrabbiato. Malfoy stava cercando di trattenersi, era evidente dai respiri profondi e lenti che tentava, ma inaspettatamente si lasciò cadere le braccia lungo il busto "Le minacce con me non funzionano più, Granger" disse piano, in tono rassegnato. Alzò lo sguardo su di lei e vide la perplessità nei suoi caldi occhi marroni "Io non ho niente da perdere". La fronte corrucciata di Hermione dimostrava quanto i suoi pensieri fossero ingarbugliati, in cercando una spiegazione a quello che lui le aveva detto, e di una risposta a tono, che però non riuscì a trovare. La porta si aprì sulla figura minuta di Madama Chips, e tutti tacquero all'istante. La donna era concentrata su una cartellina, in braccio aveva una borsa di ampolle e fiale, e senza notare i ragazzi, pietrificati dalla sua entrata si diresse nel suo ufficio. La tenda che nascondeva Hermione e Draco alla vista degli altri due, li lasciava però scoperti sul lato della porta, da dove Madama Chips poteva vederli. La ragazza era rimasta col fiato sospeso, riprendendo a respirare solo quando la vide sparire dietro la porta. Neville scostò la tenda, un po' confuso, guardando Hermione in modo strano "Andiamo, prima che torni..." "Si" rispose semplicemente, voltando le spalle al Serpeverde. Quando erano ormai sulla soglia lui la chiamò "Granger" si voltò un momento, sotto lo sguardo degli altri due "Con questo hai infranto la tua promessa, o l'hai già dimenticata?" le disse con tono neutro, distaccato, ma nello stesso tempo serio come non mai, un rumore dalla stanza accanto la fece muovere, uscì rapida dall'infermeria, lasciando la domanda, o forse la risposta, in sospeso. "Di che cosa stava parlando?" chiese Neville, vagamente sospettoso "È una lunga storia..." lo liquidò vaga, senza però convincerlo. Sapeva che non si sarebbe bevuto una stupidaggine qualsiasi, ma non voleva confidarsi con lui, e questo Neville lo capì immediatamente. Il risultato che ottenne fu solo averlo reso ancor più dubbioso, ma al momento non le importava, stava riflettendo su quelle ultime parole. Malfoy aveva preso la cosa nel verso sbagliato, lei non sospettava di lui, ma voleva saperne di più, e la sua tattica non aveva funzionato, credeva che 'pressandolo' un po', lo avrebbe spinto a provare la sua innocenza rivelandole qualcosa di utile, ma, appunto, il suo piano era fallito. Neville nel frattempo la osservava, anche lui, dal tempo trascorso con Harry e Ron aveva intuito che per lei non era un bel periodo, e se si fosse immischiata con Malfoy, non ne sarebbe uscito niente di buono. Non l'avrebbe detto ai ragazzi, Hermione si fidava di lui, tanto da non chiedergli esplicitamente il silenzio, ma decise di tenere d'occhio la situazione, prima che diventasse troppo pericolosa. Come se l'avesse letto nel pensiero lei gli disse "Hey, Neville, non preoccuparti. Non ho fatto niente di stupido, e per quel che mi riguarda Malfoy non è una minaccia" "D'accordo, solo... attenta a ciò che fai, abbiamo perso fin troppe persone. Fallo, se non per te, per noi, almeno" quelle semplici parole la commossero, riconoscendovi sincera apprensione "Grazie Neville" gli sorrise sinceramente "Sai... Tutti dicono che quest'anno ti ha cambiato, che ti ha migliorato, ma secondo me tu sei lo stesso di sempre, erano loro che non sapevano com'eri veramente" al che lui la guardò e annuì con un sorriso "Grazie Hermione, di tutto, anche per quella volta che mi hai pietrificato al primo anno... Mi hai risparmiato un sacco di guai, a suo tempo" aggiunse scherzosamente "Ma, ho bisogno di un altro piccolo favore..." attese che lei si fermò e poi parlò sommessamente "Potresti stare attenta con mia nonna? Riguardo alla mia... relazione con Hannah, non voglio che si faccia idee sbagliate" spiegò, lei lo guardò ovvia "Neville... Secondo te, io appena me ne vado, cerco rua nonna per dirle di te e Hannah?" chiese scettica "Cosa? No, io parlavo della legilimanzia..." lei all'informazione inattesa corrucciò la fronte "Lei è una Legilimens?" "Già, e brava, anche, quindi ti prego, non tradirmi..." supplicò un po' melodrammatico strappandole un altro sorriso "Certo".

George che era rimasto ospite dal signor Silente alla Testa di Porco, ma il lunedì, dopo un paio di giorni di permanenza, era stato praticamente cacciato dal vecchio dopo una serie infinita di rimproveri. Il ragazzo era entrato a Hogwarts con il permesso della preside, e aveva salutato Ron, quasi totalmente guarito, Harry e Hermione, anche Ginny era stata felice si vederlo, visto che le sue sfuriate passavano velocemente, e sotto sotto non voleva che lui se ne andasse. Per quella settimana non si parlò d'altro che dei Caposcuola Coraggiosi, che avevano affrontato l'Ombra senza paura, le storie che giravano erano innumerevoli e soprattutto montate con incredibile fantasia. C'era chi diceva che il mostro aveva cercato di mangiarli, chi diceva che li avevano visti volare, addirittura, Hermione sentì delle ragazzine in biblioteca sostenere che Malfoy era arrivato come una furia, facendo il suo ingresso da cavaliere coraggioso, e che Ron fosse circondato da un aura rosso fuoco... A quel punto avrebbe voluto essere Prefetto solo per sbatterle in punizione. Motivo: stupidità potenzialmente pericolosa. Si era alzata dal suo tavolo intimando loro silenzio, e queste, intimidite non avevano più proferito parola. Lei era ancora seccata per la lite con Ron, che non dava segni di pentimento, facendola irritare sempre di più. Se si aggiungeva Malfoy all'equazione il risultato era un nervosismo persistente, che durò per tutta la settimana. Non vide né lui, né Hannah alle lezioni, quindi dovevano essere rimasti in infermeria. Quel lunedì, durante Difesa Contro le Arti Oscure, fece molta attenzione, mantenendo la promessa fatta a Neville, ma quando incrociava la professoressa Paciock nei corridoi, trovandosela improvvisamente davanti era sempre ansiosa, temendo di tradire il suo amico. Evidentemente, nonostante tutto, non ci furono intoppi di genere, e sabato arrivò rapido.
Come suo solito si alzò presto, la lunga giornata davanti, pronta allo studio e forse a una breve visita a Hogsmeade con Ginny. Dopo una doccia asciugò i capelli con un incantesimo e scese a colazione. Prese posto al suo tavolo, ancora deserto, servendosi muffin al cioccolato e calderotti. Pochi studenti erano svegli, ma uno attirò la sua attenzione più degli altri: una testa bionda spiccava tra i Serpeverde, lei lo fissò indecisa, avrebbe voluto parlargli, ma non sapeva come avrebbe reagito. Rifletté che dopotutto erano in Sala Grande, davanti ad altre persone, non si sarebbe arrischiato a nessuna folle reazione, forse. Si alzò dal suo tavolo, lasciando la colazione a metà, in direzione del tavolo verde-argento. Avanzò impettita, attirando gli sguardi dei pochi presenti, Malfoy compreso, che intuendo i suoi piani abbandonò il giornale che stava sfogliando, mantenendovi però lo sguardo puntato. "Ti sei persa Granger?" le disse non appena lei prese posto esattamente di fronte a lui, al lato opposto del tavolo. Lei si torceva le mani, considerando le parole più giuste da dire. Non avendola sentita rispondere, lui alzò gli occhi, e a quel punto parlò "Non ti stavo accusando, e non credo che tu nasconda qualcosa, volevo solo sapere..." lui però interruppe il suo discorso ben organizzato "Non ho voglia di subire un altro interrogatorio" "Non ti sto interrogando! L'ultima volta che abbiamo parlato siamo stati interrotti, voglio mettere in chiaro che non ho infranto il patto" concluse, aspettando una sua risposta, che non arrivava, poi lui la guardò eloquente "Bhe?" le disse, e lei sospirò pesantemente "Sto aspettando una risposta, questa conversazione è durata fin troppo a lungo!" "D'accordo, il patto è valido" cedette esasperato, alzandosi in piedi. Hermione capì le sue intenzioni, e lo imitò, mentre questo si era già incamminato "Malfoy!" 'per Godric' imprecò tra sé, standogli dietro "Per quanto riguarda..." abbassò il tono "..gli attacchi. Volevo chiederti una cosa..." lui si fermò, voltandosi, consapevole che non avrebbe mollato. Si passò una mano sul volto, stanco "Hai detto di avr sentito un suono, le altre volte, anche stavolta era così?" parve considerare la domanda, poi rispose "Devi smetterla di immischiarti nelle cose che non ti riguardano" "È penetrata ad Hogwarts! Può attaccare in qualsiasi momento, non starò a guardare mentre altri miei amici muoiono!" "Bene, la cosa non mi tocca" le voltò le spalle, allontanandosi lungo il corridoio, voltandosi per concludere il suo teatrino "Tanti auguri, Granger".   Tornò nella Sala Grande un po' irritata, ma sentendo di aver saldato almeno un conto in sospeso. La sua colazione la attendeva intatta dove l'aveva lasciata, come la sua tracolla. Si accomodò, estrendo il libro di Erbologia e il relativo compito da ultimare. Assorta nella lettura del capitolo non si accorse della presenza accanto a lei. "Povera Hermione..." si annunciò Fred, facendola sobbalzare. Lei lo guardò male "Potresti smetterla di farmi prendere un colpo ogni volta che appari!?" "E tu potresti smetterla di studiare!? È deprimente!" ribatté indicando il tomo che stringeva "Che cosa fai in questo giorno speciale?" lo guardò come fosse impazzito, e sollevò il libro in un chiaro gesto "Una capatina in biblioteca, credo" "Merlino, sei davvero una causa persa!" "Sparisci!" le intimò lei, mentre un gufo strideva dall'alto soffitto della Sala Grande, che mostrava un cielo nuvoloso. Non era l'ora della posta, eppure il gufo volteggiò sopra di lei, finché non lo vide prendere la sua direzione, atterrandole davanti. Un grazioso biglietto color crema era chiuso da ceralacca blu, il suo nome scritto in bella grafia sul retro. La aprì curiosa, estraendo una breve lettera:

Hermione,
Tanti auguri di buon compleanno! Spero la lettera sia arrivata in tempo, ho fatto tutto di fretta, nella busta c'è una foto con una sorpresa... Grazie per aver mandato tue notizie, qui Imogen, da quando sei venuta muore dalla voglia di rivederti. Anche lei, mamma e papà ti mandano i migliori auguri, scusa la brevità della lettera, ma prometto che ti scriverò presto.
                                          Cassian
Il suo compleanno. E lei non se n'era ricordata. Non riusciva a crederci. Era il 19 settembre! Sembrava passata un'eternità dal suo ritorno a scuola, eppure erano a malapena venti giorni. Il giorno speciale, era riferito al suo compleanno, e lo stesso gli auguri di Malfoy! Era frastornata, ma, dopotutto, non aveva mai amato festeggiare il suo compleanno, stare al centro dell'attenzione non le piaceva. Estrasse dalla busta altri due fogli di carta, notando che erano foto. Una foto era di lei e Cassian da bambini, mentre scattavano i regali la mattina di Natale, l'altra era di Cassian. Teneva in mano un biglietto, che aveva cerchiato di rosso, sorridendo felice. Osservò il biglietto attentamente: il suo aereo sarebbe arrivato a Londra il ventuno dicembre alle ore diciotto. Avrebbero passato il Natale insieme. Sorrise beata, stringendo le fotografie babbane. Afferrò tutte le sue cose e corse per i corridoi verso la Sala Comune. Voleva solo dirlo a Harry e rispondere alla lettera. Borbottò veloce la parola d'ordine alla Signora Grassa, entrando come una furia. Ancora però nessuno si era svegliato, si lanciò verso le scale a chiocciola, dove sbatté contro di Ginny "Ginny!" gridò contenta "Hermione, che cos.." "Per Godric! Guarda! Gli zii verranno per Natale!" la rossa alternowlo sguardo, passando da lei alla lettera, poi la sua espressione si fece seria "E i tuoi? Non erano rimasti con loro?" "Sarà un'occasione perfetta per riavvicinarsi! Oh, mio Dio! Non posso crederci!" la abbracciò, troppo felice per trattenersi "Aspetta... Oggi..." stava dicendo Ginny "Buon compleanno Hermione!" e la abbracciò a sua volta. "Grazie... Ma ti prego, non ricordarlo agli altri..." la supplicò, talmente sincera, e addolorata che lei cedette "D'accordo. Ma oggi andremo a Hogsmeade" ribatté, non lasciandole scelta. Era scesa a colazione da poco più di un'ora, e già aveva risolto la gran parte dei suoi problemi. Se la giornata continuava a quel ritmo, sarebbe stato il più bel compleanno della sua vita.

Spazio autrice

Allora? Che ne pensate? Hermione sembra sempre trovare il modo di tenersi impegnata... Ron, Malfoy, un sacco di idee e altrettanti guai non si allontanano mai da lei. Spero il capitolo non risulti troppo vuoto di contenuti, la mia paura è sempre quella... Aiutatemi con i vostri commenti, se vi va. Io sono sempre qui e torno presto con un capitolo, ma avverto tutti i lettori che con la scuola (quella babbana) alle porte non so come riuscirò a tirare avanti... Per scrivere uso soprattutto orari serali/notturni, che con la scuola non posso reggere. Cercherò di aggiornare spesso, come adesso, ma non garantisco, il liceo è impegnativo! Un saluto a tutti e a presto!!

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