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17.La professoressa Paciock

Dopo essere salita verso il suo dormitorio Hermione aveva chiuso la porta alle sue spalle decisa, e si era barricata nel suo letto tirando le tende del baldacchino. Lavanda che era già lì non aveva detto una sola parola. Poco dopo si sentì bussare, e lei andò ad aprire. Sentì la voce si Ginny che chiedeva di poter entrare, e, in men che non si dica era già ai piedi del suo letto. Lei l'aveva guardata, e era bastato quel momento per spezzare la corazza che aveva provato a mantenere intatta. Le lacrime avevano cominciato a scorrere e tutti i pensieri negativi che aveva represso la travolsero. "Mi dispiace, ti prego..." Ginny la strinse in un abbraccio consolatorio "Non è colpa tua" le disse scostandosi "Lo so che hai ragione, ma ho... talmente tanta paura, che devo far finta che non sia cambiato niente, per andare avanti, capisci che intendo?" lei annuì, fin troppo consapevole delle sue parole "Anche io ci penso spesso. Vedo che tutte le persone intorno a me sono cambiate, e non so più come comportarmi. Non so più di chi devo fidarmi" "Già..". Poco dopo Lavanda rientrò nella stanza, dalla quale era uscita cin discrezione all'entrata di Ginny, le guardò dubbisa "Tutto ok?" "Certo, vieni, potevi rimanere..." la invitò Hermione cin un timido sorriso. La ragazza era diventata un'improbabile compagna, ma la loro convivenza funzionava a meraviglia. Non avevano mai parlato delle rispettive vicende notturne, visto che entrambe, tormentate dai ricordi, si ritrovavano spesso a sentire le grida dell'altra. Erano momenti di grida, tempeste distruttive, a cui seguivano silenzi tristi e rispettosi, di dolore condiviso. Per quella sera rimasero ancora un po' insieme, poi Ginny tornò al suo dormitorio, lasciandole sole. La mattina successiva le due si prepararono in fretta, prima di scendere a colazione "Hai visto la mia bacchetta?" stava chiedendo Hermione "Mmh, no... Ma ora che ci penso potresti averla lasciata a letto" rispose tranquilla. Lei la guardò interrogativa "Credo che ieri sera ti sia addormentata con la bacchetta, stanotte hai fatto aprire la finestra tre volte!". Lei aveva seri dubbi sul fatto di averla lasciata a letto, visto che la lasciava sempre sulla scrivania, ma controllò ugualmente. Naturalmente non era tra le lenzuola, né sul comodino, ne vicino al letto. Alla fine la trovò all'interno della tracolla, da dove non l'aveva tolta il giorno prima. La prese con mano tremante, se era rimasta lì di certo non l'aveva usata per aprire la finestra, a meno che non avesse camminato nel sonno, prendendola e rimettendola a posto "Ah, si?" chiese con voce leggermente stridula, poi si schiarì la gola e continuò, cercando di essere il più tranquilla e indifferente possibile "Come ho fatto ad.. aprirla? Spero di non aver camminato nel sonno..." l'altra non notò nulla "Oh, no, ho sentito che stavi bisbigliando, eri nascosta dalle tende del letto, ma poi ti sei girata e ho notato che stavi dormendo e la finestra si è aperta, lo stesso poco dopo e un po' più tardi. Tutto qui" rispose con un sorriso rassicurante e un po' divertito "Mi dispiace... Ti ho tenuta sveglia, avresti potuto chiamarmi" "Figurati, tanto non riuscivo a dormire... Tra non molto sarà luna piena, è sempre un periodo... Problematico" si giustificò "Se hai bisogno di qualsiasi cosa, ti basta chiedere, ok?" si offrì Hermione, facendola sorridere grata "Va bene" e scesero dagli altri in Sala Grande "Buongiorno" la salutò Ron, lei si avvicinò, sedendosi fra lui e Harry, che leggeva concentrato la Gazzetta del Profeta "Novità?" gli chiese, servendosi una tazza di succo di zucca "Niente di buono" rispose, alzando la testa e mostrando un cipiglio preoccupato "Gli Auror l'hanno definita Ombra, hanno capito, più o meno di che si tratta. Ma la brutta notizia è che sono riusciti a seguire la linea energetica che si è lasciata alle spalle, proveniva da Hogwarts. Hanno provato a cercare di capire dove si trovi ora, ma dal Ministero è come svanita nel nulla" "Bhe, io penso che non siano affari nostri" rispose, lasciandolo di stucco "Cosa? E da quando ci poniamo questi limiti?" "Da quando Hogwarts è di nuovo un luogo sicuro e gli Auror si occupano della faccenda" concluse "D'accordo, ma secondo me dobbiamo stare attenti, insomma, prima degli altri attacchi non è accaduto niente che lasciasse presagire qualcosa..." "Smettila Harry, sembri ossessionato da questa storia, e sinceramente, non riesco a capire perché" lui cercò di contenersi, ma alla fine trabuna risata e l'altra riuscì a farfugliare "Dopo sette anni ti chiedi ancora perché?" alla fine la contagiò e anche lei si sciolse in una risata, come Ron e Ginny che avevano ascoltato la loro conversazione. Harry notò che le due ragazze si comportavano normalmente e capì che sicuramente avevano già parlato. Salutarono la Weasley e si diressero verso l'aula di Difesa Contro le Arti Oscure, per la loro prima lezione. Presero posto al penultimo banco, dopo di loro arrivarono alcuni Serpeverde, con cui avevano lezione, che riempirono gli ultimi posti, alle spalle di Hermione e Ron erano seduti Malfoy e Nott. I ragazzi negli ultimi tempi erano molto solitari, e non si vedevano molto in giro, se non per le lezioni e i pasti. Entrambi non erano disponibili, come in passato a trascorrere le loro giornate in cerca di guai, e preferivano rimanere in disparte, per non essere costantemente indicati o evitati, dai mocciosi idioti che affollavano il castello. "Miseriaccia ti pareva!" si lamentò Ron "Proprio qui dietro" ma la sua compagna era assorta nella lettura, mentre come una furia ticchettava le dita sul banco. Le sue labbra si muovevano rapide, nel ripetere le formule. La nonna di Neville entrò nella stanza, e subito il poveretto arrossì visibilmente. La vecchia signora che Harry, Ron e Hermione già conoscevano, si presentò cordiale. La sua espressione severa, scoprirono, nascondeva una calma e una cordialità eleganti. Attorno a lei aleggiava una sorta di aura d'altri tempi: saggia e raffinata. Hermione era molto colpita, il suo modo di porsi a loro era semplice e diretto, e per tutta la lezione si era mostrata discreta nei confronti di Neville. Aveva iniziato col chiedere loro dei programmi degli anni precedenti per poi spiegare quello che avrebbe intrapreso "Sono consapevole che alcuni di voi sono già in possesso di conoscenze e abilità straordinarie, ma non per questo lo studio sarà superfluo. Ora, se avete qualche domanda..." Hermione la guardava incantata, e rapida alzò la mano "Mi chiedevo, professoressa, durante l'anno affronteremo test pratici?" la donna si voltò nella sua direzione, fino a quel momento non aveva neanche accennato a sedersi dietro la cattedra, continuando a spostarsi di fronte a loro nonostante l'età avanzata "Certamente signorina Granger, ma il mio consiglio è di non preoccuparsi. Riconosco molti di voi, ho visto come avete affrontato la Battaglia di Hogwarts, dove anch'io ero presente. Come nuova direttrice della Casa di Grifondoro so riconoscere il coraggio, e non solo i Grifondoro sono stati coraggiosi. Imparate a vedere oltre gli stereotipi, e dicendo questo non posso fare a meno di portare a esempio il professor Severus Piton... Tanti maghi, in tempi come i nostri, per quanto possano mostrarsi corrotti dalla Magia Oscura, potrebbero rivelarsi i migliori alleati. Attenti a giudicare il cuore di uomo senza conoscere ciò che vi è celato all'interno..." scrutò in silenzio i suoi studenti attraverso gli occhiali "Vorrei che voi ricordiate questa lezione, quindi faremo un'attività" tutti si guardarono curiosi, ormai l'attenzione nei confronti della vecchia strega era totale "Vorrei che ognuno di voi scelga un incantesimo, il suo preferito, inizierò da voi" e indicò i primi banchi "Giustificando la vostra scelta, rivolti alla classe, prego signorina Parkinson". Pansy, che era seduta annoiata accanto a un'indifferente Lavanda, rispose controvoglia "Incantesimo di memoria" Hermione si mosse a disagio sulla sedia "Perché in questo modo puoi far dimenticare alle persone qualcosa che non vuoi che ricordino" il tono viscido con cui aveva pronunciato quelle parole le fece provare un senso di disgusto e repulsione nei suoi confronti, si concentrò sulle parole dei suoi compagni, cercando di seguire i turni. Seamus stava parlando ".. che sia sicuramente Bombarda" chiunque fosse rimasto con lui per qualche minuto avrebbe potuto confermarlo, sul suo volto campeggiava un sorriso soddisfatto "Da quando ho iniziato a usare la magia non faccio altro che apiccare incendi e far esplodere le cose involontariamente... Il mio è un talento naturale!" concluse entusiasta "Grazie, signor Finnigan" rispose con un'occhiata di rimprovero per l'ultima e superflua parte del suo discorso "Prego signor Malfoy" lui rivolse l'attenzione alla professoressa, che lo guardava intensamente, Ron vicino a Hermione le si avvicinò e le disse, non troppo piano "Magari il Morsmordre" lei si voltò di scatto nella sua direzione, stupita dalla sua meschinità. "Non è ancora il suo turno, signor Weasley" lo rimproverò la signora Paciock, dimostrando di aver sentito, restituendo la parola a Draco, che lo stava fulminando con lo sguardo "Direi che l'incantesimo silenziatore è tra i miei preferiti" lanciò un'occhiata eloquente a Ron "Ma la magia di un Voto Infrangibile è quella che preferisco, è una trappola mortale per incastrare gli sprovveduti" ma per la professoressa non era abbastanza, i suoi occhi brillavano, accesi dal dibattito "Perché pensi questo, riguardo al Voto?" l'altro attese un momento, calcolando ogni parola "Quando stringe un Voto, un mago può solo: voler compiere ciò che dovrà, o non volerlo fare. Nel primo caso è una pratica inutile, nel secondo non verrebbe accettato, a se non per ricatto o imbroglio" la donna continuò a osservarlo, seguendo il suo ragionamento, anche gli altri lo stavano guardando poi la signora interruppe il silenzio "Molto bene, dieci punti a Serpeverde" Ron sospirò scocciato, guadagnandosi un'altra occhiataccia. Quando fu il turno di Hermione lei disse timidamente "Bhe, il mio preferito è l'incantesimo levitante Wingardium Leviosa" ricordando il suo primo anno a Hogwarts "Perché è un incantesimo base, semplice e utile. Non si usa in battaglia, ma non credo si debbano sottovalutare queste conoscenze poiché elementari" in realtà solo altri due ragazzi nella stanza conoscevano il vero motivo della scelta, quello a fianco a lei sorrise, onorato deciso a ricambiare. "Il mio incantesimo preferito è quello delle fiamme libere, non devono essere alimentate, eppure continuano a produrre calore e a portare luce" osservò la sua compagna di sottecchi, notando che le sue guance erano imporporate da un leggero rossore, lui ripensò a tutte le volte che avevano imprigionato quei delicati guizzi di luce, prodotte da Hermione con dedizione, un sorrisi gli salì irresistibile alle labbra, mentre il volto interrogativo della professoressa tornava alla facciata neutrale e severa che voleva mostrare.
Passò oltre, Harry naturalmente scelse l'Incanto Patronus, facendo guadagnare dieci punti anche ai Grifondoro. Poco dopo terminò il giro, concludendo anche l'attività "Per oggi può bastare. Potete andare". Uno a uno i ragazzi sfilarono per la porta. Ma prima che gli ultimi uscissero la professoressa chiamò "Un momento, signor Weasley" lui tornò sui suoi passi "Si?" "Volevo solo ricordarle di non prendere impegni per sabato" "Non capisco, sabato..?" fece confuso "Dovrà scontare la sua punizione, la voglio alle tre nel mio ufficio" e se ne andò lasciandolo a bocca aperta. Harry lo trascinò via, mentre si disperava sempre di più. Una volta fuori Neville, si affiancò a loro e sorrise "È andata bene!", Ron, sconsolato "Punti di vista..." poi rifletté un momento "Ma è pazza?!" quando ebbe completamente assorbito la notizia, fu la volta della rabbia "Non ho fatto niente! Io torno là dentro e..." "Non te lo permetterei mai" intervenne Hermione "Come scusa?" Ron si bloccò, rimanendo in mezzo al corridoio "Ho detto..." fece per ripetere lei, prima di essere interrotta "Ho capito smettila! Sono stufo del fatto che sei sempre pronta a rimproverarmi come un ragazzino! So badare a me stesso, non trattarmi da stupido" anche lei si fermò, presa in contropiede dalla sua sfuriata "Bhe, allora tu smettila di comportartici!" "Se tu mi dessi la possibilità di dimostrare il contrario..." "Che cosa stai insinuando?!" gridò lei "Se tu mi trattasi da persona intelligente forse potremmo discuterne..." "Discutere?? Tu non fai altro che piangerti addosso! E scarichi la colpa sugli altri delle tue cazzate" ormai le parole venivano da sole, travolgendola come un fiume in piena, e non riuscì proprio a trattenerle "Sei talmente preso da te stesso che non sai neanche cosa ti succede intorno, quindi prima di venirmi a cercare usa la tua inutile bacchetta e fatti crescere un cervello!" sputò con rabbia prima di andarsene rapidamente via da loro. Corse al quarto piano, dove il familiare odore di libri la accoglieva immutato. Si calmò, ricordando a se stessa che era forte, non avrebbe ceduto ai capricci di Ron. Se, ogni volta che era arrabbiato, non potevano parlare tra loro senza litigare sarebbe stato un problema, certo lei, negli anni aveva imparato a ignorare quello che le veniva detto dalle persone, ma lui non era una persona, lui era Ron, il ragazzo che amava. Al momento decise che era stato un bene che l'appuntamento di sabato fosse saltato, sollevandola da una scelta difficile. Se lui si fosse scusato sarebbe passata sopra la cosa, di certo non avrebbe messo lei da parte l'orgoglio... Il libro che aveva preso se ne stava intatto sul tavolo, sbeffeggiandola per la sua debolezza, non riusciva proprio a concentrarsi. Lo prese, custodendolo nella borsa, e si diresse verso la Stanza delle Necessità.

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