11.Weasley
Aprì gli occhi di scatto, abituata alle sveglie notturne causate dagli incubi. Alzandosi rapida a sedere, col fiato corto, mentre dalle sue mani si sprigionava ancora la luce che aveva sognato. Guardò incredula i palmi che brillavano nel buio, il panico la stava lasciando senza respiro, ma notò che lentamente stavano tornando normali. Non appena si calmò abbastanza, scese dal letto e andò nel suo piccolo bagno. L'immagine che rimandava lo specchio non sembrava neanche lei. Appoggiata al lavandino osservava il suo volto distorto dalla paura, imperlato di sudore, pallido. Bagnò le mani con acqua fredda e le passò sul volto, per mascherare le lacrime che stavano scendendo, poi lo fece di nuovo, e di nuovo. Finché non divenne insensibile per il freddo. Che diavolo le stava succedendo? Non aveva più il controllo di sé stessa, aveva sentito cose del genere solo riguardo a individui ricoverati nel reparto psichiatrico del San Mungo. Forse era destinata anche lei a una fine del genere, dopo tutto quello che aveva passato non era impossibile. Si asciugò e uscì sul pianerottolo. Scese rapidamente le scale andando in cucina. Si bloccò sulla porta vedendo George seduto al tavolo. Avrebbe voluto andarsene ma lui si accorse della sua presenza, non lasciandole scelta. "Questa si che è una notte movimentata..." le disse, ma lei non rispose. Dall'inizio dell'estate non lo aveva sentito parlare quasi mai, a differenza dei vecchi tempi, più che altro si era limitato a sporadiche apparizioni a pranzo o cena, uscendo dalla sua stanza di notte, tormentato dagli incubi. Spesso lo sentiva scendere le scale della Tana, senza mai sentirlo risalire. Ora non sapeva cosa dirgli, non c'erano parole per alleviare una sofferenza come la sua, così gli fece un mezzo sorriso, si servì del tè dalla caraffa, riempiendo un bicchiere fino all'orlo e si sedette al tavolo di fronte a lui. "Cos'è successo ieri sera?" "Non te l'hanno ancora detto?" chiese stupita "Si, ma gli altri se ne sono andati quasi subito, neanche loro sanno cosa sia successo veramente" "Nessuno lo sa... sembrava che si trattasse di un attacco al Ministero, ma poi è comparsa una... bhe, non so cosa fosse" "Mi dispiace" le rispose "Per cosa?" "Per quello che hai passato. A volte ti sento, i tuoi incantesimi non durano tutta la notte, so che anche tu non riesci a dormire" per un attimo si vergognò, ma subito dopo si rese conto che George stava cercando di tirarle su il morale "Grazie... Anche a me dispiace per quello che hai passato" lui contrasse involontariamente la mascella "Magari qualche volta puoi unirti alla festa" le propose alzando il suo bicchiere quasi vuoto con un'espressione amara, Hermione a sua volta alzò il suo, lo portò alle labbra, dove però sentì l'acre sapore di birra. Per poco non la sputò, ma poi ripensandoci si aggrappò voracemente al bicchiere. 'Magari lo farò più spesso di quanto credi'. Forse era proprio ciò che gli serviva.
Ron aveva preso la vecchia stanza di Regulus, mentre Harry quella di Sirius, entrambe allo stesso piano. Avrebbe preferito stare in stanza con lui, per essere sicuro che non sgattaiolasse via di notte per andare da sua sorella, ma non poteva farlo senza destare i suoi sospetti, così aveva semplicemente rinunciato, decidendo di fidarsi di loro. La sera precedente era successo tutto in fretta: lui si era arrabbiato con Hermione, era scappato verso il tavolo che aveva trovato vuoto. Poi aveva cercato gli altri e era esploso il finimondo, Harry lo aveva visto e li aveva smaterializzati a casa pensando che ci fosse Hermione e tutto era diventato frenetico. Troppo veloce. Senza di lei, che era rimasta sola. Si era promesso di non lasciarla mai più, ma l'aveva fatto di nuovo. Lasciò il suo letto a baldacchino, simile a quello di Hogwarts, tranne che per i colori, e si diresse verso le scale. Sentì una porta chiudersi al piano di sotto. Si affacciò e la vide scendere le scale. In cucina la luce era accesa, ma non se n'era accorta 'Non può essere la mamma, e nemmeno papà' rifletté Ron, poi riconobbe la voce di George. Scese ancora un po' e li sentì parlare "...loro sanno cosa sia successo veramente" "Nessuno lo sa... sembrava che si trattasse di un attacco al Ministero, ma poi è comparsa una... bhe, non so cosa fosse" neanche lui sapeva niente, ma sentirla parlare così gli fece torcere le budella per il rimorso. L'aveva lasciata sola in quell'inferno "Mi dispiace" le disse George "Per cosa?" "Per quello che hai passato. A volte ti sento, i tuoi incantesimi non durano tutta la notte, so che anche tu non riesci a dormire" a sentire le parole di suo fratello si sentì morire, lui non si era accorto di niente, vedeva che Hermione non era più la stessa, ma la guerra aveva cambiato tutti, e lei attribuiva la cosa alla mancanza dei suoi genitori. Non gli aveva mai detto di avere incubi... Poi lei le disse qualcosa che non riuscì a sentire, e George le rispose "Magari qualche volta puoi unirti alla festa" non sapeva a cosa si riferiva, ma la loro conversazione gli aveva causato un senso di nausea opprimente. Si affrettò a tornare in camera sua, prima che i due lo scoprissero. Si distese, osservando i pesanti tendaggi impolverati. Era stato davvero cieco, ora capiva perché si era arrabbiata con lui: oltre ad averla trascurata, continuava a non capire cosa le succedeva, e nonostante questo era lei a consolarlo. Quando si accorgeva che il suo sguardo era perso nei dolorosi ricordi di suo fratello si avvicinava e lo abbracciava, parlava con lui, lo distraeva. E chi guariva il dolore di lei? Quel compito era suo, ma finora non aveva fatto niente, aveva accettato la realtà più facile, credendo che stesse bene. Era troppo tardi? O sarebbe riuscito a sanare quelle ferite, ora più profonde che mai?
Il mattino seguente lei non diede segno di aver passato una notte difficile, e lui non disse nulla. Tutti aspettavano la Gazzetta, se gli Auror avevano scoperto qualcosa sicuramente la notizia sarebbe stata in prima pagina. Ma, quando Errol recapitò il giornale, risultò chiaro che ancora le indagini non erano andate a buon fine. Nella mattinata arrivò anche il signor Weasley, stanco per la notte di lavoro ininterrotto, anche lui senza notizie. Si sedette con loro al tavolo, visibilmente preoccupato "Arthur! Per Merlino! Finalmente... Ci sono novità?" chiese ansiosa Molly entrando nella stanza "No, cara, nessuno riesce a venirne a capo. Non si sa dove cercare, sembra un fantasma della storia, non ci sono documenti che testimoniano eventi simili in passato, e abbiamo già controllato tre quarti degli archivi..." "Signor Weasley, è possibile che sia collegato agli eventi dei mesi scorsi?" chiese Hermione "È molto probabile, ma finora nessuna pista è confermata, perché lo chiedi?" "Bhe, in realtà quando è avvenuto l'attacco al Ministero ero con Malfoy, e lui ha detto di aver sentito un suono, lo stesso che sentì quando abbiamo avuto l'incidente a Hogwarts. E per di più entrambe le volte io non ho sentito niente, non le sembra strano?" "Non mi sembra per niente strano, potrebbe essere già qualcosa, dovremmo parlare con il signor Malfoy. Se hai ragione è il primo indizio utile" disse addentando una fetta di pancetta "Ah! Non ho trovato la tua borsa Hermione, mi dispiace, temo sia andata persa" "La ringrazio, signor Weasley, non si preoccupi, ora so dove cercarla" rispose lasciandolo alla sua colazione. "Cosa ti ha detto di aver sentito, Malfoy?" chiese Harry "Ha detto si aver sentito come un sibilo, appena udibile, ieri invece ha detto solo che era lo stesso dell'altra volta. Non credo sia una coincidenza, penso che anche l'incidente sia stato causato da quella cosa" ribadì convinta "E scoprirò di che cosa si tratta". Già iniziava a ragionare, elaborando le informazioni e selezionando tutte le possibilità, ma prima avrebbe dovuto recuperare la sua borsa.
Draco si svegliò in una stanza sconosciuta. Era molto luminosa, poiché le pareti erano completamente bianche e l'arredamento chiaro e spartano: si guardò intorno trovando un tavolo, una sedia e un piccolo armadio. Il letto che lo ospitava aveva anch'esso lenzuola bianche e morbide. Si trovava sicuramente al San Mungo. Una donna dai corti capelli bianchi entrò nella stanza "Signor Malfoy, finalmente è tornato fra noi!" lo salutò "Siete stato portato qui privo di coscienza due giorni fa, gravemente ferito" la sua voce profonda lo riscosse, e, alle sue parole ricordò cos'era successo "È stato Guarito, ma dovrà continuare a prendere più di una pozione per rimarginare i danni interni, almeno per i prossimi dieci giorni." "Quando sarò dimesso?" "Il minimo periodo di ricovero in casi come il suo è cinque giorni dopo l'intervento, quindi entro dopodomani potrà andarsene..." "Dopodomani? Quanto sono rimasto incosciente?" "Più di due giorni, sua madre è rimasta la maggior parte del tempo, arriverà presto" iniziò a visitarlo, lasciandolo solo pochi minuti dopo. Gli sembrava ancora di sentirlo. Il suono che accompagnava momenti di pericolo. Vivido nella sua mente e nei suoi sensi, amplificato dal silenzio della stanza asettica. Appoggiata al comodino c'era la sua bacchetta, mentre sulla sedia l'elegante complento che indossava al ricevimento. Si assicurò che nessuno fosse nelle vicinanze e si alzò dalla branda. Dalla tasca a cui aveva applicato un piccolo Incantesimo Estensivo Irriconoscibile estrasse un quaderno, non molto grande, e una penna. Tornò rapido tra le lenzuola e iniziò a sfogliarlo. Le ruvide pagine di pergamena resistevano da quasi un anno. Gli era molto utile, quando se ne andava in giro lo portava sempre con sé, pronto a immortalare immagini che non avrebbe mai voluto dimenticare. Aveva acquistato una certa manualità nel disegno, e da quando si sentiva più sicuro aveva iniziato a usare la penna. Fece scorrere le prime pagine, scorgendo i paesaggi di Hogwarts, poi andò veloce a un foglio pulito, senza soffermarsi sugli altri disegni. Nella stanza, completamente bianca era possibile distinguere gli oggetti per le rispettive ombre. Un contrasto facile da imprimere sulla pergamena. La penna grattava sulla superficie lasciando linee semplici e decise. Sentì una voce dietro la porta e questa si aprì, ma lui aveva già nascosto il materiale sotto il cuscino. "Draco!" sua madre si precipitò al suo capezzale, e subito gli strinse una mano. Con l'altra si affrettò adbasciugarsi una lacrima traditrice che non era riuscita a trattenere. "Starai bene" "Già..." "Che cos'hai, Draco?" lui non rispose. Non poteva dirle quello che avrebbe voluto, perché sapeva che sia madre si sentiva già abbastanza in colpa per lui. Non aveva ancora ricevuto la lettera per Hogwarts, e ormai erano agli sgoccioli, mancava poco più di una settimana all'inizio della scuola e questo significava che probabilmente non sarebbe potuto tornare. Ma non le avrebbe detto niente. Non l'avrebbe fatta soffrire più di quanto già non facesse: la morte di sua sorella l'aveva distrutta, a volte la sentiva parlare da sola, come se Bella potesse sentirla. Era straziante vedere anche lei, la donna più forte che avesse mai sconosciuto, ridotta a un fantasma di sé stessa. Semplicemente non rispose alla sua domanda. Narcissa guardò il pallido volto di suo foglio, gli accarezzò una guancia e gli disse "Non posso restare, ho delle commissioni, ma ti prometto che domani torno a trovarti". Gli posò un bacio sulla guancia e sparì dietro la porta.
Lui estrasse di nuovo il suo quaderno, cercando la pagina che aveva in mente. Aveva fatto quel disegno a lei e sua zia, anche quello era un disegno di contrasti: i capelli ricci e neri di bella erano definiti, come gli occhi grandi incorniciati dalle folte ciglia, mentre il volto scarno era pallido. I capelli di Narcissa, bianchi e neri, e gli occhi scuri. Guardò triste il volto serio e deciso, che ora trovava soltanto perso. A volte incantava alcune pagine del quaderno per far muovere le sue creazioni, come se fossero fotografie. La porta si aprì prima che potesse nasconderlo, così lo chiuse con uno scatto, sorpreso per chi si trovava di fronte. "Weasley?"
Spazio autrice
Ciao a tutti! Sono ancora qui, spero che la storia vi stia piacendo, perché ci sto mettendo il cuore. Inoltre sto lavorando a un breve video di presentazione, spero di riuscire a farlo decentemente. Continuerò a pubblicare, quindi votate e commentate! Al prossimo capitolo
Un bacio
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