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⚜️ Capitolo 3 ⚜️


                        ☾—————☽

Alcune ore prima-

Ormai da qualche minuto la luna risplendeva in cielo e gli Oneiroi insieme ad Ipno, stavano facendo ritorno a casa.

Passarono tutta la giornata nel palazzo di loro madre, situato fra le scure nuvole che da lì a poco avrebbero cominciato a rigettare acqua ghiacciata su tutta la Terra.

Parlarono di ogni cosa, dalle più futili a quelle più importanti, e fra queste spuntò il nome di Jungkook.

Nyx non riusciva ancora a capire perché mai il più piccolo dei suoi figli provasse disprezzo verso i suoi confronti.

Lei era stata l'unica, insieme a Yoongi, ad apprezzarlo e amarlo fin da piccolo, cercando di proteggerlo dalle critiche e gli insulti degli altri Dei.

E adesso, udendo le parole che suo figlio maggiore le recapitò a nome del castano, sentì il suo cuore lesionarsi lentamente dall'interno.

Non devo niente a lei.

Quella fu la frase che la fece disconnettere dal mondo circostante e la chiuse in una teca spessa, abbastanza robusta da non lasciar penetrare le altre parole di SeokJin.

Tutte le false speranze che si era costruita, crollarono insieme alla tazza da tè che stava reggendo fra le dita, che produsse un rumore assordante a contatto con il freddo pavimento di marmo.

Una parte del suo cuore cominciò a dolere come se alcuni cocci di ceramica le avessero lacerato il petto.

In fondo è come tutti gli altri!

Non poteva pensarla così, non doveva pensarla così.

Lei era sempre stata al suo fianco e l'aveva sempre protetto, mettendo a rischio la sua stessa vita più e più volte.

Era riuscita a sottrarlo con la forza dalle possenti mani di Zeus, che da quel momento cominciò a temere la dea dai lunghi capelli corvini e dalla pelle lattea.

Si zittirono tutti per alcuni minuti, leggermente disturbati dalla situazione che si era venuta a creare.

Colui che spezzò quello spesso strato di silenzio fu Hoseok, che raccolse i cocci della tazza e li ripose sull'elegante tavolino d'argento.

« Credo sia giunta l'ora di tornare a casa.» disse, tossendo leggermente e facendo trasalire la madre dai suoi pensieri.

« Oh, giusto! È arrivata l'ora di far calare la notte, fareste meglio a sbrigarvi.» li avvertì la donna, alzandosi dal divano ricamato e salutando i tre figli con un sonoro bacio sulla guancia.

« Arrivederci madre.» esclamò Namjoon, abbracciandola e seguendo subito gli altri due fratelli fuori dal palazzo.

///

Per quasi tutto il viaggio Seokjin non fece altro che avere un cattivo presentimento. Non si sentiva così sicuro a lasciare il palazzo nelle mani del fratello minore e questo lo portò ad accelerare il passo.

Una volta attraversato il giardino ormai toccato dall'inverno, il tonfo che crearono dei vetri a contatto con il pavimento, lo fece rabbrividire.

Cominciò a correre con i due fratelli al suo seguito, non curante del freddo che gli stava graffiando il viso, delicato come una rosa.

Spalancò con forza le porte di marmo che dividevano la stanza dei sogni dal salone principale, e la scena che gli si presentò davanti agli occhi, lo lasciò senza fiato.

Del Portale, situato sopra la lunga scalinata, solo la cornice rifinita era rimasta in piedi, mentre il vetro, che possedeva la capacità di mutare, era sparso tutto sul freddo pavimento.

Il suo respiro si bloccò, come se due possenti mani gli stessero stringendo la gola in una morsa letale. Il suo cuore era stato come trafitto da una di quelle schegge, che lo stava uccidendo lentamente dall'interno.

Il suo sguardo analizzò tutta la stanza e quando vide una figura maschile, rannicchiata in un angolo della sala, la sua voce tornò miracolosamente.

« Taehyung! Dimmi immediatamente cosa è successo!»

Urlò con tutta la voce che gli Dei gli avevano conferito contro il più piccolo, non preoccupandosi minimamente di ferirsi con i vetri sparsi sul pavimento, mentre azzerava la distanza fra loro.

Taehyung sollevò una delle sue ali e osservò attraverso le candide piume in che stato era ridotto il fratello maggiore, dopo quella visione alquanto devastante.

« Fratellone! Che bello rivederti così presto, sai se-»

« Ti ho appena ordinato di dirmi cosa cazzo è successo durante la mia assenza!» lo interruppe il maggiore, cominciando ad alterarsi ancora di più.

Anche Hoseok e Namjoon si erano avvicinati ai due e osservavano con sguardo curioso ma disprezzante allo stesso tempo, Taehyung.

Come se fosse lui il colpevole...

« La vicinanza con gli umani ti ha fatto acquisire un linguaggio scurrile, non va bene..»

Il biondo provò una seconda volta a cambiare discorso, ma notando le grosse vene che stavano cominciando a comparire sul collo del fratello per colpa della rabbia, si decise a parlare.

« Per prima cosa devi sapere che io non c'entro nulla, sono solo uno spettatore esterno a tutta questa situazione. Beh, tu eri a conoscenza del poco autocontrollo di Jungkook in questo periodo, vero?»

SeokJin annuì, visto che il più piccolo negli ultimi giorni aveva mostrato la sua rabbia repressa anche verso i suoi confronti.

« Ecco, non so da dove abbia tirato fuori quest'idea folle, ma oggi pomeriggio si era convinto a distruggere il Portale per vendetta, e da quello che puoi vedere, ci è riuscito..»

L'ira del Dio del sonno cominciò ad aumentare di gradino in gradino, come se stesse percorrendo a gran velocità una rampa di scale infinita.

Tutta la sua rabbia era indirizzata ad un solo soggetto, dalle spalle robuste e un ciuffo castano: Jungkook.

« Esattamente, per cosa voleva vendetta?» chiese Hoseok, facendo cadere il suo sguardo su alcune piume del fratello macchiate di rosso.

« Per la poca considerazione del suo potere e per il quasi inesistente rispetto verso di lui. In poche parole, vuole recuperare tutto il tempo perso e mostrare a tutti di cosa è capace.»

Namjoon deglutì.

Lui sapeva quanto pericoloso potesse essere il potere del fratello, sopratutto per gli umani.

Nella sua mente riaffiorarono le immagini di alcuni anni prima, quando in una notte di inizio autunno Jungkook perse il controllo e la vita di un ragazzino venne quasi spazzata via.

Ricordò ancora il rosso acceso con cui si erano colorati i suoi occhi, mentre la forma delle sue dita restava come marchiata a fuoco sulla pelle dell'umano.

Aveva perso il controllo e non riuscendo a trattenere più la forza acquisita dalla paura, non si rese nemmeno conto che il ragazzo di soli dodici anni stava lentamente morendo asfissiato.

Hoseok provò a staccare le mani del fratello ma al solo contatto si bruciò, come se lava incandescente gli fosse colata sulla pelle.

Alla fine per salvare il ragazzo dovette intervenire Yoongi, che essendo la personificazione della morte, rifiutò di prendere quella vita innocente e di trascinarla con sé negli Inferi.

« Dov'è adesso?»

La voce di Namjoon era spezzata dall'agitazione, ma non lasciò trasparire nulla dalla sua figura.

« È questo il problema... può essere ovunque.»

                           ☾—————☽

I caldi raggi solari accarezzavano la pelle candida di Jungkook, mentre quest'ultimo percorreva tranquillamente le strade di Seoul.

Le mani erano richiuse nella tasca anteriore della sua felpa oversize nera, che aveva trovato appesa ad asciugare fuori una palazzina.

A saperlo prima che sarebbe finito in una città in pieno inverno, avrebbe preparato una valigia con tutti i vestiti che possedeva.

Anche se il suo viaggio era stato organizzato all'ultimo momento.

Seoul era abbastanza rumorosa, con il continuo via vai dei mezzi e la marea di persone affollate tutte sui marciapiedi.

Jungkook fece fatica ad inoltrarsi fra tutte quelle figure ricoperte da cappotti impermeabili, e nonostante le sue continue lotte, molti non si spostarono di un centimetro.

Memorizzò i visi di quest'ultimi e si ricordò mentalmente di fargli visita quella stessa notte, per ricambiare con molto "affetto".

Una volta superata quella mandria di individui apparentemente in ritardo, Jungkook si diresse a passo svelto verso una caffetteria all'angolo della strada.

La vecchia insegna posta sopra il tendone a righe bianche e rosse, la cui lettera finale era ormai scarica, riportava il nome di Mary's Cafè.

Senza pensarci troppo a lungo, spinse la porta di vetro ed entrò. L'odore delizioso delle brioche appena sfornate aleggiava in quelle quattro mura ricoperte di carta gialla.

Le poltroncine rosse, poste sotto ai tavoli di legno, erano ormai consumate, così come il parquet graffiato da chissà quante suole e tacchi.

Fortunatamente a Jungkook non importava minimamente dell'aspetto del locale, poiché l'unico pensiero che ruotava nella sua mente era quello di riempirsi lo stomaco.

Così si avvicinò al bancone, dietro il quale una giovane ragazza bionda stava sistemando in silenzio dei vassoi colmi di biscotti al cioccolato.

Osservò attentamente tutti i dolci presenti sotto il vetro e dopo alcuni secondi di profonda riflessione, optò per una semplice brioche alla crema e un tè caldo.

Tossì leggermente per richiamare l'attenzione della biondina e quando quest'ultima alzò lo sguardo, rimase per qualche istante scombussolata dalla bellezza del ragazzo.

« B-buongiorno! Desidera qualcosa?»

Il tono formale non dispiacque per nulla a Jungkook, che preferiva rimanere in rapporti lontani con gli umani.

Indicò con il capo la brioche che aveva catturato la sua attenzione e raccolse nel palmo le varie monete che aveva nella tasca destra dei jeans.

Poi pronunciò velocemente « e un tè caldo.» facendo annuire l'altra.

« Da mangiare qui o da portare via?».

Domandò ancora una volta la ragazza, facendo alzare per la prima volta lo sguardo dell'altro.

« Da portare via.»

Jungkook rispose velocemente, già stanco di quella situazione e voglioso solo di addentare quella dolce leccornia di pasta sfoglia.

Mentre posò le monete per pagare sul bancone, udì un fievole mormorio da parte dell'altra.

Non gli piaceva per niente quando le persone parlavano a bassa voce, specialmente se lui era il soggetto della frase.

« Hai detto qualcosa?» chiese scocciato, afferrando la busta bianca che gli porse lei e infilando lo scontrino nella tasca della felpa.

Inizialmente la ragazza rimase immobile non credendo che il suo tono di voce fosse stato così alto da udirsi, ma subito dopo mise su un sorrisino che fece alzare un sopracciglio all'altro.

« Ho detto che è un peccato perderti così presto di vista. Sai, potremmo anche gustarci insieme la tua brioche e-»

Non terminò di parlare che la risata di Jungkook la colpì in piena faccia, come un martello pneumatico colpisce il cemento.

« Senti biondina, forse il caro e vecchio Morfeo ha reso i tuoi sogni troppo sdolcinati e ti ha bruciato il cervello! Se non l'avessi capito, cosa più che ovvia, non ci tengo per niente a sedermi e passare l'intera giornata con te:
Punto primo, perché sembra che non ne vedi "uno" dagli anni della pietra.
Punto secondo, perché non ho proprio voglia di ascoltare la tua voce.
E per finire, non devo stare qui a darti altre spiegazioni.»

Il sorrisino della ragazza scomparve come un'impronta nell'acqua cristallina, udendo le parole di Jungkook.

Ammirò, stavolta con meno interesse, la sua figura allontanarsi dal bancone e posare la mano sulla maniglia della porta, poi tornò a riordinare i biscotti sui vassoi come stava facendo prima.

L'aria fredda di gennaio accarezzò le guance di Jungkook mentre le sue labbra si posavano sul cartone del bicchiere, per prendere alcuni sorsi della sua bevanda bollente.

Ormai da ore gironzolava per la città e appena vide una panchina posta sotto una grande quercia, che dava un po' di colore a quell'ambiente grigio, si affrettò per prendere posto.

Cominciò ad osservare incuriosito i mortali che gli passavano davanti, chiedendosi come facessero a sfruttare al massimo l'unica vita che possedevano.

Riuscivano a fare tutto quello che desideravano?

Lui, al contrario, aveva l'immortalità davanti a se e poteva passare le ore a non fare nulla oppure a fare tutto.

Poteva fare le cose più futili, tipo colorare un disegno, o quelle più difficili e impegnative, come scalare una montagna, senza doversi costantemente preoccupare di sprecare tempo prezioso.

Non invidiava i mortali, in nessun campo. Non voleva la loro ingenuità o la loro sensibilità, desiderava conservare la forza e il cuore di ghiaccio che possedeva già.

Osservò immobile un'anziana signora dirigersi verso di lui a passo lento e con sguardo curioso dipinto sul volto segnato dall'età.

Si sedette con calma al suo fianco e dopo aver strofinato i palmi fra loro, si voltò verso Jungkook.

« Ragazzo, non hai freddo con solo quella felpa addosso?» gli chiese con voce dolce e delicata, come un bocciolo di ciliegio.

Quell'attenzione inaspettata lo stupì così tanto che rimase per qualche secondo a fissarla, con le labbra socchiuse.

Non si aspettava che la donna gli rivolgesse la parola di sua spontanea volontà, senza averlo mai visto prima di allora.

« No, non ho freddo.» affermò Jungkook seriamente, senza dare troppa grandezza alle sue parole.

Essendo un dio, la sua temperatura corporea era nettamente diversa da quella umana e quando fuori si gelava, lui stava bene anche con un paio di pantaloncini.

« Beh, un ragazzo carino come te non dovrebbe star fuori con solo una felpa addosso, soprattutto con questo tempo. Ecco, prendi questo!»

Gli occhi di Jungkook si posarono meccanicamente sulla busta gialla che la donna gli stava porgendo.

Non mosse un muscolo, domandandosi come mai tutta quella gentilezza fosse rivolta proprio a lui, che non la praticava da molti anni.

« Che c'è Jungkookie? Non ti fidi degli estranei? Infondo, non hai tutti i torti.»

Udendo il cambiamento di voce della donna, il ragazzo voltò immediatamente il capo e osservò i suoi occhi diventare in quel momento più che familiari.

« Nemesi..?*» chiese titubante, riconoscendo lo sguardo freddo e ingannatore della Dea della vendetta.

« Indovinato! Ti sono mancata mio piccolo biscottino?»

Jungkook guardò con disinteresse il sorrisino dipinto sulle labbra dell'anziana signora, la cui figura mutò in un secondo e si trasformò in quella della bella e intrigante Dea.

L'orlo del vestitino nero che stava indossando si alzò di poco a causa di una folata di vento improvvisa e le sue gambe, chiare come il latte, vennero accarezzate dalla brezza invernale.

« Sinceramente? Per niente!» affermò il ragazzo, facendo mutare di poco il ghigno dell'altra.

« Beh, ci ho provato! Comunque, a che punto sei con la tua vendetta? I tuoi incubi stanno funzionando?»

I due, nonostante i continui battibecchi, nel tempo avevano instaurato un buon rapporto, e Nemesi era entrata a far parte in poco tempo della cerchia ristretta degli Dei non nemici al castano.

« Per adesso me la sto prendendo con comodo, non c'è fretta! E poi, grazie al Portale, ci vorranno mesi per riuscire a trovarmi.»

« Lo spero per te. È esilarante percepire il desiderio di vendetta di tutti questi sciocchi umani, contro il grande Dio degli incubi. Li terrorizzi biscottino!»

Una risatina sfuggì dalle labbra del minore, facendo comparire di conseguenza un sorriso sul viso della ragazza.

« Non hanno ancora visto nulla. Questo è solo l'inizio!» esclamò Jungkook, alzando lo sguardo al cielo e ghignando.

« Beh, prevedo tanti insulti nell'aria! Adesso, a malincuore, devo lasciarti dolcezza. Il lavoro mi chiama. Mi raccomando, divertiti.»

Dette queste parole, Nemesi si alzò e si incamminò verso la grande folla radunata sui marciapiedi, senza prima aver ammiccato in modo ammaliante verso di lui.

Jungkook osservò la sua figura sparire fra quella di tutti gli altri e poi tornò a gustarsi la sua colazione, con la consapevolezza che il suo lavoro stava funzionando.


Nemesi: Nemesi (Némesis) nella mitologia greca era la dea della vendetta, l'espiazione fatale ed ineluttabile di una colpa che castigava ogni tentativo di uscire dal limite imposto dalla propria natura. Era anche la dea della giustizia distributiva (a ciascuno il suo).

Angolo autrice:
Notiziona, SONO VIVA!😂
Ormai mi avevate data per dispersa vero? Beh, sono tornata anche se questa volta preferisco non fare promesse o scrivere grandi paroloni, perché so e sapete anche voi che con la situazione che ad oggi si è venuta a creare (soprattutto con la scuola virtuale 🥴) il tempo pur stando comunque a casa scarseggia.

A proposito, voi come state? Tutto bene? Per qualunque cosa, anche un piccolo sfogo che in questo momento non guasta per nulla, io sono qui!💕

Per quanto riguarda il capitolo, che ve ne pare? Lo avete aspettando con un po' di ansia? Perché se non è così mi offendo eh.😂😜

Il nostro caro Jin sembra parecchio infuriato con il protagonista che da quello che avete potuto constatare, se la sta spassando alla grande nella metropoli. Anche se, dopo quello che è successo parecchio tempo fa, Jungkookie dovrebbe stare più attento con quelle sue mani magiche. 🧐

Fatemi sapere cosa ne pensate della storia e del capitolo, mi farebbe molto piacere ricevere i vostri pareri e per qualsiasi domanda inerente ai personaggi o comunque alla trama, chiedete pure. Sarò felicissima di rispondervi.❤️

Detto questo vi lascio la buonanotte e spero di rivederci presto, magari non a Natale dell'anno prossimo.😂

Giada💜

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