Vodka e cioccolato.
<<Luuuddy>> Feliciano gli arrivò alle spalle, circondandogli la vita con le braccia e strofinandosi contro la sua schiena.
Il tedesco, imbarazzato, cercò di staccarselo di dosso, invano.
Feli lo guardò con due occhi enormi e supplichevoli e il biondo decise di lasciarlo fare.
Il meeting mondiale ebbe inizio e l'italiano si piazzò sulle sue gambe mentre Ludwig faceva di tutto per non arrossire.
Spagna cominciò a fare diverse avance a Romano mentre quest'ultimo lo insultava con i termini più colorati che conoscesse.
America e Francia lottavano per la mano d'Inghilterra che li fissava annoiato.
Il resto del mondo era impegnato a fare scommesse su chi avrebbe vinto la battaglia; nel mentre, Giappone, beveva del tè verde e Canada faceva uno sfegatato tifo per Francis.
Germani, stanco di non essere ascoltato da nessuno, si alzò con ancora Feli in braccio e batté le mani sul tavolo.
Sbraitò in tedesco, ordinando di fare silenzio, ma nessuno lo ascoltò.
Tutti continuarono le proprie attività mentre lui si risiedeva sfinito.
Italia lo abbracciò più forte, iniziando a chiamarlo e dandogli numerosi baci sulla guancia.
Ludwig, imbarazzato ai limiti dell'impossibile, lo lanciò a terra correndo nel suo ufficio.
Si chiuse dentro e iniziò a leggere quel mare di scartoffie che sovrastavano la sua scrivania.
Feliciano andò a bussare:<<Luddy>>
Lo chiamò una prima volta ma lui non rispose. Provò ad aprire ma niente, era chiuso a chiave.
L'italiano mise il broncio e poi si illuminò di nuovo in un largo sorriso.
Corse via con quella sua solita aria contenta mentre il tedesco emetteva un sospiro di sollievo.
"Ora posso concentrarmi e lavorare" non lo avesse mai pensato.
Feli iniziò a colpire la finestra dell'ufficio del biondo finché lui non fu costretto ad aprirgli.
<<Cosa vuoi?!>> domandò irritato mentre il moro si arrampicava per entrare nell'ufficio.
Italia riuscì finalmente a varcare la soglia dell'ufficio e finire di faccia contro il pavimento.
Si rialzò subito mettendosi in braccio a Ludwig.
Il biondo cercò di scrollarselo di dosso ma alla fine gettò la spugna, continuando a lavorare.
Feliciano si addormentò poco dopo, con il sedere tra le gambe del tedesco e il viso poggiato contro il suo petto.
<<Veee~>> ripeteva.
<<Pasta>> diceva di tanto in tanto.
<<Ludwig>> esclamava, causando delle palpitazioni al diretto interessato.
"Così è impossibile lavorare"
Continuò, o almeno ci provò, senza però riuscire a cavare un ragno dal buco.
Quando arrivò il momento di tornare a casa, Italia prese sotto braccio Germania.
<<Cosa stai facendo?>>
<<Torno a casa con te veee~>>
<<No!>> disse in tono freddo.
<<Ma ho paura a tornare a casa da solo veee~>> disse stringendogli più forte il braccio e guardandolo dal basso con gli occhi lucidi.
Germani sbuffò:<<Fai come vuoi, basta che mi lasci lavorare>>
Feliciano intrecciò la sua mano con quella di Ludwig e sorrise, facendo così sciogliere il tedesco.
Arrivati a casa del biondo l'italiano si mise a suo agio preparando quintali di pasta mentre il tedesco apparecchiava.
Mangiarono insieme e poi Ludwig se ne andò in ufficio seguito da Feli.
Si voltò a guardarlo:<<Cosa vuoi?>>
<<Ti faccio compagnia veee~>> gli sorrise in modo dolce ed innocente e il biondo non poté controbattere nulla se non un:<<Basta che mi lasci lavorare>>
Ovviamente Veneziano gli impedì di lavorare iniziando a rovistare in tutti i cassetti e aprendo tutti i libri che il povero biondo aveva, non rimettendoli poi al loro posto.
Ludwig si alzò furente e lo sgridò:<<Adesso basta! Se non la smetti ti rimando dritto a casa e non verrai mai più qui!>>
Feli fece una faccia da cucciolo bastonato ma il tedesco non si lasciò intenerire:<<Sono stato sufficientemente chiaro?!>>
L'italiano annuì e abbassò il capo, spaventato per il tono brusco del tedesco.
Quando faceva così il suo adorato Ludwig gli faceva paura.
Si mise in un angolo e rimase in silenzio mentre il biondo tornava a leggere quei fogli che tanto odiava.
Per colpa di quei..."cosi" Ludwig passava sempre meno tempo con lui.
Aprì uno sportello a caso iniziando a rovistare in silenzio con il broncio.
Germania continuò a lavorare lanciando di tanto in tanto un'occhiata a Italia.
Era tranquillo, troppo, che avesse esagerato? Che fosse stato troppo brusco?
I sensi di colpa iniziarono a divorarlo dall'interno mentre il suo cervello si allontanava sempre più dalle carte e si avvicinava sempre più al ragazzo moro dall'altra parte della stanza.
Ludwig sbuffò e si alzò mentre Italia continuava a non parlare e a starsene seduto nell'angolo.
Si avvicinò e lo chiamò:<<Italia>> nessuna risposta.
Si inginocchiò e lo chiamò di nuovo:<<Italia>>
Lui neanche si voltò nella direzione del biondo.
L'aria iniziò a mancare al tedesco; che stesse piangendo? Che fosse stato stronzo? Che fosse arrabbiato con lui?
<<Feli>> disse mettendogli una mano sulla spalla e facendolo voltare, lo sguardo basso e i capelli a coprirgli leggermente gli occhi.
Germania si sentì male a vederlo così:<<Feli scusa. Mi dispiace tanto io non volev->>
L'italiano gli saltò addosso, incollando le loro labbra e lasciando andare una scatola rossa.
<<Veeee~>> ripeteva tra un bacio e l'altro.
Germania se lo staccò di dosso un secondo e controllò la scatola: erano dei cioccolatini che Russia gli aveva regalato...ed avevano dentro della vodka.
"Non dirmi che si è ubriacato con questi..." pensò sbalordito.
Feli notò l'interesse con cui il tedesco stava studiando la scatola e prese un cioccolatino.
Se lo mise sulla lingua e poi si fiondò nuovamente sulle labbra del biondo.
Intrecciò le loro lingue mentre il sapore del rum e del cioccolato mandava in estasi le papille gustative di entrambi.
Feli si staccò un secondo leccandosi le labbra e fissandolo con occhi liquidi.
Morse il labbro inferiore del tedesco usando la lingua in modo rudee Germania rispose con tutta la passione di cui era possibile.
I loro respiri si fecero pesanti mentre le loro bocche bollenti non volevano saperne di separarsi.
Quando furono a corto d'aria si staccarono, ansimando uno sul viso dell'altro.
Germania prese in braccio Italia e lo portò a letto, buttandolo sul materasso e sovrastandolo.
Le labbra livide, le gote rosse, gli occhi lucidi, i capelli scompigliati.
Prese a baciargli il collo e Italia ridacchiò.
Feliciano gli prese il mento e lo alzò, in modo che potessero guardarsi negli occhi.
Sorrise in modo strabiliante e Ludwig rimase a fissarlo, incantato come mai.
<<Ti amo Lud>> gli disse prima di baciarlo.
<< Ich liebe dich>> sussurrò tra un bacio e l'altro il tedesco.
Anche lui era ubriaco ma non a causa dei cioccolatini, bensì di Feli e del suo sapore.
**Spazio pazzoidi in libertà (vigilata)**
Questo cap, e tutta la storia, è dedicata a val3fangirl che oggi compie gli anni!
AUGURI!
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