Friday//7//Evening
Entro in casa con la bimba in braccio,e Nicholas chiude la porta.
Emma scende,e saluta Nicholas con un sorriso.
'..ciao,Nicholas. Tu ami Alex?',mi metto le mani sul viso dall'imbarazzo.
'..io e Alex abbiamo litigato un po',piccolina. Ti va vedere la televisione? Sai usarla? Fai come a casa.',la bimba saltella,e siede sul divano.
'..ti posso abbracciare,almeno?',il ragazzo si morde il labbro inferiore,e annuisce. Lo stringo forte a me.
'..perdonamela,Nicholas. Ti amo.'
'..non posso. Non te la posso perdonare. Sto male. Neanche volendo potrei farlo. Mi hai fatto troppo male,Alex..e nonostante quello che dice il mio corpo,la mia testa dice di non farlo. Se abbiamo avuto tanti ostacoli,forse erano avvertimenti per stare lontani. Forse non siamo fatti per stare insieme.'
'..o forse,se le abbiamo superate tutte,possiamo superare anche questa.'
Scuote la testa e si allontana dal mio abbraccio.
'..lo so che mi ami.'
'..per ora,forse,è meglio che dei due tu sia l'unico a saperlo.'
Quelle parole mi davano la speranza che mi avrebbe perdonato.
'..lo so che effetto ti faccio. Lo so che effetto ti ho fatto questa mattina. Non era solo sesso,Nicholas.'
'..sesso? Che effetto?',cazzo,quella bambina ha un udito formidabile.
'..ignoralo,Emma. A volte il tuo fratellino è un po' coglione.'
'Perché dici le parolacce? La mamma non vuole mai che Alex le dica,ma lui lo fa lo stesso. La tua mamma non si arrabbia?',Nick ride.
'..la mia mamma ci avrà fatto l'abitudine,ormai.'
***
Con Emma in braccio a Nicholas,entriamo nella scuola,io preparato per tre ore d'esame scritto fra lettere e matematica.
Trovo Jason e Silvia seduti su delle panchine fuori dall'aula,poste nel corridoio.
'..ciao. Siete insieme,wow. L'hai perdonato,cugino?',Silvia tira una gomitata a Jase.
'..no. L'ho solo accompagnato. Margo? Non ha gli scritti pure lei?',in quel momento,una figura vestita di scuro e con un cappuccio in testa entra dalla porta del corridoio.
Le tiro giù il cappuccio,e rimango sconcertato.
'..Margo. Ma diamine..cos'hai in faccia? Dimmi che ti sei fatta male il trucco e credevi di arrivare in ritardo a scuola.',lei scuote la testa,aprendosi la felpa e togliendosela,e vedo dei lividi su tutto il braccio.
Silvia si alza di scatto e le prende le braccia,esaminandole attentamente.
'..Margo. Che hai fatto?',la ragazza ritrae cautamente le braccia e scuote senza interesse la testa.
'..mia madre era a casa. Mio padre è andato a lavoro presto..lei ha bevuto..e io sono diventata il giocattolino da sfogo perché ho provato a toglierle la bottiglia,ma senza insistere e,completamente ubriaca,si è scagliata contro di me dicendo che io avrei dovuto fermarla. E farmi spaccare la testa,magari. Nessun dispiacere,per favore. Sono una persona orribile..e me lo merito. Mi merito tutto questo. E non voglio pena.',Dio,riusciva a usare il sarcasmo anche in un momento come questo. Farebbe di tutto,pur di non far vedere che soffre.
Nicholas sposta Silvia e si mette davanti a Margo.
'..non mi fai pena. Mi dispiace,è diverso. E mi dispiacerebbe per chiunque. Non puoi tornare là.',la ragazza sbuffa ironicamente,con un sorriso triste e le lacrime agli occhi.
'..certo. E dove vado?',Silvia la tira per il braccio.
'..la casetta dei miei è sempre libera.',scuote la testa.
'..no. Me la caverò. Starà a casa solo per qualche giorno,e non starò mai sola con lei. Davvero. Sto bene.',lei lo dice,come se noi ci credessimo.
***
A casa,Emma si addormenta subito.
Siamo andati a cenare da McDonald's dopo gli esami,e la piccola era esausta..e Silvia ha convinto Margo a restare da loro.
'..io dormirò con Jase.',le ha detto,'..e ti lascerò la mia stanza.',quella ragazza le vuole davvero molto bene.
Metto la bimba in mezzo al letto matrimoniale,e osservo Nicholas sfilarsi la maglietta. Perché devi essere così bello,porca puttana? Bello e provocante.
'..ti dà fastidio se mi cambio?',lo guardo negli occhi e scocco una risatina leggera,mentre mi guarda a torso nudo.
'..no. Fai pure. Se ti scatto qualche foto ti va bene?',ride,e scuote la testa.
'..mi dimentichi senza foto?'
'..cazzo. Ci sto provando. Ma non posso dimenticarti. Lasciar andare te è come chiedere al sole di lasciar andare il cielo. Come chiede ai pesci di lasciar andare il mare. Mi appartieni,altrimenti perché farci incontrare? Perché tutto ciò che è stato,se non stiamo insieme,alla fine?'
'..non lo so. Mi dispiace. Ma non sono stato io a tradirti..con una ragazza. Questa è stata la cosa peggiore,Alex. Dormi qua con la piccola..io vado a dormire sul divano.',gli prendo il braccio,e lo volto verso di me.
'..non devi farlo per forza. Ci posso stare io sul divano.'
Era una scusa per toccarlo? Dio,può essere che il mio corpo agisca da solo,nella totale autonomia,non più succube della mia testa? Questa,ormai,è andata da tempo.
'..stai con lei. E,Alex..buonanotte.',mi lascia un bacio sulla guancia,e a quel gesto tremo.
'..dimmi che lo fai apposta per il semplice gusto di farmi impazzire.',il ragazzo abbozza un sorrisino maligno e sexy,che accende i suoi occhi cristallini.
'..sì. Sì,lo faccio apposta per farti impazzire. È bello sentirsi desiderati,una volta nella vita..ma non farti illusioni,Alexander. È solo attrazione fisica.'
'..dillo ancora,che magari ti ci convinci. Ma non convincerai me.'
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