Wednesday
Il divano non era comodo. No, affatto.
Annie era tornata a casa, e Nicholas continuava a non degnarmi di una parola. Però, mi guardava. Guardava nella mia direzione e non riuscivo a vedere altro che delusione. Anche un pizzico d'incertezza e di rabbia. Se mi sta perdonando, è solo perché mi ama davvero tanto.
Posa due piatti di pasta sul tavolo e mi fa cenno di sedermi, ma senza aprir bocca. Faccio come avevo inteso, ma non riesco nemmeno a fingere un sorriso.
'Grazie.',dico solo, cercando di non sembrare freddo.
'Non vuoi lasciarmi a digiuno, eh?',domando sarcasticamente.
Non mi aspettavo nemmeno una risposta. Ma, con gran stupore, la ottenni:
'Sei troppo bello per lasciarti deperire, Alexander. E si presume che staremo insieme per tutta la vita, quindi, mi conviene trattarti bene. Altrimenti non avrò più un marito così bello.'
Non so se si rese conto di quanto fossero dolci le sue parole, e di quanto fosse duro il suo tono di voce.
'Sei bello anche tu, Nicholas.'
'È bella anche Margo, vero?',mi mordo nervosamente il labbro inferiore.
'..sì. Sì, è bella anche Margo. Ma non volevo che succedesse quello che è successo.'
'Nemmeno io avrei voluto. Ma posso perdonarti un bacio.',ripensai alle parole di Margo: innamorata di me. Non era quello che volevo, non volevo questo. Non volevo che s'innamorasse di me.
'Nicholas.. ci sarà sempre qualcosa fra me e Margo. Ma non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello che provo per te.'
'Fai una fottuta scelta, Alexander.'
'Ho già fatto la mia scelta. Ho scelto il ragazzo al quale sono seduto di fronte.'
Non rispose. Finì il suo piatto di pasta velocemente e io, anche se senza appetito, mangiai il mio. Solo per dargli la soddisfazione.
'Alex..',dice, tornando a sedersi di fronte a me, dopo aver messo il piatto nel lavandino.
'Questa mattina ho sentito mio fratello.. l'ha lasciata.',sospiro.
'Pensavo che lo avrebbe lasciato lei.'
'Probabilmente lo avrebbe fatto. Mi ha detto che Margo non ha risposto nulla, ha solo preso delle cose e se n'è andata via.. non si sa dove.',spalanco gli occhi, guardando verso la direzione del biondo.
'E lui non si è interessato di niente? Non gli è mai importato di lei.'
'Shemuel ha un carattere molto.. particolare, diciamo.'
'Shemuel è uno stronzo, nient'altro. Non provare a difenderlo, Nicholas.'
'Sappiamo tutti che Margo non avrebbe voluto essere cercata.'
'Margo cerca solo qualcuno a cui importi di lei! ..e quel qualcuno non credo di poter più essere io. Credo che mi odi.'
'Non potrebbe odiarti nemmeno se ci provasse con tutte le sue forze. Non ne sarebbe capace.',si mette le mani sul viso, e io mi alzo. Sposta le mani e mi osserva accigliato.
'Dove vai?'
'A prendere il telefono e vedere se mi risponde. Solo a me sembra importare di lei.'
Compongo il numero di Margo e attendo risposta, sotto lo sguardo infastidito del mio fidanzato. Lei è la mia migliore amica, non la abbandonerò.
Effettivamente, una voce femminile mi rispose.
'Pronto..?'
Ma non era la voce di Margo.
'Silvia? Che cosa..?'
***
Nicholas suona ripetutamente e con fare nervoso il campanello della sua ex-casa, in cui abitava con la cugina. Ora ci abita solo lei. E, per qualche strana ragione, Margo è da lei dopo essersi lasciata con suo cugino.. sul serio, non poteva stare con Jason e basta? Sarebbe stato tutto più semplice. Scusa Duke se se sto pensando questo.
La porta si apre e Silvia ci saluta.
Nicholas non sembrava in vena di dirle un minimo ciao, ma si sforzò.
'Ciao. Perché lei è qui?',la mora alza e riabbassa le spalle.
'Siamo amiche. Non può venire a trovarmi?.Shemuel l'ha lasciata ed è venuta da me. È così strano, o illegale?',Nicholas sposta la ragazza e entra nell'appartamento. Margo era seduta sul divano di pelle color crema, con le gambe strette al petto e lo sguardo rivolto verso di noi. Alza la mano e ci saluta, scuotendola lentamente senza dire una parola.
'Ciao.',la saluta freddo Nicholas.
'Ciao.',risponde lei, senza un minimo di entusiasmo.
'Sei inquietante, smettila di fissarmi.',tiro il mio ragazzo per un braccio. 'Non la stai aiutando, così.'
'Infatti, non voglio aiutarla. Voglio sapere quanta confusione ha ancora voglia de mettere all'interno della mia famiglia.'
'Tuo fratello ha lasciato lei.'
'Dopo che lei ha baciato te.'
'Sono stato io a baciarla.',la ragazza alza le sopracciglia e le mani, in segno di obiezione.
'Io non mi sono spostata.'
'Sì che lo hai fatto.',ribatto.
'Ma poi ti ho baciato di nuovo, quindi non conta, giusto?'
'Non posso cercare di darti ragione se non me lo consenti.'
'Non ho bisogno che tu mi difenda.',mi liquida la ragazza, guardandosi le mani. Nicholas le si posiziona davanti, con le mani incrociate al petto.
'Fai tanto l'amica, la vittima, e hai sempre progettato di rubarmi il ragazzo.',la ragazza alza lo sguardo su di lui, con un'espressione quasi divertita.
'Ce l'ho avuto vicino per due anni, e tu non c'eri. Se avessi voluto stare con Alex, ci avrei provato, non credi?'
'Dopo che si è dichiarato gay?',la ragazza scuote la testa.
'Alexander Green, gay? Qualcuno ci ha mai creduto davvero? Oh, andiamo. Magari è bisessuale o quello che vuole, ma non è gay. E tu dovresti saperlo bene che non sempre quando si è innamorati di qualcuno si desidera stare insieme a quella persona: a volte, ci sono troppi ostacoli.'
Lei non ha mai creduto che io fossi gay. Mi sento tradito.
'Il tuo unico ostacolo, sono io.',insiste il ragazzo. Margo ribatte, in totale apparente tranquillità.
'Non sei un ostacolo per me. Alex è il tuo fidanzato. Io pensavo di andare a fare un viaggio.. breve, di sei mesi circa, in Italia o in Giappone. Cosa ne pensi? Più lontana sono da te, Nick, meglio starai.. non è così?',il ragazzo deglutisce.
'Penso che tu sia una pazza. Una psicopatica, l'ho sempre pensato. Una malata, un'adulatrice, manipoli le persone, sei inquietante, mi fai paura. Fingi di essere insicura di te quando, in realtà, progetti solo di raggiungere i tuoi scopi. E adesso magari ti fai sei mesi in India o dove cazzo ti pare, poi torni qui, ti ripresenti da noi tutta sorridente, dicendo di stare bene e di essere felice e proverai, per la milionesima volta, ad andare a letto con mio marito. Sei più prevedibile di quanto tu creda, Evans. E, sinceramente, lo dico per te: fatti ricoverare. Fatti chiudere in una clinica, ne hai bisogno. Tu non stai bene.',tiro il biondo per un braccio.
'Che problemi hai? Ti rendi conto che hai detto un insieme di stronzate?',la ragazza si osserva le braccia pallide e alza lo sguardo verso di me.
'No. No, ha ragione, riguardo ad alcune cose. Sono una persona orribile. Sono una pazza, dovrebbero aprire un manicomio dedicato alle mie cure. Ha tutto il diritto di odiarmi. Silvia, grazie di tutto.',la mora si alza e Silvia la osserva attentamente mentre tira su in vita i jeans chiari.
'Dove vai?'
'Da qualche parte. Da mio padre, a farmi un giro, non lo so.'
Le prendo un braccio, sotto lo sguardo contrario di Nicholas.
'Non pensare minimamente quello che hai detto. Non sei una brutta persona. Non sei pazza.',la ragazza scuote lentamente la testa e sorride debolmente. Mi abbraccia e mi accarezza delicatamente la guancia sinistra.
'..Alex. Lasciami andare. Non cercarmi più.. okay? Non chiamarmi, non scrivermi. Non provare a fermarmi. Ti voglio bene. Ti auguro di dimenticarti di me.',la metto le mani sulle spalle.
'Dove vuoi andare?'
'A fare quelle cose che fanno i pazzi. Sai, derubare una libreria e leggere una saga seduta su una collina in discesa. Oppure su un canotto bucato nel mezzo dell'Oceano.. questa la boccio: nessun libro merita di affogare.',la ragazza prende la borsa posta davanti all'entrata e esce, senza aggiungere una parola. Volto lo sguardo verso Nicholas.
Osservo nuovamente la porta, e poi ancora lui.
'Ti odio.'
'Perché sei ancora qui? Corri, vai da lei. È lei che vuoi.'
'È te che amo. Ma.. ma non in questo momento. In questo momento, ti odio. Stammi lontano.'
'Perché non la rincorri?'
'Perché mi ha chiesto di non farlo. Perché la ferirei e basta. Ogni persona alla quale voglio bene, deve soffrire per causa mia. Perché?'
'Perché voler bene significa essere vulnerabili. E, quando si è vulnerabili, è inevitabile la sofferenza. Mi dispiace.'
'Non dire che ti dispiace. Non è vero che ti dispiace. Tu eri geloso di lei.'
'E avevo tutte le ragioni per esserlo.'
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