Friday//6
Avendo l'ora finale della giornata buca, siamo andati in ospedale a trovare Jase. Tutti.
Shane, Colton, Silvia e la ragazza rossa (che poi ho scoperto chiamarsi Camille),Margo e Shemuel. Ma non eravamo gli unici a fare visita al ragazzo.
Entrando nella stanza trovammo i genitori di Jase e il suo fidanzato. Ma ai due ragazzi eravamo preparati. Silvia sorrise e corse ad abbracciare suo padre.
'Mi siete mancati..'
'..ci sentivamo tutte le sere o quasi!',rispose sorridendo l'uomo. Sia il mio viso che quello di Margo s'incupirono. La ragazza mi prende la mano e sussurra.
'..non vedeva l'ora di liberarsi di me. Non mi ha mai chiamata.',strinsi la sua mano.
'..l'unica che mi scrive è Jackie. Mia madre mi fa una telefonata quando si ricorda di avere un figlio e mi manda soldi sulla carta. Oh, di pomeriggio vado a comprare quei libri di Shakespeare che diceva il professore, mi accompagni?',Margo aggrotta le sopracciglia.
'..non era solo Romeo e Giulietta da prendere?'
'..sì, ma io e te siamo in due. E servono due libri.'
Nicholas sorride agli zii.
'..Nick! La tua ragazza?',scuote la testa. La donna mi guarda e sorride.
'..da quanto siete tornati insieme?',io e il ragazzo ci scambiamo uno sguardo veloce, e io prendo parola.
'..siamo solo amici.',Silvia emette una risata sarcastica.
'..amici di letto, quello sicuro. Possibile che sono l'unica ad avere una vita penosa?',Camille gioca con la cordicina dei pantaloni della sua tuta da ginnastica grigia corta, e obietta.
'..non hai una vita penosa.',il sarcasmo di Silvia era a mille.
'..vent'anni vergine. A me fa pena.', Shemuel scosta delicatamente Silvia, prende fiato e sorride.
'..Zia. Zio. Vi ricordate di me?'
Entrambi guardarono il ragazzo dritto negli occhi, scrutando non so cosa al loro interno.
La donna parlò, leggermente scossa.
'..Sam-',il ragazzo la corresse educatamente.
'..Shemuel, zia. Shemuel.',Margo osservava la scena confusa, confusa da qualcosa che io capivo benissimo, e che non le avrei detto.
Lo zio del ragazzo sorrise.
'..quanto tempo.'
'..tesoro, sei bellissimo.',continuò la donna. Non sembravano i tipi di persone terribili che Silvia descriveva.
Quasi a leggermi nel pensiero la ragazza mi sussurrò un In questi due anni sono cambiati molto.
Jase dormiva e Duke era su una sedia accanto al suo letto che faceva lo stesso. Pensavo a come starei io se rischiassi di perdere Nicholas. E non riuscivo a pensare che al vuoto.
Io e Margo ci sedemmo fuori. I genitori di Silvia e Jase non fecero molto caso a lei nel frastuono. Shane e Colton li avevamo persi non so dove. Non erano nemmeno entrati in stanza.
La madre dei gemelli si presenta nel corridoio sorridendo caldamente.
'..Margo, non ho avuto occasione di salutarti. Come stai?'
'..io? Oh. Male, sì dai. Lei?',mi alzai e cedetti il mio posto alla donna.
'..male? Addirittura?'
'..ha visto come sta Jase? E credo che Silvia mi odi. Bhe, me lo merito il suo odio, certo, ammetto che potevo risparmiarmi di baciarla e poi cambiare idea e fare questa cosa tipo un miliardo di volte e poi baciare suo cugino. E lei è la madre di una e la zia dell'altro..perché non mi odia?',la donna sgranò gli occhi. Aveva un aspetto molto fine.
'..hai baciato Nicholas?',risposi io.
'..NO! CHE BACIATO NICHOLAS. NONONO ASSOLUTAMENTE HA BACIATO L'ALTRO..Shemuel.',gli occhi della donna si sgranarono nuovamente.
'..perché lo avete chiamato Sam prima? Siete una famiglia molto misteriosa, lo sa?',lei scosse la testa.
'..nulla di fondamentalmente importante.',solo che il ragazzo che hai baciato un tempo si chiamava Samantha. Ma, a dire il vero, ero d'accordo con la donna. La fisicità di Shemuel è relativamente importante..o, almeno, così dovrebbe essere. Ma il ragazzo punta molto sulla sua fisicità e sul suo aspetto, quindi, ciò diventa importante. Ma dubito che i due abbiano intenzioni serie..ma sono spaventato. Dove vorranno arrivare? Dove vorrà arrivare Shemuel lasciando Margo all'oscuro della sua precedente sessualità? Per quanto io in me non la ritengo importante, una persona deve essere in condizione di decidere se accettare o no un partner che ha cambiato sesso..oh, mio Dio. Parlo come quel tipo di persone omofobe che negano di essere omofobe. E io sono pure gay.
***
Shane era rimasto a dormire in camera di Colton. Pensavo che si fossero lasciati. Hanno diciannove anni, sono ragazzini, non hanno le idee chiare. A dire il vero, non so quanti anni abbia Shane. Forse anche più di me.
Quando ne hai venti, è già tutta un'altra storia, rispetto ai diciannove.
Margo non faceva che rigirarsi nel letto centrale in tutte le posizioni. Qualche volta si sedeva, fissava il muro di fronte a lei, diceva qualcosa di incomprensibile e poi si sdraiava di nuovo, stando tranquilla solo per pochi secondi.
'..ehi. Piccola? È tutto okay?',da sdraiata appoggia la testa sul cuscino voltata verso di me.
'..no. Voglio morire..e odio dormire da sola. Ricordi? Quando convivevamo dormivi quasi sempre con me. Te lo chiedevo e non dicevi mai di no..anche se i primi mesi erano duri.'
'..portavo in casa chiunque per dimenticare Nick. Ma non ce l'ho mai fatta..Margo. Vuoi che vengo lì?',mi fissa con gli occhi castani lucidi e annuisce. Mi alzo e lei mi fa un po' di spazio nel letto.
'..Alex. Sto malissimo.',le lascio appoggiare la testa al mio petto e la stringo a me.
'..cosa c'è che non va, piccola?'
'..Jase. Sua sorella. Suo cugino. Ho distrutto la mia vita. Voglio rischiare di morire e sopravvivere solo per sentire la tranquillità di trovarmi vicina alla morte.'
'..sei fantastica. Non avrei ragioni per vivere senza di te.. Margo. Con Shemuel tu..insomma..TU fai sul serio?',stava piangendo. Aveva il viso bagnato dalle lacrime e gliele stavo asciugando con i pollici senza guardarla. Fissavo il soffitto, e lei faceva lo stesso.
'..bho. E, Alex..grazie per essere venuto qua. Mi sento meno sola con te vicino.'
'..mi sento meno solo anche io, piccola Margo.'
La sensazione di distruzione di Margo risaliva a due anni prima. Alexandra. E quello che è successo prima, dopo e contemporaneamente a quello ha solo aggravato il tutto. È tutto un effetto collaterale per lei. Anche il suo presente e un effetto collaterale. Lei si sente colpevole di cose delle quali non ha colpa. E la cosa mi fa male.
Mi fa tanto, tanto male.
Mi fa male da morire.
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