III CAPITOLO
A casa son giunto, troppo male mi sento per sistemare la cucina.
Devo andar a dormire, questa giornata s'è rivelata una delle peggiori di tutta la mia vita.
Ho levato la giaccia buttandola per terra, mi sento quasi svenir, sbiadito io vedo, più sbiadito di quanto il mondo lo sia già.
Nemmeno i denti ho spazzolato, non ho la testa neppure per compiere gli atti di igiene personale.
Son proprio messo male.
A letto ora mi son sdraiato, non riesco a pensar ad altro, non riesco a dormir, il suo di quella
voce sinistra la mia testa domina. Si sta
impadronendo di me. Basta devo chiuder occhio, domani sarà una giornata altrettanto stancante.
...
3:46
...
Mh? Dove son, oh ma son nel mio letto, è tardissimo, aspetta perché mi sto alzando?
Dove sto andando, non riesco a bloccare le mie gambe, si muovon di loro spontanea volontà, che mi sta succedendo, non riesco a parlar, non riesco a gridar, riesco solo a pensar.
Sto uscendo di casa, le braccia han chiuso bruscamente la porta di casa, sembro impaziente, nervoso, eppure non sto dominando io il mio corpo.
La solita strada sto ripercorrendo, velocemente, quasi non mi sento le gambe per il troppo sforzo.
Per strada nessuno c'è, tutto desolato è, ho già capito dove arrivando sto io. Alla cattedrale quest'energia mi sta portando. Non è un incubo, posseduto son. E rieccoci.
In chiesa son tornato.
Il cancello è senza lucchetto ed è anche aperto, qualcuno è dentro. Che sia la donna di stamani?
Spero più che posso, spero che non sia lei, spero di non essere davvero posseduto e che tutto questo sia solamente un qualche inquietante incubo.
Sto camminando per l'oscuro giardino, è pieno di fumo, non è nemmeno foschia o una semplice nebbia, è proprio fumi, ed è presente lo stesso odore di bruciato di sta mattina.
Il sentiero della chiesa è cosparso di sale rosso. E sulla scalinata... sulla scalinata ci sono le rose, i gambi son imbrattati di sangue, i petali volano sparsi per aria. C'è una donna in ginocchio.
Sulle scale accovacciata su quello che sembra un... un cadavere? Sembra che abbia le mani posate dentro di esso. Sta giocherellando con le sue interiora. Sembra esser così aggressivamente delicata, per quanto incoerente possa sembrare ai miei occhi da quest'impressione.
Intorno al corpo son presenti i medesimi candelabri rifiniti in oro, vi ci son anche rose prive di gambo poggiate sulle gambe del corpo. Sembran essere di un uomo, son distese diritte e svestite. I capi son strappati. Che questa donna abbia così tanta ferocia all'interno di lei?
Son bloccato qua di fronte, non si è ancora accorta di me, o forse sì e semplicemente sta aspettando il momento giusto per smembrare anche me.
Per qualche pazzoide motivo non provo paura, d'un tratto s'è trasformata in tranquillità e calma, un'angosciante calma. Son consapevole che codesto davanti alla donna è un corpo, un corpo virile, d'un uomo, chi sia non lo so. Vorrei saperlo.
...
La donna fermata si è, smesso di smembrare ha e ora alzando si sta.
È alta, molto più alta di tutte le donne che io abbia mai incontrato in trent'anni della mia esistenza, è pallida, sta a piedi nudi e son anche sfumati a del blu, che abbia dei geloni? No così scuri i geloni non posson esser.
Ha una veste lunga, lercia e fradicia, stracciata in alcuni punti. Che sia una donna cannibale? Non credo, a quest'or non avrebbe un aspetto così spettrale. Esatto...spettrale...
Lei umana non può esser, angelo altrettanto. Gli angeli non son così... eppure la sua energia mi ammalia. Non riesco a farne a meno.
Ha un braccio disteso lungo il corpo e l'altro proteso verso di lei, che stia mantenendo qualcosa in mano? Probabile.
Muovendo si sta, io sto cominciando ad avanzare, nuovamente senza volerlo, e nuovamente la paura si fa viva, mentre io alla morte mi sto avvicinando, non posso gridar, e anche se lo facessi nessuno mi udirebbe.
10 centimetri da lei. Girando si sta.
D'istinto gli occhi chiudo, quelli riesco a controllarli, non voglio aprirli non voglio vederla.
Due gelide mani sento sul mio viso, son delicate e tristi, molteplici dita altrettanto più gelide del palmo mi strofinano attorno agli occhi. Sta accarezzando e pian piano aumenta la forza nella
presa, adesso mi sta stringendo, più forte, troppo forte. Voglio scappare, fuggire, urlare. Non riesco. Non ci riesco affatto. Son disperato.
Cosa mi sta accadendo, Dio mio ti supplico fa cessar questo incubo, questo orrendo accaduto.
Dolore. Troppo dolore sto provando.
M'ha cominciato a spremere le orbite degli occhi, mi sento il sangue colare sul viso. Non riesco a vederla, non vedo più niente in realtà.
Voglio semplicemente cader a terra, e liberarmi.
Dio ti supplico.
Ripeto
Dio io ti invoco
Esclamo in mente mia
Dio perdonami
Il mio ego, la mia impertinenza sto conoscendo, la mia coscienza sto vedendo. Il tocco violento di questa donna sui miei occhi mi sta facendo osservar tutti i miei lati oscuri. I lati oscuri del mio esser uomo. Troppo uomo.
-Lasciami... ti prego mi fai male-
Sono riuscito a parlare.
Sento la presa della donna allentarsi di colpo. Come se dopo quella fresa l'avessi quasi fatta sentire in colpa. Lasciato mi ha. Di nuovo io vedo.
Il suo volto è indecifrabile, sento la sua triste aura. Alzando le braccia sta.
Il sale rosso sta cominciando a bruciare, le rose ad incenerirsi e i candelabri a sciogliersi.
Il fuoco sta divulgando per tutto il giardino, sta arrivando fino alla scalinata e.... no... NO.
-STA FERMA, NO... TI PREGO NO....FERMATI-
Prima di fermarla dal bruciare la dimora di Dio lei mi ha spinto, io cado nel vuoto circondato dalle fiamme, dalle urla, dalla sofferenza. I miei occhi sanguinano, son bucati, riesco comunque a vedere quello che mi circonda.
Che questi siano i così detti inferi?
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