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II PARTE (XIII CAPITOLO)

M'allontano barcollando dall'infuriata signora, mi giro e mi rigiro ma in mezzo a tutto questo frastuono la testa mi gira più di quanto lo faccia io.
I continui sussurri mi mandano in tilt, le maschere inquietanti mi angosciano e l'immensità di questo ignoto posto mi mette a disagio.
Dovrei esserci abituata date le cose che compio con Agatha, eppure no, qualcosa mi turba.
I sussurri continuano più forti di prima, il rumore d'un corno, forte e chiaro, rimbomba nell'eco di questo universo chiuso da un tetto...
La gente sembra aggrupparsi davanti a un rosso e lungo tappeto posto sul pavimento che a causa della folla m'era sfuggito...
Mi avvicino con ancor la dolente guancia, ma quel che vedo mi fa venir un gran nodo alla pancia...
Cassandra è gettata a terra col cranio mezzo frantumato e l'espressione piena di pena e dolore,
tutta la gente qui presente le sputa in segno di mancanza di rispetto, le tiran calci e colpi sulla testa per infierire sulla ferita, lei piange disperata ma senza emetter suoni. Si dispera con gli occhi fissando un punto indefinito dinnanzi a se.
Io provo ad allungar mano verso lei per soccorrerla ma una forte presa mi precede in concomitanza afferrando saldamente gli insanguinati capelli della por donna qua inginocchiata.
Ho alzato lo sguardo posandolo su chi ha compiuto quella forte e forse troppo dura presa ed è uno di quegli uomini, quelli che con la carrozza han rapito Cassandra, è alto con una tunica nera coperto da un cappuccio, sembra ricordar una pedina di scacchi...
Mi butto in mezzo alla folla spingendo a volte chi troppo d'intralcio per il mio cammino ma non posso andar oltre una linea posta davanti un altare creata con del sale rosso...
L'incappucciato uomo ha tirato con se Cassandra sull'altare gettandola di colpo a terra, l'altare ha anche una zona rientrante, a mo di tomba, poi possiede anche una grande ruota in legno con spilli e fili di ferro attaccati è tutto così enorme qua dentro.
Nuovamente un forte colpo di corno rimbomba nell'eco di questa stanza, il grande uomo si pone su un lato della ruota immobilizzandosi completamente, come una pedina da scacchi...
La gente cessa di sussurrare e comincia a porre delle sottospecie di tovagliette rosse con strani disegni incisi dove poi vi si inginocchiano al di sopra,
io rimango in piedi e giro il mio sguardo per tutta la sala esterrefatta senza saper cosa fare...
Un presa mi tira in basso, di colpo senza avvertimento, mi fermo a mezz'aria girandomi e quel che sembra un signore in maschera, mi fa cenno di abbassarmi completamente con la testa, ed io lo ascolto.
Siam tutti zitti, fermi e inginocchiati, l'uomo è impassibile e immobile e Cassandra invece, por anima singhiozza.
Tre colpi di tamburo forti e netti spezzano l'assillante silenzio, tutti si abbassano giù con la testa in mezzo alle gambe, io per camuffarmi cerco di immedesimarmi alle loro azioni abbassando la testa di conseguenza, butto comunque uno sguardo all'altare e al resto della stanza.
-Donna-
Mi volto nuovamente verso l'altare...
-Vien qua su. Ora.-
L'ignoto uomo m'ha notata e m'ha proteso una mano come per invitarmi a salire. Ubbidisco senza emettere suoni tantomeno ribellione, mi alzo ma la gente non mi alza la testa, salgo sull'altare e l'omone mi guida con un cenno della spalla accanto al lato vuoto della ruota. Cassandra mi guarda implorante.
Altri tre suoni di tamburo questa volta continui e accompagnati dal corno assordante di prima.
Il grande e nero portone a fine sala si spalanca di colpo, una pila di uomini con le stesse tuniche di quello posto al mio lato sinistro entrano dentro, portatori di oggetti, armi, corde e spezie.
Subito dopo giungono uomini con bianche tuniche, sporche di terra ai fini. Loro mantengono corna vere di ariete, pelo d'animale e un teschio di cervo in mano...
Arrivano e salgono sull'altare, le pedine dalle bianche tuniche prendono un liquido nero posto vicino la ruota, cominciando a tracciare linee attorno a noi formando una stella a sei punte. Finito il disegno pongono degli strani oggetti portati invece dalle pedine nere, ponendoli su ogni punta della stella.
Non so cosa siano.
Gettano spezie qua e là insieme al pelo d'animale.
C'è un odore insopportabile.
Sollevano Cassandra e tramite le corde la poggiano sulla spinosa ruota, la tengono ferma così che non cominci a girare e la legano come... come un processo di crocifissione...
Lei cerca di dimenarsi ma riceve in cambio forti schiaffi sull'anziano viso.
-Ehi grand' uomini piano, rallentate le botte è una por do...-
Ho cercato di fermar le continue mazzate che giungevan sul viso dell'anziana donna, ma in cambio ho ricevuto un forte spintone che quasi non cadevo in terra. Mi devo star ferma nel mio.
Ultimo suono di corno, ultimo di tamburo. Altre presenze entrano.
Due donne dalle nere tuniche entrano, son senza cappuccio, le guardò sbalordita perché son di mia conoscenza. Teret e Loreline.
Dietro esse una figura femminile, svelta e furba, vendicativa e piena del bene del demonio. Agatha entra in vesti solite sue, le donne portano frutti di melograno, lei porta rose con ancora gambi spinosi e rosari delle messe nere, ha uno sguardo compiaciuto.
Ora capisco... il posto, il castello, gli oggetti, gli uomini... Ha organizzato tutto lei!
Guardo Teret delusa e spaventata allo stesso tempo, lei mi fissa dispiaciuta, ci eravam promesse di non arrivar a far cose di questo tipo...
-Maestra ma che diamine?!-
-Oh ma ciao mia cara, come mai...-
-Ah signora mia, risparmi la finta sorpresa, m'aspettava-
-Corretto! T'aspettavo, sapevo saresti venuta, meglio per te cara sarai istruita al meglio-
-Ma quale istruita e istruita! Tu Teret, ci eravam promesse di non spingerci fino a questo punto!-
-Con Merinda non ti sei disperata così tanto!-
-CON MERINDA ERA UN ALTRO CONTO, ERA UN RITUALE BENIGNO! NON QUESTO-
Mi giro indicando tutto l'ammasso di aggeggi che ci circonda...
-E poi chi son questi uomini? Queste persone così dannatamente irrispettose e inquietanti? Che diamine sta succedendo!-
-Cara, la colpa è tutta di questa insulsa donna dai mali costumi. Perché non chiedi spiegazioni direttamente a lei?-
Volto la testa ponendo lo sguardo su Cassandra...
-Signora ma cosa...?-
-TU, FACEVI PARTE DI QUESTI INCONTRI, ANCHE TU TERET, VERGOGNATEVI MALE RAGA...-
-Bastone.-
Agatha ha ordinato a l'uomo accanto a se di tirar una forse bastonata sulle gambe di Suor.Cassandra per zittir l'insulto che stava per proporci. E così ha fatto.
Un urlo è rimbombato per la stanza seguito da un pianto.
-Mala donna sei tu, conviene per te che ti pulisca quella lurida bocca prima di prender parola per le mie allieve.-
-Maledetta! Maledetta!-
-Cara per orgoglio non vuoi spiegar le tue colpe alla tua sorella che sta ferma immobile così perplessa?-
-SORELLA MIA LEI NON È!-
Cassandra si gira verso me con sguardo intorpidito e schifato.
-SERVITRICE DEL DIAVOLO!-
-Dovevi aspettartelo Oralica, siam allieve del satanismo, siamo propense a far queste cose-
-Ma non abbiam mai fatto una cosa del genere, erano preghiere a Tamaran, non demoni del genere...-
Agatha sorride e questa volta si gira completamente verso di me, tende la testa d'un lato quasi come se le facessi tenerezza...
-Il satanismo non son solo preghiere, mi son sempre limitata a quello quando vi partecipavi anche tu. Teret sa fare cose, rituali di sacrifici da principiante, ma comunque sa farli. Con te non mi son mai spinta oltre semplici preghiere perché percepivo la tua incertezza su ciò che compivamo, e ora ne sto avendo la conferma-
-I-io...-
-Oralica tesoro, questa donna dall'elevato orgoglio, ha avuto atti di lussuria con Padre Albert, ho avuto la notizia da Merinda stamani presto che Arthur, l'uomo che avete osservato perseguitato dal desiderio di una succube, ha assistito all'atto dal vivo. L'amata mia conoscendo l'umiliazione che m'ha provocato questa disgraziata ha colto l'occasione di vendicarsi per me e anche per Arthur-
-Ma Merinda non odiava quell'uomo..?-
-Non profondamente, sai quanto odio ha provato nel vedere due soggetti dalle "sacri" vesti tradire la benevolenza di Dio? Avoglia-
-Per Arthur sarà un sentimento di compiacenza, per me un'occasione di piena vendetta-
-IO NON T'HO UMILIATA, MERITAVI IL DISPREZZO DELL'INTERA CITTÀ FOTTUTO DEMONIO!-
-Non era richiesto saperlo, m'hai rovinato la vita e finalmente la repressione che mi tratteneva nel distruggerti ha tolto i paletti-
-TI SEI ROVINATA SOLA! DANDO ASCOLTO AL DIAVOLO TI SEI CONSUMATA LE UNICHE TUE RAGIONI BUONE PER MANTENERE UNA REPUTAZIONE DECENTE!-
-Ritieniti sfortunata perché potrei benissimo prendere questo enorme aggeggio e infilzarlo in quella tua insulta testa vuota fino a fartelo sentire in gola. Infondo ti piace quella sensazione, o sbaglio?-
-LURIDA MALEDETTA-
-Però devo fartela pagare per bene, quella sarebbe una morte istantanea, devi soffrire fino all'ultima goccia di sangue che ti uscirà-
Son pietrificata qua dinnanzi a tutto questo strazio a cui sto assistendo, se prima guardavo Cassandra con compassione ora la guardo con occhio d'ammirazione.
Riesce a tener testa ad Agatha anche sotto minaccia di evidente tortura.
-Allora, a te la scelta mia prescelta donna, hai varie opzioni per decedere. Potrei farti uccidere a mani nude, con armi, con veleni o altrimenti potrei farti godere con uno di questi uomini così tanto che finirai per aprirti in due-
-STA ZITTA! STA ZITTA!-
-Oh, ma che onore! Vuoi che scelga io? Sono lusingata-
Agatha ha uno sguardo così colmo d'odio, non l'avevo mai vista così prima d'ora, odia però mantiene la sua compostezza, l'immagine di quelle due frasi che Agatha ha pronunciato mi fa gelare il sangue. Cassandra con l'affanno cerca ugualmente di dimenarsi, gli uomini non la colpiscono più, alcuni membri della folla invece da inchinati le urlano di tacere e di morire per l'umiliazione provocata alla loro maestra. Agatha.
Non sono mai stata a conoscenza dell'intera potenza di quella donna, ma adesso che ne sto assorbendo l'essenza... Ho paura.
-Prendete le corna, donatele al povero agnellino qua davanti a me-
Gli uomini agli ordini di Agatha prendon le corna d'ariete, afferrano la testa di Cassandra che è a differenza loro, è impotente e non potrebbe dimenarsi nemmeno se riuscisse a slegare le corde. Ha le mani e le braccia piene di graffi e tagli provocati dai ferretti attaccati alla ruota. Prendon un coltellino e inizian a spellare e ad incidere dei buchi sulle tempie della por donna che ha iniziato a urlar dal dolore e la disperazione.
Fanno dei buchi profondi quanto basta per inserire le due corna d'animale, il sangue le cola su tutto il viso immedesimandosi al resto del sangue creando come delle striature di un tronco.
La gente incita il dolore di Cassandra con segni d'approvazione e urli di detti e frasi in lingue strani. Come incitazioni al demonio di giunger qua.
Il sangue ormai colato dovunque è arrivato a gocciolar anche sul teschio di cervo che han posto proprio sotto i piedi dell'anziana donna, ho letto di questo fatto in alcuni libri di Agatha abusivamente, e penso proprio stian chiamando il diavolo in tutti i modi possibili.
-Fermi, ora aprite sei ferite, tre su petto e braccia, altre tre su stomaco e gambe. Su!-
Gli uomini dalle bianche vesti ormai impregnate del rosso spostano il coltello dalle povere tempie di Cassandra, sul suo petto, incidendo un lungo taglio privo di letalità, passando poi alle braccia facendoli più profondi rispetto alla prima.
Lei urla disperata prega Dio di salvarla, ma niente può irrompere l'abbondanza di malvagità che è accumulata qua dentro.
Arrivati allo stomaco ne aprono buona parte, i più profondi li fanno alle gambe, lasciando la pelle aperta e penzolante così da bruciare il doppio.
Agatha prende un mazzo di spezie e sale rosso misto a spilli. Comincia a mettere le spezie sulle ferite aperte provocando urli pieni d'agonia. Inserisce fino infondo al taglio e poi prende i lembi di pelle lasciati apposta "chiudendoli" con gli spilli.
È l'atto più impressionante che io abbia mai visto...
-Strappatele i capelli dal contorno viso, mi serve una linea circolare libera-
Gli uomini prendono i capelli più vicini al contorno viso strappandoli con tutta la loro forza causando spasmi di dolore alla povera donna del quale stan prosciugando litri e litri di sangue.
Agatha ha cominciato a recitare una maledizione mista a una preghiera di donazione a Satana.
La folla incita sempre più la presenza del demonio causando frastuono e casino in tutta la gigantesca sala.
L'eco da alla orecchie.
-Giratela al contrario-
Gli uomini sta volta esitano, sembrano indecisi...
-Dannazione che buon cuore che avete faccio io!-
Agatha gira la ruota facendo finire Cassandra sottosopra, inserisce le rose nelle ferite mezze aperte, spreme il succo di melograno sul suo corpo ed inserisce il rosario facendolo ricadere fino alla testa. Così che la croce tocchi il teschio di cervo.
Prende un'ascia e prima che la inizi da usare la stella che ci circonda ha cominciato a divampare. Il sale rosso infierisce sulle fiamme rendendole incredibilmente alte.
Non riesco più a vedere la gente circostante.
Inizia a colpire violentemente laggiù dove viene provato piacere.
"Fino a dividerti in due"
Gli uomini si inginocchiano, Teret e Loreline invece fissano la situazione con espressioni indefinite.
Cassandra ormai tra spasmi, urla e l'entrata del demonio in se non può più essere umana.:.
Io piango, la cenere e le fiamme alte mi terrorizzano, la gente esulta urla e gioisce.
Sembra la reincarnazione dell'inferno...
-FERMI FERMI BASTA VI PREGO!-
Dico osservando Cassandra ormai senza vita divisa completamente a metà... le sue membra e i suoi organi hanno raggiunto il pavimento...
Io piango disperata portandomi una mano sul muso per far cessare i continui singhiozzi, ma non riesco.
-Provi sul serio compassione Oralica?!-
-MA TERET COME POTETE FARE UNA COSA DEL GENERE! IL SUO AMATO SI MANGERÀ LE MANI ALLA SAPUTA DELLA SUA MORTE!-
-Il suo amato? Ma ti senti?!-
-SIETE MALATI!-
-Mia cara, hai accettato di essere così cosa t'aspettavi?-
-ZITTA! ZITTA DEMONIO VORREI VEDER TE AL POSTO DI QUEL POVERO UOMO A OSSERVAR MERINDA SMEMBRATA IN DUE SENZA VITA!-
-Disgraziata... insulsa disgraziata-
-Uccidetela-
-Ma signora...-
-STA ZITTA LORELINE, FATELO E BASTA!-
Ho serrato gli occhi per l'improvvisa richiesta inaspettata, gli uomini spaventati dall'ira di Agatha mi si avvicinano prendendomi dagli arti.
-NO, TI PREGO NO, RISPARMIAMI HO UNA FAMIGLIA UN FIGLIO TI PREGO-
Non ho avuto tempo di finir la mia implorazione che son gettata in mezzo alle divampanti fiamme, ciò che sento son le mie medesime urla, e la gente che mi lancia manate e colpi di calci...








Non mi volevi morta, vero Narisa?
Eppure...
Per tua colpa di fuoco son incenerita.

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