II PARTE (V CAPITLO)
Si Christopher ha terminato il turno.
-mia cara andiamo!-
Siam saliti davanti al suo carretto, ha chiuso la sottospecie di magazzino sul retro, e ora ha dato
il via ai cavalli.
Di solito alla bottega mi ci dirigo a piedi ma ho trovato l'occasione perfetta per farmi accompagnare.
-Allora Chris-
-Mh?-
-Da quando vivi nelle vicinanze di quella bottega. Non pensavo vivessi in quella parte della Colonia.-
-Oh si diciamo che... non è che ci vivo nel ver senso della parola-
-Non ti capisco?-
-Son vagabondo Miranda, son un povero vagabondo che fa affidamento sui suoi raccolti-
-Quindi sei in sosta in quel paesino?-
-Esatto, vi ci ho trovato un perfetto terreno per coltivare i miei ortaggi quindi vi ci farò sosta fin quando non mi si presenterà l'occasione di un miglior terreno-
-La vedo dura in Colonia-
-Esatto, comunque... Che t'ha da far nella bottega?-
-Vestiario nuovo-
-Merinda rimani la solita vanitosa donna dal carisma sproporzionato-
-Che posso farci, son fatta così-
...
Merinda sembra tranquilla, fin troppo tranquilla. Osserva il paesaggio collinare alla nostra destra come se non ne avesse mai visto uno prima d'ora.
Io invece questi posti li conosco come i frutti del mio magazzino.
Ogni volta che percorro queste strade m'intossico malamente. Non mi scorderò mai il dolor provato per queste stradine dall'aspetto così innocente.
Se mio padre scoprirà che non son riuscito a vendere un quarto del raccolto di sta mattina non si tratterrà questa volta. Dir che son spaventato è dir poco. Non vedo l'ora che qualche malore di lui s'impossessi e con esso che anche la sua vita opprima.
-Merinda siam giunti a destinazione-
-Oh grazie caro. Gentilissimo come sempre. Vuoi entravi con me a dar un'occhiata?-
-Mi faran entrar?-
-Ma si ti difendo io tranquillo. Ora vieni. Entriam e mostriamo la nostra forte essenza. Pensa di star vendendo frutta, sfrutta quel tuo solito ghigno e starai simpatico a tutte!-
-Ci tenterò-.
Siam entrati dentro. Il fuori m'ha messo un'angoscia incredibile. È un edificio enorme, sembra quasi un castello. Sapevo di questa bottega ma non pensavo che fosse tutto questo monumento. È gigante.
C'ha accolto una docile signorina dai capelli corti. Indossa un cappellino rosso e un cappottino altrettanto delizioso, sembra esser molto carina.
-Ma salve signori posso esservi d'aiuto in qualche modo?-
-Salve cara no, non ancora, vogliam prima salutar il tuo capo. È nello studio giusto?-
-Oh si Ms.Agatha è di la, penso che lei sappia già la strada-
-Si non preoccuparti, vieni Christopher i manichini li squadrerai dopo-
Abbiamo varcato la soglia di un'altra entrata. Questo studio è dannatamente magnifico. È pieno di donne con la stessa divisa della signorina di poco fa. Son tutte a lavoro, adoperano i capi con le loro piccole e delicate mani.
-Agatha da quanto-
-Ohh Merinda, mancata assai mi eri, chi è questo bel giovanotto qui con te?-
-Oh salve signora, piace Christopher è il nome mio lieto di conoscerla-
-Il piacere è mio caro, sei davvero un bell'uomo fattelo dire-
-Grazie mille-
-Chris caro puoi lasciarci un secondino sole?-
-Si giovane fanciullo, va. Perlustra la bottega e vedi se trovi qualcosa di carino ti posson consigliar le mie dipendenti se hai bisogno-
-Va bene, ora scusatemi non me lo faccio ripetere due volte-
Ho chiuso la porta dello studio alle spalle mie.
Gigante questo posto è. È come se fosse una delle botteghe del centro della Colonia solamente più... stregato. Si stregato.
I lampadari grandi e decorati son. Posseggono delle pietre preziose rosse che deduco siam rubini.
Splendenti è dir poco riduttivo.
Ci son specchi ovunque, d'ogni tipo. I manichini son ricoperti dalla seta bianca, il pavimento è coperto da un gigantesco tappeto che illustra uno strano simbolo.
Poi chiederò a Merinda di cosa si tratta.
Mi son accorto di star girando e rigirando nel reparto donne.
Ci sarà un reparto uomo, la signora m'ha detto di veder se trovo qualcosa che mi può interessar.
Effettivamente avrei bisogno di trovar nuove camicie. Le mie si stan imprattando sempre più di terreno e concime. Che figura ci farei se la gente continuasse a vedermi in questo stato?
Ho intrapreso uno dei tanti percorsi di questa bottega.
Son davanti un'altra porta. È grande e in legno, con tanta bigiotteria pendente e dei disegni dipinti in rosso raffigurati. Certo che s'impegnano per dare quest'essenza a questi posti.
Son giunto in una sala. Il rosso penso sia il colore che prevale sugli altri in questo posto. Le mura son nere però. Un nero fitto.
Anche qui vi son i lampadari decorati medesimamente a quelli dell'atrio principale.
Son presenti 4 enormi quadri. Sono fantastici.
Penso sian delle repliche di dipinti famosi.
Uno in particolare la mia attenzione ha catturato.
Non credo sia un dipinto famoso. Raffigura una donna. O meglio. La gamba di una donna.
La gamba ha su degli auto-reggenti.
Inoltre mi sembra di notare una... mano. Una mano non proprio umana. È molto grande, tanto da riuscir ad afferrar completamente il docile piede della donna.
L'afferra non con aggressività. Con ubbedienza.
La donna invece con la sua gamba posta in quel modo raffigura padronanza. Ne son più che certo.
Arthur m'ha trasmesso quest'ossessione per i dipinti.
Quella mano però... ha un qualcosa che non va...
non va affatto.
Quelle mani son di un demonio. E quelle croci...
Chi l'ha dipinto questo orrore. È orrendamente bello. Bello da far paura. La raffigurazione non ha certamente un bel significato.
Un demone ubbidiente e una donna padrona?
Ho tante cose da chiarire con Merinda.
Continuo a vagare per la stanza. Avrei dovuto cercar i vestiti, ma ora son intrigato da tutti questi oggetti qui presenti.
Questi ad esempio, son delle pietre nere. Pensavo tenessero the ai rubini. Hanno anche queste nere.
Non mi piaccion tanto, mettono ansia.
Tutto questo posto mette ansia.
Non ci son finestre. Solo quadri.
È pieno di cassetti, so che non dovrei frugarvi dentro, Arthur m'ha sempre detto "se tu gli affari tuoi ti farai per cent'anni sta certo che camperai", non son sicuro di questo detto al cento per cento, ma ehi son un vagabondo. Un infrangitore di regole nato. Un "curiosone", così dice Arthur.
Ho aperto il primo cassetto che m'è capitato sotto mano. È colmo di rosari. Tutti in nero e con pezzi di rubino...
Aspetta un attimo...
Questi... questi non son rosari...
Non son semplici rosari...
Son il simbolo di Satana, son capovolti...
Perché dovrebbero tenere dei rosari capovolti...
Questo spiega l'eccessiva presenza di rosse, la
mancanza di finestre il che comporta a pochissima luce se no a non esserci presente direttamente, spiega anche il quadro che raffigura un demonio...
Cos'è questo dannato posto? Non è normale.
Ho aperto un altro cassetto. Ci sono degli strani pezzi di buccia... Che sia buccia di melograno...?
...
Merinda voleva dei melograni... Che li utilizzi per...? No, assurdo stiamo parlando di Merinda, una donna così cortese e sofisticata. Non s'azzarderebbe mai.
E queste foto? Son delle famiglie?
No, son delle case?
No, delle chiese?
È pieno di foto completamente diverse eppure sembran tutte collegate.
Ehi aspetta, questa è una foto della cattedrale, del 1810. È molto vecchia, eppure s'è mantenuta bene.
Cosa stanno a significare tutte queste bambine. E poi, perché tutti i figli presenti son solo delle bambine?
Mi sto sentendo male. Il fiato comincia ad affannarsi.
Tutto ciò mi mette paura. Perché Merinda m'ha portato in un posto così, e soprattutto perché dovrebbe venire qui. Che non ne sia al corrente nemmeno lei ?
...
-ሂድ አንተ ቆሻሻ ኃጢአተኛ ራቅ-
Chi ha parlato? Da dove proveniva questa voce?
-የአንተ ያልሆነውን አትንካ-
-CHI C'È?!-
-FATTI AVANTI SE NE HAI IL CORAGGIO!-
-ወደዚያ ሂድ
ወደዚያ ሂድ
ወደዚያ ሂድ
ብዳኝ
የተረገመ
አዎ እርግማን
ስንጥቅ-
...
- Ok grazie mille Agatha ne terrò conto,
comunque... Ho i melograni che mi avevi chiesto, tu possiedi già il calice giusto?-
-Oh si cara, questi giorni nevati son perfetti per fare la seduta. Tu recati domenica nel bosco. Fatti informare dal tuo amico per gli orari della messa domenicale. In base a quelli dovrai venir da noi. Non fallire contiamo su di te Merinda-
-Tranquilla Agatha, tutto sotto controllo ho io, andrà tutto secondo i tuoi pia
-MERINDA MERINDA-
-Oddio che successo giovanotto?-
-LEI TACQUA, NON S'AZZARD DI RIVOLGER LA PAROLA A ME-
-Insomma Chris son questi i modi di rivolgersi a una signora?-
-MERINDA TU AFFERRATO NON M'HAI, LA DENTRO CI SON DEMONI-
-Che?-
-SI IO STAVO GUARDANDO IL QUADRO, POI IL CASSETTO APERTO HO IO, HO TROVATO ROSARI CAPOVOLTI, DELLE FOTO E POI DELLE SINISTRE VOCI M'HAN COMINCIATO AD URLARE IN QUALCHE STRANA LINGUA-
-Merinda, m'hai portato un ficcanaso? Un delinquente? Come ti azzardi a frugar nella
nostra roba lurido ladro-
-Agatha perdonami, anzi, perdonalo non sa quello che dice-
-QUESTO POSTO È MALEDETTO, LEI È MALEDETTA, LORO SON MALEDETTE-
- ባስታርድ
ባስታርድ
አሳማ
ክራክ-
-L'AVETE UDITO?!-
-Udito che? Giovanotto fammi il piacere di levar piede da questo sofisticato posto. Non fa per te.
E tu Merinda non portarmi più luridi delinquenti del genere-
-MALATI, SIETE MALATI!-
...
Christopher uscito impaurito è, sul suo carretto è salito e ora sfrecciando via sta.
Mi sento così in colpa. Non avrei dovuto. Errore mio.
Sarei dovuta giunger sola. Chissà cos'ha visto povero ragazzo.
-Agatha farai si che non si ricorderà giusto?-
-Mia cara, devo solo sperar che l'incantesimo funzioni-
-Prega che le anime infuriate non gli abbian lanciato qualche strano sigillo-
-Lo spero-
-Lo spero per lui, e per noi-
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