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II PARTE (II CAPITOLO)

Seguendo l'ombra son capitato nell'atrio dell'altare, è buio, tutto così dannatamente buio, niente si vede qua dentro.
Sento dei forti colpi d'aria roteare per la stanza, è lei, sembra come agitata, oppure impaziente... si penso sia impaziente. Ma di far cosa? .
Impaziente anch'io son divenuto, curioso anch'io son divenuto. Mi sto lasciando andar alla
tentazione, intanto siam finiti per i lunghi corridoi dove vi son le stanze delle suore. È terrificante la grandezza di questa cattedrale. Sto peccando di nuovo, ma non riesco, non riesco a fermarmi qualcosa dentro di me mi dice di continuare a seguirla. E così sto facendo.
Siamo arrivati alla stanza dell'ultima suora, qua dentro c'è cattivo odore. Non un semplice odore di muffa, c'è proprio odore di bruciato, come se qualcosa avesse appena smesso di bruciare malamente. Odore di... cenere! Si è odore di cenere. Com'è possibile che in una stanza di una suora ci sia puzza di bruciato?.
Proviene da questo scrigno enorme. Non è educato usufruire dei beni altrui senza consenso, ma non riesco proprio a fermarmi.
Ho aperto lo scrigno, dentro ci sono due candelabri con rifiniture d'oro. Son stupendi. Come mai son tenuti qua? Su via Arthur non son affari tuoi.
Dentro ci sono anche delle bustine di sale rosso, dei libri scritti in lingua a me incomprensibile e infine... delle rose... bruciate.
Ecco da cosa è causata la puzza. Perché mai suor.Cassandra dovrebbe tenere delle rose bruciate in uno scrigno? Sto cominciando ad avere un bruttissimo presentimento.
D'un tratto la mia curiosità si è immedesimata alla paura.
Ho preso una rosa in mano, è la meno bruciata ed ha ancora su le sue spine, son verdi e appuntite, non dovrebbero esser bruciate?.
...
Un brivido lungo e netto m'ha percorso da capo affondo, la porta ha cigolato aprendosi, ho chiuso di scatto lo scrigno lasciando cadere la rosa, mi son anche punto. La mia attenzione ricade sulla porta aperta. Da una vista nel nero completo, non c'è niente, non c'è nessuno, ma io sento comunque che davanti a quella porta ci sia qualcuno di molto potente. Quel che mi sembrava d'innanzi un angelo ora mi sembra un...
No Arthur, non nominarlo, non è degno di esser nominato.
-Arthur-
Di nuovo, la voce ha ricominciato a chiamare, non capisco da dove venga.
-Arthur-
-Arthur-
Basta, basta non ce la faccio più.
-Arthur-
-Arthur-
-Basta,BASTA-
-VAI VIA BASTA LASCIAMI IN PACE-
-Arthur...ARTHUR-
La voce questa volta è divenuta più sinistra ancora, dalla paura ho riposto le rose e tutto
il resto al loro posto, ho chiuso gli occhi e sto correndo, corro più che posso, son passato attraverso l'oscurità di quella porta senza prestare attenzione, quella voce angosciante m'ha fatto calar storto la crostata del pranzo di qualche ora fa, sarà tardi sto morendo dentro.
Albert sembra essersene andato, ahh ma che ne fotte di quell'idiota privo di buon senso.
Dalla scalinata son balzato, correndo per la via di casa sto. Le strade a quest'or del buio son ancor più spaventose e obbrobriose del grigio mattutino. Sento che potrei svenire.
A casa al più presto devo giunger.

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