CAPITOLO XVIII
Mentre i due amici vanno su per le scale, io accendo il mio incenso lasciando fumigare per la stanza.
Non avrei mai pensato di dover tornare in quel luogo, evidentemente la vita giocherà sempre brutti scherzi per il mio conto.
Lascio l'incenso al centro del tavolo, prima o poi cesserà di fumigare, ora mi reco anch'io al piano superiore, i due ragazzi han spiegato tutto poiché la faccia di Agatha alla vista mia rassegnata pare, mentre quella di Arthur perplessa mi fissa.
-Come ho già detto ai due omoni, ho una conoscienza fuori paese, dobbiam andare in Svizzera-
-È l'unica opzione?- mi chiede Agata impaziente
-Si cara, la situazione potrebbe degenerare sempre di più e dobbiamo decifrare l'identità di codesta entità al più presto, e lui... lui è l'unica opzione rimasta-
Agata annuisce lentamente e sposta lo sguardo sui 3 intralci.
-Farete le valigie quest'oggi stesso, non voglio sentire scuse e tu Fredrik, starai a casa a riposo-
-Ma come?! No! Non lascerò che mio fratello vada solo incontro al pericolo!-
-Quello che rischia il pericolo qua sei tu, non puoi sforzar il tuo corpo poiché avrai qualche influenza anche tu adesso, ti voglio ricordar da cosa sei stato colpito?-
Il ragazzo sospira per placar l'ira sua e guarda il fratellino.
-Chris...-
-Devi star a riposo, dovrai assicurar che nostro padre non lo venga a sapere e dovrai curar la casa, si soprattutto curarla-
-Diamine va bene!-
-Dunque...-
Ci voltiamo tutti verso un'unica direzione, Arthur...
-Cosa vuoi tu- Chiede nervoso Fredrik
-Ciò vuol dir ferie gratis?-
-Come se non procrastinassi già dalla mattina alla sera!- Lo deride il biondo omone ferito
-Non è affar tuo cosa compio io durante il giorno!-
-Certo Arthur, nessuno mette in dubbio i tuoi... sforzi! Ecco si si, i tuoi innumerevoli sforzi!-
Lo calma Christopher chiaramente non in vena di iniziare una nuova rissa
-Smettetela di agir come degli stupidì bambocci e andate a sistemarvi, ne ho avuto abbastanza di tutti voi per oggi, ho bisogno di riposar-
Urlo in cambio alle tre scheggie nel piede che si trovano davanti a me
-Va bene donna esaurita, togliamo il disturbo, Chris domani vieni a bussar alla porta mia che presto il mio cervello non ha voglia di svegliarsi-
Chris in cambio rotea i suoi occhi al cielo, prende Fredrik facendolo appoggiar alla spalla sua aiutato da Agata, Arthur è impegnato a godere e ridere al momento.
Chris arrivato all'attico della porta si volta verso di me trasmettendomi la preoccupazione sua
-Va- Gli dico cercando di rassicurarlo con un caldo sorriso.
Lui esce completamente e se ne va insieme al resto chiudendo la porta con prudenza.
-Oh cielo, non posso pensarci davvero!-
-Lo so Agata, ma ci siam cacciate di nuovo in un guaio e dobbiamo risolverlo, altrimenti non mi darò pace...-
-Non esser sempre così dura con te stessa, stai facendo del tuo meglio-
-Si! Sì sì... certo come ogni volta, intanto non abbiam ancora risolto niente dopo anni, non credo che reggerò ancora per molto tempo-
-Mi dispiace mia cara, ma il destino nostro ce lo siamo scelte noi... oramai dobbiam conviverci con esso e-....-
-No. Non conviverò con un fato che non mi si addice. Il destino non mi comanderà se io riuscirò ad arrivare all'artefice di chi me lo ha imposto.-
Dico mentre vado nuovamente giù nella stanza sotterranea...
- Io lo cambierò. A costo di perderci l'anima mia-
L'incenso ha smesso di fumigare, devo calmarmi e rilassarmi quindi mi farò una bevanda alle erbe.
Io lo cambierò.
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