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CAPITOLO XVI

-Attenta, vedi che brucia assai- Dico mentre verso la zuppa di pollo all'interno della ciotolina mantenuta da Agatha
-Com'è?-
-Pollo.-
Finito di versare la pietanza mi siedo accanto a lei sul dondolo, lasciandomi cadere all'indietro giù fino lo schienale
-È molto buona!- Dice sorridendo e poi voltandosi verso me -Che ricetta è?-
-Segreto del mestiere cara- Sorrido maliziosamente -Rimarrai col dubbio a vita-
Agatha sbuffa continuando ad assaporare piccoli cucchiai di zuppa, io osservo il gatto mio che saltella agitato per il giardino puntando sempre un qualcosa di ignoto...
-Che ha?- Dico mentre guardo Agatha
-Controlla, che sia un topo forse?-
Mi alzo di scatto posando la ciotola sul dondolo, mi dirigo verso il gatto e tento di afferrarlo per calmarlo.
Dopo svariati tentativi sobbalzo dal dolore di un improvviso graffio
-AH! DANNAZIONE!-
-Merinda? MERINDA!-
Agatha mi si fionda di colpo di sopra afferrandomi la mano, la guardo perplessa -È solo un graffio, tranquilla...-
-Prendilo ora che è calmo!-
Lei lo afferra tenendolo per il collo e le zampe, io metto mano la dove il gatto puntava, sposto l'erba e trovo un pendolo di cristallo nero scheggiato in alcuni punti.
D'un tratto una fitta al cuore mi colpisce e la mia spensieratezza svanisce, mi giro lentamente con occhi spalancati fissando Agatha, che a differenza mia perplessa guarda l'oggetto mantenuto dalle mie mani.
La sua espressione cambia improvvisamente assimilandosi alla mia...
-Che significa questo...-
-Lei è la.- Dice Agatha mentre ripone lo sguardo su di me -Con lui-
-Devo andare assolutamente e...-
-No! È troppo pericoloso per te Merinda, non hai mai avuto a che fare con...-
-Non posso permettere che gli accada nulla. Capiscimi Agatha-
-Allora se la metti così verrò con te. Io invece non mi perdonerei mai che ti succeda qualcosa, non sei specializzata in queste situazioni-
Agatha si alza posando il gatto sul suolo, mi aiuta ad alzarmi e poi lo riprende in braccio
-Che fai lo porti con noi?-
-Si, mi serve per una cosa molto importante-
La guardo perplessamente e un po' spaventosamente
-Tranquilla, non morirà devo sol veder una cosa, se me lo permetti ovviamente-
-Non gli deve succeder nulla-
-Ti fidi di me?-
-Si-
-E allora andiamo, non gli accadrà niente promesso, adesso corri che il tempo si sta scurendo-
-Ma c'è sole e... Che diamine?-
-È una situazione pericolosa, corri andiamo, le nuvole grigie stanno coprendo il sole e la pioggia non è buon segno specialmente così improvvisa-
Ci issiamo sveltamente, rientriamo nuovamente in cucina, io prendo alcune pietre di protezione e invece Agatha prende uno strano strumento dallo sporco e insanguiliato copri-veste nero.
Spalanchiamo la porta talmente forte e velocemente che l'attenzione della gente circostante si sposta tutta su di noi, le donne rientrano i capi dagli stendi-panni e i bambini invece... Oh povere creature, tristi come sono rientrano in casa sorpresi e oppressi dall'improvviso sbalzo di temperatura e clima.
Tento di rintracciar lo sfortunato uomo cercando di connettermi ad ogni anima circostante...
La sua è offuscata da una presenza oscura talmente forte da non permettermi di rintracciar la sua posizione
-Cosa... cosa c'è la con lui? Le succubi non son così tanto potenti...-
-Cara, i demoni prendon energia dalle situazioni circostanti, non so cosa gli abbia fatto ma lui deve averle abbassato la guardia. Così facendo lei sta assorbendo energia e se non lo troviamo finirà per non lasciarlo più andare-
-Rischia di...-
-Si, rischia di morire soprattutto se si abbatterà completamente al suo cospetto e beh... le lascerà il completo controllo del corpo suo-
-Oh cielo...-
Corriamo per le strade, i polmoni miei chiedono riposo ma non è possibile per me donarglielo...
Per le strade siam guardate come due mostri, la presenza di Agatha in città non si vedeva da tempo, provo pena nel percepire così tanto odio verso lei.
Certo le sue azioni son discutibili, ma è la sua credenza...
-Ehi ehi! Ferma ferma qua-
-Cosa, che c'è? Dobbiam sbrigarci!-
-No ferma, c'è Loreline, sono riuscita a percepire una connessione con lei deve essersi fermato facendo tappa al negozio di fiori-
Agatha si avvia verso Loreline, che passeggia mantenendo una vaschetta coperta tra le mani
-Loreline cara, ferma!-
Io le raggiungo fermandomi accanto la donna mia senza prender parte della discussione, soffermandomi ad osservar la bionda e pallida ragazza dinnanzi a noi, che al richiamo di Agatha sembra esser rabbrividita quasi colpevole di qualcosa...
-Signora! Buondì, cosa la porta qui in città solitamente non scende e...-
-Stiam cercando un nobil uomo discendente della dinastia Meyer-
-Ah si! Arthur giusto?-
-Si, è venuto da te lo so, dove doveva giunger?-
-Aveva detto che avrebbe dovuto portar dei doni alla tomba della madre sua per l'anniversario di morte a quanto pare-
Osservo i biondi capelli ormai bagnati della ragazza davanti a me, lei s'accorge che la fisso e ricambia con uno sguardo colpevole, assai colpevole.
-Dimmi un po' Loreline- Mi rivolgo con fare interrogativo mentre fisso la vaschetta coperta da un leggero telo ormai zuppo, il quale permette di capire la forma dell'oggetto contenuto al di sotto -Che t'è venuto a chieder come dono?-
La bionda cessa di respirar per un secondo tentando di non far faccie comprensibili. Agatha ancora non t'ha insegnato a camuffar i sentimenti eh...
-Beh... aveva con se già del succo, è venuto per dei fiori viola così gli ho dato i soliti. Della lavanda...-
-Che succo teneva tra le mani?-
-Non ricordo bene però... Ah si! Arancia era spremuta d'arancia si-
Agatha mi guarda perplessa, io invece fisso Loreline permettendole di capire che so che sta mentendo, ma per qualche strano motivo la verità a me è offuscata
-Sicura cara? Da quell'espressione da cane bastonato non mi pare proprio-
-Merinda come può lei dubitar di me! Non mi permetterei mai di mentirvi!-
-Cara, Loreline ha ragione, non potrebbe mai mentirci, e poi è a conoscenza delle conseguenze che incontrerebbe- Agatha si gira verso la bugiarda ragazza -Vero tesoro?-
-Si sì, assolutamente si-
-Adesso scusatemi maestra, ho urgenti questioni da terminar. Arrivederci-
-Arrivederci Loreline-
Io non ricambio il saluto, continuo a fissarla, cerco di trovar indizi in ogni modo tramite i suoi vestiti, i suoi capelli, le sue scarpe. Niente nessuna traccia di verità!
-Tu sei consapevole che...-
-Si Merinda, so che mente, non riesco a capire però quale sia la versione veritiera delle sue parole e so che hai riscontrato quest'interferenza anche tu. Ho evitato di farle capire la mia perfetta conoscenza del suo essere bugiarda, così sarà più facile da manipolare-
-Dici?-
-Tu lascia agir me. Dammi qualche giorno e ti porterò la verità a casa-
-Lo spero, ora andiamo, una cosa vera l'ha detta ed è il cimitero, Arthur deve essere lì!-

...

La pioggia ha iniziato a tempestare i sentieri di questo bosco trascinando con se rami e foglie per le vie.
Il cielo si è innerito di più di come è solito a fare, gli animali si rifugiano nelle tane, i cinghiali scappano emettendo versi di paura, le farfalle volano via e alcune vengon colpite dalle compatte gocce d'acqua impura crollante dall'immensità sopra di noi.
Spicchi di luce anormali irrompono tra gli alberi, bucano il grigio cielo contrastando col grigiore e la forte pioggia...
-Che diavolo sta succedendo? Com'è possibile una cosa del genere?-
-Non... non lo so Fredrick non... lo so-
Il vento fischia leggermente camuffando ogni altro tipo di rumore, dalla sporgenza del sentiero è impossibile vedervi perché predominante la presenza della fitta nebbia...
Rumori di passi interrompono la nostra concentrazione sul paesaggio circostante, l'angoscia scorre nelle nostre vene senza permetterci di avanzare.
Fredrick mi pone una mano davanti e si guarda in ogni direzione con fare pronto in caso di un ipotetico attacco di un qualche strano elemento.
-CHI VA LA!-
-Calmati figliolo, non siam mica mostri-
Una voce femminile già sentita cattura la mia attenzione, due sagome femminili sbucano dalla fitta nebbia completamente zuppe d'acqua e affannate.
I capelli inconfondibili di Merinda constrastano con l'oscurità circostante, le sue solite verdi vesti son lerce di terra e acqua, e accanto a lei... Accanto a lei vi è una persona a me alquanto sgradita che mantiene un piccolo gattino che dorme tranquillamente tra le sue braccia...
La guardo titubante ed esitante, sono sicuro sia per merito suo.
-Christopher caro, buongiorno, buongiorno anche a lei?-
-Buongiorno Merinda, lui è Fredrick, fratello mio-
Merinda non è affatto sorpresa, non lo son nemmeno io in realtà più di tanto, sapevo lei sapesse.
Vedo che la presenza che sosta accanto alla donna dai rossi capelli mi guarda con fare impassibile e poco spensierato
-Buongiorno- Mi dice mentre mi porge una mano
-Io e te abbiam iniziato col piede sbagliato, se mi permetti vorrei chiarire le cose e prima o poi ti spiegherò cosa è successo. Non son un mostro-
Osservo Merinda che è contenta della reazione della donna terrificante che ho davanti
-Va bene, avrò piacere di ascoltarla quando sarà possibile- Rispondo mentre ricambio la stretta della donna.
Lei volta lo sguardo verso il fratello mio, che pare leggermente imbambolato
-E tu?-
-Oh lui è...-
-Fredrick. Molto piacere- Risponde lui interrompendoli malamente
Che gli prende?
-Agatha, piacere mio-
-Fredrick, ma che tieni?-
-Nulla, assolutamente nulla-
Sorride come un povero ebete dopato, squadra la spaventosa donna da testa a piedi ripetutamente...
Oh cielo...
-Mi permetta di dirle che è una delle donne più belle che io abbia mai visto-
-Ha dei meravigliosi lineamenti-
Mi sblocco dal posto mio interrompendo la tensione, dato che Merinda sta per partire in quinta con non so quale insulto.
E non ci tengo ad udirlo
-Ah ehm... perdonalo Merinda è un po' stordito-
-Storditissimo di questa donna-
Tiro una gomitata a Fredrick sussurrandogli di tacere e smetterla altrimenti avrebbe avuto brutte ripercussioni.
Merinda sospira per camuffare l'evidente fastidio e torna al fare preoccupato di poco fa
-Caro, hai visto Arthur? È urgente trovarlo-
-Mio Dio di nuovo quel soggetto che ha fatto adesso?!-
-N... no non l'ho beccato, che ha sta male?-
-Abbiam percepito energie molto negative, sappiamo dove si trova e a quanto pare, il destino ci ha portati a voi-
-Energie negative? Che siete una sorta di sensitive?-
-Streghe-
Fredrick rimane un po' di stucco alla risposta secca e dura di Merinda, prevedo guai tra questi due.
-Voglio giunger con voi-
-Cosa? Assolutamente no! Sei uscito fuor di capa per caso, è pericoloso!-
-Il fratello tuo ha libera scelta di correr qualsiasi rischio. Chris, so che tipo di rapporto tieni con quell'uomo, e la tua aura potrebbe far solo del bene-
-Verrò-
-Ma...-
-Tu ragazzo? Verrai?- Domanda la bella donna dalle vesti violacee la quale gli sorride penso per il complimento di prima. Fredrick alleggerisce lo sguardo fissandola e sorride -Se è lei a domandarmelo donna dalle maestose vesti verrò certamente-
Che idiota...
-Giungiamo, svelti!-
...

Guardo Agatha iniziare ad incamminarsi seguita dal disgraziato ragazzo fratello di Chris. Lui mi osserva e mi mette una mano sulla spalla
-Sta tranquilla, è fatto così, gli parlerò-
Ricambio sorridendo e cominciando ad incamminarmi anch'io velocemente per raggiungere l'amata mia.
Chris s'aggrega al fratello iniziando a parlargli penso della situazione dell'amico suo.
-Non è spaventato da questa situazione vedo-
-Lo ama. Sa tutto e comunque lo ama. Andrebbe ovunque e farebbe la qualunque per salvar la vita a quell'uomo. Lo sento e so che è così-
-Ho visto... Com'è che lui non si meraviglia di noi?-
-Prima che tu mi rivelassi la verità su quel fatto gli ho parlato personalmente. Ha avuto anche determinate visioni e si è scoperto che non è stato colpito da alcun sigillo perché ha una protezione-
-Protezione?-
-La madre sua lo sorveglia. Or che mette piede al cimitero la presenza angelica della deceduta donna dovrà esser più forte-
-Allora abbiamo un punto a nostro favore-
-Esattamente-
Arriviamo davanti un grande cancello senza scritta in ferro, un po' arrugginito.
Entriamo dentro espirando il cattivo odore presente, la foschia rende quasi impossibile vedervi attraverso, camminando le tombe si fanno sempre più frequenti...
Ma di Arthur non c'è traccia...
-Quindi? L'uomo dove sta?-
-Non lo sappiamo-
-Come non lo sapete, siete streghe trovatelo!-
-Ragazzo ci stiam provando, qualcosa fa da interferenza, non lo sentiamo-
-Ma voi dovete trovarlo! Vi supplico!-
-Chris calmati, lo troveremo non disperar...-
-ATTENTO RAGAZZO SPOSTATI!-
Un forte colpo proveniente dal nulla catapulta dall'altro lato del campo il fratello del povero ragazzo disperato, che alla vista della situazione gli corre in contro strillando dalle lacrime.
Agatha mi afferra la mano portandomi vicina continuando a voltare lo sguardo in ogni direzione
-Tu va da loro, va a controllar il ragazzo-
-No, non voglio lasciarti sola non posso io...-
-Sta qua, io torno subito e tranquilla che proteggerò anche il gatto tuo-
Lascio la presa di Agatha permettendole di avviarsi verso un punto indefinito del cimitero, io mi volto mantenendo le lacrime dirigendomi dove sento provenire delle urla d'agonia virili.
-Chris, Chris che succede!-
-Ha battuto la testa forte, non apre occhio-
Mi accosto al ragazzo cercando di calmar le continue lacrime che fa scender, tengo la testa sanguinante al povero fratello cercando di fermar l'emoragia, nel mentre mi guardo dietro con la speranza che Agatha sia li. Ma non c'è...
...

Col gatto in braccio mi incammino dentro la nebbia che fa da fortezza al cimitero, la tomba della madre di Arthur ho trovato, mi inginocchio dinnanzi ad essa ma del figlio traccia non vi è.
Per terra son posate una ciotola vuota con macchie rossastre dentro e un mazzo di campanule.
Fiori di strega?
Loreline m'ha mentito, la pagherà quell'ingrata maledetta...
La ciotola sa di ciliegia, e alcune gocce marchiano il marmo della tomba.
Cerco di ricostruire l'accaduto nella testa mia, Arthur deve aver versato il succo con mani tremanti e con tanta tristezza.
Libero il gatto dalla presa mia, inizia ad odorare il terreno circostante andando verso una direzione precisa, io uso il pendolo che dondola proprio dove il gatto mi guida. Quindi mi iso susseguendolo.
Sorpasso alcune tombe vecchie abbandonate ormai da anni, passo vicino anche la tomba della madre mia.
Alzo la testa per cambiar vista.
Miagolando il gatto si ferma girandosi verso di me, una volta raggiunto ricomincia a camminare svoltando a sinistra inoltrandosi in una via di alberi.
Il terreno è segnato da impronte e goccie di sangue che al susseguirsi dei passi miei si fanno sempre più piene.
Arrivo in un punto pieno zeppo di alberi di melo, un lago colma lo spazio dell'aria abitato da alcune paperelle.
Seduto sul pontile c'è un uomo putrefatto che addenta una mela staccata dall'albero che lo precede.
Il gatto s'è fermato accanto a me sdraiandosi sul terreno umido.
La pioggia aumenta la frequenza diventando forte, quasi pungente al tatto, i capelli miei si inzuppano ad ogni goccia deformando le onde che li riempivano.
La leggera veste di lino bagnata dal tocco dell'acqua si adatta facendomi da seconda pelle scoprendo alcuni tratti del corpo mio.
Avanzo verso lo sfortunato uomo che al rumore mio si volta pieno di lacrime e graffi in viso.
È senza camicia, finita chissà dove, pieno di tagli e graffi sulle nocche e un netto taglio sull'addome dove fuoriescono petali di rose.
-Arthur-
-NO, NO TI SUPPLICO NO! LASCIAMI IN PACE NON FARMI DEL MALE!-
-Non son un demonio io, non voglio farti del male-
-Chi...chi sei?-
-Ora non importa chi io sia, conosco te e ti basta saper questo-
-Che vuoi da me...-
-Voglio riportarti a casa sano e salvo, Christopher t'aspetta-
-L'amico mio!-
-Si... l'amico tuo-
L'uomo ferito si alza, è completamente distrutto ma la voglia di riveder l'amico suo lo tiene in piedi.
Gli porgo una mano e lui l'afferra quasi esitando, lo stringo mantenendolo dal braccio e aiutandolo a camminare, incamminandomi sulla via del ritorno seguita anche dallo stanco essere che mi ha guidata fino a qui.
...

Christopher mantiene Fredrick tra le braccia, io gli ho legato alla testa sua un pezzo di stoffa stracciato dalla mia verdognola veste.
La pioggia ha ripulito la ferita alla tempia del povero uomo colpito da un forte colpo sicuramente causato da una presenza.
-Merinda cara!-
All'udito di quella voce che tanto amo mi volto di scatto alzandomi immediatamente.
Corro incontro ad Agatha fiondandomi sopra di lei a braccia aperte.
Guardo Arthur e stringo forte anche lui. Non nego che ho avuto tanta paura.
-MIO DIO ARTHUR!-
Il ferito uomo alla vista del suo caro amico lascia la presa mia e di Agatha barcollando fino a lui.
Si lascia cadere accanto abbracciandolo come avesse rischiato di non rivederlo mai più.
Un essere peloso mi struscia sulla gamba destra miagolando più volte.
Lo prendo in braccio accarezzandolo sul tutto il corpo e stringendolo forte al petto mio.
-Non fosse stato per questo lurido esserino a quest'or non oso immaginar cosa sarebbe accaduto-
-Menomale! Menomale! Son così ravvivata, ancor la provenienza di quel pendolo però mi turba. E Loreline! E soprattutto, dove hai ritrovato Arthur?-
-Su un pontile in mezzo a degli alberi di melo, addentava una mela-
Sorrido apertamente all'udita di quelle parole...
-Che c'è perché sorridi? Che significa?-
-Dopo che la succube deve avergli trafitto quei graffi sarà fuggito via. Sorrido perché s'è rifuggiato nel luogo dove era solito a giocar con Christopher...-
-Come lo sai?-
-Non dovresti domandarmelo sai sciocca?-
-Giusto. Punto per te-
-Sono così contenta che tu stia bene, non avresti dovuto rischiare così tanto!-
-Per te porterei le galassie in terra se è ciò che desideri-
Dice rivolgendosi a me con uno sguardo che tanto amo...
-Ti amo Agatha-
-Anche...-
-Merinda! Mal donna! Ma quindi questo povero pedofilo è morto?-
Mi volto verso il tono scherzoso tipico di quel disagiato uomo.
Lo vedo ridere insieme a Chris il quale sorride con le lacrime alla vista del fratello che apre leggermente gli occhi.
-No, per colpa tua quasi si! Sempre il solito uccello del mal augurio sei Arthur!-
-Non è mia colpa se le peggio disgrazie colpiscono sol me!-
Risponde gesticolando in modo bizzarro con in volto un espressione che ha fatto ridere anche me. Christopher ride in un modo che fa scaldar il cuore a tutti.
La cosa che mi riempie è che Arthur, pur dopo un trauma, l'unica cosa che vuol fare è metter un sorriso sul volto di tutti.

Specialmente su quello di Christopher.

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