Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

CAPITOLO XIII

Corro per le grigie vie dell'oscuro bosco.
I rami secchi scricchiolano malamente sotto la pressione del passo mio, emettono suoni inquietanti tant'è che son costretta a voltarmi per aver la certezza di non esser seguita.
I polmoni miei chiedono ossigeno, ma la frase di Narisa rimbomba nella testa mia...
"La sua giustizia"
Che intendeva dire? Non lo so non lo so!
Son avvolta dalla soffocante foschia solita di questi spogli boschi, le chiome degli alberi da poco stan cominciando a rispuntar ma son pur sempre inneriti privi del verde intenso.
Il rumore dei ruscelli vicini mi assorda, mi mette ansia, gli animali i rami i corvi... Mi mette tutto ansia...
Sto seguendo le orme dell'oscura carrozza degli omoni di poco fa.
Ora che ci penso dovrei prender un'arma, la mia pazzoide anima sta pur sempre andando incontro a enormi omoni possenti dotati di chissà quale strana arma maligna... Potrei prender questo...
È un grande ramo dalla punta affilata, abbastanza spesso da stordir quanto spesso da sfinir.
L'ho preso ricominciando a correre, i rumori che prima avevan cessato ora han ricominciato, perché mi metton così angoscia son solo rami diamine!
Son addentrata all'interno del vero fitto essere di questo bosco. Ora la mia angoscia ha senso di esistere, i ruscelli non udisco più, nemmeno gli animali...
Intorno agli sfilati alberi è pieno sol e solamente di nebbia, fitta nebbia. Il cielo è scuro e grigio, e gli odori presenti fan ritornar in mente la disgustosa fragranza di carne marcia...
Passi, tanti passi, troppi passi...
A destra il mio sguardo ho spostato, poi a sinistra, di lato, in basso e... in alto...
Gli alti alberi son costellati da corpi smembrati di animali morenti ed alcuni già deceduti. Mi impressiona in particolar modo la vista di una lepre con lineamenti molto simili a Cassandra. GIUSTO! CASSANDRA!
I poveri esseri fuori dai miei pensieri ho scacciato, ho accelerato il passo e infondo alla via vedo quello che sembra essere un alto monte, fin troppo alto...
Ho appena sostato sopra un masso a 40 metri circa dal castello... Quel che prima era un semplice monte s'è rivelato portatore di un gigantesco castello.
Avvicinandomi esso sembra prender sempre più forma, è altissimo, affilatissimo più degli alberi spogli, le finestre son tantissime tutte con ornamenti di vetro rosso sangue, alcune anche con sbarre...
È simile alla bottega di sua maestra Agatha, solo molto più grande.

L'aiuola circostante è completamente essiccata, o meglio... bruciata.
È cosparso di rose fumanti innerite, buccie di strani frutti e della polvere rossa. L'odore di quegli animali sgombrati è insopportabile...
Coraggio prendo ed entro dal grande cancello affilato e di ferro che funge da protezione a quest'enorme dimora.
Nel giardino vi son tre profondi pozzi in pietra,
han buchi colmati da piccole travi di legno attaccate con quelli che sembrano chiodi, degli strani chiodi.
Dagli alberi penzolano strane composizioni in legno,
su un ramo in particolare vi è uno strano pentagono formato da ramoscelli tutti uniti armoniosamente da fili di spago rosso... Su altri rami vi sono campanelli, su altri ancora invece vi son collane, bracciali... Bigiotteria generale...
Che dannato posto è questo?
L'enorme portone non molto accogliente è mezzo socchiuso, come se chiunque sia entrato sapesse che che qualcun altro volesse giungervi, entro lo stesso anche se la questione non mi va giù.
Entrando io sto, l'entrata da su un'enorme scalinata a chiocciola, la quale ha due direzioni... in alto o in basso...
I muri son occupati da una marea di quadri ritraenti quelli che sembran uomini, donne e bambini... famiglie, animali, case e macchine...
Per ogni quadro vi è attaccata una piccola etichetta la quale ha con se una frase differente per ogni foto.
Le frasi sembran scritte in aramaico, che purtroppo mi è sconosciuta come lingua. Anche se intuendo non mi paiono proprio delle belle frasi...
I lampadari son giganti tali e quali a quelli di Agatha, neri,'ornati da pietre di rubino...
Dietro la scalinata continuano i muri tappezzati di foto. Avendo ispezionato ogni tratto di quest'entrata penso di poter scegliere che direzione prendere della scalinata.
In cattedrale mi han sempre insegnato di puntar sempre alla via dell'alto, ma Agatha invece m'ha sempre detto di puntar là dove mi guida il destino.
Strano che il destino mi guidi in basso vero?
E invece mi ritrovo ad ascoltarlo mentre scendo la buia scalinata che sembra esser piuttosto lunga...
Son giunta ad un altro piano, stessa grandezza di quello d'entrata. I muri son fatti di muffa, umidi e vuoti sta volta, a terra è tutto cosparso di sangue fresco. Decisamente fresco.
Non vi è nient'altro che sangue, mi tocca scender sempre più...
Devo star attenta a non scivolare sul continuo liquido rosso che percorre insieme a me la durata di questa scala, il cuore mi dice di fermarmi...
La mia testa non so per quale strano motivo mi dice di continuar.
In cosa sto andando a cacciarmi dannazione...
Son costretta a impregnarmi le bianche scarpe del colorito rosso il quale ha lasciato traccia per tutta la durata della mia discesa, fino ad adesso.
Mi trovo in una gigantesca stanza, immensa, infinita...
C'è un frastuono di sussurri accavallati tra loro che non fan capir niente, è pieno di gente con vesti lunghe che non fan mostrare nessuna parte del loro corpo, han tutti su delle maschere con due soli fori sugli occhi, che ahimè non si vedon ugualmente.
Dinnanzi a me c'è quel che sembra una signora, o almeno deduco sia una signora, potrei quindi...
-Mi... mi scusi, signora posso domandarle cosa sta...-
-DISGRAZIATA DISONOREVOLE SPARISCI! NON T'AZZARDAR A MOSTRAR LA TUA INSULSA FACCIA SCOPERTA QUI!-
M'ha tirato un forte ceffone, miseriaccia che botta...
Non capisco cosa intendeva con "non mostrar la tua scoperta faccia qui", perché no? Che debbon far?
O in che guaio mi son cacciata.
Devo allontanarmi, mi dole la guancia assai...

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro