CAPITOLO XII
La fresca brezza mattutina disgrega la chioma mia dal fermaglio a forma di farfalla, la foschia è meno presuntuosa dei giorni precedenti. Si sta rassegnando e sta scomparendo.
Le piccole lepri si rincorrono tra loro emettendo versi innocenti quanti indispensabili per il paesaggio.
I prati son sempre più verdognoli, di fiori però ve ne son solo alcuni appassiti e morenti. Che peccato...
Ho alzato la testa per guardare giù il sentiero, per la ripida collina, davanti a me si trova un vasto paesaggio di flora e fauna. Le montagne non han più ammassi innevati se non giusto qualche frammento sopravvissuto per caso.
Guardando questa vista penso a quanto sarebbe fantastico poter cambiare stato, avrei proprio voglia di poter visitar nuovi luoghi, nuovi boschi e soprattutto orizzonti la dove ogni angolo non è composto da nebbia, depressione e un colorito grigio sporco.
-Agatha!-
-Teret. Buongiorno-
-Buongiorno maestra, guardi qui, ho trovato un piccolo mazzetto di Gypsophile-
-Mh? Ma davvero, che strano di questo periodo è praticamente impossibile trovarne-
-Già esatto. Non so perché eran li-
-Li dove?-
-Laggiù nel piccolo ruscello che sta la in fondo-
-Va bene grazie mille, come mai sei qui da queste parti?-
-Stavo solo passeggiando, sa maestra la mattina è uno dei migliori momenti per...-
-Oh Teret risparmiami queste insulse bugie, mi stai seguendo.Chi ti manda?-
-Ah... eh mi perdoni mia signora ecco io...-
-Merinda, o mi sbaglio?-
-No no, ha... ha ragione maestra-
-Perché ti ha mandata a seguirmi. Quali son i tuoi ordini?-
-Ecco... mi aveva chiesto se avessi potuto seguirla così che poi io sarei uscita allo scoperto porgendole il piccolo mazzo di fiori ed aggregarmi a lei...-
-Siete due illuse! Sacrilegio! Nessun può mai mentirmi-
-Mi... mi dispiace-
-No ma ora son curiosa, raccontami cara cosa hai da dirmi-
-Sa maestra Merinda m'ha offuscato i suoi principali motivi, m'ha detto che i dettagli non son affar mio, vuole che lei maestra, sappia di Suor.Cassandra-
-Oh! Cassandra...-
-Si! Ricorda quella donna di mezza età, bassina dall'insopportabile voce?-
-Quella che m'ha umiliata dinnanzi a tutti?-
-Si proprio lei-
-Hai la mia attenzione tesoro, dimmi pure-
-Merinda sua signora ha scoperto che quella donna la fiducia di Dio ha tradito!-
-Ah! Ne ero consapevole, sapevo sarebbe accaduto prima o poi, scontato così scontato!-
-Devo anche riferirle un'ultima richiesta da parte di sua signora Merinda... Ma penso lei lo sappia...-
-Oh cara si che lo so, e so già che ordini darti che dovrai compiere senza altra opzione. Intese?-
-Certo mia maestra-
-Bene.-
...
...
Oralica s'addentra per i corridoi facendo strofinar le setole della scopa per pulire i frammenti di polvere presenti anche nelle più piccole aree.
Io son qua alloggiata su una delle tante panche presenti in cattedrale ad osservare Suor.Cassandra che si esaspera per non so qual strana ragione, è da sta mattina presto che se la prende con le altre suore senza motivo. Ha stancato tutte.
-Ptsss!-
-Che... Oralica che c'è perché...-
-Shhh... fa silezione Narisa vieni qua dentro subito-
Una presa forte e strattonante m'ha tirata verso se chiudendomi dentro una stanza a chiave.
Una piccola e rossa stanza con tanto di finestre che sembrano quasi disegnate sul crepato muro...
-Che hai, perché sei così agitata cara?-
-Guarda qua!-
Una pietra d'ametista davanti mi ritrovo, crepata quasi distrutta. Eppure riesco a veder come l'Universo...
-Che... che diamine è questo aggeggio?-
-È una pietra magica, con un incantesimo è possibile utilizzare il suo potere-
-Dove l'hai trovata?-
-Nella stanza di Suor.Cassandra-
-È impossi...-
-No no ascoltami, senti a me non sto dicendo baggianate. L'ho veramente trovata esposta su uno dei suoi comodini. Era messa la in bella vista con la guardia abbassata quindi ho pensato di prenderla per mostrartela-
-È molto strano... Suor.Cassandra era la prima a definir queste masse piccole e rocciose letali e maledette-
-Lo so! Per questo son corsa da te, non mi risulta che
quella donna faccia parte del culto nostro, il che è ancor più strano visto che queste pietre son solite di Merinda-
-Giusto...-
-Aspetta dammi un attimo-
-Mh?-
-Dammela un secondo-
-Guarda è inciso un piccolo simbolo qua in questa particella della pietra-
-Oh si-
-È una farfalla senza ala...-
-Che strana scelta stilistica, una farfalla senza ala... Ehi tutto bene?-
-Ah... si sì va tutto bene solo un piccolo brutto ricordo...-
-Mi... dispiace io non-
-Non è niente davvero è che le farfalle eran gli esserini preferiti del marito mio. Le idolava e le ammirava, sai m'aveva paragonato ad una di esse dicendomi che m'avrebbe sempre fatto da seconda ala, visto che io la mia di ala l'ho distrutta anni prima di incontrarlo...-
-Scusami Narisa davvero non volevo far risalir mali ricordi-
-Non è tua colpa cara, la mia sbadata testolina deve imparare a gestire la emotività, ha! Che testaccia-
-Narisa...-
-Vieni lasciam stare la pietra, anzi la metterò in tasca e pomeriggio andrò da Merinda personalmente per chiederle informazioni su questo simbolo e questa pietra-
-Narisa aspetta... I tuoi occhi...-
-Non han niente, son lucidi per la troppa polvere ora cara tieni, riprendila e torna a spazzar che qua c'è ne di sporcizia-
Ho affidato nelle mani di Oralica la piccola scopa dalla paglia affilata mentre mi volto per uscir da quella stanza così asfissiante.
Ma prima che io metta piede fuori una vocina dispiaciuta ancor mi ferma...
-Sai che se ti affligge qualcosa puoi parlarne con me cara?-
-Si tesoro, lo so, ne sono consapevole e ti ripeto che niente m'affligge. Niente d'importante-
-Non mi pare così-
-Te l'ho già detto io...-
"AAAAAAAHHHHHHH!!"
Una voce piena di terrore un ultrasuono ha emesso attirando la nostra attenzione. Quasi la ringrazio per avermi tirato fuori da quella situazione soffocante.
Sto fissando Oralica con sguardo sorpreso tanto quanto il suo...
-Hai udito anche te cara?-
-Suor.Cassandra. Vieni corri!-
Siam uscite di fretta dalla piccola stanza di Oralica, stiam correndo per il lungo è sfocato corridoio di questo labirinto sacro, i quadri sembran sbiadirsi man mano che noi acceleriam il frettoloso passo.
Col fiatone siam qua davanti l'entrata d'accesso al corridoio e la vista ai nostri occhi è da gelar il sangue.
Un grande uomo dalle neri vesti e dal nero copri viso con un piede di porco Cassandra sulla nuca ha colpito facendola cedere sul freddo pavimento.
Guardo Oralica, che in questo istante è concentrata a guardar tremante il sangue colato dalla nuca di Cassandra che sta percorrendo tutta la grande scalinata dell'entrata lasciando un rossore ed un odore raccapricciante impossessarsi del nostro fiato rendendolo ancor più affannoso di quanto una corsa possa fare.
Quel che eran urla agonizzate si son trasformate in un silenzio senza consenso. Il grande uomo ignoto per le scale il corpo incosciente di Cassandra bruscamente stra trasciando, fuori vi è una nera e grande carrozza.
Su vi è scritta una familiare frase...
"La mandria libera"
...
Quella frase m'è così familiare che son balzata anch'io dalla lunga scalinata lasciandomi Oralica urlare alle spalle.
Ho cercato di correr il più possibile per fermar la mandria di uomini ignoti che si è appen impossessata di Cassandra ma son malamente scivolata dal decimo scalino rotolando giù... fino alla fine...
Ho sbattuto la capa sul duro cancello di ferro, le gambe mi dolono e le ginocchia son tutte sgarrate e aperte dagli spigoli presenti sotto di me.
Le braccia son rosse per il fallito tentativo di ammortizzar la caduta.
-Narisa stai bene mio dio!-
-Io...-
-Guarda come ti sei combinata alzati! Dobbiam disinfettar quelle brutte aperture-
Sto continuando a fissar quella scura carrozza allontanarsi nel grigio della mattina offuscato dalla fortezza creata dalla nebbia.
Mi guardò intorno senza veder nessuno, la voce di Oralica si fa sempre più bassa e lenta. Così difficile da capir...
D'un tratto il mondo mi sembra crollarmi di nuovo addosso, la visione di quella nera carrozza indietro nel tempo m'ha fatto ritornar.
E mi ritrovo nuovamente qui, sulla stessa scalinata, nella stessa situazione, insanguiliata e piena di ferite.
Quegli uomini...
Quei dannati uomini mi han portato via la mia ala. La mia seconda ala.
-Oralica...-
-Narisa rimani con me ti prego, non svenir che non ce nessuno per soccorrerci e poi...-
-Seguili-
-Cosa...?-
-Segui quella carrozza, per favore...-
-Mi vuoi morta per caso! Maledizione Suor.Cassandra creperà e noi verremo incolpate a sua volta!-
-No io...-
-Io-
-NO NO NARISA NO...-
...
Gli occhi ho serrato, vedo bianco offuscato è sbiadito.
Io non ti voglio morta Oralica.
Io voglio...
Giustizia.
La sua giustizia...
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro