Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

[Undici]

𝐒𝐜𝐨𝐫𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨 ➙

Dylan.

Osservai la pasticca adagiata sul palmo della mia mano, attesi qualche istante prima di ingoiarla. La musica si espandeva per tutta l'abitazione senza scrupoli, mi recai fuori con una sigaretta tra le labbra facendomi spazio tra tutte quelle persone. Sentivo l'alcol scorrere liberamente all'interno del mio corpo seguito dal fumo prodotto dalla combustione del tabacco. La mia vista annebbiata mi fece capire che anche la pasticca assunta poco prima cominciava a fare effetto, ammirai il cielo ricoperto di stelle. La luna si faceva spazio in quelle tenebre creando attorno a sé una luce biancastra, rimasi incantato da quello scenario naturale.

Il vento si scagliava con violenza sul mio viso senza procurarmi alcuna reazione, gettai la sigaretta nel posacenere prima di fare ritorno dai miei amici «Alex?» la domanda mi sorse spontanea non notandolo con noi «Penso sia andato con Avril» roteai gli occhi preparandomi al peggio, la frase pronunciata da Aria mi sembrava surreale. Di sicuro quella vipera aveva ideato qualcosa «Vado a cercarlo» annunciai impegnando tutte le mie forze per cercare di rimanere in piedi.

Il mio sguardo assente scorreva in giro alla ricerca del mio amico, due figure in lontananza catturarono la mia attenzione nonostante non riuscissi a riconoscerle. Mi avvicinai barcollante mentre tutto si mostrava più chiaramente, mi si gelò il sangue alla vista di quella scena. Un senso di nausa si appropriò del mio corpo, Lilith stava piangendo a dirotto mentre un viscido stava facendo scorrere liberamente le mani su di lei, sul suo corpo. Non avevo mai compreso atteggiamenti simili, mi suscitavano il voltastomaco. Raggiunsi la ragazza cercando di riacquistare un minimo di lucidità, il volto del ragazzo si fece sempre più chiaro e ormai non avevo dubbi.

Marshall.

«Quando cesseranno questi tuoi atteggiamenti?» lo fulminai con lo sguardo dopo avergli posto quella domanda all'apparenza banale, sapevo già la sua risposta e come si sarebbe conclusa quella vicenda. Notai un sorriso divertito sul suo viso «Sei per caso il suo nuovo rag-» lo interruppi sapendo dove voleva andare a parare. Le mie nocche si scontrarono violentemente con il suo setto nasale, sentivo l'adrenalina crescere a dismisura mentre Marshall si coprì il naso sanguinante. Mi guardò con aria di sfida «Scommetto che Julie non sarebbe fiera di questi tuoi atteggiamenti, non credi?» si dipinse un sorriso beffardo sul suo viso, aveva colpito nel segno.

Rimasi con le labbra socchiuse concentrandomi su un punto fisso, aveva sempre odiato quel mio lato che sbucava fuori ogni volta che ingurgitavo alcol. Lui lo sapeva e continuava a infierire, a provocarmi come tutte le volte. Approfittò della mia distrazione sferrandomi un pugno sul labbro inferiore, il sangue iniziò a fluire all'interno della mia bocca «Ora te la fai con Lilith?» quella sua domanda gli provocò un ghigno.
Mi scaraventai su di lui senza pensare alle conseguenze, iniziavo a sentire gli sguardi ardere con prepotenza su di me ma non ci diedi importanza.

Le mie dita avvolgevano il suo collo costringendolo ad aderire al muro retrostante «Mi fai schifo» pronunciai quelle parole a denti stretti guardandolo fisso negli occhi «Dylan smettila!» riconobbi la voce di Aria alle mie spalle senza darci troppo peso, la spintonai perdendo completamente il lume della ragione. Il sangue mi ribolliva nelle vene, stavo perdendo il controllo per l'ennesima volta. Era il lato che detestavo maggiormente di me stesso, la mia vista era sempre più annebbiata nonostante cercassi di mantenere una certa lucidità sbattendo ripetutamente le palpebre.

Le parole di Marshall mi risultavano incomprensibili e apparentemente inutili, quell'attimo durato pochi secondi sembrava eterno. Un tocco quasi familiare mi pervase il braccio, sentivo le dita tremanti scorrere su di esso. I miei muscoli si rilassarono senza mollare la presa «Andiamocene, ti supplico..» incontrai gli occhi verde smeraldo di Lilith velati di lacrime, strinsi le labbra prima di ascoltarla. Conoscendo Marshall non avrebbe impiegato ancora molto prima di chiamare la polizia e di guai ne avevo abbastanza, ci allontanammo il più possibile a passo svelto da quel luogo senza fiatare. La musica assordante si affievoliva sempre di più mentre vagavamo senza meta.

Mi sedetti su una panchina instabile appoggiando una sigaretta tra le labbra, cercando di evitare il taglio ancora sanguinante e dolente. La mia vista era ancora confusa da tutte quelle sostanze in circolo nel mio corpo, notai Lilith sconvolta poco distante da me. Sapevo bene di non aver scaricato totalmente quella rabbia incontrollabile che scorreva dentro di me, ciò non fece che crearmi ulteriore paura. Gettai la sigaretta prima di avvicinarmi traballante a lei, notai quanto fosse assorta nei suoi pensieri «Non devi più pensarci» le parole mi uscirono lievi e quasi incomprensibili. Non ricevetti risposta, corrugai la fronte prima di avvicinarmi ulteriormente «Stai bene?» annuì tenendo lo sguardo basso.

Si stringeva nel suo giubbotto senza alzare lo sguardo «Ti ha fatto del male?» esitò qualche secondo prima di rispondermi «No..» la sua voce era spezzata e di certo quella risposta non mi convinceva, scostai le sue mani permettendo al giubbotto di aprirsi mostrandomi dei lividi violacei «Io lo ammazzo» scandivo ogni singola parola mantenendo un tono di voce basso come se i miei pensieri prendessero vita. Rimasi ad osservare quei segni sulla sua pelle chiara «Io lo ammazzo» ripetevo questa frase come per convincermi delle mie stesse parole.

Cercai un contatto visivo che non ottenni «Perché non me l'hai detto?» il mio tono di voce si alzò facendosi spazio intorno a noi, sobbalzò leggermente per lo spavento senza rispondermi subito. Mi stavo spazientendo pensando che quella volta non l'avrebbe passata liscia «Avevo paura che reagissi in questo modo» strinsi i pugni sentendo gli anelli metallici aderire maggiormente alle mie dita «Come dovrei reagire?» la sorpassai dirigendomi nuovamente a quella festa disgustosa senza dare peso alle parole di Lilith.

«Non risolvi nulla comportandoti così!» la sua voce spezzata si fece spazio in quel silenzio assordante, non mi voltai restando fermo nella stessa posizione. Troppe cose frullavano all'interno della mia testa senza avere intenzione di cessare «Perché se l'è presa con te?» esigevo delle spiegazioni, volevo sapere perché quel bastardo aveva agito così proprio con lei e non con le altre centinaia di ragazze presenti in quella casa. Accesi un'altra sigaretta sperando che quel fumo portasse via con sé tutta la rabbia repressa che minacciava di uscire, chiusi gli occhi permettendo alle emozioni di prendere il sopravvento. La mia mano entrò in contrasto con il muro posto vicino a me noncurandomi del dolore che si stava propagando lentamente.

Il vento gelido si scagliava prepotentemente sul mio viso «Come pensi che sarebbe andata a finire se non l'avessi fermato? Credi che ti lascerà in pace solo perché questa volta sono intervenuto?» non ero manco sicuro fosse ancora dietro di me, non sentivo più la sua voce ma non mi fermai. Continuai a parlare senza dare un peso a ciò che stavo dicendo «Te lo dico io. Sarebbe andato oltre, non gli importa un cazzo. Siamo in conflitto da quando ne ho memoria e non fa altro che provoca-» la mia voce si interruppe.

Le dita di Lilith accarezzarono con dolcezza il dorso della mia mano risvegliando quelle sensazioni che avevo sperimentato poco prima, spalacai gli occhi a causa di quel gesto inaspettato «Ti prego, basta..» mi voltai nel sentire la sua voce così fragile, come se bastasse un soffio di vento per frantumarla. Mi resi conto che io avevo appena oltrepassato il limite, il suo viso era sommerso dalle lacrime che continuavano a sfiorare la sua pelle senza cessare. In quell'istante stava soffrendo a causa delle mie parole taglienti, uscite dalle mie labbra senza ritegno. Per l'ennesima volta quella rabbia scaturita a causa dell'alcol aveva causato dolore e io non avevo fatto nulla in merito, non avevo nemmeno provato a fermarla.

Mi si formò un nodo in gola impedendomi di proferire parola, i  demoni interiori che credevo di aver represso riaffiorarono in superficie ancora una volta. I suoi occhi erano fissi sul cemento umido di quella strada, feci un passo in avanti intuendo che iniziava ad avere paura di me. Compiei un gesto inaspettato che sorprese entrambi, avvolsi le braccia intorno ai suoi fianchi. La tirai verso di me intrappolandola in un abbraccio, uscì un singhiozzo dalle sue labbra. Comparvero i sensi di colpa che iniziarono a divorarmi, aveva già sofferto e io avevo infierito ulteriormente.

Sospirai rendendomi conto di star smaltendo l'alcol riprendendo lucidità, accarezzai dolcemente i suoi capelli tentando di tranquillizzarla. Mi odiavo con tutto me stesso per ciò che ero, odiavo quello che sentivo dentro di me. Cercavo di reprimerlo e puntualmente risaliva a galla rendendomi la vita un inferno.

«Scusa..»

×××
Eccoci con un capitolo abbastanza lungo (quasi 2.000 parole),
spero che non vi abbia annoiato :)
Ma non avevo intenzione di dividerlo in due parti.

Fatemi notare gli errori, provvederò a correggerli.

Fatemi sapere che ne pensate!

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro