16- Sorprese.
||Ben ||
Stasera voglio preparare una cena con i fiocchi per Anna. È da un po' che non passiamo del tempo insieme senza alcun genere di impegno da svolgere.
Sono fermo al bancone del pesce. C'è una signora anziana prima di me, che sembra tipo innamorata del salmone. È da mezz'ora che lo fissa ed io ho fretta.
« È sicura che questo pesce sia fresco? » Chiede per la milionesima volta alla donna dietro il bancone.
« Certo, signora. Vuole che glielo incarti? »
« No, credo che prenderò qualcos'altro. »
Sbuffo rumorosamente. Ma una semplice trota no?
« Mi scusi, io andrei di fretta, intanto che lei sceglie posso fare io? » Chiedo gentilmente con un accenno di nervosismo.
« Giovanotto, mai sentito parlare di galanteria? » Dice lei.
« Sì, ecco... »
« Allora non devi nemmeno pensarci a chiedere una cosa del genere! »
Ok, il pesce sarà per un'altra volta...
Vado verso la zona frigorifero per acquistare della carne quando il mio carrello sbatte contro qualcuno.
« Oddio, mi scusi non volevo...» Dico disperatamente.
« Non fa niente... » Dice una voce femminile molto familiare. Alzo gli occhi per vedere chi ho colpito...
« Ben! » Urla lei entusiasta.
« Sara... » Mormoro io sbalordito.
« Da quanto tempo... » Sussurra lei con un malinconico sorriso dulle labbra. « Come stai? »
« Chi? Io? » Sono ancora così traumatizzato per parlare. Rivederla è come un tuffo nel passato. Nel dolore. La sua chioma corvina le circonda il viso tondo e pallido. Gli occhi bruni sono come gocce di cioccolato. Le labbra a cuoricino sono dello stesso colorito delle guance: rosee.
Nulla in lei è cambiato.
« Ti sei ritrasferita a Modena? » Chiedo io per cambiare discorso. Non so bene come mi sento. Confuso, forse.
« Sì, mio padre vuole vendere la casa e ha mandato me per farlo. E tu? Non mi hai ancora risposto? »
« Oh, bhe...come vuoi che stia. Insomma, sto alla grande. » Balbetto nervoso.
« Raccontami, come te la passi? Ancora con la band? »
« Sì, ma Federico ora è a New York per un viaggio. »
« Forte! » Esulta. « State facendo progressi.»
« Sì insomma, ce la caviamo...»
« E in amore? Come sei messo? »
« Come scusa? » Chiedo sorpreso.
« T-ti vedi con qualcuno? »
« Sì... si chiama Anna. »
« Oh... » Dice quasi dispiaciuta. Lo so, è un duro colpo per lei. Siamo stati insieme per tanto tempo ma poi lei mi ha lasciato... « Ed è una cosa seria tra voi due? »
Embhe direi...
« Stiamo per avere un figlio! Secondo te? » Chiedo ironico.
« Un figlio? Stai per diventare padre?!? » Chiede quasi urlando.
« Sì. Non è fantastico? »
Ma cosa gli prende? Sembra come infuriata, allibita, confusa, e quant'altro. Mi punta il dito contro e mi guarda con occhi spalancati. Balbetta cose confuse.
« Sara, che ti prende? »
Un bambino le salta addosso di colpo.
« Mamma, mi copri gli Haribo? » Chiede lui innocente con occhi dolci.
Come diamine l'ha chiamata? Mamma?
« Hai un figlio...? » Chiedo sbalordito.
Lei sembra andare nel panico. « Sì, ecco... » Balbetta. « Insomma... »
La vedo fare un respiro profondo. « Tanto è inutile girarci intorno... » Mormora tra se.
« Sara, di che parli? »
« Tom lui è Ben. Ben, lui è Tom. » Ci presenta. « Tuo figlio... »
Appena sento l'ultima frase mi casca di mano il cellulare.
*
Scusate se non aggiorno. Ma prima del 1 luglio non posso farci niente.
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