Prologo 03
Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha il tempo di viverla.
Charles Bukowski
Visto che la lezione era finita dopo venti minuti dall'inizio, mi ritrovai senza far niente a girovagare senza meta nel campus. Il mio cellulare cominciò a vibrare, immaginai fosse un messaggio o per meglio dire, l'ennesimo messaggio di zia Mel ma con mia grande sorpresa vidi che non si trattava di lei
<Anonimo>
-Cari alunni, siete pregati di raggiungere
l'aula 101.-
fissai per un po' il cellulare fino a quando una voce mi fece sobbalzare per la sorpresa " hey ragazza ritardataria, dobbiamo correre ci hanno lanciato il batsegnale" mi girai ritrovandomi un ragazzo smilzo è molto alto, biondo cenere con un'aria un po' da giullare di corte,"scusami io sono Sam, ero al corso di psicologia criminale " allungò la mano per presentarsi e la strinsi ancora provata dallo spavento" piacere Giulienne ,mi hai fatto prendere un colpo" lui cercò di reprimere una risata mentre io gli lanciavo occhiatacce, si rese conto del mio nervosismo e si fece subito serio" beh allora, dobbiamo avviarci verso l'aula" sembrava imbarazzato e divertito allo stesso tempo, ignorai la cosa.
"Senti ma questa cosa del messaggio?sai di cosa si tratta?"chiesi curiosa, "allora, come ben saprai questo è un college molto particolare, ti sarai iscritta qui proprio per queste ragioni" annuii sapendo a cosa si riferiva, continuò dicendo "loro sanno tutto di noi, non si può iscrivere chiunque a questa facoltà siamo stati selezionati in base alle nostre caratteristiche, noi scegliamo loro e loro scelgono noi in pratica".
Camminammo per arrivare all'aula che ci era stata detta,"questa non è la tipica facoltà di legge, qui ti preparano psicologicamente, cercano di formarti nel migliore dei modi a non cadere nelle tue debolezze", seguivo il discorso e cercavo di stargli dietro con non poca difficoltà visto che era più alto di me e ogni suo passo equivaleva a due dei miei " chi ci ha mandato questo messaggio?"lui si fermò di colpo e mi guardó serio " la professoressa Caroline Jones, cioè la lezione che avremmo dovuto seguire dopo quella del professor Roberts" rispose ovvio, beh un po' lo era ma credevo che avremmo dovuto rispettare l'orario invece a quanto pare qui decidono come e quando fare le cose a loro piacimento. "Ah , quindi scienze della formazione", Sam annuì sorridendo, "si, nelle altre facoltà di legge non è presente questa materia, non è scienze della formazione come la intendiamo noi, è sempre legata alla nostra materia di studio", a quanto pare il grosso punto di domanda sul mio viso era talmente evidente che lo invogliò a continuare "nel senso, questa materia affiancherà tutte le altre perché sarà lei a studiare noi, vuole cogliere la nostra psiche, le nostre reazioni per poi capire che soggetti siamo e aiutarci ad affrontare le nostre vulnerabilità, è un po' come una seduta dallo psicologo con tanto di diagnosi e cura".
Arrivammo di fronte l'aula dove erano ammucchiati alcuni studenti, si aprì la porta mostrando una donna slanciata fasciata da una gonna a tubino nera lunga fin sotto il ginocchio e una camicetta bianca,indossava delle décolleté con tacco a spillo e i capelli biondi erano raccolti in uno chignon basso."allora ragazzi, accomodatevi in aula così ci conosceremo un po' ", entrammo tutti in aula e ci posizionammo in posti un po' sparsi, io e Sam ci sedemmo vicini posizionandoci in seconda fila. Quando prendemmo tutti posto la professoressa cominciò la sua lezione
"Siccome il professor Roberts ha deciso di concludere la sua lezione prima del previsto, ho deciso, invece ,di prolungare la mia" si avvicinò alla prima fila e cominciò ad osservarci tutti, " mi presento, io sono la professoressa Caroline Jones e questa è la lezione di scienze della formazione" si fermò parallelamente a me e cominciò ad osservarmi "alcuni di voi avranno pensato che mandare un messaggio ai propri alunni per avvertirli della lezione, sia una cosa singolare, un po' fuori dal comune. Beh ragazzi miei qui tutto si svolgerà in modo molto diverso dalle altre università di legge, qui cercheremo di abbattere le nostre barriere e contemporaneamente crearne altre per difendervi dalle debolezze" .
Andava su e giù per l'aula continuando il suo discorso " accompagnerò tutte le vostre lezioni, voglio formarvi nel carattere, voglio scavare dentro di voi mentre voi scaverete nei casi che vi verranno assegnati. La mia materia non è presente nelle altre università o meglio non nel modo in cui la intendo io, questo tipo di approccio è stato creato dalla nostra università perché non vuole che i suoi alunni nel mondo di tutti i giorni diventino carne da macello, qualsiasi sia il settore in cui vorrete rientrare", ascoltai il suo discorso rapita, era una donna che trasudava carisma e intelligenza, una di quelle donne con carattere che sapevano il fatto loro.
"Allora ragazzi cerchiamo di conoscerci nel modo più elementare possibile, cioè ognuno di voi si presenterà e se avrà qualche dubbio inerente alla materia può farmi qualsiasi tipo di domanda. Cominciamo", passammo la lezione a presentarci e di tanto in tanto c'era qualcuno faceva qualche domanda, a me la spiegazione della professoressa risultò abbastanza chiara quindi mi limitai a presentarmi e basta.
Conclusa la lezione io e Sam ,avendo un'ora libera,decidemmo di prenderci un frullato al bar del campus,mi stava molto simpatico era un tipo sveglio e divertente forse un po' strano ma in fondo chi non lo è, arrivati al bar sentii qualcuno urlare il mio nome,"Giulienne ciao" Maya mi sorrideva mentre aspettava la mia risposta, "hey ciao, siamo diretti al bar e li ci aspetta un bel frullato, che dici ti unisci a noi?" Lei saltellando fece si con la testa, notai che Sam stranamente non proferiva parola , "ah quasi dimenticavo, Maya lui è Sam e Sam lei è Maya" lui la osservò imbambolato fino a quando non gli diedi una piccola spinta per risvegliarlo, lui imbarazzato guardò prima me poi lei, " io mi sono ricordato che ho un impegno importantissimo, voi andate pure ci rifaremo la prossima volta" scappò inciampando su se stesso mentre io e Maya lo osservammo interdette." Che strano il tuo amico" continuammo a fissare la sua figura allontanarsi, poi ci avviamo verso il bar.
Passammo il tempo a parlare del più e del meno per poi avviarci verso le aule dove, lei aveva scelto un piano di studio diverso dal mio,quindi alcune lezioni non le frequentavamo insieme , quelle basilari si infatti la prossima lezione cioè diritto costituzionale ce lo avevamo in comune, entrammo in aula e li trovammo Sam seduto in prima fila, ci sedemmo accanto a lui che si irrigidì appena ci vide, "allora l'impegno importantissimo? Tutto risolto" lui mi guardò con aria interrogativa poi come se si fosse risvegliato dal sonno cominciò a rispondere impacciato "S..si tutto bene grazie ".
La giornata passò in fretta, pranzammo in mensa io Maya e Sam che continuava a comportarsi in modo strano, ritornai in camera e mi buttai letteralmente sul letto ,senza neanche accorgermene mi appisolai. Un rumore fastidioso lontano mi fece sobbalzare, era buio, avevo dormito tutto il giorno senza rendermene conto, preso il cellulare e mi resi conto che si trattava di un messaggio
<Anonimo>
-Gli alunni sono pregati di raggiungere
l'aula 101-
controllai l'ora ed erano le 22.00, presi la borsa e corsi verso l'aula che era già piena, trovai Sam già seduto che mi indicava il posto accanto a lui, dopo poco entro' il professor Roberts seguito dalla professoressa Jones. < allora ragazzi, ho deciso di recuperare la mia ora, siamo fuori l'orario di lezione ma questo deve interessarci ben poco perché fuori di qui nel campo della legge dovrete avere costanza e dedizione,non ci sono orari da rispettare ma solo voglia di dedicarsi completamente al proprio lavoro".
La professoressa Jones era seduta in disparte con un blocchetto e prendeva appunti, chissà cosa scriveva, il professore cominciò a distribuire delle cartelle "questi sono casi giudiziari, alcuni in corso altri mai risolti, ognuno avrà un proprio caso a cui dovrà lavorare.Dovrete scavare in profondità e cercare di far emergere quegli aspetti che non sono stati presi in considerazione" , mi diede la mia cartella ed io presa dalla curiosità stavo per aprirla e lui si bloccò e mi guardó serio " non ho detto di aprirla, questo verrà fatto a fine lezione" poi continuò rivolgendosi a tutti "ogni caso è pertinente alla vostra esperienza di vita, ritroverete delle cose in comune con il vostro caso ciò avviene perché sappiamo molto su di voi" ritornò alla cattedra dopo aver distribuito tutte le cartelle " voglio vedere come reagite di fronte a casi che vi possono toccare nel profondo e che vi possano far sentire vulnerabili. Sarete controllati e accompagnati da noi professori, per nessuna ragione dovrete avvicinarvi ai soggetti presenti nel vostro caso perché potrebbe risultare pericoloso e non avete ancora l'esperienza adatta per lavorare sul campo quindi simuleremo il tutto qui al campus".
Cominciò a spiegarci come si sarebbe svolto il tutto e ci disse che il nostro esame trattava proprio il caso che ci era stato assegnato, che ognuno di noi doveva risolvere il proprio caso da se senza aiuti esterni e che avremmo discusso il nostro caso solo a lezione cioè in aula.
Passata la lezione tornai in camera e finalmente aprii la mia cartella, la foto che vi trovai mi colpì particolarmente, si trattava di un ragazzo moro completamente tatuato, occhi verdi e magnetici, era bello da togliere il fiato e quell'aria tormentata lo rendeva affascinante e misterioso, ma cosa diavolo andavo a pensare questo era il mio caso da risolvere e vivevo viverlo con professionalità,cominciai a leggere le informazioni inerenti al caso. Il suo nome era Gabriel Hole e a quanto pare in confronto, Hannibal aveva una fedina penale molto pulita. Traffico di prostituzione, spaccio, omicidio e chi più ne ha più ne metta, a Miami era il re, comandava su tutto, tutti dovevano rendere conto a lui e tutto ciò solo a ventisette anni era scioccante pensare che un ragazzo così giovane fosse andato così oltre nel crimine da comandare addirittura su tutto il sistema, nessuno era mai riuscito ad incastrarlo per le sue conoscenze in politica e nella polizia, in pratica tutti sapevano ma nessuno poteva far niente era angosciante.
Lessi tutta la cartella e senza rendermene si erano fatte già le cinque del mattino, mi infilai il pigiama pensando a tutte le informazioni che avevo assimilato e i punti che non combaciavano, pensai a quello che aveva detto il professore, cosa aveva in comune con me questo mostro proprio non capivo, lui era uno spietato assassino io
una studentessa di legge, eravamo praticamente opposti. Mi addormentai con non poca difficoltà e il giorno seguente ero uno zombie, mi preparai e uscii velocemente dalla mia camera per dirigermi al bar per un bel caffè, stringevo tra le mani la mia cartella contenente il mio caso e la curiosità di saperne di più mi divorava, il mio telefono suono e mi resi conto che ieri non avevo sentito zia Mel che mi aveva chiesto di chiamarla a fine giornata. La tranquillizzai raccontandole tutto quello che era successo e la salutai promettendole che mi sarei fatta sentire il più presto possibile, arrivata al bar mi sedetti e mi gustai il mio caffè con tranquillità ad un certo punto notai una figura in piedi di fronte a me alzai gli occhi e vidi Sam impalato che mi sorrideva, "buongiorno ritardataria" si sedette di fronte a me ordinò un caffè, " puoi chiamarmi Giulienne se non ti da fastidio" gli risposi indispettita,"eh comunque cosa ti è preso ieri?" Lui si agitò sulla sedia " beh niente di preoccupante, la tua amica Maya..beh abbiamo frequentato lo stesso liceo solo che lei non credo sapesse della mia esistenza, in pratica mi è sempre piaciuta e ritrovarmela così di fronte... ecco mi ha un po' fottuto il cervello detto chiaramente" prese fiato e mi osservava aspettando una mia reazione, trovavo la cosa estremamente dolce "dovresti presentarti non scappare, di cosa hai paura? Maya è molto dolce" neanche a dirlo di fronte a me si materializzò la figura di Maya che si avvicinava contenta," ciao ragazzi" Sam si pietrificò sul posto, " ciao anche a te" le sorrisi divertita dalla sua estrema felicità mattutina, Sam la fissava inebetito e la sua espressione da pesce lesso mi inteneriva davvero tanto.
Passammo il tempo a chiacchierare mentre Sam non proferi' parola, fisso' tutto il tempo la sua tazza vuota e di tanto in tanto cercavo di inserirlo nel discorso ma lui si limitava ad annuire soltanto. Ci alzammo per andare a lezione, la prima ora era proprio del professor Roberts quindi salutammo Maya o meglio io la salutai, Sam fece solo un cenno con il capo e poi entrammo in aula, aspettammo che tutti gli altri raggiungessero i loro posti, finalmente il professore entrò in aula "salve giovani promesse" era più felice del solito, " avete studiato un pochino i vostri casi? Qualche domanda?sono qui per questo" ci guardammo tutti ma nessuno disse nulla " siete un po' timidi, allora parlerò io. Pensando ai casi che vi ho assegnato volevo anche dirvi che le cartelle che vi ho distribuito non sono le uniche, il gioco è questo prima comincerete a concludere qualcosa prima avrete la seconda parte delle informazioni. Dovrete guadagnarvela, i casi sono stati divisi in tre cartelle chi riuscirà a guadagnarsi la terza cartella allora potrà dare l'esame in questa materia, se così non fosse allora questo corso come tutta la struttura, non fanno per voi, a voi la parola" tutto mi fu più chiaro, le informazioni non erano tutte e forse quello che aveva in comune con me sarebbe uscito fuori da qualche altra cartella,dovevo averle a tutti i costi, principalmente per l'esame ma una parte di me lo faceva perche' quel ragazzo, i suoi occhi , qualcosa mi spingeva a volerne sapere di più .
-
Eccomi con un nuovo capitolo, spero vi piaccia .
Per me è molto importante riuscire a creare un legame con voi e coinvolgervi in questa nuova esperienza, mi piace l'idea che non sia solo io e la mia immaginazione ❤️
Se avete qualche domanda sono a vostra disposizione ☺️❤️
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