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Forse un giorno...Parte II

Ci sono giorni in cui va tutto male.
Sull'autostrada,a casa, al supermercato
e da qualsiasi altra parte.
Assalti continui, ininterrotti, feroci
accidentali a ciò che è rimasto del
tuo equilibrio e della tua suscettibilità.
Gli dei prima giocano con te e poi
giocano contro di te.
I tuoi nervi si tendono fino a spezzarsi.
Nessuno scudo filosofico ti proteggerà,
nessuna dose di saggezza è abbastanza.
Sei allo scoperto, facile preda
dei cattivi e delle folle;
la rottura del macchinario e della ragione
è completa.
Poi c'è sempre ,all'improvviso,
un volto gioioso sorridente dallo
sguardo ottuso, qualche
semi-sconosciuto che ti urla forte:
"ehi, come ti va?"
La sua faccia sempre troppo vicina,
puoi vedere ogni macchia e poro della
pelle, la bocca, aperta sembra una pesca spaccata marcia.
Il tuo unico pensiero è:
dovrei ucciderlo?
Ma poi dici: "va tutto bene. E a te come va?"
E prosegui, e la faccia-da-capra
semi-sconosciuta è alle spalle mentre il sole
filtra attraverso le nuvole acide.
Vai avanti mentre gli dei
ridono e ridono e ridono,
metti un piede davanti all'altro, muovi le
braccia mentre la campana arrugginita non suona, e dentro la tua testa il sangue
si trasforma in gelatina.
Ma questo giorno finirà
questa vita finirà
gli avvoltoi voleranno finalmente via.

Per favore
in fretta, in fretta,
in fretta.

Charles Bukowski

                                      ~~~

-Giulienne's Pov-

Il dolore...non lo si può quantificare...e' tutto già racchiuso nella parola stessa,accompagnarlo con 'poco' o 'tanto' sarebbe inutile...il dolore ha radici profonde, riesce ad arrivare dove l'amore non arriverà mai...viaggia veloce, arriva come uno schiaffo in pieno volto.

L'amore spesso non riesce a tenere il passo e viene schiacciato dal dolore, perfino l'odio, da sempre parte opposta dell'amore, non è mai riuscito a tenere testa al dolore...niente e nessuno può.

Mi persi in quel bacio...tanto voluto...tanto desiderato. L'immensa rottura che si era creata dentro di me non faceva altro che minacciare di spaccarmi in due, sapevo che baciarlo non avrebbe risolto nulla...

Non riuscivo a credere al fatto che dopo aver scoperto che una parte di lui mi aveva drogata, picchiata, sfregiata...riuscivo ancora ad amarlo così tanto. Da piccola non capivo come mia madre, la donna più intelligente e buona che avessi mai conosciuto, poteva pensare di condividere la vita con un mostro come il mio patrigno...ecco la mia risposta, li puoi odiare...sai che ti faranno del male, non solo fisico ma anche mentale...sai che ti distruggeranno e alla fine della fiera ne usciranno illesi...ma ciò non ti porterà lontano da loro...perché dietro tutta questa merda c'è il desiderio incessante di salvarli,  li amerai molto più di quanto li odierai...sempre...

Ma tutto questo era sbagliato...dannatamente sbagliato...
In quel momento la parte di me che forse tendeva molto di più a proteggermi, mi diede la forza di staccarmi. Mi allontanai bruscamente da lui, riacquistai la lucidità perduta...non avrei permesso che mi distruggesse, non me lo meritavo...nessuna donna lo meritava.

"Hai ragione...devo andare" nei suoi occhi ci lessi delusione...forse era la mia mente che mi giocava brutti scherzi, era un mostro...ero solo un gioco per lui, aveva cercato di farmelo capire in tutti i modi...la cosa del fantasma ne era la conferma...

Tutto successe velocemente...rumori inquietanti, urla, spari...mi afferrò bruscamente trascinandomi dietro la scrivania, "nasconditi...non uscire per nessuna ragione al mondo" ero terrorizzata e i suoi occhi sgranati e colmi di preoccupazione e rabbia non mi aiutarono per niente. "Oddio cosa succede?.." mi costrinse a sedermi sotto la scrivania "hai capito cosa ti ho detto?" Non ragionavo...ero come impazzita "no...no...non voglio nascondermi, voglio venire con te...oddio Mel...Maya...oddio" mi mancava l'aria, in tutta risposta afferrò il mio volto e lo avvicinò al suo "NON USCIRE,RESTA NASCOSTA...promettimelo" mi limitai a tremare "PROMETTIIIMELOO" sobbalzai come una ragazzina impaurita e feci si con la testa.

Mi guardò dritto negli occhi e in quel momento...soltanto in quel momento riuscii a vedere nel suo sguardo qualcosa di familiare...qualcosa che destabilizzò tutte le mie certezze...sembrava..sembrava AMORE?!...

"Torna da me..." quelle parole già dette una volta...quelle parole che lo riportarono da me allora, esigevano quella stessa risposta, quella che confermava il nostro legame malato...quelle parole che uscirono più dal cuore che dalla bocca e quello che due minuti fa raccomandavo a me stessa...era completamente andato a farsi fottere...c'era solo lui...

"Sempre..." ecco la risposta che volevo...e questa stessa risposta proprio come allora fu la mia rovina, incollai le mie labbra alle sue suggellando quel patto...solidificando quella promessa...sarebbe tornato...doveva farlo...

Si staccò bruscamente e senza voltarsi abbandonò la stanza a passo svelto. Sentii il rumore della porta che si chiudeva, ciò a confermare che ero sola...

Gli spari e le urla continuarono, mi tappai le orecchie per non sentire...le lacrime presero a rigarmi il volto senza che me ne accorgessi, cosa stava succedendo?

Dopo non so quanto tempo, forse un minuto...forse un'ora...tutto cessò...niente spari, niente urla, nessun rumore...piano staccai le mani dalle orecchie per accertarmi della cosa, restai lì ancora un po'. Ero troppo preoccupata, l'idea che fosse successo qualcosa a Mel o a qualcuno dei miei amici mi stava uccidendo, l'idea che fosse successa a lui...quello...quello non riuscivo neanche a pensarlo.

A carponi cercai di uscire dal mio attuale nascondiglio ma fui bloccata dal suono della porta che cigolava, qualcuno era intento ad entrare nello studio...il mio istinto mi suggerì di non muovermi, qualcosa mi diceva che dovevo restare nascosta.

Il rumore dei passi che si avvicinavano, echeggiò nella stanza...strinsi le ginocchia al petto cercando di farmi scudo, ero terrorizzata, chi diavolo era?... i passi erano sempre più vicini,tremavo come una foglia stando sempre attenta a non emettere nessun tipo di suono, la tensione era alle stelle.

Delle gambe mi si pararono davanti mentre io tentavo di schiacciare il mio esile corpo in quello spazio ristretto in cui ero stata ficcata...
Mi coprii la bocca con una mano cercando di non farmi scoprire...cercava qualcosa perché lo sentivo aprire cassetti e spostare cose, poi si fermò...forse aveva trovato quello che cercava perché prese, con mio grande sollievo, ad allontanarsi. Come se niente fosse si avviò lentamente verso l'uscita, "so che sei lì..." una voce inquietante che non conoscevo...era una voce roca...di un uomo maturo forse uno di quelli che fumava troppo...

Restai lì, speravo di scomparire..."piccola Giulienne verrò a prenderti..." il mio cuore si fermò per una frazione di secondi, temevo un infarto...ma la mia curiosità batteva tutto il resto e istintivamente mi catapultai fuori dal mio nascondiglio per scoprire di chi si trattava...

Mi sollevai velocemente senza pensare alle conseguenze, ma non c'era nessuno...l'uomo era andato via...
Restai lì a guardarmi in torno aspettandomi che sbucasse da qualche parte, ma nulla...di quest'ultimo neanche l'ombra.

Mentre ero intenta a cercare questa strana ed inquietante figura, sentii la voce di Al pronunciare le parole che non avrei mai e poi mai voluto sentire "NOOO IL MIO RAGAZZOOO...PERCHEE'..." la stanza intorno a me prese a girare, le urla disperate e cariche di dolore di Al, mi fecero mancare la terra sotto i piedi...sprofondai...negli abissi...

"IL MIO RAGAZZO NOOO...NON MI TOCCATE...NON MI TOCCATE HO DETTO..." lui amava Gabriel, era il suo ragazzo...così lo chiamava...

Uscii a passo svelto seguendo le urla dell'uomo, le gambe minacciavano di cedere...tutto era diventato di una strana tonalità di rosso...forse era rosso sangue...non riuscivo a vedere altri colori, i miei occhi si rifiutavano di generarne altri...non poteva essere...

"RAGAZZO AVANTI...AVANTI TORNA DA ME.." respiravo a fatica, d'istinto presi a camminare velocemente...piangevo a dirotto senza rendermene conto, ero sotto shock...

Mentre camminavo mi resi conto che tutto intorno a me era distrutto, vasi...mobili...vetrate...tutto...
Arrivai all'ingresso ed erano tutti lì, Mel era seduta a terra mentre si copriva il viso con le mani e singhiozzava, la sentivo mentre diceva "dov'è la mia bambina?ridatemi la mia bambina...Giulienne". Maya si stringeva ad Ian che osservava la scena come in trans,Damon faceva su e giù imprecando e prendendo a pugni l'aria, Eva e Jennifer erano racchiuse in un abbraccio di conforto e si guardavano intorno spaventate.

Al era piegato su questa figura che non riuscivo a scorgere, era coperta non solo da Al ma anche dalla figura di Hanna che evidentemente aveva provato invano a fare qualcosa...
"IL MIO RAGAZZO...RIDATEMI IL MIO RAGAZZO..." mi catapultai praticamente tra loro, dovevo vederlo...anche solo per l'ultima volta...eh poi? Poi come avrei fatto? Come avrei vissuto la mia vita? Che senso avrebbe avuto senza di lui?...

Il dolore...il dolore cancella tutto, si impossessa di tutto ciò che ti circonda...di te...della tua vita...il dolore ti stringerà talmente forte che crederai di spezzarti in due, lui vince...tu perdi...

Osservai la figura inerme tra le braccia di Al, totalmente ricoperta di sangue...sospirai...fui egoisticamente sollevata nello scoprire che non si trattava di Gabriel...era il povero Simon...fui addolorata per l'accaduto, spaventata per ciò che era successo...

Delle braccia presero a stritolarmi "dov'eriii?? Sono praticamente morta di pauraaa" Mel mi urlava in faccia tutta la sua frustrazione, "non farlo mai più" piangeva e mi stringeva forte, la strinsi a mia volta...lei era la mia Mel ed io l'amavo come si ama una madre...

Quando ci staccammo notai la figura di Gabriel sbucare dalla porta di ingresso, era sporco e i suoi capelli erano scompigliati. Aveva il fiato corto come se avesse corso una maratona, nella mano stringeva una postola ed osservava la scena con distacco.

Mi avventai su di lui abbracciandolo forte, inizialmente non si mosse, poi sospirò e mi avvolse con un braccio. Piansi sul suo petto...per la frustrazione, la paura e per Al che in questa tragica giornata aveva perso uno dei suoi figli...il figlio che elemosinava amore, che voleva solo una piccolissima attenzione da quell'uomo che tanto venerava...da suo padre...

"Dobbiamo farlo sembrare un incidente" queste orribili parole uscirono dalla bocca di Damon, ed io non potevo credere a quanta cattiveria potesse arrivare...era disumano.
In quel momento pensare a certe cose per me era assurdo...un uomo era morto, un essere vivente sulla terra, non esisteva più, non avrebbe più parlato o mangiato o passeggiato.

Non lo si poteva semplicemente incontrare per strada, non lo avremmo più visto girovagare per casa o litigare con suo padre...
Era oramai parte di un ricordo, pur non essendo un santo...era comunque una persona,
ed era sopratutto un figlio...

"NO NO NON LO TOCCHERETE..." stringeva forte suo figlio, ed io non riuscivo a non guardarlo...faceva male, riuscivo a sentire il suo dolore...invadeva l' intera casa...forse l'intero mondo...

Chi aveva fatto tutto questo? Cosa volevano? Forse Gabriel aveva mentito...non era lui il fantasma...solo il fantasma poteva fare una cosa del genere e non poteva essere lui...lui era con me...aveva mentito...

Perché mentire? A cosa gli serviva farlo? Era tutto così difficile, così assurdo...mi guardavo intorno e vedevo la stessa disperazione e preoccupazione negli occhi degli altri...eravamo tutti in una situazione più grande di noi, forse anche più grande del King, ci stavano colpendo uno ad uno e avrebbero colpito anche chi ci era semplicemente accanto...solo per il gusto di farlo...

Eh se invece qualcun altro sapeva di Gabriel?...se fosse davvero il fantasma e avesse fatto incazzare talmente tanto qualcuno da ricevere questo tipo di conseguenze?
La confusione offuscò la ragione, non sapevo più cosa pensare, ero come impazzita...
Mi voltai ad osservarlo, ero ancora stretta a lui che osservava Simon.

"Finita tutto questo?" Alla mia domanda i suoi occhi si inchiodarono ai miei...era stanco ma troppo arrabbiato per cedere "Non lo so...e' per questo che devi allontanarti da me...potrei farti del male" le sue parole mi mandarono in totale confusione...cosa stava insinuando?che voleva dirmi?


-



Un'altra piccola scaglietta di storia per voi 😜

Salveeeeeeeeeeee ragazzine del King 😉
Spero vi sia piaciuta questa piccola parte, verrà ovviamente seguita a breve dalla terza...

Purtroppo per Al è un brutto...bruttissimo colpo ciò che è accaduto, a cosa porterà i nostri protagonisti? Come affronterà il tutto il povero Al?

Ammettetelo vi ho un po' spaventate ... si lo so sono perfida 😬

Comunque vi saluto e vi mando tanti tantissimi baci, grazie per l'affetto e per i complimenti ricevuti per la storia...ne sono felice e lusingata❤️

Non mi abbandonate ma sopratutto non abbandonate la nostra Giulienne e il nostro King❤️❤️❤️

Baciiiiii❤️❤️❤️❤️❤️😘😘😘😘😘

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