Chapter 9
"Pensavo di avere qualcosa di speciale. Era vero; avevo un sacco di guai "
Charles Bukowski
~~~
-Giulienne's Pov-
Ci guardavano tutti, al nostro passaggio si scatenavano una serie di inchini e saluti, le donne se lo mangiavano con gli occhi e la cosa mi faceva infuriare,era il re di questo mondo, io mi sentivo tremendamente a disagio era tutto troppo grande per me.
Entrati nel locale che era già pieno, mi diede un bacio sul collo e poi mi sussurro' all'orecchio, "vai con Damon e Ian al tavolo, ti raggiungo tra un attimo" feci si con la testa e seguii i due ragazzi, "sai Giulienne dovremmo parlare" Un Ian imbarazzatissimo cercava di parlarmi mantenendo una certa serietà agli occhi del pubblico.
Sapevo a cosa si riferisse "Ian non mi devi alcuna spiegazione, io ero preoccupata per te mentre tu facevi le orge,tutto chiaro" cercavo di rispondergli sorridendo a chiunque mi sorridesse pur non conoscendomi "non dire così,non è vero" sembrava irritato, "ah no ?"rispondevo tra i denti per non destare sospetti.
Arrivammo al tavolo e lui si guardò prima intorno poi ci sedemmo, io al centro tra i due scagnozzi "io sono venuto a vedere come stavi ma eri priva di sensi, ho aspettato che ti riprendessi tutto qui" era sincero e dispiaciuto, "siete ridicoli lo sapete? Ragazzina sai che lui è uno dei tuoi sequestratori? Eh Ian sai che è una tua prigioniera? No volevo solo avvertirvi della cosa, così a titolo informativo" Damon si prendeva gioco di noi mentre si accendeva una sigaretta. L'unico fottuto problema era che quel cazzone aveva ragione su tutto eravamo ridicoli, io e Ian ci guardammo e pensando alla situazione scoppiammo a ridere, "ecco ci mancava" Damon ci guardava come se fossimo impazziti.
"Cosa vi fa ridere così tanto?" La figura imponente del King era di fronte a noi in tutto il suo splendore "niente! pensavamo solo che questo stronzo di Damon ha ragione, siamo ridicoli" Ian ancora in preda alla ridarella cercava di rispondergli ma il king con un cipiglio sulla fronte sembrava non capire "bene mi fa piacere che prendiate le offese di Damon con filosofia " adesso anche lui si prendeva gioco di noi, Damon era in disparte e ci guardava serio.
"Tutto bene?" lui si guardava intorno ignorando completamente la mia domanda, sembrava rilassato quando arrivò al tavolo poi tutto d'un tratto calò il gelo, vidi anche Ian e Damon irrigidirsi, guardavano un punto fisso "bastardo figlio di puttana, si presenta qui a casa nostra come se niente fosse" Damon sembrava quello meno calmo "adesso faccio un buco in testa a lui e a quel cazzone del suo socio, oramai è il suo cagnolino lo segue ovunque" Quel pazzoide di Damon si lamentava ma non capivo a chi si riferisse "tu non vai proprio da nessuna parte, sono nostri ospiti e noi sappiamo come trattare gli ospiti" il king sembrava gelido quasi un automa, mi faceva molta più paura di quando era arrabbiato, così sembrava non avere sentimenti.
"Andiamo ad accoglierli " si rivolse a Damon e lui sorrise malefico "Ian tu resta con lei" lo guardai andar via e non capivo cosa stava succedendo, si avvicinò a due tizi, uno alto e robusto, doveva avere una cinquantina di anni mentre l'altro era decisamente più giovane, era un tipo attraente ma nulla a che vedere con il grande re, sembrava provenire dal sud america, doveva essere colombiano o roba del genere, mentre quello più alto sembrava il tipico americano medio.
Si voltarono verso di noi e poi si incamminarono in questa stessa direzione, mi sistemai il vestito nervosa, Ian si alzò e istintivamente feci lo stesso "ecco è lei, vi presento la mia Giulienne" quanto mi piacque sentirglielo dire ma non volevo che trasparisse la mia strana e malata felicità. Il più giovane mi prese la mano e me la baciò "encantado,è il tipo di donna per la quale un uomo farebbe pazzie" mi guardava come un predatore poi si voltò verso il king "davvero complimenti, non si può chiedere di meglio" ero lusingata dalle sue parole, anche un po' stranita, perché si complimentava con il king come se fossi un oggetto di sua proprietà ? Era un po' come se fossi una bella macchina e si complimentasse con il proprietario per l'ottimo prezzo con cui l'aveva acquistata.
La cosa strana era che il grande re sembrava irritato quanto me ma sospettavo che lo fosse per ragioni diverse "adesso parliamo di affari, se volete seguirmi nel mio studio, prego" il king fece strada ai due ospiti che lo seguirono insieme a Damon,la folla si apriva al loro passaggio, scomparirono dietro la tenda rossa e in quel momento ero davvero curiosa di capire cosa stesse succedendo, c'era qualcosa sotto.
Erano passati svariati minuti da quando avevano attraversato quella tenda ed io non sapevo il perché ma ero un fascio di nervi, "cosa stanno facendo?" mi rivolsi a Ian che stava zitto e serio, "niente che ti riguardardi " sembrava quasi incazzato "hey ma cosa ti prende?" Non rispose "ok io vado in bagno se permetti" si accorse del mio nervosismo "scusami è solo che non voglio che tu entri in queste faccende, a modo mio sto cercando di proteggerti" mi guardava come se fossi un oggetto troppo fragile "non preoccuparti per me, sono già nei guai, non può capitarmi nulla di peggio" non gli diedi neanche il tempo di rispondere che subito mi buttai tra la folla.
Mi girai un attimo per vedere cosa stava facendo e lo vidi indaffarato a scrivere qualcosa sul telefono, approfittai per oltrepassare la tenda rossa e andare a vedere cosa stava succedendo, percorrendo il lungo corridoi mi accorsi che la porta era socchiusa e sentii la sua voce suadente e inconfondibile "perché pensi di essere me? Non mi arrivi nemmeno alle scarpe".
La sua voce era priva di emozioni forse solo un po' derisoria poi continuò "questo stronzo mi ha offeso in casa mia, chi gli fa pensare che può parlarmi così" a quel punto la voce del giovane colombiano si fece sentire "king nessuno può prendere il tuo posto, solo che non capisco perché non vuoi condividere il tuo contatto con tutte le famiglie che ti seguono fedelmente, la mia sopratutto ti segue da prima di tutte le altre, quel fantasma noi..noi non sapevamo che arrivasse a questo punto, non lo abbiamo mai neanche visto in faccia, non sappiamo chi sia" poi sentii anche l'altro uomo "king non ero a conoscenza delle sue azioni, ho messo in contatto questo fantasma con la famiglia Benitez perché credevo volesse concludere un affare" a questo punto riecheggiò una risata quasi malefica.
" credi che sia uno stronzetto alle prime armi? Ho la faccia da coglione? Tu hai messo in contatto questo fantasma con la sua famiglia perché volevi affondarmi e prenderti i privilegi che ti avrebbe dato avere i Benitez a capo" il king sembrava incattivito, arrivai alla porta senza farmi sentire "vuoi lavorare ancora con me o vuoi ancora corrompere i miei uomini?" il colombiano deglutì rumorosamente " non era mia intenzione mancarti di rispetto mi sono fatto prendere dalla curiosità ma non era contro di te caro king" la voce gli tremava, io riuscivo a vedere la sua figura da quella piccola fessura aperta, "allora lui non serve più" a quelle parole capii cosa stava succedendo e presa da non so cosa spalancai la porta e successe tutto troppo velocemente.
Il tizio più alto era di spalle davanti l'entrata ed io ero dietro di lui quando il king senza battere ciglio gli piantò una pallottola in testa. Pezzi di cranio e cervello sul pavimento e sul mio petto, la mia faccia era ricoperta dal sangue di quel povero uomo che era appena stato ucciso.
Il corpo grande e grosso privo di vita si accasciò a terra rivelando la mia figura pietrificata e scioccata, quando gli occhi del king incontrarono i miei sembravano persi e scioccati quanto me, tremavo sul posto e sentivo il disgustoso sapore metallico del sangue che non apparteneva a me ma ad un uomo che era stato giustiziato davanti ai miei occhi.
"Cristo santo" sentii la voce di Ian alle mie spalle, il king abbassò finalmente la pistola e mi osservava, quel poco di umanità fu sostituito dal vuoto più totale che traspariva dai suoi occhi, lui era un criminale senza cuore e senza anima e dovevo smetterla di sorprendermi di questo.
Poi spostò lo sguardo sull'altro uomo che sudava e tremava " Damon pulisci questa merda dal mio pavimento, eh tu..tu ringrazia il tuo Dio se sei ancora in vita, fammi un'altra merdata e la tua fine non sarà così dolce, sei ancora vivo perché mi servi" gli puntava la pistola alla tempia " ti sarò per sempre fedele, non succederà mai più" il colombiano stringeva gli occhi mantenendo le mani in alto in segno di resa.
Io ero ancora lì pietrificata mentre Ian teneva le mani sulle mie spalle, il king finalmente si rivolse a me " adesso ce ne andiamo a casa stai tranquilla" si avvicinava con cautela,come se fossi una bomba ad orologeria e quando finalmente fummo faccia a faccia, mi accarezzo' il viso "shhh sta tranquilla" mi mise un braccio intorno alla spalla a mo di protezione ed uscimmo dallo studio, non prendemmo il corridoio ma quella che sospettavo fosse un uscita secondaria " non possono vederla così, cazzo Ian una sola cosa avresti dovuto fare" sembrava fuori di se " aveva detto che doveva andare in bagno, li non posso seguirla" Ian cercava di giustificarsi, sembrava davvero nervoso. Ci dirigemmo alla macchina ed io mi sentivo stordita, cominciò a girarmi la testa e poi tutto ad un tratto il buio.
Quando riaprii gli occhi vidi un soffitto ormai a me familiare, ero nella sua stanza distesa sul suo letto "hai dormito un bel po' " mi girai e lo vidi seduto sulla sua poltrona che aspirava il fumo della sigaretta.
I suoi capelli erano disordinati e la camicia completamente aperta, aveva un'aria irrequieta " come stai?" Era freddo e distaccato più del solito, non riuscii a proferire parola, quando mi alzai mi resi conto di cosa indossavo. Una maglietta molto larga bianca con sotto niente, e i miei capelli era umidi, istintivamente mi toccai prima il viso poi il petto e ripensai a ciò che era accaduto "ti ho ripulita da tutta quella merda" era arrabbiato e frustrato" perché non riesci a tenerti fuori dai guai? Che problemi hai?" nel sentire quelle parole mi voltai furiosa "sarei io ad avere dei problemi? Avevo pezzi di cervello e sangue sulla faccia...pezzi che appartenevano ad un uomo che tu hai ucciso a sangue freddo" la voce mi tremava e le lacrime minacciavano di uscire da un momento all'altro.
Si sollevò di slancio e si avvicino' deciso " io sono questo che ti piaccia o no, ho fatto di peggio, cose che non immagini possa fare un uomo ad un altro" gesticolava fuori di se "tu non dovevi essere lì" ma che problemi aveva quest'uomo ? "Mi fai schifo, sei senz'anima" sostenevo il suo sguardo schifata
"Aaah che bella scoperta abbiamo fatto, si sono senz'anima ma alla fine l'anima cos'è ? È un accessorio che la gente sfoggia per fare bella figura, non sai con quanta facilità la gente riesca a venderla, ne ho comprate migliaia di anime" i suoi occhi erano spiritati sembrava impazzito " voglio andare nella mia stanza" ero stanca e debole, non avevo la forza né tantomeno la voglia di stare con lui, anzi, volevo stargli lontana, per la prima volta provai ribrezzo e basta per quest'uomo che tanto mi affascinava.
Rise isterico " fai quello che ti pare, mi servi per i miei scopi e nient'altro, non mi interessa cosa pensi di me ne tantomeno mi interessano le tue lamentele" si incamminò verso il bagno "vado a lavare via questa nottata di merda, quando esco non voglio trovarti qui" senza darmi modo di rispondere si appresto' a chiudersi in bagno alzando anche un muro materiale tra noi.
Senza pensarci due volte mi apprestai a scappare via da quella stanza e da lui, percorrevo il corridoio il più velocemente possibile , fortunatamente la maglia era lunga fino al ginocchio doveva essere sua, arrivai alla stanza e mi ci chiusi dentro con tutta la rabbia e la frustrazione che provavo, ero così schifata da tutta questa situazione, era tutto così sbagliato e sporco, mi facevo schifo anch'io solo al pensiero di essermi lasciata andare con quel mostro e di aver instaurato un'amicizia con uno dei miei sequestratori dovevo essere impazzita o dovevo avere qualche problema cerebrale.
Dopo una nottata passata in bianco, restai anche tutta la mattinata chiusa in camera, bussarono alla porta ma non risposi, quando la porta si aprì rivelo' la figura della cameriera, Brenda mi sembrava si chiamasse "salve signorina, questo è il suo pranzo, il capo ha detto che non c'è bisogno che scenda" sembrava stranita quanto me conoscendo la sua ossessione per questa stronzata del pranzo e della cena tutti insieme appassionatamente,"bene perché non ero intenzionata a sedermi a tavola con dei mostri"continuavo a fissare il soffitto come in trans mentre parlavo, lei non rispose posò il vassoio sul comodino e andò via.
Non toccai nulla, la fame mi aveva abbandonata, quando la cameriera ripassò a riprendersi il vassoio noto' la cosa mi guardò con sguardo materno "non le piacciono le cose che le ho preparato?" Sembrava dispiaciuta "no non è quello il problema, solo che non ho appetito" lei capì e sorrise "posso?" Indicò il letto e io feci si con la testa, lei si sedette accanto a me.
"Dolcezza sei già molto magra, quando la mia bambina era triste e non voleva mangiare le raccontavo storie fantastiche per distrarla e la imboccavo " sorrise e prese la zuppa di pomodoro e il cucchiaio "le volevo raccontare di quando sono stata in india, sono anche salita su un elefante" capii cosa stava facendo e mi piacque questa sua aria materna e premurosa quindi decidi di assecondarla, lei prese una cucchiaiata poi cercò di imboccarmi, esitai prima un po' poi mi misi a sedere e aprii la bocca, lei sorrise felice e continuò " incontrai un bel ragazzo che mi fece vivere una meravigliosa avventura, era un bellissimo indiano con gli occhi smeraldo, non ricordo bene il suo nome e forse non me lo disse mai, noi parlavamo con gli occhi"la sua storia cominciò a coinvolgermi così tanto da non accorgermi che il piatto di zuppa si era ormai svuotato.
Passò alla fettina di carne mentre continuava la sua storia " lui era un anima nera e abbandonata a se stessa, aveva un cuore ma era spento aveva solo bisogno che qualcuno lo riaccendesse, la vita era stata tanto cattiva con lui è l'unica cosa che sapeva fare per difendersi era attaccare, io lo capii e fui molto paziente e con me finalmente questo cuore si riaccese".
Questa storia era così familiare,mentre masticavo la ascoltavo incuriosita "quindi lei ha viaggiato, non è stata sempre qui?" Lei sorrise divertita "no che non sono stata sempre qui, ho vissuto le mie belle avventure, poi si hanno dei figli e bisogna rimboccarsi le maniche e vivere l'avventura più bella cioè essere genitori" sembrava una donna con gli attributi, mi porse il bicchiere d'acqua che bevvi tutto d'un sorso poi si sollevò e fece per andarsene " eh la storia? La storia come finisce?" lei si girò e sorrise "finisce in mille modi diversi mia cara, tu puoi scegliere.. scegli il finale giusto per il tuo cuore" cosa voleva dire?
Ripensai tutto il tempo alle parole di Brenda poi il suono di qualcuno che bussava alla porta mi ridesto' dai miei pensieri "avanti" forse era ritornata e potevo farle qualche domanda, invece vidi la figura di Ian che mi osservava intimorito "come ti senti?" Non risposi,per fargli capire che non volevo che mi parlasse o che stesse nella mia stanza.
Mi stesi e mi girai dall'altra parte ma lui non si lasciò scoraggiare dal mio gesto, chiuse la porta e si sedette sul letto senza il mio consenso "lo so che adesso mi odi, che tutto questo ti da il voltastomaco e che forse non mi parlerai mai più, ma volevo comunque dirti che sei l'unica persona a cui ho sentito di potermi appoggiare, anch io sono stanco, resisto solo per lui che rappresenta tutta la mia famiglia ma certe volte lo perdo nei suoi pensieri malsani e mi sento solo", istintivamente la mia curiosità ruppe quell'immenso silenzio in cui mi ero rifugiata "come vi siete conosciuti?" Lui esitio' un attimo prima di rispondermi "in orfanotrofio" la sua risposta mi colpì dritta al cuore e mi voltai di scatto a guardarlo, lui continuò " io ero in quel posto da sempre, non conoscevo i miei genitori, avevo dieci anni quando questo ragazzino di otto anni piombò nella mia vita, da lì non ci siamo mai più staccati" volevo saperne di più ma capivo che per lui era estremamente difficile parlarne e poi l'ultima volta mi disse che non poteva dire nulla del passato del King perché sennò si sarebbe infuriato.
Cercai di fargli domande a cui poteva rispondere " eh Damon?" Lui guardo' le sue mani poi rispose agitato " in un ospedale psichiatrico per soldati" questa risposta mi sciocco' "cosa?" Lui mi guardò " Gabriel fu rinchiuso lì per una cosa molto estrema che fece ad un nostro compagno, non posso dirti cosa ma è davvero terribile" continuavo ad osservarlo seria e sconvolta " Damon era già lì perché sequestrò dei civili. Faceva la ronda di notte e vide una donna della quale si invaghi', lei era sposata e voleva che lui la lasciasse in pace e Damon pensò bene di minacciare la sua famiglia e uccidere suo marito" sapevo che era un mostro e questa storia fu solo una conferma per me. " Gli fu data l'infermità mentale per la situazione in cui viveva, insomma vivere la guerra ti fa dare di matto dopo un po',e lo stesso fu anche per Gabriel" era davvero incredibile ciò che mi stava raccontando.
"Non l'ho mai lasciato, anche quando era lì, lo andavo sempre a trovare e quando seppi di Damon la cosa mi preoccupava molto perché non mi ispirava fiducia e forse tutt'ora ma lui si fida e io cerco di appoggiarlo perché siamo fratelli", era molto bello il loro legame ma assecondare le cose disgustose che faceva il suo amico rendeva Ian colpevole quanto lui "avresti dovuto aiutarlo a vivere una vita normale, se questo mondo non ti piace, perché assecondi le sue pazzie?" Lui sembrava pensieroso ma poi rispose sospirando "ci sono delle dinamiche molto complicate in tutta questa storia, non tutto è come sembra". Si alzò di scatto poi mi guardò un ultima volta " spero tu possa perdonarmi, ho davvero bisogno della tua amicizia è fondamentale per me" andò diretto alla porta esitò prima di aprirla poi dopo un po' se ne andò.
Ero in una brutta situazione, combattuta tra la rabbia di ciò a cui avevo assistito e le strane emozioni che provavo dopo aver ascoltato Ian,
passò in fretta anche il pomeriggio e la cena non mi fu servita da Brenda sfortunatamente. Forse il grande capo preferiva tenerla tutta per se, la cameriera giovanissima aveva dei lividi su tutto il braccio "che hai qui?" Indicai i suoi lividi seria "nulla signorina, sono caduta" sembrava aver fretta di andar via "se si tratta di un uomo, ti prego non difenderlo, mia madre ha perso la vita proprio perché difendeva un uomo che non la meritava" mi uscì tutto d'un fiato, lei si voltò sconvolta dalla mia rivelazione e poi scappo' via.
Adesso il mio appetito era seriamente andato a farsi fottere, ripensai a quella ragazza, e al fatto che pur essendo rinchiusa in questa stanza oggi era stata una giornata ricca di sorprese e rivelazioni sconvolgenti, ero stremata.
Mi appisolai per la strana stanchezza che provavo, dei rumori mi svegliarono e quando aprii gli occhi mi ritrovai la sua figura possente davanti, era appoggiato al muro con le mani in tasca, l'aria sofferente e mi osservava serio, ci guardammo per un infinita' di tempo poi mi voltai dall' altro lato, sentii il rumore della porta che si chiudeva segno che era andato via, era troppo presto per me, provavo disgusto e delusione, la scena di ciò che era successo ieri mi ritornava alla mente quando lo guardavo e questo mi faceva provare un profondo odio nei suoi confronti.
La mattina dopo mi alzai e mi resi conto che di fronte a me c'era scritto qualcosa sul muro 'Cara piccola dolce ragazza, qualcuno un giorno mi disse:perdona, non perché loro meritano il perdono ma perché tu meriti la pace, so cosa stai vivendo ma rinchiuderti in questa stanza sarà per te solo una prigione all'interno di una prigione. Ho preparato una buonissima colazione che ti aspetta in cucina insieme a me" era firmato da Brenda,sorrisi per il suo gesto dolcissimo, era scritto rigorosamente con il gessetto in modo che potesse pulirlo facilmente, la cosa mi fece sorridere ancora di più, scesi dal letto e mi apprestai a fare una bella doccia, mi preparai velocemente indossando una gonna alta in vita nera, che trovai stranamente tra le mie cose ,una t-shirt bianca che sistemai nella gonna e le solite converse.
Scesi di corsa dopo aver sistemato la mia stanza e corsi verso la cucina, mi andai a scontrare contro qualcosa di davvero duro, caddi con il sedere per terra e quando alzai gli occhi mi resi conto di aver dato una bella testata al petto del king, mi osservava dall'alto , era tutto sudato ed indossava una canotta nera e pantaloncini rigorosamente neri, era di ritorno da qualche allenamento, mi prese dalle spalle e mi rimise in piedi poi mi oltrepasso' senza dire una parole e se ne andò via, lo guardai scomparire inebetita, si è vero lo odiavo e pure quando credevo che era l'unico sentimento che provavo nei suoi confronti la verità era che quell'odio e anche il disgusto che avevo provato vedendo ciò che era capace di fare, erano sempre accompagnati da un profondo sentimento a cui non sapevo dare un nome, quell'uomo era una calamita per me è mi odiavo per ciò che provavo, mi sentivo sporca.
Dopo diversi minuti mi decisi ad incamminarmi in cucina dove trovai una Brenda intenta a preparare la colazione , si voltò e mi sorrise felice, in quel momento mi sentii bene rivedevo in lei degli atteggiamenti di mia madre. Erano molto simili e forse questo mi faceva sentire bene in sua compagnia " buongiorno dolcezza" mi avvicinai al bancone e sedendomi le risposi "buongiorno signora Brenda" lei per poco non si strozzava per le risate "signora Brenda ? No dolcezza,Brenda e basta va bene" io Risi "ok Brenda e basta" mi servi' la colazione e mentre la mangiavo chiacchierammo un po' del più e del meno, del suo lavoro , cose che bene o male immaginavo.
Poi il suo sguardo era puntato oltre le mie spalle, fece un piccolo inchino e preparo' un altro piatto che sistemo' accanto a me "padrone i ragazzi sono usciti a sbrigare le faccende che gli aveva commissionato, mi hanno detto di riferirglielo" ero agitata, il suo profumo mi inebetiva, ero assuefatta da lui " si lo so, pensano forse che sia un fottuto idiota smemorato?"poi si sedette accanto a me senza degnarmi di uno sguardo.
Diede velocemente un occhiata alle mie gambe nude poi si mise a mangiare e a leggere il suo dannato giornale, Brenda sorrise e ci saluto' con un inchino lasciandoci soli. Era davvero un silenzio imbarazzante ma non ero intenzionata a parlargli e sembrava che lui fosse d'accordo con me, poi alzai gli occhi dal mio piatto e li rivolsi a lui che continuava a leggere poi distolse lo sguardo dal giornale e mi guardò a sua volta, restammo così in questo silenzio assordante a fissarci quasi come a scavare un qualcosa di troppo profondo..troppo nascosto, non dicemmo una sola parola con la bocca ma i nostri occhi erano colmi di domande....
-
Salveeeee come va? Anche questo capitolo si è concluso e dovrete aspettare il prossimo per saperne di più 😜
Come vi è sembrato? Vi è piaciuto?
Man mano che andremo avanti in questa storia ne usciranno delle belle, tante rivelazioni e molte situazioni davvero assurde.
Spero davvero tanto che vi stia coinvolgendo e che vi regali una qualsiasi emozione sperando sempre in una positiva 😉
Cosa succederà adesso?
Lo scoprirete nel prossimo capitolo😘😘😘
❤️❤️❤️
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro