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Chapter 5

Si erano dichiarati guerra,mentre gli occhi facevano l'amore.

Charles Bukowski

                                       ~~~

-Giulienne's Pov-

Quella mattina mi svegliai davvero incazzata per quello che era successo la notte scorsa,come osava quel gran bastardo ridicolizzarmi così . Indossai il mio solito outfit composto da t-shirt nera, jeans scuri e converse...era diventata una sorta di divisa, scesi le scale e feci un respiro profondo prima di entrare in cucina. Vidi Ian seduto di schiena e sorrisi ma poi entrando vidi anche la sua figura sexy e possente vicino il frigo, indossava solo dei pantaloncini ,i capelli erano scompigliati e gli davano un'aria peccaminosa, ma che cazzo andavo a pensare, io odiavo quello stronzo doveva bruciare all'inferno.

Feci finta di niente "buongiorno Ian" ignorai la sua presenza ma lui sembrava non curarsene,prese dell'acqua dal frigo e si sedette di fronte a noi. Era davvero uno stronzo, si comportava come se non fosse successo nulla,"oook c'è un po' di tensione nell'aria, credo che andrò a sbrigare le solite faccende lavorative" Ian si alzò velocemente e scappò prima che io riuscissi a dire qualcosa, ero ancora girata ad osservare Ian che se la dava a gambe quando sottocchio notai il suo sguardo serio .

Mi feci coraggio e mi alzai senza guardarlo, volevo sprofondare per l'imbarazzo, mi riempii una tazza di caffè "c'è la cameriera che lo fa per te" sentire la sua voce irradiava in me un senso di calore e non sapevo il perché. Non risposi e continuai ad ignorarlo, lui sembrava non fregarsene, poi sorrise strafottente "mi stai ignorando per caso?" Alzai lo sguardo per osservarlo, gli occhi erano seri e la bocca sorrideva, "perspicace il nostro king" gli risposi con la stessa strafottenza , lui alzo' un sopracciglio "Hai le tue cose ragazzina?" Eh no bello mio, questo non lo accetto, mi alzai incazzata " voi uomini avete sempre la solita scusa in tasca, 'hai le tue cose?' Noo non ho le mie cose sei tu che mi fai incazzare" la sua reazione alle mie parole mi lasciò interdette.

Lo osservai mentre faceva il giro del bancone per raggiungermi, improvvisamente mi sollevo' e mi poggio' violentemente sul bancone e per un attimo mi mancò il fiato, si posiziono' tra le mie gambe e comincio' ad avvicinarsi lentamente, non sapevo che fare, volevo respingerlo schiaffeggiarlo ma il mio corpo voleva altro "sai ragazzina,la tua lingua biforcuta accende in me sentimenti contrastanti, mi fa incazzare e me lo fa venire duro" era così vicino che mentre parlava mi sfiorava le labbra "potrei punirti qui su questo bancone" avevo il cuore a mille e non riuscivo a dire nulla, il mio corpo mi tradiva voleva essere toccato da lui e lui lo accontentò.

Piano mi accarezzo' le cosce coperte dai jeans,
"Potrei punirti in tanti modi" io continuai a sospirare ammaliata dalle sue parole, mentre le sue mani continuavano a salire..salire.... si bloccò di colpo per poi sussurrami all'orecchio "sono un bastardo figlio di puttana, un pervertito dicevi eppure ti faresti toccare da me, non hai molto sangue freddo" si allontanò con un sorriso trionfante ed io rimasi lì ad osservarlo inebetita.

Ancora una volta si era preso gioco di
me e io glielo avevo lasciato fare, ero lì seduta come una povera idiota, scesi dal bancone e corsi verso l'uscita istintivamente, volevo scappare da quella casa, da lui che mi trattava come una nullità ma poi mi bloccai sul posto ricordandomi quale era il prezzo che avrei pagato, dovevo essere forte e resistere per le persone a cui volevo bene, non meritavano di essere punite per un mio errore.

Tornai in dietro, passai per un corridoio della quale non mi ero accorta prima, portava in una grossa veranda e le vetrate davano una vista meravigliosa su un'enorme piscina.
Chissà com'era farci il bagno, un giorno di questi ci avrei fatto un pensierino,l'unica cosa era che non avevo il costume,"si scalda quella" mi voltai e vidi Deborah che mi guardava da capo a piede "ah buono a sapersi" le risposi con sufficienza,lei si avvicinò con le sue movenze da gran troia "sai io ho capito,ho visto come lo guardi ma devi sapere che le verginelle come te a lui non piacciono, lui ha delle esigenze che non puoi soddisfare, e parlo di perversioni che tu nemmeno immagini" sorrideva sfacciata,"beh ci hai visto male, non sono interessata a lui, puoi anche tenertelo"le risposi incattivita.

Lei cominciò a girarmi intorno per poi fermarsi alle mie spalle, si avvicinò pericolosamente per sussurrarmi all'orecchio "vuoi farmi credere che non desideri il suo corpo nudo su di te, lui è capace di farti cose che neanche nei tuoi sogni più sconci potresti provare, tu lo desideri come lo desideriamo tutte" per un momento al pensiero delle sue mani su di me, sentii una strana sensazione nel basso ventre e lei se ne accorse" ti bagni solo al pensiero" ,le cose che diceva erano vere solo che non volevo ammetterlo a me stessa. Mi voltai e sostenni il suo sguardo "io non sono come te o come tutte quelle che gli sbavano dietro" dopo aver detto ciò me ne andai lasciandola lì impalata, ero fiera di me.

Passando per il corridoio una cameriera sulla cinquantina mi blocco il passaggio "salve signorina le volevo solo dire che il pranzo è all'una del pomeriggio e la cena alle otto di sera, il padrone esige che tutti i membri di questa casa siano presenti a pranzo e a cena e che non si faccia ritardo, è fondamentale per tutte e due che lei rispetti questa regola" era molto autoritaria.L'unica cosa che riuscii a fare era un si con la testa, lei mi salutò educatamente e andò via.

Sul serio? Era uno spietato assassino, narcotrafficante ecc. ma voleva che l'allegra famigliola pranzasse e cenasse tutta insieme? Quell'uomo non smetteva mai di sorprendermi, ero basita, "sai qui abbiamo una sala cinema, una palestra è una biblioteca se ti interessa" la voce familiare di Ian mi fece sorridere, "già di ritorno dalle tue commissioni?" ero stranamente sollevata, quando c'era lui mi sentivo un po' più sicura.

Era stranamente gentile per essere un pregiudicato come gli altri, avevo la strana sensazione che era lì per altri motivi "da quanto tempo conosci Gabriel..cioè il King?"ero curiosa,lui mi guardò sembrava in difficoltà "beh è una storia lunga,ti annoieresti" cercava di sviare," no non ho di meglio da fare quindi puoi raccontare tutto quello che vuoi"insistevo ma lui sembrava non cedere "non credo che al capo faccia piacere, ti dico solo che siamo come fratelli, ci guardiamo le spalle a vicenda e ci conosciamo da molti...moltissimi anni" era davvero vago.

Nei documenti in mio possesso non erano presenti informazioni sul loro passato, non sapevo che tipo di infanzia avessero avuto, dove erano nati, non c'era niente su i loro parenti, erano dei veri e propri fantasmi.
"Vorrei solo saperne di più su di te almeno, mi sembri un tipo apposto, non riesco a spiegare la tua presenza in tutta questa storia" lo pensavo davvero, lui non mi sembrava come gli altri,"sono qui perché è qui che voglio stare, la mia famiglia è composta da un'unica persona e le scelte di quella persona sono anche le mie"

Continuava ad essere vago ma avevo intuito a chi si riferisse, sicuro non a Damon, anzi credo che fosse costretto a sopportarlo ,"ok ho capito" gli sorrisi e lui fece lo stesso "finito Sherlock ?"scoppiai a ridere e contagiai anche lui,"sono contento di vedervi così felici" quell'odioso di Damon ci osservava con un ghigno malefico "su amico non essere geloso"Ian cominciò a prenderlo in giro per smorzare la tensione, " eh di cosa?non sono interessato all'amicizia delle puttanelle, io me le scopo non ci organizzo pigiama party come te" la sua affermazione mi fece perdere la pazienza "ma che problemi hai?sono di natura psicologica o sei semplicemente un fottuto idiota? mmm penso più la seconda"

Non ebbi il tempo di finire che parti' uno schiaffo che mi prese in pieno volto, caddi a terra a faccia in giù, sentivo il sapore metallico del sangue che mi colava dalla bocca,"ma sei impazzito?" Ian cominciò a spintonarlo e lui continuava ad urlare incattivito "spostati frocetto deve capire chi comanda" Ian si infuriò ancora di più " sicuro non sei tu quello che comanda, poi vedremo cosa ne pensa Gabriel " alle parole di Ian si bloccò sul posto.

Come se fosse ritornato in se, si voltò senza proferire parola quasi avvilito e andò via, "vieni ti aiuto" Ian mi sollevo' praticamente da terra senza il minimo sforzo poi mi guardò in faccia e sgranò gli occhi " dobbiamo metterci subito qualcosa" mi spavento' la sua reazione, già non sentivo metà faccia poi ci si metteva anche lui.

Mentre mi accompagnava in cucina vedemmo il King scendere le scale indossava una tuta con pantaloncini nera, è un cappello con la visiera rivolta dietro, quando mi vide sgranò leggermente gli occhi e poi li socchiuse infuriato "chi?"fu l'unica parola che disse, si vedeva che stava cercando di mantenere la calma " E' stato un incidente" risposi io prontamente, non volevo metterli gli uni contro gli altri, avrebbe aumentato l'odio è la tensione nei miei confronti.

Mi prese per un braccio e mi trascino' di sopra,Ian rimase lì impalato a guardare la scena, arrivammo in camera mia, mi fece sedere sul letto e mi osservo' " perché lo difendi?" Io feci finta di non capire " a chi ti riferisci?" Lui continuava a guardarmi, sapeva e voleva che io lo dicessi ma restai zitta,lui mi prese per un braccio e mi trascino' in bagno, mi giro' verso lo specchio "mi riferisco alla persona che ti ha fatto questo" l'immagine che vidi era terribile, avevo la guancia e metà mento di un rosso e viola che si mischiavano tra loro, l'angolo delle bocca era insanguinato e gonfissimo, ero orribile, gli occhi rossi per il bruciore.

" Questi gesti non si coprono e non si giustificano mai, sarò anche un mostro ma non ho mai picchiato una donna" lo diceva con rabbia, le vene del collo erano gonfie e pulsavano, gli occhi erano iniettati di sangue "avanti ragazzina studi legge, non devo insegnartelo io, tira fuori le palle e pronuncia il suo nome" era furioso stava perdendo il controllo gli si leggeva in faccia."Damon" lo pronunciai quasi in maniera impercettibile,"non ho sentito" mi guardava dallo specchio alzai gli occhi e lo guardai"Damon"pronunciai decisa il suo nome.

Non ebbi il tempo di capire cosa stava succedendo, comincio ' a camminare spedito verso l'uscita, sembrava fuori di se, scese le scale troppo velocemente io tentavo di stargli dietro, arrivò al piano terra e uscì dalla porta di ingresso, in lontananza vidi Damon di spalle che si dirigeva verso le auto , lo afferrò per girarlo e poi gli diede un pugno in pieno volto.

Damon cadde di schiena e il King infuriato si mise a cavalcioni su di lui "eppure credevo mi conoscessi, qual'e' la cosa che non devi mai fare se non vuoi che mando a puttane il nostro patto e ti apra il cranio a mani nude?" Damon sembrava troppo stordito per rispondere alla sua domanda,lui si infuriò ancora di più e comincio ad urlargli in faccia "cosaa?", Damon riprese i sensi e cominciò a farfugliare "non devo torcere un capello a nessuna donna se voglio fiancheggiarti".

Il king non sembrava contento "eh tu cos' hai fattoo?" Continuava ad urlare, "ti prego in nome della nostra amicizia, ti chiedo solo un'altra possibilità" le parole di Damon erano incomprensibili per come le pronunciava piano, "ti regalo una seconda possibilità solo per gli anni che ci legano, tu sai che non conosco seconde possibilità, non bruciartela" lo lasciò e si alzò furioso, entrando prese me per un braccio e comincio' a trascinarmi di nuovo su per le scale,"dove mi porti?la mia stanza è dall'altro lato" continuava a trascinarmi senza fermarsi,"andiamo nella mia" pronunciò questa frase senza voltarsi.

Arrivammo nella sua stanza e mi spinse praticamente sul letto, poi andò verso il bagno e ne uscì con una bottiglietta e dell'ovatta, ero spaventata forse voleva vendicarsi per quello che aveva fatto per colpa mia,poi con mia grande sorpresa si piegò sulle ginocchia inzuppò un pezzo di ovatta e me lo poggio' sulla ferita, mi stava disinfettando ero scioccata, sentii un po' di bruciore e mi allontanai leggermente " sta ferma, ci vorrà un attimo" era serio e autoritario," possono uccidermi ma non possono picchiarmi" mi uscì come una battuta... forse infondo lo era,"è diverso" sembrava ancora più serio se era possibile, "perché ?"volevo saperlo, lui si fermò un attimo "perché lo è" era una risposta profonda se pur senza senso, sembrava scavare un posto molto oscuro... nascosto in lui.

"Perché hai scelto questa vita?" Alle mie parole si giro' e sorrise strafottente "eh quale vita?" Faceva il finto tonto "quella del grande re del crimine" cercai di scherzare un po' per smorzare la tensione, "conoscevo un solo modo per sopravvivere a questo mondo, mai più nessuno mi avrebbe fatto sentire debole e impotente" il suo sguardo era sincero e traspariva forza e decisione, "eh tu? Come mai hai deciso di intraprendere la vita della grande paladina della giustizia? Ti renderai conto che sarà una vita di poche soddisfazioni" il suo tono era derisorio "ti prendi gioco di me?" non mi piacevano le sue insinuazioni "beh già come punto di partenza non è stato granché, scoprire che il tuo professore voleva usarti per i suoi porci comodi,un uomo che avrebbe dovuto iniziarti al mondo della legge".

Le sue parole mi colpirono e mi misero in difficoltà per la loro profonda verità "beh la legge va rispettata, può far funzionare il mondo" lui sorrise e si fermò dal disinfettare la ferita "ti svelerò un segreto, la legge è la giustizia non esistono, sono favole raccontate alle persone per tenerle buone, per negargli la libertà di scegliere che strada intraprendere, non risolverà i tuoi problemi come non risolverà quelli degli altri", avvicinò la sua mano al mio volto per sistemarmi una ciocca ribelle dietro l'orecchio "riesci ad essere bella anche con il volto tumefatto, la tua bellezza potrebbe disarmare qualunque uomo" ero affascinata e lusingata dalle sue parole, sembrava così diverso da come lo avevo visto fino ad oggi.

Provai a toccargli il viso ma lui si scanso' poi di colpo si sollevò e rividi l'uomo crudele che ero abituata a vedere "adesso tornatene in camera tua, tra poco c'è il pranzo, non tardare non mi piace che mi si disubbidisca" io rimasi interdetta per un attimo poi lui mi prese per il braccio e mi butto' letteralmente fuori dalla sua stanza per poi sbattermi la porta in faccia,ero lì impalata in quel corridoi come un idiota, quest'uomo doveva essere bipolare, non c'era altra spiegazione, ma perché mi faceva questo effetto? Non doveva, io dovevo odiarlo.. lo odiavo...

A pranzo eravamo tutti seduti intorno al tavolo,fu un pranzo davvero silenzioso, Damon aveva i segni della violenza del suo capo in faccia e io i segni della violenza di Damon,per tutto il giorno non vidi nessuno di loro girare per la villa e la cameriera mi avverti' che il padrone non avrebbe cenato a casa perché aveva una cena di lavoro e con lui anche Damon e Ian, quindi me ne restai in camera a mangiare un panino preparato dalla cameriera su mia richiesta.

Non mi resi conto di essermi appisolata, fu un rumore a svegliarmi quello della porta che si apriva, ebbi paura e non mi mossi dalla posizione in cui ero, fingevo di dormire ma ero spaventata a morte,poi le molle del letto cedettero sotto il peso della persona che si sedette accanto a me, mi accarezzo' i capelli "so che fingi di dormire" era lui, che ci faceva in camera mia? Mi voltai a guardarlo mentre lui lentamente cominciò a togliersi le scarpe,istintivamente mi girai completamente verso di lui che piano salì sopra di me.

Allargai le gambe per dargli modo di stendersi tra esse, non so che mi stava capitando sapevo solo che lo volevo ,che più lo odiavo..più lo desideravo, il suo volto era vicino al mio,fisso' le mie labbra per un momento e poi ci si avventò, mi baciava con urgenza,con passione,desiderio, non ero mai stata baciata così, incrociai le gambe intorno alla sua vita.

Poteva farmi ciò che voleva glielo avrei permesso, ero schiava delle sensazioni che mi faceva provare,cominciò a scorrere con la mano sotto la mia maglia,volevo toccarlo ma non me lo permetteva,mi teneva le mani chiuse in una morsa stretta, le teneva bloccate sulla mia testa con una sola mano mentre con l'altra scorreva lungo tutto il mio corpo, mi inarcai vogliosa sotto il suo corpo, continuava a baciarmi con impeto,accarezzava la mia lingua con la sua...ero persa...fottuta....
con la mano scese fino al bottone dei miei jeans che sbottono' velocemente , infilo' la mano sotto il tessuto dei jeans e delle mutandine per poi arrivare lì nel centro del mio corpo, mi inarcai ancora di più sotto il suo tocco,parole senza senso uscivano dalla mia bocca ora abbandonata dalla sua.

Mi baciava il collo con desiderio fino a quando cercò di inserire un dito dentro di me, provai un po' di dolore ma era misto al piacere, "sapevo che eri ancora pura,il fatto di essere il primo a toccarti mi fa impazzire" le sue parole mi eccitavano ancora di più "sei così sensibile..così bagnata" oddio era così bello, cominciai a sentirmi strana, era una sensazione di leggerezza non sentivo più il mio corpo avevo perso completamente il controllo su di lui, "ti prego" riuscii a dire solo quello, "ti prego cosa?"la sua voce era così sensuale, così erotica,"cosa vuoi Giulienne?dimmelo" stavo per scoppiare per il desiderio"te!voglio te.." non sembrava neanche la mia voce, improvvisamente una scarica di sensazioni mi colpi' "si così piccola,vieni per me" chiusi gli occhi e sussurrai il suo nome istintivamente.

sentivo caldo e freddo contemporaneamente era una sensazione che non avevo mai provato prima, era tempesta...
Mi baciava il viso con delicatezza poi si staccò di colpo e sentii di nuovo quella strana sensazione di vuoto..di abbandono,ero lì distesa mentre lui era seduto di schiena e si infilava le scarpe "cosa fai?" Ero confusa, "vado in camera mia, devo riposarmi domani mi aspetta una giornata molto lunga" se ne stava andando così, dopo quello che mi aveva fatto, come se non fosse successo niente "non farti strane idee ragazzina, avevo solo voglia di svagarmi un po' " che bastardo, uscì dalla mia camera sbattendo la porta ed io rimasi li stesa come un idiota per l'ennesima volta, che problema avevo?perché ci cascavo sempre? Dannazione...dannata me...dannato lui...

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Ciaaooo come state? Questo capitolo è un po' più corto degli altri ma è ricco di emozioni e confusione.
Spero vi piaccia, chiedo ancora scusa per gli errori revisionerò in un secondo momento.

Cosa succederà ? Il prossimo capitolo vi lascerà senza fiato ...
😘❤️

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