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Chapter 33

O.K., Signore, diciamo pure che esisti. Sei stato Tu a mettermi in questa situazione. Vuoi mettermi alla prova. E se io mettessi Te, alla prova? E se io decidessi che non esisti? Mi hai messo in un bel guaio, tra i miei genitori e questi foruncoli. Io credo proprio di averlo passato, l'esame. Sono più forte di Te. Se Ti degni di scender giù, adesso, Ti sputo in un occhio, ammesso che Tu ce li abbia, gli occhi. E il culo? Ce l'hai il culo? La fai la cacca? Quel prete non ha mai voluto rispondere a questa domanda. Ci ha detto di non dubitare. Dubitare di che? Io penso che Tu abbia esagerato con me, e allora Ti chiedo di scender giù, di farTi vedere, perché voglio anch'io metterTi alla prova! Aspettai. Niente. Aspettavo Dio. Continuai ad aspettare. Poi mi addormentai, credo.

Charles Bukowski

~~~

-Giulienne's Pov-

Quando lo vidi abbandonare la stanza percepii una strana sensazione...il suo inconscio gli aveva suggerito di indossare di nuovo la maschera...come se tutto ciò non fosse mai accaduto, per non far trapelare agli occhi di Damon il marcio che si portava dentro.

Riusciva a nascondere perfino il fatto che fosse ubriaco, non credevo fosse possibile...
Quel suo comportamento non fece altro che confermare la mia tesi...aveva bisogno di aiuto...prima o poi il vulcano sarebbe eruttato. Ero in camera tutta sola, ripensare a tutto mi faceva sentire come in un brutto sogno...non sapevo che fare, pur essendo così nervosa il mio corpo mi dava segnali di vita inequivocabili, avevo una dannatissima fame...era notte fonda ed io sentivo il mio stomaco brontolare, Gabriel non lo avrebbe mai permesso se fosse stato lucido...dopo i due giorni di coma totale mi ero concessa una Coca-Cola in compagnia di Eva prima di scoprire il mare di merda che si era schiantato contro di noi.

Del resto avevo dormito avvinghiata a Gabriel per tutto il santo giorno...cazzo dovevo proprio mettere qualcosa sotto i denti, ma la frustrazione combatteva contro questo bisogno umano. Non sapevo dove erano gli altri ma mi sentivo troppo debole per starmene qui buona zitta e immobile, dovevo assolutamente arrivare alla cucina...

Avevo di nuovo scordato le medicine ma la situazione di Gabriel aveva cancellato tutto ciò che mi circondava...perfino le cose importanti come la mia salute, ma d'altronde per lui mi ero totalmente annullata...avevo perso di vista i miei sogni e le mie aspettative, non sapevo più chi ero o chi volevo diventare, la strada della legge non mi sembrava più quella giusta...alla fine la mia scelta era dettata da una giusta causa..da ciò che era successo a mia madre.

Molto prima di quella tragedia che segnò la mia intera esistenza, il mio sogno era diventare una scrittrice...mia madre adorava leggere ciò che scrivevo, pur essendo solo una bambina adoravo fingermi una scrittrice e inventavo storie su qualsiasi cosa, lei...lei era la mia fan numero uno...
Non condividevo con nessuno quel sogno, soltanto con mia madre, non avrebbe mai voluto che abbandonassi ciò che amavo...

In quel momento mi torno' alla mente una frase di Steve Jobs, una di quelle frasi che sembrano aver capito più cose della tua vita di quante ne abbia capite tu stessa...quelle frasi che ti conoscono talmente tanto che riescono quasi a predire il futuro...gia' allora leggerla mi fece uno strano effetto, diceva -Ogni sogno a cui rinunci è un pezzo del tuo futuro che smette di esistere- ciò mi rese davvero triste e malinconica perché era così maledettamente vero...

Qualcuno bussò alla porta e quel momento fatto di ricordi e tristezza fu spezzato...non ebbi neanche il tempo di chiedere di chi si trattasse che la porta lentamente si aprì rivelando la figura di Mel.

"Posso?"si guardava intorno come se da un momento all'altro potesse sbucare una qualche figura mostruosa, restai ad osservare il suo viso marchiato da lividi e la sua postura...sembrava le fosse spuntata la gobba per quanto fosse raggomitolata su se stessa. Dopo poco risposi preoccupata "certo che puoi!come stai?" Nel dirlo mi precipitai ad abbracciarla e lei ricambiò stringendomi forte.

"Non parliamo di me...piuttosto vorrei sapere la mia piccola Giulienne come sta?" Il suo fare materno così familiare...mi riporto' alla mia oramai perduta quotidianità, alle giornate passate a cercare di riordinare la mia vita. "Sono solo un po' stanca...tutto questo è così assurdo" non volevo sbilanciarmi...non volevo coinvolgerla e renderla schiava di un qualcosa che non le riguardava...dopo tutto quello che aveva fatto per me...non se lo meritava...

Si staccò da me delicatamente per poi accarezzarmi il viso e sistemarmi i capelli dietro l'orecchio, proprio come un tempo...che mi sembrava così lontano...
"Ho promesso di proteggerti...ho promesso a tua madre ed a me stessa che non avrei mai permesso che ti succedesse qualcosa" osservava la mia cicatrice, la sfioro' con le dita "credo di aver fallito..." feci no con la testa ma lei preveni' ciò che stavo per dire "sono ancora in tempo per recuperare se me lo permetterai..".

Dai suoi occhi capii che stava per dire qualcosa che non mi sarebbe piaciuto per niente, e così fu"ti porto via di qui...via da lui..." mi allontanai da lei come se mi avesse colpita...come se mi avesse sganciato un destro dritto allo stomaco, "no..no.." lei mi interruppe avvicinandosi "si tesoro..sei offuscata dal sentimento, io l'ho capito...anche tua madre lo era ed io non riuscii a salvarla...ma con te...con te non commetterò lo stesso errore" sembrava impazzita, cercava di prendermi le mani ma io la respingevo "no...non è così..tu non capisci" lei chiuse gli occhi "mi sembra di sentire tua madre...Giulienne...ritorna in te, fallo per il tuo futuro...qui non c'è niente per te...solo guai o peggio...morte" avevamo tutte e due il fiato corto come se avessimo corso una maratona, "non usare la mamma contro di me..sei ingiusta..." riapri' di scatto gli occhi e mi osservo' intenerita.

"No tesoro...non lo farei mai, ma la realtà è che stai facendo il suo stesso errore...vi fidate delle persone sbagliate" non mi sembrava vero che mi stesse dicendo queste cose..."non voglio ascoltarti.."ma lei continuò "si..si invece devi...per te stessa...salvati, vieni via con me...lui..lui è pericoloso" a quel punto sentii montare la rabbia e le urlai letteralmente in faccia tutto il mio dissenso "TU NON LO CONOSCI..." lei indietreggio' quasi spaventata poi si fece seria "questa non sei tu..ti sta plasmando a suo piacimento, la mia Giulienne avrebbe capito..." non mi feci scoraggiare e continuai a controbattere "la tua Giulienne..la tua Giulienne..basta con questa storia, io ti voglio bene...sei importante per me...sei stata mia madre per tanto tempo.." improvvisamente presi a singhiozzare disperata "ma non puoi chiedermi di andarmene...io lo amo..." lei quasi come un riflesso condizionato prese a piangere vedendo la mia disperazione "no tesoro...questo non deve offuscare il tuo giudizio. Lui ti distruggerà me lo sento.. ti prego..ti prego lascia che ti aiuti...".

Lei non capiva e non avrebbe mai capito, ciò che era successo a mia madre condizionava il suo giudizio...ero arrabbiata perché volevo tenerla al sicuro e allo stesso tempo stare al fianco di Gabriel a combattere le sue battaglie.
In quel momento capii che forse era meglio che  se ne andasse, non volevo che il suo punto di vista potesse creare ulteriori problemi, non volevo che per salvaguardare me si sarebbe messa nei guai...

Pur essendo così arrabbiata per ciò che mi chiedeva...ero comunque legata a lei..era la mia unica famiglia. Ad un certo punto sentii la necessità di starmene da sola, la sua immagine, la sua disperazione mi avvilivano.." va via..." sussurrai quelle parole con fare minaccioso, lei si bloccò sul posto "ma.." la interruppi subito "ho detto...va via.." non si mosse e a quel punto presi ad urlare come una matta "VA VIAAA" la cosa sorprese me quanto lei, ero dispiaciuta per come la stavo trattando ma ero anche arrabbiata con lei.

Continuava a starsene lì ad osservarmi quasi scioccata, "credo sia meglio che tu te ne vada.." la figura del King apparve in tutta la sua imponenza alle spalle di Mel, lei non si voltò e continuò ad osservarmi per poi aggiungere
"Pensa a ciò che ti ho detto" non degno' Gabriel  di uno sguardo e si precipitò fuori dalla stanza.

Quando fummo da soli mi gettai letteralmente tra le sue forti braccia, non ricambiò il mio abbraccio...restò lì impietrito...
Mi allontanai lentamente per poi osservarlo, non riuscivo a decifrare la sua espressione...
"Che succede?" Fu l'unica cosa che riuscii a dire, lui non rispose...a quel punto insistetti
"Gabriel..."finalmente sembrò sciogliersi dal suo stato di coma e parlo' " forse ha ragione tua zia..." non riuscivo a capire a cosa si stesse riferendo "dovresti andare via..." cercai di parlare per tranquillizzarlo..era uno dei suoi momenti di rifiuto, ma non me lo lasciò fare perché riprese a parlare quasi subito.

"Sai...mentre scendevo le scale accanto a Damon, ho avuto un flashback del mio passato...il mio cervello mi sta rimandando tutte le immagini che avevo nascosto.." si passo' una mano sul viso mentre io lo osservavo cercando di capire a cosa volesse arrivare.
"Lei...lei mi toccava ed io...cazzo...mi eccitavo...mi odio per questo...odio lei..odio me..odio mio padre...odio tuttoo, sono malato...ascolta tua zia..." quando termino' il discorso mi resi conto che il suo viso era livido e il fiato era corto...le sue parole mi schioccarono. Il mio shock era causato principalmente da un concetto molto semplice...da una domanda spontanea...come può una madre fare così tanto male ad un figlio?

Cercai di avvicinarmi ma lui indietreggio'
"Sono scappato come un codardo...ho piantato Damon sulla rampa di scale e sono venuto a rifugiarmi qui...da te...come una fottuta femminuccia" a quel punto mi feci forza e risposi "perché non capisci che sei umano? Questo non significa essere una femminuccia...nel tuo passato c'è tanto marcio e tu eri tanto piccolo e avrebbero dovuto proteggerti e lei avrebbe dovuto amarti come una madre non come un'amante.." le lacrime mi appannarono la vista...

Provavo tanto dolore al pensiero di lui...indifeso...lei...un mostro..
"Non è colpa tua...e' solo colpa sua.." le lacrime cominciarono ad abbandonare i miei occhi, lui allungò la mano enne raccolse una...la osservo' a lungo.. "non credo di aver mai pianto...forse da bambino, ma non ho ricordi..ricordo solo la rabbia...lei c'è sempre stata..." ero impressionata da come il suo cervello cancellasse qualsiasi cosa, avevo quasi paura che cancellasse anche me dai suo ricordi...

Sollevò lo sguardo e come se mi avesse chiesto semplicemente che ore fossero disse "devo andare da mio padre...quel bastardo mi racconterà tutto...che lo voglia o no. Tu verrai con me?" Per poco non mi casco' la mascella, prima di rispondere dovetti riconnettermi con il mondo.."C..c..certo che verrò con te!" Me la facevo addosso pensando a cosa sarebbe successo, ma non lo avrei mai abbandonato.

Mi afferro' un polso e mi attiro' a se facendo schiantare tra loro i nostri corpi, "ho voglia di spogliarti...questa notte la passerò dentro di te.." mi sollevo' afferrandomi dalle natiche, istintivamente attorcigliai le gambe intorno alla sua vita stretta.

Invece di dirigersi verso il letto, prese a camminare in direzione dell'enorme vetrata...continuavo a guardarlo pensando a quanto la sua bellezza superasse ogni realtà possibile...lo amavo da impazzire e la cosa mi terrorizzava perché da parte sua non ricevevo nessuno tipo di certezza, potevo benissimo essere un capriccio momentaneo...

Con una mano fece scorrere la vetrata e in quell'istante percepii la brezza della sera...piccoli brividi percorsero la mia schiena e dolci carezze di un vento leggero facevano ondeggiare i miei capelli oramai cresciuti davvero troppo...

I raggi lunari illuminavano il suo volto perfetto rendendo la sua bellezza quasi surreale, quasi in riflesso del mio pensiero disse  "Cristo quanto sei bella..." le sue parole mi tolsero il fiato, non riuscii a dire nulla...
Piano prese ad abbassarsi e capii che il suo intento era quello di possedermi sotto il cielo stellato...quando credevo che non poteva più sorprendermi,riusciva sempre a farmi ricredere...

Mi adagiò sulle mattonelle fredde per poi distendersi su di me , prima che potessi dire qualsiasi cosa mi bacio'...era un bacio urgente, ricco di frustrazione...una supplica muta, questo era il suo modo di chiedermi aiuto...
Ricambiai il bacio...volevo che capisse che stanotte come tutte le altre volte, sarei stata sua...

Le sue mani vagavano lungo il mio corpo, mentre le mie, quasi intimorire ,sfioravano i suoi capelli...
Quando si staccò le sue labbra erano gonfie ed arrossate, mi osservava...sembrava volesse svelare un segreto profondo...il mio segreto profondo..."non ho niente da nascondere" sussurrai queste parole sorprendendo me stessa, lui sorrise beffardo "tutti abbiamo qualcosa da nascondere...perfino tu piccola Giulienne..." non capivo perché dicesse questo, a cosa voleva arrivare?

Le mie domande silenziose furono interrotte dalla scia di baci che prese a spargere lungo il mio collo...

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami...
comprimimi discioglimi tormentami...
infiammami programmami rinnovami.
Accelera... rallenta... disorientami.

Cuocimi bollimi addentami... covami.
Poi fondimi e confondimi... spaventami...
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami... ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgmominami poi sgomentami...
dissociami divorami... comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra... riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

I nostri corpi sudati illuminato dalla luna...i nostri aliti che si fondevano...gemiti strozzati...promesse carnali...

Lui spingeva...spingeva forte quasi a voler sfondare una porta immaginaria tra le mie gambe che tremavano "Cristo il mio cazzo dentro di te...la tua figa fradicia...sei così stretta" le sue parole sconce mi facevano sempre lo stesso effetto...pur essendo presi da una foga quasi animalesca, riuscivo comunque ad arrossire...ero strana...lo ero davvero tanto..

Urlai...urlai forte, le sue spinte ricche di desiderio erano devastanti...mi consumava...

Sentivo che questa era diversa dalle altre, nessuna richiesta strana...nessun gioco perverso...solo io e lui che ci fondevamo..eravamo un tutt'uno contro il resto del mondo...

"Dimmi che ti piace..." presa dal piacere risposi senza esitare "mi piace...mi piace da morire" i nostri bacini si scontravano con violenza riproducendo un suono davvero erotico, poi quel suono fu di nuovo offuscato da una richiesta...diversa da quella precedente...mi destabilizzo'..."Dimmi che hai bisogno di me...che non puoi più vivere senza..." la cosa mi sconvolse tanto da afferrare il suo viso per costringerlo a guardarmi negli occhi.

Le sue spinte cessarono all'istante...
"Ho finalmente capito che non ho bisogno di te per vivere...io ti amo e non perché la mia vita senza di te non abbia senso...posso vivere senza di te solo che scelgo di non farlo...questa è la verità, per quanto tu non possa crederci...hai arricchito la mia esistenza, hai formato il mio carattere rendendomi più forte...io ti amo Gabriel Hole perché tu non fai parte della mia vita...tu sei la mia vita, adesso questa è la mia verità...e' ciò che ho deciso io...e' ciò che ho scelto.." mi osservava perso, assaggiando ogni mia parola...

Lo attirai a me per suggellare la mia promessa...sapevo che non ci sarebbe stata una risposta ma ora come ora...non me ne importava un cazzo...

L'uomo è la fogna dell'universo.

-Damon-

Chissà cosa gli era preso...era così strano..
Dopo ciò che era accaduto , le accuse di Eva rivolte ad Al...era come impazzito...mi sembrava di essere ritornato in quel cazzo dì manicomio criminale...

Ero seduto in cucina...da solo come un cazzone aspettando che si decidesse a rifarsi vivo, magari per spiegarmi che cazzo stava succedendo.

Avevo imparato che non bisognava mai fare troppe domande al King..
Sapevo che nel cervello di Gabriel c'era un enorme macchia nera...pronta ad attaccare chiunque gli ostacolasse il cammino...

Volevo solo che non mi tagliasse fuori..sopratutto dopo tutto quello che avevamo passato insieme, ero un bastardo figlio di puttana...questo lo sapevo...ma perfino le persone come me si creavano degli equilibri ed io non volevo che una puttanella...una troietta di merda...una ragazzina del cazzo, rompesse quell'equilibrio...

Speravo che almeno Ian si facesse vivo...
Dove cazzo si era cacciato quel frocio di merda e sopratutto con chi era?...
Ero sommerso da domande prive di ogni risposta...avevo seriamente bisogno di ammazzare qualcuno sennò quest'ansia non mi sarebbe mai passata...

Prima che quella Troia entrasse nelle nostre vite...tutto era perfetto, niente ci ostacolava...lui era il re del mondo ed io una delle sue spalle più fedeli...non avrei mai pensato che una poppante potesse far crollare quella fortezza che con tanto orgoglio e fatica ci eravamo creati...

Improvvisamente i miei pensieri furono interrotti...
Sentii dei rumori...poi tutto tacque... altri rumori..

Mi alzai lentamente, sentivo che qualcosa non andava, presi la mia postola puntandola di fronte a me. Mi incamminai con passo felpato per evitare che chiunque fosse entrato in casa, si accorgesse di essere stato scoperto.

Quando abbandonai la cucina mi resi conto che i rumori provenivano dal salone...sentivo dei passi...passi leggeri di qualcuno che cercava di non farsi beccare.
Una volta arrivato all'entrata del salone, tutto cesso'...

Ero privo di timori, non avevo paura di essere ammazzato...forse avevano ragione gli altri..ero pazzo...

Mi precipitai nella stanza aspettandomi di trovare chissà chi...ma era vuota...non c'era nessuno...ma che diavolo stava succedendo?
Diedi un occhiata a tutto il perimetro, poi improvvisamente la TV si accede facendomi subito scattare verso di essa..

Inizialmente non capivo di cosa si trattasse, erano immagini amatoriali...girate con una qualche telecamera dozzinale, abbassai lentamente la pistola perché ciò che le immagini offrivano mi fece gelare il sangue.."Porco..ma che cazzo...oh Cristo santo.."...


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Saaaaaalveeeee
Chiedo scusa per questa lunga assenza, vorrei solo dirvi che non vi ho abbandonate...
Sono ancora qui.

Con le feste natalizie riuscirò ad essere più costante e presente, non vi farò attendere così tanto come è successo con questo capitolo😉

Comunque la storia sta entrando in una fase molto complessa...vi consiglio vivamente di tenervi forte.

Spero come sempre che il capitolo vi sia piaciuto, purtroppo è un po' più corto degli altri, nel prossimo comprenderete meglio alcune dinamiche della storia...

Chiedo ovviamente scusa per eventuali errori di battitura😅

Adesso vi lascio con una domanda...la domanda...

Cosa avrà visto Damon???

Un grosso bacio ❤️❤️❤️
Al prossimo capitoloooo 😘😘😘😘😘

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