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Chapter 23

"Al di la del bene e del male andava bene in teoria, ma poi per vivere bisognava scegliere."

Charles Bukowski

                                     ~~~

-Giulienne's Pov-

Il viaggio fu silenzioso, un po' per ovvi motivi cioè che la ferita che avevo non mi permetteva di spiccicare una sola parola, un po' perché Ellen la dolce vecchietta che si era presentata subito dopo la mia invasione alla sua auto, era troppo concentrata a guidare.

Era un po' troppo lenta per i miei gusti, sapevo che dopo aver cercato per tutto l'ospedale, Ian avrebbe avvertito Gabriel e lui si sarebbe incazzato moltissimo, ma a me non importava..non gli avrei permesso di scappare via da me...non questa volta...

Improvvisamente delle goccioline cominciarono a picchiettare sul parabrezza e da poche e dispersive si trasformarono in un vero e proprio diluvio. Questo costrinse Ellen a rallentare ancora di più "forse dovremmo fermarci, piove davvero troppo forte", appena termino' la frase mi voltai con aria di supplica facendo no con la testa "ma tesoro potrebbe essere pericoloso" continuai a fare no con la testa piagnucolando. Lei con molta pazienza continuò a guidare, per mia fortuna eravamo quasi arrivate, non potevamo fermarci proprio adesso...

Dopo un ora di viaggio finalmente la vidi..la villa che prima era una prigione per me adesso era diventata una visione...ero felice di rivedere quella struttura come non lo ero mai stata.

"Siamo arrivate piccola, ho un ombrel..." non la lasciai terminare che l'abbracciai forte "ohoh di niente tesoro...di niente" quel mio grazie silenzioso fu subito colto da lei, ci staccammo e mi catapultai subito fuori il veicolo senza badare al diluvio che stava venendo giù.
Corsi verso il cancello e bussai come una forsennata, ero scalza e zuppa, mi guardai alle spalle e vidi che l'auto di Ellen non c'era più...non avrei mai potuto ringraziarla abbastanza...
Il cancello cominciò ad aprirsi e quando imboccai il vialetto vidi la porta d'ingresso aprirsi e finalmente ne uscì fuori la sua meravigliosa figura.

Aveva il fiato corto e parlava con qualcuno al telefono, gli occhi erano sgranati e preoccupati.
Quando mi vide mise via il telefono e mi corse incontro, scoppiai in un pianto liberatorio...finalmente ero a casa..ero con lui..
"Come...perché...cristo santo!quando Ian mi ha telefonato credevo ti avesse presa di nuovo..mi hai quasi ucciso lo sai??non farlo mai più" Mi tastava per vedere se fosse tutto apposto, poi mi stringeva poi ritornava a controllare se stessi bene, era in preda ad una crisi di panico mentre io piangevo per la felicità.

Mi trascino' dentro stringendomi tra le sue braccia, ero aggrappata al suo collo mentre i miei piedi non toccavano terra. Continuavamo a guardarci negli occhi, mentre lui camminare sicuro senza guardare la strada, entrammo in casa e richiuse la porta con un piede. "Adesso devi asciugarti, ti beccherai una polmonite" con mia sorpresa il tono era pacato, non mi sembrava furioso.

Mi mise a terra e in quel preciso istante sentii la voce di Brenda "signorina...piccola Giulienne .." era commossa e felice, "Brenda aiutala a cambiarsi" quel tono da king autoritario non mancava mai quando si trattava di dare ordini, lei sorridente mi prese sotto la sua ala e mi trascino' verso le scale.
Mi voltai a guardarlo e lui mi sorride tranquillo, questo mi diede una strana sensazione di sicurezza.

Brenda mi portò in quella che inizialmente era camera mia,mi diede una mano nel darmi una ripulita. Non mi creava imbarazzo farmi spogliare da lei, oramai era diventata parte della mia famiglia immaginaria, quella che mi ero creata da sola.
Ero priva di forze e dovette vestirmi lei, infilandomi dei pantaloncini blu ed una canotta bianca, cose prese dal mio guardaroba. Mi asciugo' pazientemente i capelli mentre io sentivo la pelle andarmi a fuoco, la mia crisi d'astinenza ritornava più forte di prima, sentivo il bisogno incessante di farmi e proprio non riuscivo a combatterlo.

"Mmmm..G...." non riuscivo ad esprimermi con chiarezza colpa di quella dannata ferita ma la cosa peggiore era che non riuscivo a ragionare, avevo bisogno di vederlo, solo così potevo combattere questo demone che viveva dentro di me..."ho capito...cerchi il padrone... prima devo chiamare l'infermiera che deve medicarti di nuovo la ferita, questo dobbiamo levarlo è zuppo" sfiorava il mio viso ed io sentii ancora di più il bisogno di sballarmi.

"Mmm..lu..lui..." Brenda preoccupata per il mio tono troppo nervoso fece solo si con la testa e mi bacio la fronte prima di lasciare la stanza.
Ero sola in quella stanza troppo silenziosa, la cosa non andava affatto bene, mi stesi sul letto ma a quanto pareva peggiorai la situazione. Mi alzai di scatto diretta al bagno per rinfrescarmi il viso stranamente sudato, appena arrivai al lavandino feci una cosa che forse avrei dovuto evitare...mi specchiai.

Ero ancora gonfia, e la pelle intorno alla parte medicata era rossiccia. Decisi di levarmi quella sottospecie di enorme cerotto, quello che c'era nascosto sotto mi sciocco' a morte....un taglio lungo dalla bocca fino all' orecchio, formava una mezza luna e deformava metà del mio viso,era tenuto ben saldo da piccoli punti applicati perfettamente.
Oddio quel riflesso...c'era un mostro che mi osservava dallo specchio...gli occhi mi si riempirono di lacrime e presa da un'attacco d'ira, con le braccia tirai giù tutto quello che c'era sul lavandino,si sentivano vetri che si spaccavano e oggetti che volavano a destra e a manca, non contenta lanciai una bottiglia di bagnoschiuma nello specchio, urlai più forte che potevo....poi le forze mi abbandonarono e caddi a terra piangendo disperata.

"Aaaaaaah...." urlavo disperata..sentivo che per me non c'era pace. Ero una tossica sfregiata...non mi sentivo la ragazza più bella del mondo già da prima..ma quel taglio..il mio viso...ero ripugnante.

Sentii qualcuno correre nella mia direzione, un Gabriel preoccupatissimo si catapulto' su di me. Cercò di prendermi per aiutarmi a rialzarmi ma lo respingevo con forza "nooooo..n..noo" non volevo che mi guardasse...non volevo che provasse lo stesso disgusto che provavo io.
Poco prima non riuscivo neanche a dire una parola, emettevo solo versi strani, ma il dolore...quello che provavo dentro era così forte che quello fisico era solletico al confronto...

"Ascolt..aspetta...ascoltami...piccola..piccola...
guardami..avanti.." cercai in tutti i modi di coprirmi il viso "noooo...mostrooo..sono un mostro.." adesso le parole si fecero più chiare...avevo finito le lacrime per quanto avevo pianto.
"Ti preg...voglio...dammi un po' di roba.. ne ho bisogno.."
Ero completamente impazzita, il mio riflesso aveva distrutto quel poco di lucidità che mi restava..

Tutta la tristezza del mondo si era appena depositata nei suoi occhi.."non sei tu...ma io..io lo giuro sulla mia vita che ti riporterò indietro, ritornerai da me.." mi parlava come se non fossi presente in quella stanza...la verità era che non lo ero...lì c'era solo il mio involucro ormai danneggiato...ero altrove.. chissà dove....

Il dolore mentale è meno drammatico del dolore fisico, ma è più comune e anche più difficile da sopportare. Il tentativo di nascondere i frequenti dolori mentali ne aumenta il peso: è più facile dire "Il mio dente fa male" che dire "Il mio cuore è spezzato".

Il mio cervello era scollegato, sapevo di avere un grossissimo problema ma ciò non mi impediva di crearmene altri...
Gabriel aveva lasciato la stanza da ormai un paio d'ore, ero qui da sola con questa ragazza che doveva avere la mia età.."sei un medico?" Rise silenziosa "magari se non mi ficcassi nei guai come il mio solito..riuscirò a diventarlo" sembrava lo stesse dicendo più a se stessa che a me.

"Sei l'infermiera di Ian?" Continuava a visitarmi senza prestarmi chissà quale attenzione, "quante domande.." il suo tono era scherzoso ma trapelava un po' di irritazione.
"Si lo so..so essere davvero fastidiosa, sono curiosa..questo mi ha portata a ficcarmi in un mare di guai.." era la verità, infondo la mia curiosità non aveva fatto altro che complicarmi la vita.
Lei alzò per un attimo lo sguardo "diciamo che non sono tanto diversa da te allora..comunque tornado a noi. Comincerò con la parte più semplice" si sedette accanto a me e poi riprese a parlare "dovrò seguirti in questo percorso di disintossicazione, ti avverto da subito che sarà difficilissimo. Prima di passare alla parte complicata ti darò prima..mettiamola così..un paio di semplici dritte.
primo:Assumi molti liquidi come acqua, succhi o anche tisane ma preferibilmente acqua,che ti aiutano a espellere più rapidamente i metaboliti della cocaina. Gli effetti dei fluidi sono temporanei, devi quindi mantenerti sempre ben idratato per tutto il tempo in cui la droga rimane nel tuo corpo.
Secondo: Mangia frutta e verdure fresche a ogni pasto; un'alimentazione sana aiuta il metabolismo, permettendoti di espellere più rapidamente la cocaina e i suoi metaboliti.
Dovresti fare anche un po' di attività fisica..ti aiuterebbe a smaltire più velocemente il tutto, non solo..ti aiuterebbe anche psicologicamente."

Il suo discorso non mi spavento' stranamente, ero più che altro scettica al riguardo. Mi osservava aspettandosi una qualsiasi reazione che non arrivò, " so che subisci già l'astinenza...ti aiuterò fisicamente a superare tutto ciò, psicologicamente avrai bisogno delle persone a cui vuoi bene." Mi sorride comprensiva prima di riprendere il discorso "ovviamente per aiutarti ti somministrerò dei medicinali, spero di non averti demoralizzata... dovrai essere tu la prima a crederci se ne vuoi uscire vincitrice"si alzò dal letto, prese le sue cose, si girò a guardarmi un ultima volta e poi abbandono' la stanza.

Mi lasciò lì, senza darmi il tempo di farle qualche domanda, era andata via.
La cosa mi colse alla sprovvista, era più strana di me quella tipa...era davvero bella e il fatto che girasse per casa non mi faceva impazzire ma non volevo farlo a vedere.

Improvvisamente cominciai a percepire un senso di nausea insopportabile, dovetti correre in bagno in preda ai conati di vomito. Ero praticamente in ginocchio con la testa nel water a vomitare l'anima..dannazione..che diavolo mi stava succedendo? La droga mi stava divorando dall'interno ed io glielo permettevo non facendo nulla. Dovevo assolutamente attivarmi e cominciare le cure..

Il viso mi faceva dannatamente male, avrei dovuto smettere di ostinarmi a parlare..non facevo altro che danneggiarmi.
Ma ciò che mi danneggiava più di tutto era stare in camera mia senza fare nulla.. poi ripensai al fatto che in ospedale con me c'era zia Mel, chissà se questo avrebbe determinato una possibile sua permanenza qui.

Presa da vari pensieri improvvisi non mi accorsi che percorrevo già la scalinata,l'astinenza mi rincoglioniva anche.
La casa era silenziosa, non si muoveva nulla, la mia attenzione fu attirata dalla porta del salone socchiusa. Mi avvicinai per sbirciare da quel poco di fessura, vidi Eva seduta che parlava con un'altra persona, non riuscivo a vedere di chi si trattasse perché era di spalle.
Cercai di ascoltare ciò che si dicevano "Jenny qui sta scoppiando una vera e propria guerra...hanno risvegliato una parte di lui che in tutto questo tempo non era mai uscita fuori..io so di cosa è capace" Eva teneva una tisana tra le mani e il suo volto gonfio per le botte prese era ben medicato, si rivolgeva a questa persona quasi spaventata "Tesoro credi che io non lo sappia?? Adesso sono a torturare quegli uomini giù in quella sorta di segrete...credo che ne uscirà ben poco di quei bastardi",la voce mascolina tremava..chissà cosa le spaventava così tanto?!

Dei passi mi misero in allerta, mi voltai e mi ritrovai di fronte un Ian furioso.."origli..anzi no..prima ci fai quasi ammazzare..poi ti ritroviamo e scappi di nuovo facendomi morire di paura..poi ti trovo qui ad origliare qualcosa che ti metterà sicuramente nei guai.."cercava di mantenere il punto ma i suoi occhi mi dicevano che era vittima del dolore che io stessa gli avevo procurato..mi voleva bene..purtroppo era questo il suo errore, gli avrei procurato chissà quanti altri guai conoscendomi.

Lo abbracciai cogliendolo alla sprovvista "questa sera è stata ricca di eventi scioccanti e di abbracci che credevo non avrei mai ricevuto" non capivo la storia degli abbracci e lui se ne accorse "niente niente...non fare caso a ciò che dico, c'è anche tua zia qui..l'ho convinta a riposarsi un po'. È in una delle tante stanze che ci sono in questa mega villa" allargò un solo braccio perché l'altro era ingessato...per colpa mia. "Oh no..non fare quella faccia..non mi fa neanche più male" sorrise dolcemente ed io ricambiai ma i miei sensi di colpa non si alleviarono.

"Allora..chi spiavi??" In quello stesso momento la porta si aprì alle mie spalle e sentii solo due braccia attorcigliarsi intorno al mio corpo "oh mio Dio..la mia piccola Giulienne..piccola dolly" mi baciava la testa,strinsi le sue braccia felice di riabbracciarla. Mi girò intorno ed io avevo paura di ciò che avrebbe detto vedendo la parte del mio viso medicata. Non ebbe nessuna reazione stranamente, anzi si rivolse alla sua amica invitandola a presentarsi "avanti Jenny...lei è la bambola del mio cuore, ci siamo prese cura l'una dell'altra..non sarei qui se non fosse per lei.." gli occhi le si riempirono di lacrime, poi la figura alta e slanciata dell'amica attirò la mia attenzione.

Era un trans proprio come Eva e come lei era un tipo fine nei modi.
La parrucca bionda era perfettamente pettinata e il trucco impeccabile, proprio da prima donna quale era portava una sottana lunga di seta color crema, le unghie perfettamente curate..la cosa che mi fece pensare era che vagava per la villa a piedi nudi, lei si accorse della cosa "mi piace sentire la sensazione del pavimento freddo a contatto con i miei piedi..mi trasmette energia. Io sono Jennifer e ti sono molto grata di avermi riportato la mia migliore amica" mi sorrideva gentile, sembrava una persona molto dolce.

Strinsi la sua mano senza dire una parola, cercavo di trattenermi più che potevo. Dovevo cercare di non creare ulteriori danni alla mia faccia "vedo che questa non ti permette di parlare...avremo tempo per sentire la tua dolce vocina. Sei di una bellezza davvero rara piccola" sembrava sinceramente affascinata da me e la cosa un po' mi sorprendeva e mi risollevava.
"Andiamo in cucina così diamo a questo baldo giovane e a questa bellissima giovane donna un po' della tua buonissima tisana" Eva era un vero tornado che travolgeva tutti.

Mentre ci incamminavamo verso la cucina sentii una voce a me familiare "Giulienne.." mi voltai a guardare verso le scale e vidi una Maya con gli occhi lucidi,corse giù dalle scale mentre io istintivamente le andavo incontro. Ci abbracciammo e scoppiammo in un pianto di frustrazione mista a felicità "mi sei mancata..ho avuto tanta paura.." a quel punto cedetti e riuscii a dire soltanto un "mi dispiace" tra i vari singhiozzi rispose " non è stata colpa tua..ti voglio bene."

Sentimmo altri singhiozzi e ci voltammo a guardare, era Eva che con un fazzoletto si asciugava le lacrime "queste cose mi emozionano sempre..guardatele sono un'amore." Jennifer alzò gli occhi al cielo"che checca piagnucolona che sei" in risposta si guadagnò una bella gomitata da Eva "mi ricorda me e te all'inizio..due boccioli con tanta voglia di conquistare il mondo" Jennifer le sorrise dolcemente "okok adesso basta..volete o no la mia fantastica Tisana?"ci guardammo tutti e sorridemmo, poi insieme ci avviammo in cucina.

Finalmente non pensavo alla droga..qualche volta la mia mente volava via ma alcune delle persone a cui volevo bene erano qui con me a sorridere e chiacchierare come se fuori fosse tutto normale..e questo mi faceva sentire meglio. Aveva ragione Hanna..la dolce infermiera, contornarsi di persone a cui vuoi bene è un ottima cura.
"Oh avanti vuoi dirmi che con quel bel facciamo che ti ritrovi, non hai una ragazza?" Ian arrossì alla domanda di Eva, "anch' io sono sorpresa.." Jennifer sosteneva l'amica, mentre Maya sembrava un po' imbarazzata dalla presenza di Ian..che strano..

"Bisogna rimediare,ci sono tante donne che si accapiglierebbero per uno come te." Ero d'accordo con Eva, infondo Ian era un ragazzo magnifico..con la vita che faceva non lo dimostrava ma era davvero una persona buona." Beh le donne sono complicate..io poi non ho molto tempo per queste cose" era estremamente a disagio mentre sorseggiava la sua tisana, "molto buona davvero" si rivolse a Jennifer che in risposta sorrise contenta.

"Oh alla faccia dello zucchero filato..sono le tre del mattino passate" Eva osservava l'orologio attaccato al muro,"zucchero filato? Ma se hai sempre detto 'porca puttana' " diciamo che i battibecchi tra Eva e Jennifer non mancavano di comicità, ridemmo tutti sotto i baffi "jen..su non in presenza dei ragazzi" Eva sussurrava convinta che non la sentissimo, l'amica spazientita si alzò dallo sgabello invitandola a fare lo stesso "su vecchia checca andiamo a dormire, non siamo più fresche di gioventù come questi giovani e devi seriamente riposare. La tua pellaccia ne ha passate tante, eh smettila con questi foulard che ti fanno sembrare un pirata.." osservava la testa dell'amica quasi indignata.

Eva sollevo' il mento in segno di sfida "sei solo invidiosa perché a te non stanno bene, andiamo su..notte piccoli boccioli" fece l'occhiolino e abbandonò la stanza con la sua solita camminata da passerella seguita da Jennifer che ci saluto' dolcemente "notte ragazzi" Ian e Maya risposero in coro "notte anche a voi." Io sorrisi soltanto.

Non percepivo la stanchezza, anzi mi sentivo stranamente iperattiva "credo che andrò a riposarmi anch'io" Ian si alzò sotto lo sguardo attento di Maya, gli piaceva..era questa la verità. Si accorse che la stavo fissando e smise di guardarlo fingendo di sorseggiare la sua tisana con indifferenza. "Mm..notte" risposi piano perché stasera avevo già esagerato, mi sarei fatta saltare qualche punto "notte anche a voi ragazze " Maya fece un cenno disinteressato con la testa credendo di darla a bere proprio a me.

Restammo sole e decisi che sarebbe stata lei a parlarmene quando ne avrebbe avuto voglia, dopo tutto quello che stava accadendo..quello che aveva vissuto con Sam..era davvero troppo anche per lei.
Sentimmo dei rumori alle nostre spalle e ci voltammo di scatto, i miei occhi incontrarono il magnifico ghiaccio che mi aveva fatta innamorare...i suoi occhi..non riuscivo a smettere di guardarli.
Quando finalmente distolsi lo sguardo mi resi conto che non era solo, c'era Damon con lui ed erano ridotti davvero malissimo..sporchi di sangue da capo a piedi.

"Oh mio Dio" Maya era scioccata, a me invece non scioccava più nulla. "Cosa ci fate ancora in piedi?le poppanti a quest'ora dormono" il solito Damon bastardo,ma Maya istintivamente gli rispose "allora tu cosa ci fai ancora in piedi?" Lui sorrise malizioso "ragazzina non fare l'impertinente e ringrazia che sono davvero distrutto sennò questa conversazione non sarebbe finita tanto bene" cercava di intimorirla ma non ci riuscì "oh che pauraaa" sorrisi e Damon mi lanciò una delle sue solite occhiatacce, poi prima di andarsene si rivolse a me "felice di vedere che non sei morta..non troppo felice direi" questo era il suo modo da grandissimo stronzo di dirmi che era felice che stessi bene.

Mi sorprese e sorrisi poi alzai il dito medio, abbandonò la stanza ridendo sotto lo sguardo serio del King. Maya guardò prima me poi Gabriel che in quel momento stavamo facendo l'amore con gli occhi senza vergogna. "Mmm beh sono stanca anch'io...notte e ti voglio bene" mi diede un bacio sulla fronte e scappò via.

Restammo noi due soli...era così bello..anche sporco di sangue, stanco e con i capelli che gli ricadevano sul viso.
Ero perdutamente innamorata di lui, adesso vivevo per quello...
Si avvicinò lentamente poi prese la mia mano e la portò alle sue labbra, chiuse gli occhi e la baciò poi se la passò sulla guancia quasi distrutto. "Stanotte voglio che tu sia accanto a me, dormirai nella mia stanza...ho bisogno di te..so che dovrei tenerti lontana, che dovrei respingerti ma tu...tu mi rendi tutto più difficile. Sto cercando di salvarti ma non me lo lasci fare.." continuava a tenere gli occhi chiusi,io non sapevo cosa dire o cosa fare, sapevo solo che avrei fatto di tutto per non perderlo.

Mi alzai e lo abbracciai, me lo lasciò fare affondando il naso tra i miei capelli " cosa mi stai facendo Giulienne??".......

"C'è una casa di tronchi
con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. E' quella
appresso, subito dopo
una salita. La casa
dove gli alberi sono carichi
di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. E' quella
la casa dove, in piedi sulla soglia,
c'è una donna
con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa
fino ad ora.
La donna che ti ama.
L'unica che può dirti:
"Come mai ci hai messo tanto?"

Arrivammo in camera sua, mi sedetti sul bordo del letto. Lui prese a spogliarsi da tutta quella stoffa oramai zuppa del sangue di chissà chi,non riuscivo a distogliere lo sguardo..la sua figura possente e il suo sguardo ammaliante erano peggio della droga.
Era completamente nudo di fronte a me, era perfetto e ne era consapevole, cercai di non guardare il suo membro.
"Adesso vado a darmi una ripulita...fa la brava e mettiti a letto" si avvicinò e sfiorò le mie labbra con le sue.

Feci come mi disse ed aspettai che lui uscisse dal bagno. Ero distesa ed osservavo il cielo dalla gigantesca vetrata, tutte quelle stelle...davvero meraviglioso poi sentii le molle del letto cigolare sotto il suo peso e mi voltai a guardarlo, era affacciato su di me, mi sollevai piano baciandolo a stampo. "Giulienne stai attenta...non so se riuscirei a controllarmi...non posso lasciarmi andare. Hai bisogno di riposo" sembrava fermo nella sua decisione ma ciò non mi fermò, passai le dita sul suo addome scoperto e questo sembrava piacergli. Adoravo il fatto che il mio tocco gli facesse quell'effetto, aveva la pelle d'oca mentre lasciavo scivolare la mano verso gli sleep,poi bloccò la mia mano "per una buona volta..una soltanto..dammi ascolto".

Il suo tono era autoritario,sembrava frustrato io invece ero delusa, non sapevo il perché ma mi ferì quel suo rifiuto e lui si rese conto della cosa " non guardarmi così...fa male più a me che a te..sai cosa ti farei?! No! Non puoi immaginarlo neanche..non risponderei di me stesso, non sai quanto ti desidero" nel sentirgli dire quelle parole, mi sentii meglio.
Si distese attirandomi a se, "sento che stasera sei qui con me...un po' di te e' ritornato a casa..." aveva ragione , sentivo che piano piano alcuni pezzi stavano ritornando al proprio posto, mi sentivo al sicuro solo tra le sue braccia...appoggiai la parte non lesionata del mio viso sul suo petto e mi lasciai cullare dal battito del suo cuore....

-

Salveeeeeeeeeeee perdonate l'attesa, sto cercando di fare troppe...troppissime cose contemporaneamente e non mi va di trascurare o scrivere in maniera frettolosa la mia storia.
Cerco di velocizzarmi ma cercando sempre di rispettare il mio lavoro❤️

Spero come sempre che vi sia piaciuto,
Chiedo scusa come sempre per gli errori 😂

Questo è sicuramente più corto del capitolo precedente ma sto cecando di alternarli, infatti il prossimo sarà molto più lungo di questo ☺️

Un grandissimo bacio ❤️ al prossimo capitoloooooo😘😘😘😘😘

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