Chapter 20
"Hai mai desiderato una seconda possibilità
di incontrare qualcuno per la prima volta?"
Charles Bukowski
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-Gabriel's Pov-
"Sono davvero incazzato, quindi o mi dici tutto velocemente o questa serata ti sembrerà la più lunga della tua vita" il volto del bastardo era quasi irriconoscibile per le botte che aveva preso. Era seduto sulla sedia del suo studio e ad ogni frase mancata o omissione di fatti, gli arrivava un colpo ben assestato.
"Sai..lui me lo ha detto..mi ha fatto vedere" sputtacchiava sangue mentre parlava, non capivo a cosa si riferisse e guardai Al pensando che almeno lui avesse colto qualcosa tra le righe ma a quanto pare dalla sua espressione interrogativa, capii che come me non sapeva di cosa stesse parlando lo stronzo di Joe.
"Tua madre..il fantasma sa tutto di te, non l'ho mai visto in faccia, non ho mai avuto l'onore di stringere la mano a colui che è riuscito nell'impensabile, cioè sfidare il grande King" lo colpii solo per aver nominato mia madre, stavo per perdere il controllo e non potevo permetterlo se volevo ritrovarla.
Rideva come se quello che stava succedendo fosse la cosa più divertente di sempre,quasi gli manco' il respiro " lasciami almeno raccontare" si divertiva nel vedermi così agitato "lei..la ragazza...Giulienne, somiglia tanto a tua madre. Sai come si dice..in fin dei conti scegliamo sempre quelle che somigliano alle nostre madri" si faceva beffe di me e la cosa non aiuto' per niente.
Cercai in tutti i modi di trattenermi pensando a lei "Sono tutte cazzate...dimmi dov'è" lui sospirò teatralmente e riprese a parlare "mi ha raccontato che tuo padre massacrava tua madre davanti ai tuoi occhi e quando lei sveniva per le troppe botte, il piccolo Gabriel prendeva il posto della povera mammina" quello che aveva appena detto risveglio' una parte selvaggia che giaceva dentro di me,presi a colpirlo alla cieca fino a quando due braccia mi presero da dietro "E' quello che vuole...controllo Gabriel..non lasciarti condizionare ".
Joe era devastato e quasi privo di sensi, ma la sua cattiveria gli diede la forza necessaria a continuare il racconto "una sera paparino organizzò una bella festa..erano in cinque, ubriachi fradici e lui pensò bene di invitare i suoi quattro amici a fare un orgia a spese della moglie. La violentarono per tutta la notte davanti agli occhi spaventati del piccolo Gabriel.. la cara mammina non ce la fece e morì per le violenze e le botte subite dai cinque bastardi" cercavo di divincolarmi dalle braccia di Al che con tutta la forza che aveva mi butto' fuori dalla stanza chiudendosi dentro con Joe.
"Non lascerò che questo stronzo abbia la meglio..entrerai qui dentro quando ti sarai calmato. Ci penso io a farlo parlare.." presi a calci e pugni la porta che cominciò ad indebolirsi e mi fermai solo quando dall'altra parte sentii Al incazzato "Basta Gabriel..ragiona, per Giulienne. Il passato resta passato adesso c'è il tuo futuro in ballo e quello di una giovane che ti ama" mi bloccai sul posto e stanco mi sedetti a terra con la schiena poggiata al muro.
Ripensai ai suoi occhi, il suo profumo e mi calmai...
Dopo quasi un'ora, Al uscì dalla stanza macchiato di sangue che si puliva le mani.
"Come ci aveva promesso all'inizio..ha detto tutto quello che sapeva" era soddisfatto e questo mi fece ritornare la speranza che forse l'avrei ritrovata sana e salva. Mi alzai velocemente "cosa ti ha detto?"
Quando provi a fare del tuo meglio ma non ci riesci
Quando prendi quel che vuoi ma non quello di cui hai bisogno
Quando ti senti così stanco ma non puoi dormire
Torna indietro
E le lacrime iniziano a scorrere sul tuo viso
Quando perdi qualcosa che non puoi riavere
Quando ami qualcuno ma va tutto in fumo
Potrebbe andare peggio?
Lassù e quaggiù
Quando sei troppo innamorato per lasciar perdere
Ma se non provi non saprai mai quanto vali
Le lacrime scorrono sul tuo viso
Quando perdi qualcosa che non puoi riavere
Le lacrime scorrono sul tuo viso e sul mio...
Le lacrime scorrono sul tuo viso
Ti prometto che imparerò dai miei errori
Le lacrime scorrono sul tuo viso e sul mio...
Le luci ti guideranno a casa
E infuocheranno le tue ossa
E io cercherò di consolarti
-Giulienne-
"Oooh avanti tesoro stai bene con i capelli raccolti" Eva e la sua vanità, assurdo quanto una persona possa mai essere così legata all'aspetto . "Mmmh ma perché non mi lasci in pace? La smetti? Non sono mica una barbie con cui puoi giocare per passare il tempo" giuro..giuro che adoravo Eva con tutto il cuore, ma quando le prendevano le smanie da parrucchiera, mi mandava fuori di testa.
Mise il broncio come una bambina, sapeva che l'avrei accontentata e infatti lo feci. "Okok fai quello che ti pare" saltello' sul letto poi si sedette di nuovo dietro di me e riprese a giocherellare con i miei capelli. Erano passati due giorni da quando mi ero svegliata, e quattro da quando mi avevano rapita.
L'unica persona che vedevo, oltre ad Eva, era Caroline che ci portava qualcosa da leggere tutti i giorni oltre a qualche schifezza cucinata da chissà chi.
Sentimmo la porta aprirsi, pensando fosse Caroline e per questo restammo sedute "zuccherino lo dici tu a questa piccola impertinente che di me si può fidare? Sono un portento con le acconciature" Eva cercava l'appoggio di Caroline ma ciò che sentimmo ci fece subito scattare sugli attenti "non credo di essere la persona giusta, insomma,proprio io che parlo di fiducia" quella voce...non potevo crederci "Sam.." scattai dal letto e istintivamente gli corsi incontro, il mio amico era venuto a salvarmi..ma come aveva fatto?Lo abbracciai ma lui restò fermo.
"Tesoro credo tu debba allontanarti" la voce di Eva tremava "credevo te ne fossi andato..erano tre giorni che non ti facevi vivo..." si rivolgeva a lui come se fosse pericoloso e quando alzai lo sguardo mi resi conto dalla sua espressione che non era il Sam che conoscevo.
Mi allontanai lentamente da lui che mi osservava serio "ma cosa significa?.." sul suo viso comparve un ghigno malefico "sai cara Giulienne ti fidi troppo delle persone per essere una a cui le hanno ammazzato la madre brutalmente" lo disse con una serietà inquietante "ma..cosa..perché?" Cercai di restare lucida ma la collera era troppa, non rispose alla mia domanda " è stato facile adescarti al campus" devio' il discorso ed io non capivo cosa volesse dire, ero sotto shock "il ragazzo tutto sorrisi e battute..il giullare di corte, come potevi non fidarti di me" le lacrime cominciarono ad appannarmi la vista "era..era tutto finto..la nostra amicizia..era una farsa" non riuscivo a parlare, il nodo alla gola continuava a stringere..."si! La cotta per quella ragazza..tutta quella balla del liceo..a proposito era davvero appiccicosa.." oh mio Dio!Maya..cosa le hai fatto?.. se le hai fatto del male io..io.." piangevo per la delusione, volevo davvero bene a Sam..il mio amico Sam, sempre se era quello il suo nome.
"Tranquilla la tua amica sta benissimo, vive una delusione d'amore nella sua cameretta tutta rosa" rise divertito poi a passo lento comincio' ad avvicinarsi. Sentii due braccia circondarmi le spalle "non ti lascerò farle del male come hai fatto con me..non alzerai neanche un dito su di lei.." Sam in tutta risposta scoppiò in una risata carica di cattiveria "ooh che paura...comunque tranquilla! Per lei ho in serbo tutt'altro.." con il capo fece segno a qualcuno di entrare, quest'ultimo era un energumeno altissimo, i vestiti sembravano star per scoppiare per quanto era muscoloso.
"Prendi il finocchio" strinsi forte le braccia di Eva e cercai di farle scudo "no..non la toccare,va via" cercai di allontanare quella massa di testosterone da noi, Eva mi stringeva forte "non la toccareee" urlavo e lo spintonavo e lui con un gesto veloce mi diede uno schiaffo che mi fece cadere a terra, vedevo la stanza girare e in lontananza sentivo la voce di Eva "come hai osato picchiarlaaa..ti ammazzo bastardooo".
Ero stordita e non capivo cosa stava succedendo, improvvisamente non sentii più la voce di Eva segno che quel bifolco l'aveva trascinata via. "Gliel'abbiamo fatta sotto il naso...il grande King sempre un passo avanti a tutti, fregato senza rendersene conto" era alle mie spalle, piegato su di me..sentivo il suo respiro sfiorarmi l'orecchio "eri perfetta per il nostro piano, bella..con lo stesso passato e così simile alla sua povera mammina deceduta" non capivo di cosa stesse parlando, quando riacquistai lucidità mi voltai a guardarlo "chi c'è dietro tutto questo?" Il sapore metallico del sangue mi infastidiva ma cercai di non dargli troppo peso, "siamo un bel gruppo, eravamo tutti intorno a voi e non ve ne siete neanche accorti".
Si sollevò per poi dirigersi verso un carrello come quelli che usava Caroline, "adesso passiamo ad altro, voglio farti assaggiare uno dei prodotti che ha arricchito il tuo focoso amante.." prese una siringa e la guardo' soddisfatto "questa è la miglior droga mai venduta di tutti i tempi..per la donna del King solo il meglio" capii cosa voleva fare e scattai in piedi.
"No..non ti avvicinare.. sta lontano da me"lui fece un passo verso di me poi si bloccò un'attimo "con questa roba il tuo uomo ci ha ucciso mio fratello..era un ex drogato in fase di disintossicazione. Doveva dei soldi al caro king che lo punì dandogli una dose così potente che lo uccise. La sua morte fu lenta e dolorosa.. la droga lo consumo' all'interno..letteralmente".
Guardò la siringa con tanto dolore nello sguardo, per un attimo provai pietà per lui ma quando si rivolse a me, mi rimangiai subito quel sentimento "sei pronta ad intraprendere questo bel viaggetto?" Cercai di correre verso la porta ma lui fu più veloce, si avventò su di me schiacciandomi contro il muro.
"Dove volevi andare piccola Giulienne?eh? Adesso comincia il bello.." nel dirlo contemporaneamente mi ficco' l'ago nel collo e lí capii che era cominciata la mia strada verso l'inferno più totale...
Brucia all'inferno
questa parte di me che non si trova bene in nessun posto
mentre le altre persone trovano cose
da fare
nel tempo che hanno
posti dove andare
insieme
cose da
dirsi.
Io sto
bruciando all'inferno
da qualche parte nel nord del Messico.
Qui i fiori non crescono.
Non sono come
gli altri
gli altri sono come
gli altri.
Si assomigliano tutti:
si riuniscano
si ritrovano
si accalcano
sono
allegri e soddisfatti
e io sto
bruciando all'inferno.
Il mio cuore ha mille anni.
Non sono come
gli altri.
Morirei nei loro prati da picnic
soffocato dalle loro bandiere
indebolito dalle loro canzoni
non amato dai loro soldati
trafitto dal loro umorismo
assassinato dalle loro preoccupazioni.
Non sono come
gli altri.
Io sto
bruciando all'inferno.
L'inferno di
me stesso.
-Gabriel-
Erano passati quattro giorni dalla sua scomparsa, quello che avevamo scoperto era davvero prezioso, bisognava escogitare un piano al più presto.
Ian si era risvegliato ma io non volevo vederlo..sapevo che non era colpa sua, che in realtà la colpa era mia e di quello che facevo agli altri, ma una parte di me aveva bisogno di credere che non era del tutto così.
Al era riuscito a far parlare quel bastardo, erano uscite fuori cose molto strane. Del fantasma nessuno sapeva nulla, non si era mai fatto vedere ma del resto del gruppo spiffero' solo qualche nome.
Oltre a Connor, Franck l'altro scagnozzo di Simon e Joe, erano usciti fuori altri due nomi come Sam, un certo compagno di università di Giulienne e Ben il suo fedele scagnozzo. Dell'infiltrato in casa mia nulla, il fantasma si era guardato bene dal dirlo.
Era una vera e propria setta che aveva come scopo quello di distruggermi. La cosa incredibile era che tra loro non si conoscevano tutti, Connor e Franck conoscevano Joe e quest'ultimo oltre a loro conosceva Sam e Ben che a loro volta conoscevano Joe ma non Connor e Franck una sorta di catena. Un gioco volto a farmi impazzire o meglio,fatto in modo che il processo di ritrovamento fosse lungo e doloroso, almeno era la spiegazione che ci diede Joe alla cosa.
Cercammo questo figlio di puttana ovunque, più passavano le ore e i giorni e più sentivo la pazzia possedere ogni parte del mio cervello. Poi al campus sapemmo da una fonte attendibile, che si era ritirato dagli studi. Ad un certo punto mi si accese una lampadina "il professorino" insomma, Giulienne era finita a casa mia per la sua ossessione, eh questo Sam era uno dei suoi studenti...eh se ci fosse lui dietro tutta questa merda? Al si voltò a guardarmi, poi riprese a guardare la strada. "Quel tizio ossessionato da te?" Feci si con la testa e lo guardai, era notte fonda e noi vagavamo per le strade di Miami come sempre, da quando era scomparsa avevo perso il sonno e Al non mi lasciava neanche un'attimo.
Mi capii a volo e cambiò subito direzione, andammo all'appartamento del bel professorino. Oramai erano anni che ci conoscevamo io e lui, sapevamo qualsiasi cosa l'uno dell'altro.
Arrivati a destinazione Al mi guardò un'attimo poi parlo' "figliolo...qualsiasi cosa succeda...qualsiasi intoppo, se affondi tu..affondo anch' io. Al diavolo tutte quelle cazzate inerenti al sangue o al DNA, tu sei mio figlio e nessuno potrà mai cambiare questa cosa..questa non è la solita stronzata sentimentale, è la sacrosanta verità. Siamo una famiglia noi e siamo anche grandi amici..siamo tutto ..non dimenticarlo."
Ero contro queste esternazioni..contro i sentimenti, sopratutto contro l'amore. Non sapevo dare un nome a ciò che dentro di me si stava scatenando da un po' di tempo, l'arrivo di Giulienne aveva cambiato il mio modo di vedere le cose e le persone, adesso provavo quasi timore nel perderle e questo non mi piaceva...non lo accettavo. "Non starai diventando una di quelle femminucce che guarda commedie romantiche o roba del genere?" Lui scoppio' in una risata sincera "attento ragazzo, non farti ingannare dai capelli quasi completamente grigi, te le do di santa ragione" a quel punto scoppiai a ridere anch'io.
Dopo aver riso come due matti, ci ricascarono tutti i problemi addosso e ritornammo seri di colpo "ok adesso dobbiamo andare" lui fece si con la testa e scendemmo dall'auto.
Arrivammo fuori la porta dell'appartamento del professorino, stavo per bussare ma prima che riuscissi a farlo la porta si spalancò di colpo "ti stavo aspettando.." aveva un'aria distrutta, i capelli erano scompigliati, la camicia per metà usciva fuori dai pantaloni stropicciati, sembrava stesse per svenire per quanto era pallido. Lo guardai serio e allo stesso tempo perplesso "ah si? Beh come puoi vedere non sono solo" guardò alle mie spalle e sorrise "si lo vedo, c'è il Greco con te" non mi sorprese che lo conoscesse, tutti conoscevano Al e ne avevano timore, lui sembrava di no.
"Accomodatevi" ci fece spazio e noi senza farcelo dire due volte, entrammo nell'appartamento. Appena chiuse la porta si avvicinò a me a passo spedito "l'hanno presa..noi dobbiamo trovarla. Per colpa mia è finita nelle mani di quei bastardi"
Era patetico e la voce gli tremava parecchio
"Chi sono i bastardi in questione? Qualcuno a cui hai chiesto aiuto? Sei così ossessionato da me che faresti di tutto per affondarmi".
Abbassò la testa e sorrise "no! Non è mai stato questo...non è mai stata quella la mia intenzione" guardai Al che sembrava perplesso
"Bella questa... un'altra fottuta trappola?sono stanco di giocare,vinco sempre io quindi smettila"era vero, ero esausto di lui e tutte le sue cazzate, adesso avevo ben altro a cui pensare.
"Il mio vero nome è David Moore..." mi pietrificai sul posto, "sono il fratello di tua madre, la storia del professore che ha perso la povera mogliettina, ossessionato da te, è una copertura...una farsa, erano anni che ti cercavo.
Siccome ero minorenne anch io allora, non ho potuto chiedere l'affidamento e tuo nonno, cioè mio padre, era un gran bastardo proprio come il tuo..." stavo sognando, non era possibile "quando gli assistenti sociali ti hanno preso, avevo sedici anni, quando finalmente fui maggiorenne, ti avevano trasferito e casualmente i documenti erano stati perduti. Tu non te lo ricordi bene ma il primo mese lo hai passato in un orfanotrofio qui a Miami poi sei stato trasferito."
Continuai ad ascoltarlo senza riuscire a muovermi, non sapevo più neanche se stavo respirando, sentii la mano di Al sulla mia spalla .
"L'unica cosa vera è che lavoro nel campo della legge, FBI per la precisione, ho sfruttato molto la mia posizione, cambiandomi identità. Sono riuscito a non farmi beccare dai tizi corrotti che lavorano con te, so che anche nel mio lavoro c'è qualcosa che non va." Sospirò quasi sconfitto
"Ti ho ritrovato quando sei diventato il grande King, il più temuto e terrificante essere vivente.
Il cuore mi si spezzò in due quando una sera tenendo la tua foto tra le mani, rividi di nuovo gli occhi di tua madre, l'unico problema era che si trovavano sul volto di un criminale." Le lacrime rigarono il suo viso ed io in uno scatto d'ira mi avventai su di lui.
Lo tenevo schiacciato al muro con le mani al collo, ma chissà per quale motivo no riuscivo a stringere "Tutte stronzateee...stronzate e bastaaa..cosa vuoi da me?.." sentivo la vena del collo che stava quasi per scoppiarmi "hey Batman..io sono il tuo Robin ricordi?" Improvvisamente un flashback
"Va più piano che se ti sporchi i pantaloni tua madre mi uccide" zio David era un portento, quando arrivava lui mamma sorrideva ed io ero contento perché lui giocava con me."cazz...caspita sei veloce" risi mentre lui si sedeva sull'erba, aveva il fiato corto poverino. "Stavi per dire una parolaccia" continui a ridere e lui sembrava quasi avvilito "non dirlo a tua madre mi raccomando.. ti prego non spifferare nulla."
Ritornai serio e quasi offeso sollevai il mento in segno di sfida "non sono uno che spiffeta le cose, per chi mi hai pleso?" prima di rispondere scoppio' a ridere "beh ti ho preso per un bambino piccolo con un cervello da grande e comunque si dice 'spiffera' e 'preso' " continuò a ridere. Feci per andarmene perché non mi piaceva che mi prendesse in giro, lui mi prese per la manina "dove vai piccolino?" poi venimmo distratti dalla figura di mio padre che ci osservava da lontano, ero terrorizzato da lui . Zio David mi strinse la mano ed io mi voltai a guardarlo, "ricordi il nostro segreto?" Si avvicinò ed io lo guardai perplesso " hey Batman io sono il tuo Robin..combattiamo insieme..." sorrisi sentendomi ,stranamente ,più forte che mai..
Mollai subito la presa, diceva la verità..era il nostro segreto...
"Non capisco, tutte quelle infiltrate...Giulienne..perché ?"lui si sistemo' la camicia e poi prese a parlare "non volevo entrare nel tuo mondo, si sarebbero insospettiti e avrebbero creduto che il traditore che lavorava per te dell'FBI ero io..eh chissà quanti anni in galera avrei passato, altri anni senza sapere che diavolo stessi combinando. Era facile colpevolizzare me visto che sono tuo zio..ho dovuto faticare per tenerlo nascosto anche sul lavoro. Stavo cercando di tirarti fuori dai guai, da questa vita pericolosa e squallida." Mi passai le mani tra i capelli esasperato " lo facevi anche da bambino...quando eri arrabbiato o avvilito ti passavi sempre le mani tra i capelli" sorrise malinconico ed io in tutta risposta lo guardai con un cipiglio "basta con queste cazzate..smettila" mi infastidiva, non sapevo il perché ma i suoi sentimenti mi toccavano quasi e questo non doveva succedere.
"Continuando il discorso di prima...le ragazze che ti mandavo erano super addestrate, eh tu da vero mostro le hai uccise tutte ..loro mi servivano per capire se c'era ancora un po' di umanità in te, e quando avevo quasi perso le speranze, tra le mani mi arrivo' questo modulo di iscrizione con tanto di foto...Giulienne.." nel sentire il suo nome qualcosa dentro di me sembrò sciogliersi "indagai su di lei incuriosito, somigliava stranamente a tua madre...tranne per gli occhi. Quello che scoprii poi su di lei la rese la ragazza perfetta, sapevo che era ancora acerba e che era priva di addestramento, ma ciò che si portava dentro bastava a salvarti la vita.."
Si avvicinò cauto "so che non lo ammetterai mai a te stesso..tu provi qualcosa di molto forte per lei, ti ha cambiato. Anche solo il nominarla fa accendere quella luce di speranza nei tuoi occhi". La testa mi scoppiava, erano troppe informazioni tutte insieme, mi voltai a guardare Al che sembrava scioccato quanto me.
"Sono dalla tua parte Gabriel, fino alla fine...voglio aiutarti a trovarla, non merita quello che le sta succedendo. Sono più colpevole io di te.."
Era tutto così assurdo...ma cosa stava succedendo? Ero confuso...le nuove informazioni mi avevano destabilizzato, sopratutto ero avvilito perché erano passati già quattro giorni ed io non ero riuscito a ritrovarla...era troppo tempo che non la stringevo tra le braccia... mi sentivo sopraffatto da lei...
"Adesso cerchiamo di collaborare, dimmi ciò che sai ed io ti dirò ciò che so..cercheremo così di ricostruire i fatti" non sapevo cosa fare, una parte di me era così incazzata con lui ed un'altra parte voleva fidarsi per poter così ritrovare la mia Giulienne.
Scelsi la seconda...ero disperato e avrei fatto qualsiasi cosa pur di riaverla.
Lo guardai dritto negli occhi "Va bene...racconta prima tu.."
-
Salveeeeee, scoperte scioccantiiiii direii.
Questo è stato un bel capitolo da digerire, ricco di sorprese e colpi di scena.
L'ho sempre detto che ciò che sembra in realtà non è...
Purtroppo la nostra Giulienne è in un bel guaio, adesso la sua strada sarà in super salita e quello che leggerete nei prossimi capitoli purtroppo non vi piacerà tantissimo.
Il nostro king deve sbrigarsi a ritrovarla, le cose stanno andando davvero male..
Cosa ne pensate di Sam? E del professore che si è trasformato bello zietto?
Altre novità scioccanti vi attendono....
Alla prossimaaaa, tanti baci per voi
❤️😘
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