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Chapter 13

E non è vero che ci si abitua, si è sempre più stanchi, semplicemente .

Charles Bukowski

                                     ~~~

-Giulienne's Pov-

Passarono molti giorni da quel bacio,ed io non facevo altro che pensarci.Il giorno dopo quando scesi in cucina chiesi a Brenda dov'erano tutti e lei rispose che erano in viaggio d'affari, ero un po' delusa per il semplice fatto che non l'avrei visto per chissà quanti giorni.

Cercavo di tenermi occupata leggendo o guardando la TV, di tanto in tanto aiutavo Brenda in qualche faccenda domestica anche se lei si ribellava alla cosa.
Non facevo altro che pensare a lui, a cosa stesse facendo o se mi pensava di tanto in tanto, mi sentivo come una quattordicenne alle prese con la prima storiella d'amore.

Pranzavo e cenavo con Brenda e le altre cameriere con cui mi trovavo molto bene,Alissa una delle cameriere,era una ragazza madre con le palle, guadagnava molto lavorando per il King e questo le permetteva di mantenere suo figlio e sua madre unico genitore rimastogli, Dakota invece era una signora di mezza età che amava lavorare. Suo figlio era un medico e le diceva che non aveva bisogno di questo lavoro ma lei insisteva nel farlo. Adorava la sua indipendenza e sopratutto voleva tenersi occupata dopo la morte del marito, Cecilia invece era approdata in America dall'Italia per sfondare come ballerina nei video musicali ma ben presto si rese conto che non era un mondo che le apparteneva.

Le altre cameriere erano un po' antipatiche, era un gruppetto formato da quattro cameriere giovanissime che si sentivano privilegiate perché qualche volta avevano scopato con Damon, mi disgustava solo il pensiero. Si tenevano alla larga da noi, sopratutto da me,non mi interessava più di tanto, amavo stare con Brenda, Alissa, Cecilia e Dakota e questo mi bastava.

Le avventure di queste donne mi appassionarono e le ascoltavo con rapimento, a pranzo e a cena se ne uscivano sempre con storie diverse. Gli uomini che lavoravano qui a quanto pare pranzavano in un posto diverso, i due sessi non potevano amalgamarsi, che regola antiquata.

Loro non sapevano che ero stata praticamente sequestrata ma intuivano che c'era qualcosa di strano nella mia presenza in quella villa, non approfondirono mai il discorso per non mettermi in una posizione scomoda e lo apprezzai davvero tanto.

A differenza degli altri giorni questo sembrava essere quello più lungo, non sapevo il perché era una sensazione. Mi misi a letto subito dopo cena perché ero inspiegabilmente stanca, appena presi posto mi appisolai.
Degli schiamazzi mi fecero sobbalzare, qualcuno saliva le scale con molta difficoltà visto che sentivo rumori di cose che cadevano.
Mi alzai per andare a vedere di cosa si trattava, aprii la porta e mi affacciai, il mio cuore si frantumò in mille parti, era lui.. il king era tornato, era ubriaco fradicio e trascinava con se due ragazze altissime, ridevano tra loro come idioti mentre si dirigevano al piano superiore.

Mi richiusi di nuovo in camera, che idiota ero stata, io pensavo a lui e a cosa stesse facendo mentre lui scopava a destra e a manca. Corsi verso il letto e mi ci catapultai sopra a pancia in giù, nascosi la faccia nel cuscino e come un idiota cominciai a singhiozzare.
Piansi per tutta la notte, fino all'alba. Piangevo soprattutto perché provavo questo sentimento così forte mei confronti di un mostro, non potevo sopportare l'idea che forse ero come lui.. malata. Piangere per il proprio carnefice era da persona deviata.

La mia sopportazione era giunta al limite, mi stava consumando...

Ad un certo punto decisi di reagire, dovevo smetterla di crogiolarmi nel mio dolore, non avrei più pianto per lui.
Mi alzai e mi diressi verso il bagno, dopo una lunghissima doccia per lavare via l'ansia, indossai un vestito che mi fasciava il corpo perfettamente e metteva in risalto le mie curve, era molto corto , stile canotta lunga. Era molto semplice e bianco, un regalino di Amber, mi aveva lasciato qualche vestito nella speranza che cambiassi look.
Indossai un semplice stivaletto nero in pelle poi un filo di trucco e uscii dalla stanza, erano ormai le otto del mattino e non sapevo a che ora si sarebbe svegliato.

Scesi le scale e siccome ero la solita sfigata la prima persona che incontrai fu Damon, indossava solo i pantaloni della tutta ed aveva il volto impiastricciato di sonno, appena mi vide sgrano' gli occhi "la puttanella va a qualche festa per caso?" Dio quanto lo odiavo
"lasciami in pace idiota" lui rise divertito e poi   mi schiaccio' contro il muro.

"Tu mi desideravi, fingi di odiarmi ma desideri essere scopata da me già dalla prima sera che ci siamo incontrati al Lucifer" con le sue grandi mani prese le mie natiche e le strizzo' "lasciami subito pervertito " cercai di mollargli uno schiaffo ma lo paro'.
Avrei preferito che un cratere mi schiacciasse o che un leone mi sbranasse anziché essere scopata da lui.

"Me lo fai venire duro anche solo parlando" era davvero malato.
Cercai di scrollarmelo di dosso ma non c'era verso "dovresti vederlo bellezza è davvero grosso e ti farà davvero tanto male ma sarò buono cercherò di stare attento" mi salirono i conati di vomito solo al pensiero.
"Lasciami subito, mi fai ribrezzo" lui in tutta risposta cerco' di infilare la mano nei miei slip, non glielo permisi per quanto mi dimenavo.

"Che diavolo succede qui?" La voce del king fece si che Damon si allontanasse di scatto, non mi voltai a guardarlo ero ancora provata dall'accaduto,"ci stavamo divertendo un po', non dicevi che dovevamo andare d'accordo?" Damon da gran bastardo mi guardava con un sorriso da pervertito. Non dissi nulla, continuai a guardare altrove, mi facevano schifo tutti e due, mi staccai dal muro sistemandomi il vestito e me ne andai.

I segni della forza di Damon cominciarono a farsi evidenti sulle mie braccia. Si divertivano in questo posto a farmi dei lividi era praticamente uno sport per loro...lo sport cerchiamo di ammazzare Giulienne. Ero in veranda da sola, sapevo che se fossi andata in cucina me li sarei ritrovati tutti intorno,ad un tratto sentii dei passi alle mie spalle "eh così ti diverti con Damon" il suo tono era autoritario e la sua affermazione offensiva "pure se fosse...cosa importa a questo punto" ero esausta e non mi importava più nulla di cosa avrebbe pensato.

Continuavo a guardare fuori senza voltarmi, improvvisamente me lo ritrovai attaccato alla schiena, faceva scivolare le mani lungo le mie braccia, chiusi gli occhi istintivamente quando avvicinò la bocca al mio orecchio "tu sei solo mia.. nessuno che non sia io può toccarti" ce l'aveva duro, lo sentivo tra le mie natiche. "Questo vestito, voglio strappartelo di dosso" facevo difficoltà a respirare ma raccolsi tutta la forza che mi restava e mi allontanai da lui "lasciami in pace,mi sono già divertita con Damon" non mi voltai a guardarlo non ne avevo il coraggio, ma lo sentivo respirare velocemente come un toro infuriato.

Mi prese per un braccio e senza il minimo sforzo mi costrinse a stendermi a terra. "Ah si? Non ci credo" era sopra di me infuriato "si invece, non te ne sei accorto perché eri con quelle due puttane a scopare" ero più incazzata di lui. Sorride "aaah allora è questo Giulienne, stai cercando di farmela pagare. Non funziona così bambina, a questo gioco non puoi vincere, sopratutto contro di me" era un bastardo e lo sapeva "non ne sarei così convinto caro king, credi che nessuno sia disposto a scoparmi!?" lui aggrottò la fronte,"oh certo che sarebbero disposti a scoparti...ma non lo permetterò a nessuno, il primo che cercherà di toccarti lo faro' fuori, per quanto riguarda Damon credo che la lezione di prima l'abbia imparata bene" ah cosa si riferiva?

"Tu sei uno stronzo figlio di puttana" mi dimenavo per farmi lasciare, lui rideva sadico, mi sollevo' il vestito poi mi aprì le gambe e mi strappo' gli slip, abbasso'il pantalone della tuta e libero' il suo grosso membro dai boxer "sono giorni che desidero la tua fica stretta, la tua pelle morbida... voglio sentirti urlare Giulienne" continuavo a schiaffeggiargli il petto per allontanarlo "ho scopato con non so quante donne in questi giorni ma la tua immagine..i tuoi maledetti occhi...nessuna di quelle donne erano te" urlava per farsi sentire.

Mi fermai di colpo dopo aver ascoltato le sue parole, " che senso ha fingere che non sia così?voglio che tu sia solo mia ,e che gli altri accettino questa cosa o no...non sono problemi miei, dal tronde non mi è mai interessato di nessuno" cosa stava cercando di dirmi? "Dopo quello che è successo prima in corridoio, la gelosia che ho provato nei tuoi confronti, ho deciso di provarci" ero confusa "non ti prometto amore perché non so cosa sia, non sarò mai una brava persona, sarò il solito stronzo, non ti prometto fedeltà.." esitò un attimo " non so che razza di rapporto sto cercando di proporti ma quello di cui sono sicuro e' che include solo me e te, e nessun altro" non potevo credere a ciò che stavano sentendo le mie orecchie, mi stava proponendo un rapporto, ovviamente nel suo modo malato. Cosa avrei dovuto fare? Sarei sopravvissuta a questa cosa? Mi avrebbe fatto ulteriormente male? In quel momento smisi di farmi domande e presi la mia decisione.

Per fargli capire cosa ne pensavo lo baciai con passione, quando ci staccammo lui sorrise ,lo attirai a me con le mani sul suo fondoschiena "sei impaziente quanto me bambina" sistemo' la punta del suo membro all'ingresso della mia vagina , sprofondo' dentro di me con lentezza dolorosa.
Comincio' a spargere baci tra il collo e il petto e con una mano stringeva uno dei miei seni, "aaah la tua fica è il paradiso" era eccitato al massimo, poi prese a muoversi lentamente, io con le mani cercavo di spingerlo verso di me per farlo aumentare il ritmo "bambina non essere frettolosa, l'attesa genera maggior piacere" mi mordeva l'orecchio, la mascella ,io ansimavo e mi inarcavo sotto il suo peso.

"Ti prego..più veloce" sorrideva trionfante, le spinte cominciarono ad aumentare fino a diventare frenetiche e impazienti, i suoi colpi così duri mi fecero urlare. Mi baciò selvaggiamente poi improvvisamente si girò facendomi ritrovare a cavalcioni su di lui, mi sfilo' il vestito dalla testa dopo di che mi tolse anche il reggiseno.

Fece scivolare le sue grandi mani dai miei sei al mio ventre " il tuo corpo...ne ho visti tanti ma il tuo...non ha rivali" mi sentivo lusingata "adesso ti farò vedere come fare" mi prese dal bacino e mi sollevo' e abbasso' penetrandomi fino in fondo, con il respiro corto disse "così piccola... è così che devi fare". Cominciai ad imitare il suo gesto, le sensazioni che provai erano strane, mi sentivo padrona della situazione, mi sentivo dominatrice "si piccola..prendilo fino in fondo" aumentai il ritmo presa dall'estasi del momento, lo sentivo in profondità dentro di me, era così bello.

Lo osservavo dall'alto mentre godeva e la cosa mi eccitava ancora di più, affero' i miei fianchi per tenermi ferma e cominciò a scoparmi da sotto. Era così duro e grosso che cominciai a provare dolore, ma lui oramai aveva perso il controllo e spingeva dentro di me con foga.
Avevo paura che potesse aprirmi in due per quanta forza ci metteva nelle sue spinte,
"Ti piace Giulienne? Dimmelo ti piace il mio cazzo" era fuori di se "rispondimi"spinse più forte ed io sussultai, urlavo e ansimavo
"Ti piace il mio cazzo ? Rispondimi" avevo il respiro corto ma riuscii comunque s rispondergli "si..si mi piace il tuo cazzo"

Arrossii violentemente "arrossisci bambina? Guarda come ti fai scopare, senti come si contrae la tua fica intorno al mio cazzo" le sue parole mi eccitarono ancora di più, appoggiai le mie mani sulle sue per fargli capire che volevo muovermi anch'io e quando allentò la presa cominciai ad andargli in contro con il bacino, le mie spinte miste alle sue creavano un impatto violento, urlavo di dolore e piacere "si...così bambina " i nostri bacini erano sincronizzati e le nostre spinte pesanti.

Era una scopata urgente, una di quelle che servivano a sfogare tutta la frustrazione.
Il mio corpo su colpito da forti spasmi fino a quando un orgasmo potentissimo mi fece perdere lucidità ,non era come tutti gli altri, mi sentivo svuotata e non percepivo niente dall'esterno, per poco non persi conoscenza.

Lui ribaltò la situazione accorgendosi della mia stanchezza e riprese a scoparmi senza tregua, era instancabile, spingeva come un toro infuriato fino a quando venne anche lui pronunciando il mio nome.

Crollò su di me esausto, cominciai a ridere come un'idiota e lui fece lo stesso, ridemmo per un po' di tempo fino a quando lui si sollevò stendendosi accanto a me e comincio' a guardarmi serio "non ho sentito la risposta però" avevo capito a cosa si riferisse"beh quello che abbiamo appena fatto credo sia una degna risposta" sorrisi e lo fece anche lui "si!ma voglio sentirtelo dire" esitai un attimo"ci sto! Eh mi prenderò tutte le conseguenze del caso" lui scoppio' a ridere per la mia battuta ,poi ci guardammo dritto negli occhi e ci baciammo con dolcezza.

Vista da fuori questa situazione era veramente assurda, lui la rapisce e lei si innamora di lui perché era questa la verità, mi ero innamorata del mio carnefice. Da bambina guardando la bella e la bestia non mi sembrava così cattiva come idea innamorarsi del proprio sequestratore ma viverlo, il dolore che comporta e la pazienza, era tutta un'altra storia.
"Posso chiamarti per nome?" Lui rise "si perché me lo chiedi?" Io lo guardai felice "beh l'ultima volta che l'ho fatto sono finita nei guai" scoppio' a ridere, ed io non glielo avevo mai visto fare così tanto. In una sola mattinata aveva già riso due volte, era assurdo per me, lo conoscevo come il burbero bastardo sempre incazzato. "Gabriel" sussurrai contenta il suo nome e gli accarezzai il viso "mi piace il mio nome pronunciato da te" si avvicinò pericolosamente "Gabriel" ripetei il suo nome con tono sensuale "voglio che mentre ti scopo da dietro urli il mio nome" si sollevò di slancio e senza darmi il tempo mi ribaltò a pancia in giù sollevandomi il sedere.

Ero stordita per la velocità della situazione, sputo' nella mia fessura per poi penetrarmi con due dita "il tuo culo è perfetto" mentre lo diceva mi schiaffeggio una natica "mi prenderò anche questo" dopo aver bagnato le dita dei miei umori percorse il ponticello che univa la fessura della mia vagina fino all'ano.
Inumidì il buco grinzoso e piango ci inserì un dito, cercai di spostarmi ma lui mi tenne ferma, "non ti preoccupare andremo per gradi" sfilo' il dito e si abbassò dietro di me , allargò le grandi labbra e passò la lingua sul clitoride esposto a lui.

Succhiava, leccava e poi mi penetrava  con due dita, sarei impazzita a breve. Avevo il viso schiacciato sul marmo del pavimento e ansimavo come una gatta in calore.
Continuava a torturarmi con la sua lingua, mentre stavo per venire si fermò "no ma cosa.." non mi diede il tempo di parlare "non ti farò venire così, verrai in questo modo" nel dirlo sprofondo il suo membro duro dentro di me, in un solo colpo" urlai per la sorpresa.

Mi scopava mi scopava e mi scopava ancora senza tregua, non era mai sazio. Passammo l'intera mattinata in quella veranda "adesso dovremmo smetterla, credo sia ora di darci una ripulita, il King si arrabbia se a pranzo non siamo tutti ai nostri posti" lui mi osservava con un sorriso sfacciato "qualcuno lo definirebbe 'dispotico ' " sorrisi alla sua battuta "per quanto voglia scoparti ancora e ancora senza mai smettere, credo proprio tu abbia ragione, e l'ora di ripulirsi oggi ho molto lavoro da sbrigare" mi accarezzava i capelli con dolcezza.

Ero in camera mia e saltellavo come un idiota per tutta la stanza, ero felice.
Dopo una lunghissima doccia indossai un altro dei vestiti di Amber, semplice nero, era intrecciato al collo e privo di maniche, era molto corto ma non volgare. Decisi di indossare le mie amate converse per dare un tocco sportivo al tutto e raccolsi i capelli in una coda alta. Non mi truccai lasciai il mio viso acqua e sapone, poi mi avvisi verso la porta.

Raggiunsi la sala da pranzo dove mi aspettavano  i ragazzi seduti, il king arrivò subito dopo di me. Mi prese per mano e ci avviammo ai nostri posti, Damon aveva un occhio nero e non alzò lo sguardo neanche un attimo. Ecco cosa intendeva prima Gabriel, lo aveva pestato, Ian invece aveva un espressione sorpresa, per poco non gli cascava la mascella. Ci osservava, poi guardò Gabriel "vedo che segui i miei consigli" poi sospirò "ok fai come ti pare, ma trattala bene e non farle del male" mi colpì dritto al cuore,gli sorrisi amorevolmente e lui fece lo stesso. Gabriel si limitò a guardarlo, ci sedemmo e le cameriere cominciarono a servirci il pranzo.

Chiacchierammo tra noi mentre Damon mangiava e si teneva in disparte, non proferì parola per tutto il tempo e questo non mi fece che piacere.
Non riuscivo neanche a guardarlo per quanto mi facesse schifo,"adesso devo andare nel mio studio, ho un bel po' di lavoro che mi aspetta"
Si alzò e con mia sorpresa mi diede un bacio a stampo e poi andò via.
"Credi che scoparti il capo ti renda una di noi?" Damon che fino a quel momento mi aveva ignorata adesso mi guardava con un ghigno malefico, prima che potessi rispondere Ian interveni' al mio posto "quell'occhio nero avrebbe dovuto incoraggiarti a stare al posto tuo, adesso ho capito perché stamattina ti pestava. Sei già stato avvertito parecchie volte e   sai che lui non dà nessuna possibilità alle persone, tu sei stato privilegiato solo per l'amicizia che vi lega. Sai meglio di me che la prossima volta non si limiterà a pestarti", Damon si alzò di scatto facendo cadere la sedia, mi guardò in cagnesco e poi andò via.

"Grazie"Ian mi osservava serio "non devi ringraziarmi, siamo amici noi,ma devi promettermi che starai attenta" sapevo a cosa si riferisse, apprezzavo la sua preoccupazione. Feci si con la testa e lui sorrise "era un po' che non ci parlavamo, mi sei mancata" sorrisi anch io "anche tu mi sei mancato".

Finalmente ero in camera mia, ero esausta da tutto quel sesso mattutino e quel pranzo interminabile, mi tuffai a letto e sprofondai la faccia nel cuscino. Senza neanche rendermene conto mi appisolai, sentii un po' di freddo e aprendo gli occhi mi resi conto che la finestrella della mia camera era aperta, non ricordavo di averla lasciata così. Mi sollevai per richiuderla e mi resi conto che il sole era tramontato, dovevano essere le otto, avevo dormito tutto il giorno era incredibile.

A breve sarebbe salita Brenda a chiamarmi per la cena. Voltandomi mi ritrovai di fronte una figura incappucciata, mi pietrificai sul posto, appena si mosse cercai di correre verso la porta ma fu più veloce di me.
Mi afferro' dalla vita e mi lanciò sul letto, si lanciò su di me e mi tappo' la bocca con una mano, "hai risolto l'indovinello? Era semplice"
sussurrava con una voce rauca che mi metteva i brividi. Ero terrorizzata, bussarono alla porta io cercai di lamentarmi più forte per farmi sentire ma lui tirò fuori il coltello, me lo punto' alla gola "sta zitta o ti ammazzo". Smisero di bussare alla porta e a quel punto capii che ero spacciata.

Improvvisamente la porta si spalancò rivelando la figura del king incazzato nero, dietro di lui c'erano Ian e Damon "mettiamola così, se ti levi subito da lì ti ucciderò velocemente, se non lo fai staccherò pezzo per pezzo parti del tuo corpo, partirò cavandoti gli occhi" aveva gli occhi iniettati di sangue e cercava di mantenere una calma apparente.
"Non mi fai paura" il tizio incappucciato rideva
"Mmm mossa sbagliata amico" Damon sorrideva sadico.

Il king prese la pistola e senza dare il tempo a nessuno di capire cosa stesse succedendo, sparo' un colpo dritto alla gamba del tizio, lui scivolo a terra urlando mentre il king fece il giro del letto per raggiungerlo, lo afferrò dal braccio e cominciò a trascinarlo verso l'uscita, il tizio urlava per il dolore alla gamba ma lui non si fermo'. Era serio come se non avesse sentimenti quella parte di lui mi terrorizzava "Ian sta con lei " fece come gli disse e mi raggiunse subito, lui trascinò il
tizio fuori seguito subito dopo da Damon .

Erano passate ore dall'accaduto e Ian cercava di convincermi a scendere e mangiare qualcosa ma io non ne volevo sapere, ero ancora provata dall'accaduto poi avevo mille pensieri, mille domande...
"Ti prego scendiamo e mangiamo qualcosa, il mio stomaco si contrae dalla fame" alla millesima richiesta di Ian cedetti .
Scendemmo giu in cucina, mi sedetti sullo sgabello mentre Ian frugava nel frigo tirando fuori quella che doveva essere la cena ma che purtroppo non era mai arrivata a tavola per colpa di uno squilibrato incappucciato.

"Mmm lasagna, Brenda è davvero la regina delle lasagne, devi assolutamente assaggiarla" capivo che cercava di distrarmi ma io ero altrove con la testa. Mentre Ian ricavava due porzioni di lasagna dividendoli in due piatti sentii dei passi provenire dal corridoio.
Ian si fermò un'attimo fino a quando sospiro' di sollievo "siete voi" mi voltai e vidi Damon e il King, non indossavano gli stessi vestiti di prima e questo la diceva lunga. Il king aveva ancora i capelli bagnati segno che si era appena dato una ripulita "lasagna! beene " Damon sembrava euforico, prese altri due piatti e li porse ad Ian "ti sembro una cameriera io? Se la vuoi prenditela" certe volte erano proprio due bambini, litigavano tra loro per delle cazzate assurde.

Il king si sedette accanto a me e sembrava esausto, abbasso' la testa poggiando i gomiti sul bancone e tenne gli occhi chiusi per un po' " va tutto bene?" Ero preoccupata per lui, anche se sapevo che era forte anzi fortissimo ma sapevo anche che non era invincibile come pensavano tutti gli altri. "Ho solo mille pensieri per la testa, nulla che non possa risolvere" si voltò a guardarmi serio poi mi sistemo' una ciocca ribelle dietro l'orecchio, "hai avuto paura ?" Mi girai e gli baciai la mano "un po'! Ma poi il mio eroe con la sua armatura scintillante mi è venuto a salvare" lui rise "io non sono l'eroe, sono il cattivo" ci guardammo per un po', poi Ian spezzo' questo strano silenzio "senti, oh me lo levi di torno, oh gli ficco la testa nel microonde" Damon rideva alle sue spalle come un ragazzino dispettoso.

Dopo aver cenato alle due di notte, decidemmo di ritirarci nelle nostre stanze, non sapevo cosa fosse successo a quell' uomo o cosa intendesse dire con quella cosa dell'indovinello ma decisi che stasera non era la serata giusta per fare delle domande considerato l'umore del King.
Arrivai al mio piano e stavo per raggiungere la mia camera quando il king mi prese per un braccio "dove vai ?" Lo guardai confusa " in camera mia" lui quasi come se fosse una cosa ovvia disse"quella non è più camera tua, da stasera ti trasferirai in camera mia, dirò a Brenda di portare su tutte le tue cose"ero sorpresa e un po' spaventata "non ti farò del male, dormirai nel mio letto ed io sulla poltrona" lo guardai non sapendo cosa rispondere, e dissi un semplice "ok".

Mentre salivamo le scale ripensavo a tutto quello che era successo in questi giorni, ero finita dall'essere una prigioniera alla sua non so cosa in verità, ma sicuramente non ero più una prigioniera, non mi ci sentivo.
Gli presi la mano senza guardarlo e lui la strinse.
Dove ci avrebbe portato questa cosa tra noi? Un po' mi spaventava ma allo stesso tempo mi eccitava da morire....

-

Salveeeeee rieccoci con un nuovo capitolo, le cose tra il King e Giulienne finalmente sembrano andare per il verso giusto,ma non è tutto oro quel che luccica...
Accadranno tante cose..cose che vi terranno con il fiato sospeso.
Preparatevi
😘😘😘😘😘

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